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Rapporto Reuters, sito ANSA terzo tra Top Brands

Calano fonti tradizionali, cresce web. Poca fiducia nei media

L'ANSA è il terzo sito italiano per utilizzo settimanale e come fonte di notizie su Internet nel Paese. E' quanto emerge dall'indagine annuale dell'Istituto Reuters di Studi sul giornalismo, che ha stilato la classifica dei Top Brands. Il sito dell'agenzia è utilizzato settimanalmente dal 23% degli intervistati, mentre è considerato principale fonte di notizie dall'8%. Davanti all'ANSA ci sono Repubblica.it, utilizzato dal 33% degli intervistati e considerato come fonte principale dall'11%, e TgCom24 con rispettivamente il 28% e il 10%. SkyTG24 è terzo a pari merito con l'ANSA per utilizzo settimanale e quarto nella classifica delle fonti principali con il 7%. Quinto Il Corriere della Sera con il 21% e il 4%.

L'indagine, condotta da YouGov su 50 mila persone di 26 Paesi di tutto il mondo, analizza anche il quadro aggregato di tv, radio e carta stampata. La Rai (Tg1, Tg2, Tg3, TgR) è largamente in vetta con il 64% e il 23%. Segue Mediaset (Tg4, Tg5, Studio Aperto) con il 53% e il 19%, SkyTg24 con il 36% e l'11%, RaiNews24 con il 36% e il 6%, TgLa7 con il 32% e il 6%, TgCom24 con il 30% e il 5%, La Repubblica con il 30% e il 4%, Ballarò con il 29% e l'1%, Il Corriere della Sera con il 25% e il 3%; Porta a Porta con il 21% e lo 0%, Quinta colonna con il 21% e il 2%, La Stampa con il 21% e il 4% e Il Sole 24 Ore con il 18% e l'1%.

La situazione generale, delineata dal rapporto, è quella di un Paese in cui la tv resta di gran lunga la fonte principale di notizie, nonostante il lento declino delle reti generaliste. Tra il 2010 e il 2014 i media tradizionali hanno perso il 12% in termini di ricavi. E' la carta stampata a soffrire maggiormente e, in un paese già caratterizzato da una scarsa propensione alla lettura, a perdere ulteriormente terreno. Il calo dei ricavi, sempre tra il 2010 e il 2014, è di ben il 30%. Sale invece l'uso di Internet, anche se le risorse raccolte non sono in grado di compensare le perdite derivate dall'attività tradizionale. Il 16% degli intervistati sostiene di pagare per le notizie online, ma in realtà si tratta di acquisti una tantum di singole edizioni, perché solo il 4% ha sottoscritto abbonamenti digitali con un esborso annuale medio di circa 40 euro. Basso in generale il livello di fiducia nei media: il 42% si fida delle notizie che legge, il 43% delle aziende editoriali e solo il 33% dei giornalisti.
   

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