Apple difende App Store, a sviluppatori diamo flessibilità

Dagli acquisti di beni digitali 120 mld dlr di entrate

Apple torna a difendere l'App Store, il suo negozio di applicazioni, che nei mesi scorsi è finito al centro delle polemiche dopo che Spotify ha accusato la compagnia di Cupertino davanti all'Antitrust Ue di abusare del controllo sulle app, limitando quelle che le fanno concorrenza. In una nuova pagina del suo sito, Apple spiega i principi e le pratiche alla base del negozio, e sottolinea: agli sviluppatori offriamo una piattaforma e diamo flessibilità.

Rispondendo alle critiche sul pagamento chiesto agli sviluppatori, Apple evidenzia che per le applicazioni gratuite con o senza pubblicità, e per quelle che vendono prodotti e servizi 'reali' come Amazon o Airbnb, la compagnia non percepisce entrate. Apple prende invece il 30% degli acquisti all'interno della app relativi a funzioni o contenuti aggiuntivi, come in Candy Crush.

"Ad oggi nel mondo gli sviluppatori hanno incassato oltre 120 miliardi di dollari dalla vendita di beni o servizi digitali nelle app distribuite dall'App Store", si legge. "Abbiamo sviluppato l'App Store con due obiettivi in mente: creare un posto sicuro in cui i clienti possono scoprire e scaricare applicazioni, e dare agli sviluppatori una grande possibilità di fare affari", rimarca Apple nella pagina.

Dal lancio del negozio di app, si legge ancora, è nata "un'intera industria" che ha generato 1,5 milioni di posti di lavoro in Usa e 1,57 milioni in Europa.
   

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