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20 marzo, 00:18 Foto

Roma a rapporto da curva, Garcia: 'ora alla guerra'

Montella: la svolta a Verona. Salah? Solo Messi più veloce...

Eliminata e contestata. Finisce nel peggiore dei modi l'avventura della Roma in Europa League, con Totti e compagni chiamati sotto la Curva Sud a chinare il capo dopo il 3-0 subito dalla Fiorentina. "Vogliamo undici Garcia" urla il settore più caldo della tifoseria giallorossa, che a metà primo tempo abbandona gli spalti per poi tornare a ruggire nel finale di partita. Il tecnico francese è l'unico a salvarsi ("Garcia non si tocca, a chi non sta bene: calci in bocca!" lo striscione esposto non appena inizia la gara) al termine di una serata che sarà ricordata a lungo per il faccia a faccia della squadra con la tifoseria. "Mercenario levate la maglia" il coro più gettonato, "Ci vediamo in discoteca" quello per far capire ai giocatori di non farsi vedere troppo in giro. Montella si gode la serata magica in viola (''da Verona la squadra ha cambiato passo ed e' cresciuta, questo successo e' meritato'') e Salah, 'rimpianto giallorosso: ''Nel cambio con Cuadrado ci abbiamo guadagnato: solo Messi e' più veloce di lui palla al piede''. ''La squadra ha fatto quel che chiedeva Montella - spiega Pradè, ds anche lui come il tecnico ex giallorosso -, aggredire da subito la Roma, e ha giocato 25' iniziali splendidi. La forza di questo gruppo la vedete da un particolare: quei giocatori indisponibili che hanno preso un treno per venire a Roma ed esserci lo stesso''. Dall'altra parte, c'e' un ambiente in ebollizione, e una squadra incapace di vincere; starà a Rudi Garcia cercare una soluzione per salvare il salvabile, ovvero quel secondo posto che i tifosi non voglio assolutamente cedere alla Lazio. Il sorpasso dei cugini sarebbe la goccia di troppo, quella che fa traboccare il vaso.

"Per fare una stagione accettabile dobbiamo qualificarci per la Champions, io voglio giocarla anche l'anno prossimo - ammette Garcia -. Ci sono undici battaglie da fare in campionato per vincere questa guerra. E adesso le cose sono due: o molliamo, ma non sarò io a farlo nemmeno per un secondo, o alziamo la testa e ci risolleviamo. Ed è questa cosa che mi aspetto dalla squadra. Ai giocatori ho giù detto che chi avrà carattere e personalità mi può seguire, perché è con loro che risolleveremo la Roma, chi sarà troppo debole invece non mi interessa". "La delusione adesso è enorme, sono mortificato, ma domattina torno subito a combattere. In questo momento di sofferenza il messaggio alla squadra è questo: nella difficoltà come adesso si vedo i veri uomini, e io andrò alla guerra - ribadisce il tecnico -. Adesso siamo soli contro tutto e tutti, ma questa cosa ci deve caricare, la stagione può ancora finire bene. Ci dobbiamo credere anche se nessuno crede più in noi. E se serve morire in campo ok, ma l'unica ricetta per venirne fuori è tornare a vincere". A fine stagione poi, come Garcia ha già avuto modo di spiegare, si faranno i conti. Un concetto caro anche Walter Sabatini. "Il periodo che stiamo attraversando è nefasto, ma dobbiamo trovare la forza di andare avanti e combattere per l'ultimo obiettivo che è rimasto e che probabilmente è il più importante" sottolinea il ds, prima di addossarsi la totalità delle colpe del momento nero della Roma: "Questa squadra e l'allenatore ha scontato degli errori che ho fatto io, e ne dovrò tenere conto. A gennaio ho sbagliato mercato, dovevamo rinforzare l'attacco, mentre le scelte non hanno prodotto risultati. La responsabilità degli errori è esclusivamente mia. Quello che ho detto però varrà in futuro, adesso nessuno scappa, dimettersi oggi sarebbe una fuga". Per i saluti insomma ripassare a fine stagione

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