Coronavirus, Fauci: 'Negli Usa un problema grave'

Allarme negli Stati Uniti: 'Sono 23 milioni i veri contagi'

 

"Un grave problema": cosi' il virologo Anthony Fauci, durante il briefing con la stampa della task force della Casa Bianca, ha definito il boom di contagi in alcuni stati Usa. Le sue parole subito dopo che il vicepresidente Mike Pence aveva tentato di rassicurare sulla situazione.

Gli Stati Uniti stanno riaprendo "in sicurezza e in maniera responsabile", nonostante un'impennata dei casi in alcune aree del sud del Paese, aveva detto il vicepresidente americano Mike Pence, quasi un messaggio inviato a Bruxelles nelle ore in cui la Ue sta decidendo se riaprire i propri confini ai viaggiatori americani. Per Pence l'aumento dei casi è legato al numero elevato di test condotti, la stessa tesi di Donald Trump smentita in parte dagli esperti.

Il numero degli americani contagiati dal coronavirus è probabilmente 10 volte maggiore dei 2,3 milioni di casi confermati finora: "La nostra migliore stima è che per ogni caso accertato ci sono 10 persone infette". Lo afferma il direttore del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), Robert Redfield.Usando questa metodologia il numero dei casi negli Stati Uniti schizzerebbe ad almeno 23 milioni. Gli Stati Uniti hanno registrato quasi 40.000 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: è quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo cui allo stesso tempo i decessi sono stati 2.425.

Il Messico ha registrato 6.104 nuovi casi di coronavirus e 736 nuovi decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il dipartimento della Sanità del Paese. I nuovi dati portano il totale dei contagi a quota 202.951 e quello dei morti a quota 25.060. Lo riporta il Guardian.

L'America Latina è in apprensione di fronte alla pandemia da coronavirus che l'ha investita e della quale per il momento non si registra alcuna attenuazione, mentre nelle ultime 24 ore i contagiati hanno raggiunto quota 2.279.146 (+58.789) e i morti confermati sono 104.785 (+1.800). E' quanto emerge da una elaborazione statistica realizzata dall'ANSA sulla base dei dati ufficiali di 34 nazioni e territori latinoamericani. Nella regione il Brasile continua la sua corsa solitaria da leader, secondo nel mondo solo agli Stati Uniti, sia per contagi (1.228.114, +39.483) che per morti (54.971, +1.141). Seguono il gigante sudamericano il Perù (268.602 e 8.761) ed il Cile (259.064 e 4.903). Sette paesi seguono con contagi superiori ai 20.000: Messico (202.951 e 25.060), Colombia (80.599 e 2.654), Ecuador (53.156 e 4.343), Argentina (52.457 e 1.150), Repubblica Dominicana (29.141 e 698), Panama (28.030 e 537) e Bolivia (27.487 e 876).

Tokyo registra 54 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, avvicinandosi ancora una volta ai massimi giornalieri da fine maggio, quando è avvenuta la revoca dello stato di emergenza. Si tratta del quarto giorno consecutivo che la capitale giapponese annuncia un numero superiore a 30 nuovi contagi. Lo scorso mercoledì era stato segnalato il picco di 55 casi, con focolai maggiormente evidenti nel distretto a luci rosse di Shinjuku, nella zona a nord ovest della metropoli. Nel complesso la prefettura di Tokyo sfiora le 6.000 infezioni. A livello nazionale si registrano 18.212 casi di coronavirus, inclusi 971 decessi.

Gli abitanti di Mosca continuano a sviluppare l'immunità del gregge al nuovo coronavirus dato che circa il 20% degli individui testati ha gli anticorpi contro il virus. Lo ha detto il vicesindaco di Mosca con delega al welfare Anastasia Rakova. "Vorrei presentare i risultati della terza fase di test sui residenti di Mosca per verificare la presenza d'immunità al coronavirus. Abbiamo condotto questo studio dal 5 al 18 giugno. Più di 90.000 cittadini vi hanno preso parte. Possiamo dire che la popolazione continua a sviluppare l'immunità del gregge e oggi circa il 20% delle persone a Mosca ha tale immunità", ha detto, citata dalla Tass.

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