Lega a congresso: Bossi parla, platea divisa tra urla e applausi

A Congresso prima urla 'fuori-fuori', e poi in piedi per lui

Una parte della platea del congresso della Lega Nord di Parma ha contestato, durante il suo intervento, l'ex segretario Umberto Bossi. Mentre stava osservando che alle primarie per l'elezione del segretario hanno votato poche persone, un gruppo ha cominciato a urlare 'Fuori, fuori' ed ha alzato dei cartelli con scritto 'Salvini premier'. Bossi ha così deciso di terminare il suo discorso. Un'altra parte della platea a quel punto ha invece applaudito e si è alzata in piedi. Al suo arrivo al congresso Bossi aveva detto: "Mi fermo, non me ne vado. Dipende tutto dal programma, cambiando i programmi penso che ci sia ancora qualcosa da salvare"

Pomo della discordia è il tema del Nord e della secessione. Arrivando al congresso aveva parlato Matteo Salvini ribadendo l'impostazione federalista. Prima il Nord? "Prima gli italiani, in questo momento storico l'emergenza lavoro, sicurezza, futuro riguarda tutta Italia, quindi prima gli italiani. Per tutto: lavoro, case popolari, legittima difesa", ha detto Salvini. "La nostra battaglia adesso è a livello nazionale, da nord a sud, tornerò a Palermo, all'Aquila, in Puglia e in Calabria, solo così l'Italia può vincere. Penso che l'Italia stia insieme se rispetta le sue identità e le sue diversità in senso federale: io sono federalista, non voglio dividere, ma voglio unire". "L'emergenza al nord, ma soprattutto al sud, è il lavoro. La Lega è il movimento del futuro, la Lega della speranza del lavoro di chi non vuole scappare all'estero. E quindi se Calabria e Sicilia hanno il 60% di disoccupazione giovanile, vuol dire che tutti gli altri da destra a sinistra hanno fallito. Bisogna esportare il buon governo di Lombardia, Veneto e Liguria a livello nazionale". 

Bossi, se diventa Lega del sud non mi interessa più - "Io feci partire la Lega contro il centralismo e lì starò, io vado dove c'è da fare questa battaglia, se la Lega Nord diventa Lega sud non m'interessa, ma non ho abbandonato la speranza. Se vado via o non vado via è una cosa che hanno inventato i giornalisti". Così Umberto Bossi, dal palco del congresso federale della Lega Nord di Parma. "Non era mai capitato che votasse solo il 50% - ha detto Bossi -bisogna studiare il perché, ci deve essere la voglia di partecipare, non possiamo rassegnarci. Io non tiro conclusioni, ma uno problemi principali è che ci preoccupiamo troppo del sud, al sud non gliene frega niente dell'immigrazione, perché l'immigrazione sbarca al sud e poi viene al nord. Il sud ha bisogno di sviluppo, il nord non può dare più nessun aiuto, non ha neppure i soldi per badare a se stesso".

"Dico a Umberto che questa è la sua famiglia, la sua casa e la sua comunità". Così Matteo Salvini dal palco del congresso federale della Lega Nord si è rivolto a Umberto Bossi, ricordando come 15 anni fa lo chiamasse a casa nel cuore della notte per insultarlo. "Diceva che non capivo niente allora e coerentemente dice che non capisco niente adesso. Accetto il vaffanculo di Bossi, ma non di chi cerca di imitarlo senza aver fatto quello che ha fatto lui", dichiara Salvini.

Bossi mi insultava 15 anni fa e quindi può farlo anche oggi, non proverò mai rancore. Sono abituato ai suoi insulti da 15 anni e vorrei continuare anche per i prossimi 15". Così Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, ha auspicato che Bossi non lasci il movimento da lui fondato. "Noi non siamo il partito delle correnti - ha detto rispondendo ad alcune domande che si basano soprattutto sulle politiche settentrionaliste - e io non butterò mai fuori nessuno".

"Grazie a Salvini, quando si fa il segretario ci sta di ricevere valanghe di critiche, ma da oggi fine di tutto, la Lega è una, Salvini è il segretario e noi siamo dalla tua parte. Siamo leali, quello che tutti dirai è la linea: chi ci sta ci sta, chi non ci sta fora dai ball". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni dal palco del congresso federale di Parma.

   

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