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Sparatoria in Texas, la rabbia dei genitori: "Gli agenti non sono entrati subito"

Testimone: 'Si sarebbe potuto fare di più, erano impreparati'. Marito dell'insegnante uccisa muore d'infarto per il dolore

Gli Stati Uniti sono ancora sotto shock per la strage alla scuola elementare di Uvalde, in Texas.

Diciannove bambini e due adulti, di cui un insegnante, sono stati uccisi a sangue freddo in classe da un ragazzo di 18 anni, Salvador Ramos.

Mentre gli inquirenti stanno cercando di capire perché siano passati dai 40 ai 60 minuti prima dell'intervento delle forze dell'ordine, testimoni raccontano all'Associated Press che gli agenti sono stati esortati da una "folla frustrata" ad entrare nella scuola elementare dove il 18enne Salvador Ramos stava compiendo una strage. Javier Cazares, la cui figlia di 8 anni Jacklyn è stata uccisa nell'attacco, ha detto di essere corso a scuola quando ha saputo della sparatoria e quando è arrivato la polizia era ancora fuori dall'edificio. Sconvolto, ha proposto di entrare lui stesso. "Si sarebbe potuto fare di più, erano impreparati".

Le squadre speciali della Border Patrol Tactical Unit sono arrivate nella scuola elementare di Uvalde "un'ora dopo" l'ingresso del killer e lo hanno ucciso. Lo ha detto la polizia del Texas in una conferenza stampa sulla strage confermando sostanzialmente le indiscrezioni dei media sui tempi dell'intervento senza spiegare perche' ci abbiano messo così tanto. La polizia locale e le guardie di sicurezza della scuola "sono entrate dopo quattro minuti. Hanno sentito colpi di arma da fuoco, hanno fatto dei giri di ricognizione e poi si sono messi al riparo", ha detto ancora il direttore generale.

Il marito di Irma Garcia, la maestra della scuola elementare di Uvalde, uccisa mentre faceva scudo con il suo corpo ai piccoli allievi, e' morto d'infarto, due giorni dopo la strage che e' costata la vita alla moglie. Familiari hanno sottolineato che Joe Garcia "e' morto per il dolore". Joe e Irma erano sposati da 24 anni e avevano quattro figli, il maggiore appena entrato nei Marines, la piu' piccola alle scuole medie.

 

Un massacro che allunga la striscia di sangue negli Stati Uniti dove ci sono state più di 200 sparatorie di massa dall'inizio dell'anno.

I bambini e le due maestre uccise nella sparatoria erano tutti nella stessa classe, una quarta (frequentata di solito da alunni di 9-10 anni): lo riferisce la Cnn.

Il killer era un diciottenne senza precedenti penali, senza alcun problema mentale conosciuto. Ha usato un fucile AR-15 e "l'unico segnale" che una strage era all'orizzonte era su Facebook, Dove aveva scritto "30 minuti prima di raggiungere la scuola: sto per sparare a mia nonna. Successivamente aveva scritto: ho sparato a mia nonna. Poi 15 minuti prima della strage aveva aggiunto: sto per sparare in una scuola elementare". Lo afferma il governatore del Texas Greg Abbott, sottolineando che che il killer ha sparato al volto della nonna e poi è fuggito. Si è quindi recato alla scuola elementare, dove è entrato dalla porta posteriore. 

Il presidente americano Joe Biden ha annunciato che nei prossimi giorni lui e la first lady voleranno in Texas per incontrare le famiglie delle vittime della sparatoria nella scuola di Uvalde.

Parlando dell'ennesimo "massacro" il presidente si definisce "stanco e arrabbiato" e si rivolge direttamente agi americani: "Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l'amor del cielo dov'è la nostra spina dorsale?". Da qui l'appello a norme di buon senso sulle armi affinché tragedie come questa possano essere evitate. "Non venitemi a dire che non possiamo avere un impatto su queste carneficine", aggiunge. Gli fa eco la vicepresidente Kamala Harris: "Quando è troppo è troppo, ora bisogna agire". Parole pesanti arrivano anche da Barack Obama, presidente durante la strage di Sandy Hook del 2012. "Io e Michelle siamo a fianco delle famiglie di Uvalde. Ma siamo anche arrabbiati": sono passati dieci anni da Newtown e "il nostro Paese è paralizzato non dalla paura, ma da una lobby delle armi e da un partito politico che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie. E' scaduto il tempo per agire, per qualsiasi tipo di azione", dice senza mezzi termini Obama.

La potente lobby pro-armi NRA si è scagionata da ogni responsabilità nello spaventoso massacro del Texas, denunciando "l'atto di un criminale isolato e disturbato". Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, "disgustato e stanco" da queste ripetute sparatorie, aveva detto martedì sera: "Quando, per l'amor di Dio, affronteremo la lobby delle armi?". 

 

CHI E' IL KILLER - Di Ramos si sa ancora poco: era uno studente di un liceo dell'area e poco prima della strage ha contatto una sconosciuta su Instagram dicendole che aveva un segreto che voleva condividere: "sto per...". Alla ragazza comunque non ha confessato quale era il gesto folle che aveva in mente e che ha portato a termine qualche ora dopo. Sul suo account Instagram il killer aveva postato un selfie e foto di armi, inclusa una con due fucili uno accanto all'altro. Non è chiaro se si tratta delle armi usate per la strage. Quello che si sa è che il ragazzo per il suo 18mo compleanno ha acquistato due fucili.

La strage è avvenuta a due giorni dalla fine dell'anno scolastico in un'area a prevalenza di ispanici, e ha preceduto di qualche giorno la convention annuale della National Rifle Association, la potente lobby della armi. L'appuntamento è infatti per venerdì a Houston, nel Texas che piange ora i bimbi uccisi, e vi sono previsti gli interventi di Donald Trump e del governatore dello stato Greg Abbott. Proprio su Abbott in questo ore si stanno concentrando le critiche per aver ammorbidito di recente le leggi sulle armi. E' anche rispuntato un suo tweet del 2015 in cui invitata i texani a correre ad acquistare di armi. "E' imbarazzante. Il Texas è solo secondo dietro alla California per gli acquisti di armi nuove. Muovetevi", aveva twittato. La strage ha già riacceso il dibattito sulle armi nel mezzo della campagna elettorale delle primarie in vista delle elezioni di metà mandato. Non è comunque scontato che la spinta del momento si traduca in azione, visto che le stragi che si sono succedute nel corso degli anni non sono riuscite a superare l'impasse in Congresso.

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