• Covid: esperti, verso un 11 settembre al giorno negli Usa

Covid: esperti, verso un 11 settembre al giorno negli Usa

Nei prossimi giorni previsti almeno 3.000 morti ogni 24 ore

Gli Stati Uniti, al più tardi dalla prossima settimana, si avviano verso il triste primato dei 3.000 morti al giorno per coronavirus, più delle vittime degli attentati terroristici dell'11 settembre 2001: è la previsione di diversi esperti americani sulla base dell'ultimo balzo di decessi, oltre 2.800 nella giornata di mercoledì. "Sarà un 11 settembre al giorno", afferma Jonathan Reiner, docente di medicina alla George Washington University, sottolineando come ancora si devono materializzare le conseguenze del weekend del Thanksgiving. L'11 settembre 2001 morirono almeno 2.974 persone, di cui 2.603 nell'attacco alle Torri Gemelle.

Biden ha chiesto al virologo Anthony Fauci "di far parte della nostra squadra anti-Covid come capo consulente medico". Biden, parlando alla Cnn, ha affermato che il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio, chiederà a tutti gli americani di indossare la mascherina per almeno cento giorni: "Solo cento giorni, non per sempre. Cento giorni, e sono convinto che vedremo una significativa riduzione del contagio da Covid".

Intanto il Wall Street Journal riporta la notizia che Pfizer dimezza, rispetto alla previsione iniziale, il target di forniture per il vaccino sul Covid-19 per il 2020 in seguito a ostacoli alla catena di approvvigionamento.  Pfizer continua a prevedere la fornitura di oltre 1 miliardo di dosi per il 2021. "L'aumento degli approvvigionamenti su materiale grezzo richiede più tempo del previsto ed è importante sottolineare che il risultato dei test clinici è arrivato più tardi delle previsioni iniziali", afferma un portavoce di Pfizer citato dal Wall Street Journal.

E' sbarcato nel Regno Unito il primo contingente di dosi di vaccino Pfizer/BioNTech. Il carico è stato portato in un centro di raccolta segreto a -70 gradi. La distribuzione scatterà dal weekend a partire dalle nazioni minoritarie del Regno, con priorità assoluta agli anziani delle case di riposo e chi li assiste. Il governo di Boris Johnson ha prenotato 40 milioni di dosi di questo vaccino, 10 milioni delle quali attese entro quest'anno. L'accelerazione nel via libera di ieri rappresenta un vantaggio per il Regno, tanto più dopo le notizie sul dimezzamento delle consegne globali da parte di Pfizer per il 2020.

Il Brasile registra 669 morti di Covid nelle ultime 24 ore e supera le 174 mila vittime dall'inizio della pandemia. Il numero esatto di morti e' 174.531, secondo la stampa locale. I contagi nelle ultime 24 ore sono stati 48.107, per un totale di 6.436.633. 

Sono 28.145 i casi di Covid-19 accertati in Russia nelle ultime 24 ore: il massimo dall'inizio dell'epidemia. Lo riferisce il centro operativo anticoronavirus. I contagi finora accertati in Russia salgono così a 2.375.546. Nel corso dell'ultima giornata 554 persone sono morte a causa della malattia portando a 41.607 il totale ufficiale delle vittime dell'epidemia in Russia. A Mosca da domani parte la campagna di vaccinazione di massa contro il coronavirus. Lo ha annunciato sul suo blog il sindaco della capitale russa Serghei Sobyanin. "In coordinamento con il governo, iniziamo ad offrire da domani appuntamenti online agli operatori educativi e sanitari, così come ai lavoratori dei servizi sociali della città", ha detto Sobyanin. "L'elenco (di chi potrà vaccinarsi, ndr) sarà ampliato nelle prossime settimane man mano che arriveranno nuovi lotti del vaccino. I centri di vaccinazione apriranno il 5 dicembre", ha dichiarato Sobyanin.

I casi di Covid-19 in Iran dall'inizio della pandemia hanno superato il milione, arrivando precisamente a 1.003.494, dopo che nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 13.922 contagi. Le nuove vittime sono 358, diventando in tutto 49.348. I ricoverati in terapia intensiva scendono a 5.824, mentre i pazienti guariti crescono a 699.315. I test complessivi effettuati sono 6.212.694 milioni. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

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