Assalti portavalori: oggi i primi interrogatori

Banda sgominata voleva record del bottino più alto

L'accusa della Dda di Cagliari regge e per 15 dei 20 fermati sabato scorso perchè sospettati di far parte di una banda paramilitare specializzata negli assalti a portavalori, il Gip ha emesso altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere. Per dieci di loro, tuttavia, il giudice non ha ravvisato il pericolo di fuga, quindi il provvedimento di fermo non è stato convalidato.

Tutti e 15, comunque, restano in cella, gli altri cinque verranno sentiti domani. E' il quadro della prima tornata degli interrogatori di garanzia svoltisi oggi in diversi centri della Sardegna, ma anche in Lombardia, dopo il blitz congiunto della Polizia Stato e della Guardia di Finanza che ha portato in carcere 20 persone, tre sono ancora latitanti. Coinvolti i giudici delle indagini preliminari di Nuoro, Claudio Cozzella, Sassari, Antonello Spanu, Tempio Pausania, Vincenzo Cristiano, e di Pavia, Carlo Pasta.

Fermo non convalidato ma ordinanza di custodia in carcere per Michele Cherchi, Fabrizio Francesco Crisponi, Vittorio Fogu, Pietro Mereu e Salvatore Sanna, tutti reclusi a Bancali (Sassari). Analoga decisione per Giovanni Salvatore Pirisi, Mario Pirari, Gavino Pira, Pasquale Scanu e Carmelo Soru, detenuti a Badu 'e Carros (Nuoro). Convalida del fermo, invece, e applicazione della misura cautelare in carcere per Luca e Sergio Arzu - fratello e cugino dell'ex super latitante sardo Raffaele Arzu, conosciuto proprio per gli assalti ai portavalori anche nella Penisola - indicati al vertice della banda, e Angelo Lostia.

I tre, bloccati sabato a Voghera mentre preparavano per oggi un colpo da 15 milioni di euro, oggi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e rimangono in cella a Pavia. Convalida e ordinanza in carcere, infine, anche per Francesco Monni, comparso davanti al Gip di Tempio.

Tutti i giudici, emessi i provvedimenti, si sono dichiarati incompetenti e hanno inviato gli atti a Cagliari. Domani nel carcere di Lanusei saranno interrogati il vice sindaco di Villagrande Strisaili (Ogliastra) Giovanni Olianas, considerato la mente del gruppo criminale, i suoi due fratelli Gianluigi e Carlo Olianas, quindi Pietro Paolo Lotto e Fabrizio Manca.

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