Progetto Cia, coltivare tartufo Piceno

Collaborazione Univpm e Uniurb, nero e scorsone tra specie

Valorizzare la coltivazione del tartufo nel territorio del sud delle Marche: la Cia Agricoltori Ascoli Piceno, Fermo e Macerata è tra i principali promotori del progetto, insieme all'Università Politecnica delle Marche e all'Università di Urbino. L'obiettivo, spiega il direttore della Cia Massimo Sandroni, è "migliorare gli standard qualitativi del prodotto e aumentare le quantità". Nel Piceno grazie al terreno che caratterizza l'area interna il tartufo si trova in tutte e nove le tipologie che vengono commercializzate e per alcune specie si può anche coltivare: il bianco pregiato, il brumale, il moscato, il nero ordinario e il bianchetto. Le specie che invece vengono coltivate in provincia di Ascoli sono il nero pregiato e lo scorsone. Le aree in cui vengono coltivati i tartufi sono la zona di Roccafluvione fino ad Amandola, ma anche nell'area di Acquasanta. Le condizioni meteo stanno modificando anche la produzione del tartufo. Il riscaldamento del suolo permette ad esempio la coltivazione del tartufo anche a quote più elevate delle montagne del Piceno e questo potrebbe costituire un importante opportunità per le economie di quelle aree. Da qualche giorno è iniziata la stagione di raccolta del nero pregiato che si concluderà il prossimo 15 marzo e anche per questa specie si prevede una buona qualità. Quest'anno i tartufi hanno dovuto subire le conseguenze del meteo: il caldo della stagione autunnale non ha favorito lo sviluppo del prodotto.
   

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