• Caos Colosseo. Garante: modificare legge sugli scioperi

Caos Colosseo. Garante: modificare legge sugli scioperi

Ieri chiusi tre ore per assemblea i siti più importanti della Capitale

Continua a far discutere la chiusura di tre ore per assemblea dei siti più importanti della Capitale: Colosseo, Fori, Terme di Diocleziano e Ostia Antica. E così dopo il varo del decreto che equipara i musei ai servizi pubblici essenziali, il premier Renzi sull'Unità ribadisce: 'Mai più la cultura ostaggio dei sindacalisti'. E oggi la Cgil, mentre annuncia lo sblocco dei fondi dei salari accessori dei dipendenti, avverte: 'E' possibile uno sciopero a ottobre'. E il sindaco Marino precisa: 'Ok diritto sciopero ma nuoce a Italia'. E il garante chiede di cambiare la legge sullo sciopero.

Garante, dl occasione per modifiche legge 146 - La conversione del decreto varato ieri dal governo è "una straordinaria occasione per avviare in modo urgente una riflessione in ordine alla necessità di operare altre modifiche in ordine alla legge 146. Che il Parlamento non perda tempo". Lo afferma all'ANSA il Presidente dell'Autorita' di garanzia per gli scioperi Roberto Alesse. Il decreto legge "è una straordinaria occasione affinché il parlamento avvii una riflessione complessiva sulla legge 146, che resta una buona legge, che ha dato buoni frutti ma che necessita di essere attualizzata", spiega Alesse, che quindi sottolinea: "Penso a tutto il dibattito sulla rappresentatività sindacale, che secondo me è un altro nodo centrale da dover sciogliere e mi chiedo se non sia questa la sede, la conversione del decreto legge, per ampliare una riflessione".

Garante, aumentare poteri mediazione Autorità - 'Un "aumento dei poteri di mediazione del Garante in chiave di prevenzione del conflitto collettivo di lavoro, soprattutto con riferimento alle controversie di rilievo nazionale, dove in gioco non c'è solo l'interesse dei lavoratori, ma del Paese, a cominciare dalla difesa della sua immagine". E' quanto chiede, parlando con l'ANSA, il Garante per gli scioperi Roberto Alesse che ricorda come un "ddl Sacconi prevedesse", ad esempio, "la trasformazione dell'organo in un Autorità per le relazioni industriali a tutti gli effetti".

Garante, con decreto vaglio su assemblee sindacali - "La fruizione dei beni relativa al patrimonio storico artistico si configura come servizio pubblico essenziale da garantire e da tutelare nell'interesse della collettività". E' quanto afferma all'ANSA il Garante per gli scioperi Roberto Alesse spiegando il decreto varato ieri dal Cdm e sottolineando come, una volta che sarà convertito in legge assemblee come quella verificatasi ieri al Colosseo, saranno sottoposte "al vaglio dell'Autorità di garanzia".

Renzi, certe scene non potranno più accadere - "Abbiamo approvato un decreto legge che inserisce i musei nei servizi pubblici essenziali. Certe scene non potranno più accadere". Così il premier Matteo Renzi torna sulla vicenda del Colosseo chiuso, nella risposta ad una lettera su L'Unità. "Certo, alcuni sindacalisti pensano ancora di poter prendere in ostaggio la cultura e la bellezza dell' Italia. Non hanno capito che la musica è cambiata. Non gliela daremo vinta, mai. E il dl lo dimostra in modo inequivocabile. Cambierà, eccome se cambierà", conclude.

Cgil, possibile sciopero a ottobre -  "Ieri, in singolare coincidenza con l'assemblea sindacale in alcuni siti, è arrivato lo sblocco dei fondi per pagare i salari accessori di tutti lavoratori del Mibact per il 2014 e per il 2015. Evidentemente la mobilitazione è servita, a prescindere da quanto accaduto al Colosseo". Così all'ANSA Claudio Meloni coordinatore Cgil per il Mibact.  Ma "lo sblocco dei fondi per i salari accessori non spegne la mobilitazione perché la vertenza nazionale verte anche sulla richiesta di un piano occupazionale straordinario e sulle riforme che stanno generando caos organizzativo. Resta forte la possibilità dello sciopero che, se la situazione non si sblocca, potrebbe essere a ottobre. Sottolinea Meloni.

Marino, ok diritto sciopero ma nuoce a Italia  - La chiusura di ieri del Colosseo, "non fa bene al paese, alla città e all'immagine della capitale di Italia". Lo ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino in Campidoglio. "Non voglio entrare nella questione del diritto allo sciopero che va garantito e protetto, ma voglio ragionare" su quanto accaduto.

Colosseo chiuso per assemblea, ira Renzi sui sindacati  - Un'assemblea dei dipendenti, regolarmente autorizzata, lascia chiusi per tre ore di primo mattino a Roma i siti archeologici più importanti, dal Colosseo ai Fori, le Terme di Diocleziano, gli Scavi di Ostia Antica. E si ripete il copione di luglio a Pompei, con i turisti attoniti e inviperiti, tutti in fila sotto il sole cocente davanti ai cancelli sbarrati, beffati persino da un errore nella versione inglese del cartello affisso sull'Anfiteatro Flavio, che annuncia una chiusura fino alle "11pm". Questa volta però la polemica diventa una bomba affrontata a muso duro dal governo, che nel giro di poche ore vara un decreto che inserisce tutti i musei e i siti archeologi nella lista servizi pubblici essenziali, a fianco di scuola, ospedali, trasporti. "La misura è colma'' sbotta a metà mattina il ministro dei beni culturali Franceschini, sostenuto senza se e senza ma dal premier Renzi, che affida a twitter l'annuncio del provvedimento ("Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia"). Con i sindacati, che ora valutano lo sciopero, è scontro duro: "Strano paese quello in cui un'assemblea sindacale non si può fare", commenta sarcastica la leader della Cgil Susanna Camusso.

Anche se Franceschini assicura: "Il decreto che faremo non sfiora assolutamente i diritti dei lavoratori: si potranno fare assemblee e scioperi, ma secondo regole particolari nei settori che toccano i cittadini". E il premier concorda "Nessun attentato al diritto di sciopero", ribatte alla fine del Cdm, sottolineando che ci vuole più attenzione "per chi ama l'Italia" e raccontando di amici che hanno raccolto, oggi, l'amarezza di un gruppo di turisti americani, "senza parole", dice. Tant'è, incassato in serata l'ok del Consiglio dei ministri, il decreto andrà ora alla firma del Presidente della Repubblica e sarà in vigore dalla pubblicazione in gazzetta per poi seguire l'iter parlamentare che lo trasformerà in legge. "Ma c'erano tutti i caratteri di urgenza e necessità", sottolinea Franceschini, alludendo ai precedenti di Pompei e dello stesso Colosseo, ma anche alle proteste annunciate per il settore nei prossimi giorni. Contenuto in un solo articolo, il provvedimento è stringato, si limita ad inserire i luoghi importanti della cultura nella legge del 1990 che disciplina i servizi pubblici essenziali, come i trasporti, per esempio. "Un principio di civiltà", fa notare il ministro, ricordando che "vale per tutti i musei statali, comunali, pubblici e non". Se con i sindacati è muro contro muro ("La vertenza sui beni culturali potrebbe portare ad uno sciopero nazionale e le dichiarazioni odierne del ministro Franceschini certo non aiutano. Cgil, Cisl e Uil hanno già avviato le procedure previste dalle legge", spiega il coordinatore nazionale Cgil per il Mibact Claudio Meloni) tra le associazioni e nel mondo della politica il plauso è generale.

"I sindacati che chiudono Colosseo e Fori in faccia a ignari turisti stranieri fanno male anche a te, digli di smettere", twitta dal centro destra Maurizio Lupi. Mentre anche il leader dei Conservatori e Riformisti, Raffaele Fitto chiede "una svolta sul diritto di sciopero" e il leader dell' Ncd Alfano chiede che venga approvata "subito la legge di Maurizio Sacconi sulla regolazione dello sciopero, a tutela degli utenti dei beni pubblici". Il presidente della regione Liguria Toti parla di "ennesima figuraccia internazionale", il sindaco di Verona Tosi invita a "cacciare i dirigenti incapaci di gestire il patrimonio artistico", Calderoli parla di "ennesima figuraccia". Sul fronte della maggioranza, il presidente della commissione cultura di Palazzo Madama Andrea Marcucci nota che la chiusura per assemblea "fa male all'Italia". Boccia parla di "giustificazioni inaccettabili" da parte di chi ha chiuso i cancelli del Colosseo ("è uno schiaffo alla storia stessa del sindacato italiano"). Applaudono le associazioni ("serve un codice che rispetti di più i nostri turisti", fa notare il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca) mentre il presidente della Commissione italiana Unesco Puglisi accusa i sindacati di danneggiare il turismo e favorire "i concorrenti dell'Italia". Fuori dal coro lo storico dell'arte Tomaso Montanari che punta il dito sulla carenza di personale e di fondi nella quale versa il settore. Franceschini respinge l'accusa: "I sindacati sanno che io per primo sono impegnato per risolvere il problema. Anche oggi, mentre era in corso l'assemblea c'era un incontro per risolvere la questione straordinari non pagati".

"Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia. Oggi decreto legge #Colosseo#lavoltabuona". Così Matteo Renzi su twitter.

 

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