5G, i rischi e le opportunità per la sicurezza informatica

Dall'IA al machine learning, serve rinnovare le misure di difesa

Antonino Caffo (ANSA) - MILANO, 04 NOV - La maggior parte dei paesi al mondo sta lavorando a piani per facilitare l'implementazione globale del 5G già entro i primi sei mesi del 2021. Gli esperti del settore concordano sul fatto che la tecnologia offrirà un potenziale illimitato per migliorare la vita umana, dallo sviluppo di connessioni più affidabili e veloci alla lotta al crimine digitale. E proprio sotto questo punto di vista è interessante valutare in che modo il 5G permetterà ai team specializzati su larga scala di prevenire, contrastare ed eludere molte delle minacce che oggi impattano sia sull'utente privato che su molte aziende.
    Un fatto innegabile nella realizzazione delle reti 5G è il ruolo centrale svolto dall'intelligenza artificiale (AI) e dagli algoritmi di apprendimento automatico. Il motivo è che le stesse innovazioni che i consumatori potranno sfruttare grazie al nuovo standard potrebbero essere utilizzate dai criminali informatici per condurre le proprie attività di cybercrime. Ad esempio, lo scenario della guida autonoma, il cui successo dipende fortemente dal 5G, porta con sé tanti dubbi circa la necessità di proteggere la grande mole di informazioni in ingresso e in uscita che un veicolo del genere comporterà.
    L'uso dell'AI, in ambito di cybersecurity, non è una novità ma è con il 5G che le operazioni di prevenzione potranno dare un vantaggio sostanziale ai team di sicurezza che difendono gli utenti. Il focus è allora su temi quali i penetration testing, ossia quei software che "mimano" il comportamento degli hacker per cercare di anticipare le loro mosse. Se finora piattaforme simili erano già possibili, con la minore latenza (tempo che intercorre tra "domanda" e "risposta" di un dato) del 5G ci si assicura di svolgere davvero in tempo reale quelle attività che consentono di alzare mura contro gli attacchi, senza interrompere il normale flusso telematico (ossia la connessione web). Dal punto di vista della security, la maggior parte degli attacchi veicolati tramite reti 5G riguarderà i software utilizzati per i processi importanti. Avremo quindi sempre più bisogno di contromisure basate su soluzioni intelligenti. Il vantaggio, in tal senso, è che programmi proattivi IA sanno "autoapprendere" in base al contesto di riferimento e aggiornarsi all'occorrenza, per adattarsi efficacemente a un determinato ambiente.
    Secondo gli analisti, il mercato della sicurezza 5G crescerà fino a 4,02 miliardi di dollari entro il 2023. Ma non può ridursi tutto alla "vendita" dei servizi. Servono anche linee guida condivise e riconosciute, che tutelino gli utenti finali e le imprese. Oltre a ciò, si sente ancora di più la necessità di interventi a supporto della formazione dal basso, così che si mettano in evidenza i rischi principali dietro l'adozione del 5G che, di fatto, rappresenta un salto generazionale anche per hacker e criminali, sempre pronti a cogliere velocemente i nuovi trend della tecnologia. (ANSA).
   

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