Alcol a minorenni, ma bar sanzionato 7 volte resta aperto

Gioca sulla distinzione tra "somministrazione" e "vendita"

Sette sanzioni e tre sospensioni della licenza da parte della Prefettura non sono state sufficienti a chiudere un bar a Saluzzo (Cuneo), "pizzicato" in più riprese dal 2013 ad oggi, da carabinieri e finanza, per somministrazione di alcolici a minorenni, e su cui hanno preso posizione anche alcune associazioni di genitori.


    L'ultima sospensione risale a pochi giorni fa, quando al bar è stata notificata la chiusura per tre mesi, al termine all'istruttoria nata da una segnalazione della guardia di finanza. La recidiva alla medesima violazione accertata più volte dai carabinieri nei due anni precedenti, ha portato alla terza chiusura coatta. Ma, come accaduto in precedenza, i titolari hanno presentato ricorso al Giudice di pace di Saluzzo, ottenendo la revoca del provvedimento in via cautelare.

    L'esercizio commerciale ha così riaperto dopo pochi giorni.


    Il giudice ha concesso la sospensiva, rinviando a giugno la prima udienza di discussione. La difesa eccepisce sulla distinzione tra "somministrazione" e "vendita". Su questo punto gli inquirenti si rifanno invece al chiarimento del Ministero dello Sviluppo Economico che, dopo i dubbi interpretativi, ha precisato l'impossibilità di differenziare le condotte, a salvaguardia della ratio della Legge del 2012 per tutelare i minorenni dal consumo dell'alcol.   

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