Coronavirus, smartwatch a -13% primo trimestre

Analisti, colpita la produzione ma ripresa nel secondo semestre

Il dinamico settore dei dispositivi tecnologici indossabili subirà, a causa del coronavirus, una brusca frenata su scala mondiale che peserà soprattutto su smartwatch e braccali da fitness, in flessione del 13% nel primo trimestre. Lo prevedono gli analisti di Idc, secondo cui tuttavia sarà solo una battuta d'arresto prima della ripresa.

Secondo le previsioni, la pandemia di Covid-19 causerà problemi alla produzione nella prima metà dell'anno, con il risultato che le consegne globali di indossabili nel 2020 registreranno un incremento annuo di appena il 9,4% rispetto al +89% messo a segno nel 2019. A trainare saranno le cuffie e gli auricolari senza fili.

"Nel breve termine gli orologi e i bracciali da fitness subiranno un impatto negativo. Per il primo trimestre stimiamo un calo congiunto del 13%, perché molte fabbriche in Cina hanno problemi di produzione a causa della carenza di manodopera e componenti", spiega l'analista Jitesh Ubrani. Per il secondo trimestre, l'attesa è di un -7,1%, cui farà seguito "una lieve ripresa nella seconda metà dell'anno grazie al ritorno alla normalità nella produzione".

Stando agli esperti, nel 2020 si metteranno in commercio 368,2 milioni di dispositivi indossabili a livello globale. A fare la parte del leone saranno le cuffie e gli auricolari, con 203,8 milioni di unità rispetto ai 170,5 milioni del 2019), seguiti da smartwatch (95 milioni contro i 92,4 milioni dell'anno precedente) e bracciali (65,1 milioni, in calo rispetto ai 69,4 milioni del 2019).

Le stime degli analisti arrivano fino al 2024, quando si prevedono consegne complessive di 526,8 milioni di device indossabili, di cui 301,5 milioni di auricolari, 149,5 milioni di orologi e 69,8 milioni di bracciali.
   

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