Nba, Gallinari. 'Mai pensato di non giocare'

Il campione azzurro pronto scendere in campo a Orlando

Danilo Gallinari ci sarà nella bolla di Orlando. Il campione del basket azzurro si sta preparando intensamente in vista della ripresa del campionato Nba a fine luglio nel campus del Walt Disney World Resort, un luogo gestito in sicurezza e in completo isolamento rispetto al mondo esterno per evitare possibili contagi da coronavirus. A differenza di altri colleghi, che probabilmente decideranno di non giocare, per i più diversi motivi, questo finale anomalo di campionato nel regno di Topolino, Gallinari in una conference call, di cui Skysport riporta stralci, ha invece confermato la sua piena intenzione di scendere in campo. "Quello per cui stiamo combattendo e quello per cui giochiamo è molto più importante della free agency" ha detto il campione, allundendo al fatto che il suo contratto con gli Oklahoma City Thunder è in scadenza e avrebbe potuto starsene a riposo, e seguire l'andamento del mercato. Gallinari durante tutto il periodo della pandemia è rimasto a Oklahoma City invece che rientrare in Italia, si è allenato intensamente in modo individuale. "La cosa più difficile sarà ritrovare il ritmo partita perché gli allenamenti individuali non possono replicare le sensazioni di una gara".
    Gallinari è sempre rimasto in contatto con i suoi compagni, con i quali in questi mesi ha studiato situazioni di gioco.
    "Mentalmente saremo pronti, abbiamo fatto tutto nel modo giusto". Quanto alla ripresa del torneo dopo il lungo stop, "è stato necessario un lavoro enorme e tantissima preparazione per creare la bolla in un ambiente sicuro" ha detto il 32enne Gallinari, che ha elogiato il lavoro del suo compagno di squadra Chris Paul, presidente dell'associazione giocatori: " il lavoro che ha fatto è semplicemente straordinario. Sono convinto che la situazione sarà sotto controllo: se le regole verranno rispettate, penso che tutto andrà per il meglio. Se alcuni non lo facessero sarebbe tremendo, una mancanza di rispetto per tutto il lavoro che è stato fatto dalla NBA per creare un ambiente sicuro". 

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