Rinasce chalet dei Torlonia ad Avezzano

'Casino Caccia' era padiglione expo, ora simbolo cultura Marsica

(ANSA) - AVEZZANO (L'AQUILA), 16 APR - Rinasce, dopo il restauro che ne ha restituito i colori originari e garantito la stabilizzazione della struttura, lo chalet dei Torlonia, in pieno Parco Torlonia, ad Avezzano. L'opera, conosciuta come 'Casino di caccia' e realizzata nel 1891, venne acquistata dal principe Torlonia e diventò il primo padiglione agroalimentare nell'esposizione di Palermo. La struttura ottagonale, tutta in legno, con intrecci di rami che incorniciano il portico, infatti, è concepita come una sorta di kit di montaggio che consente di smontarla e trasferirla a seconda delle esigenze.
    Oggi il 'Casino di caccia' è stato restituito alla città e rappresenta il simbolo del futuro di questa terra, al centro di un Parco che, "dopo 100 anni", ha detto il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, verrà aperto, entro un mese, al pubblico.
    Il restauro dell'opera, che ha superato indenne il sisma del '15, è stato donato dagli edili di Ance L'Aquila, e fortemente voluto dal presidente del Consiglio regionale.

È proprio il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, a sottolineare il significato dell'inaugurazione del 'Casino di caccia': "Con la consegna di questa struttura - dice il presidente dell'Assemblea regionale - vogliamo dare inizio al percorso di costituzione di un polo culturale che prevede, oltre al 'Casino di caccia', anche l'apertura del parco in cui è inserito, il recupero del palazzo Torlonia, il recupero dei granai e la nascita di un camminamento verso il Castello Orsini riconnettendo in questo modo il parco con la piazza esterna". Una richiesta di polo culturale, aggiunge Di Pangrazio, "su cui la Regione si è resa disponibile" e per cui esiste un progetto da 4,7 milioni di euro, riferisce il presidente del Consiglio regionale, all'interno del Masterplan. Il 'Casino di caccia' ha ricevuto la benedizione del Vescovo dei Marsi, mons.Pietro Santoro, secondo il quale il saluto di oggi "non è uno dei tanti momenti evocativi ma un momento straordinario per le potenzialità aperte al futuro. Questa città e questo territorio devono tornare ad essere affamati di cultura che significa riprendere in mano il futuro di questa terra. La Marsica - conclude Santoro - è terra da amare che non vuol dire lanciare uno slogan sentimentale ma far scattare un'appartenenza territoriale. Da qui l'importanza di un polo culturale, come evidenziato dalla soprintendente Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo, Maria Giulia Picchione, secondo la quale il restauro del Casino di caccia "rappresenta il primo tassello di un progetto di recupero complessivo dell'intero parco". E, prosegue, "l'evento odierno sta a testimoniare come la sinergia tra Istituzioni statali, regionali, comunali, e in questo caso, anche tra un'importante associazione di categoria come l'Ance, possa contribuire oltre che al restauro di questa opera, a far recuperare ai cittadini di Avezzano la loro memoria storica, devastata non solo dal terremoto ma anche dal post sisma del 1915". "Come presidente di Ance L'Aquila - ha detto Giovanni Frattale che, come associazione ha finanziato il restauro per 40mila euro - vorrei moltiplicare mille volte questa giornata".

Per quanto riguarda il restauro, riferiscono gli esperti della Soprintendenza, Antonella Lopardi e Aldo Pezzi, per riportare allo splendore la struttura in legno del Casino di caccia, costituito da castagno, pino e larice, alle vernici, che avrebbero prodotto una colorazione nerastra, è stata preferita una paglietta d'acciaio leggera; sono state quindi stuccate le spaccature provocate dai becchi di uccelli ed è stato stabilizzato il tetto. I lavori hanno permesso infine di restituire in tutta la sua bellezza la volta interna del soffitto affrescata con disegni che richiamano a una pergola. 

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