Iraq, raffica di attentati a Baghdad. Usa pensano alle truppe per salvare gli Yazidi

L'Iran scarica Al Maliki. Ministro francese tuona: "La gente muore, l'Ue rientri dalle ferie"

Gli Stati Uniti potrebbero usare truppe di terra per salvare i rifugiati iracheni. Lo riporta il New York Times.

LA GIORNATA
Altre due autobomba sono esplose oggi pomeriggio a Baghdad, provocando 10 morti e 26 feriti. Salgono cosi' a 16 le persone uccise e 46 quelle ferite nei quattro attentati che hanno scosso la capitale nella giornata odierna. Lo riferiscono fonti della polizia. Dopo i due attentati della mattinata, un'autobomba e' stata fatta esplodere nel pomeriggio nel sobborgo di Nuova Baghdad, a sud-est della citta', con un bilancio di 4 morti e 15 feriti. In un'ulteriore esplosione, sulla Piazza Tayaran, in un affollato quartiere commerciale, sono state poi uccise 6 persone e altre 11 sono rimaste ferite

Il principale tempio degli Yazidi, quello di Lalish, 60 km a nord di Mosul, e' stato distrutto con l'esplosivo dai jihadisti dello Stato islamico, secondo quanto scrive oggi il quotidiano iracheno Al Sabah.

Gli Stati Uniti stanno esaminando varie opzioni per l'evacuazione "urgente" di almeno 30 mila profughi yazidi isolati nelle montagne di Sinjar, nordest dell'Iraq, isolati dall'avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico. Lo ha detto oggi il segretario di Stato americano John Kerry, in visita nelle Isole Salomone, nel Pacifico.

"Al fine di rispondere alle necessità urgenti espresse dalle autorità regionali del Kurdistan", il presidente francese Francois Hollande "ha deciso, in accordo con Baghdad, di inviare delle armi nelle prossime ore", per "sostenere le capacità operative delle forze impegnate contro lo Stato islamico". Lo riferisce l'Eliseo in una nota.

L'Alto Rappresentante Ue Catherine Ashton e' pronta ad organizzare un consiglio esteri Ue straordinario, sulle crisi in Iraq, Gaza e Ucraina, gia' questa settimana e sta verificando le disponibilita' con gli Stati membri. Cosi' un portavoce di Ashton.

La Conferenza episcopale francese lancia un appello "a usare la forza con pertinenza, giustezza e proporzione" in Iraq per aiutare le comunità cristiane e yazide vittime di un genocidio.

Il primo ministro iracheno Nuri al Maliki ha ribadito oggi di non avere intenzione di dimettersi, fino a quando la Corte Federale non si sara' espressa sul suo ricorso alla nomina di un nuovo premier, Haydar al Abadi, che lo stesso Maliki giudica come "una violazione della Costituzione". Lo riferisce la televisione Al Jazira.

L'IRAN SCARICA AL MALIKI - L'Iran sostiene la nomina del nuovo primo ministro iracheno Haidar al-Abadi. Lo ha sottolineato il segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale, Ali Shamkhani, secondo quanto riporta l'agenzia Fars. "La Repubblica islamica dell'Iran sostiene il processo legale che è stato condotto per la nomina del nuovo Primo Ministro dell'Iraq", ha detto Shamkhani che è anche il rappresentante del leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei.

I MASSACRI DELL'ISIS - Centinaia di militari iracheni e cadetti dell'aeronautica sarebbero stati massacrati dai jihadisti dello Stato islamico (Isis) in giugno nella base aerea Spiker, a nord di Tikrit, dopo che l'avevano conquistata. Ad affermarlo è un cadetto sopravvissuto alla strage, in un'intervista con la televisione Al Hurra.

GLI AIUTI DALL'EUROPA - L'Ue stanzia 5 milioni di euro aggiuntivi per aiuti umanitari in Iraq. I nuovi fondi sono stati annunciati dal commissario europeo Kristalina Georgieva. L'ammontare totale degli aiuti all'Iraq nel 2014 e' di 17 milioni di euro. Durante la notte aerei della britannica Raf sono tornati a paracadutare aiuti sulla zona del Monte Sinjar, nel nord dell'Iraq, dove restano migliaia di yazidi assediati dai jihadisti dell'Isis. Il primo lancio di aiuti era stato effettuato nella notte di sabato, un secondo previsto per domenica era stato rinviato per motivi di sicurezza. Il ministro della Difesa britannico ha confermato ieri che invierà nella zona jet tornado da utilizzare con un ruolo di ricognizione nell'operazione che, ha ribadito Londra, resta al momento di natura umanitaria e non militare.

L'APPOGGIO DEGLI USA - Il presidente Usa, Barack Obama, ha avuto un colloquio telefonico con il premier designato iracheno, Haider al-Abadi, nel corso del quale i due hanno concordato sull'importanza di formare un nuovo governo inclusivo, che rappresenti tutte le comunita', il piu' presto possibile. Lo riferisce la Casa Bianca.

La conferenza di Obama

 

 

Il primo ministro iracheno ancora in carica Nuri al Maliki, sciita, non ha accettato la decisione del presidente Fuad Masum di affidare all'esponente sciita Haidar al Abadi l'incarico di formare un nuovo governo. Maliki ha parlato di "violazione della Costituzione". L'Iran sostiene la nomina del nuovo primo ministro iracheno Haidar al-Abadi. Lo ha sottolineato il segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale, Ali Shamkhani, secondo quanto riporta l'agenzia Fars. "La Repubblica islamica dell'Iran sostiene il processo legale che è stato condotto per la nomina del nuovo Primo Ministro dell'Iraq", ha detto Shamkhani che è anche il rappresentante del leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei.

FORZE SI RITIRANO DA BAGHDAD - Intanto fonti della polizia riferiscono che è stato ritirato l'ingente spiegamento di forze di sicurezza allestito nella notte tra domenica e lunedì intorno alla Zona Verde di Baghdad. Le forze di sicurezza "sono state richiamate all'interno della Zona Verde poco prima del mezzogiorno di oggi", hanno precisato le fonti, aggiungendo che il ritiro è avvenuto su ordine dei comandi delle forze armate.

IL GENOCIDIO - In Iraq è in corso un genocidio. A denunciarlo e' rappresentante curdo con la Cnn. L'Isis, denuncia, "non vuole fare altro che un genocidio della minoranza curda".

Il presidente americano Barack Obama e il premier Matteo Renzi hanno messo in evidenza, nel corso di un colloquio telefonico, l'urgenza ''degli sforzi per rispondere alla minaccia che l'Isis pone a tutti gli iracheni''. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che Renzi ha espresso il proprio appoggio per gli sforzi americani in Iraq. 

Gli Stati Uniti stanno fornendo armi alle forze curde al nord dell'Iraq. Lo ha detto alla CNN una portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Marie Harf. 

ISIS AVANZA - Lo Stato islamico (Isis) si e' impadronito in Iraq della citta' di Jalawla, nella provincia di Diyala, 130 chilometri a nord-est di Baghdad, minacciando cosi' i confini meridionali della regione autonoma del Kurdistan. Lo hanno riferito fondi della sicurezza, precisando che la citta' e' caduta ieri "dopo intensi combattimenti".

Lega Araba accusa jihadisti di crimini umanità. La Lega Araba condanna le violenze dello Stato islamico in Iraq, bollate come crimini contro l'umanità, in particolare ai danni delle minoranze come quella degli Yazidi nel nord e dei cristiani a Mosul. "Gli autori di questi crimini contro l'umanità vanno puniti", ha detto il segretario generale della Lega Araba, Nabil al Arabi, che chiede a tutti i Paesi nella regione e a livello internazionale di "impegnarsi per aiutare l'Iraq a uscire dalla crisi e garantire la sicurezza necessaria alle minoranze irachene, per assicurare il mantenimento dell'indipendenza e dell'unità dell'Iraq". Sono oltre 100.000 i cristiani costretti a fuggire dalle proprie case dalle violenze dei jihadisti dello Stato islamico. Mentre ieri si è diffusa la notizia del massacro di almeno 500 Yazdidi a Sinjar, dove molte vittime "sono state sepolte vive" dagli integralisti.

Ogni giorno muoiono 50 bambini Yazidi. "Circa 50 bambini muoiono ogni giorno" per mancanza di acqua e di cibo tra le migliaia di rifugiati Yazidi in fuga dallo Stato islamico e ancora bloccati sulle montagne intorno a Sinjar. Lo ha detto Vian Dakhil, deputata della comunita', aggiungendo che "molti altri moriranno" se non saranno raggiunti dagli aiuti umanitari.

Almeno 500 yazidi sono stati "giustiziati" nei giorni scorsi dai jihadisti dello Stato Islamico a Sinjar, nel nord dell'Iraq. Lo riferisce l'agenzia ufficiale egiziana Mena, aggiungendo che molte delle vittime, incluse donne e bimbi potrebbero essere state sepolte vive e che quasi 300 donne sono state rapite per essere trasformate in schiave. Gli Stati Uniti ieri hanno condotto nuovi raid contro l'Isis vicino a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo affermano - riporta l'agenzia Bloomberg - le autorita americane, sottolineando che i raid sono stati compiuti con aerei e droni.

Intanto sono riuscite a fuggire 20.000 delle almeno 40.000 persone della minoranza degli Yazidi intrappolate da giorni sui monti diSinjar, in Iraq, sotto la minaccia dei jihadisti dello Stato islamico (ex Isis). Lo riferisce l'Afp. Già sabato i combattenti curdi avevano annunciato di aver aperto un primo corridoio come via di fuga. Secondo la deputata Vian Dakhil, rappresentante della minoranza Yazidi, gli scampati sono almeno 20.000, mentre un responsabile curdo del valico di Fishkabur, nel nord dell'Iraq, ha indicato un numero fino a 30.000. I fuggitivi sarebbero riusciti a rifugiarsi in Siria, per poi tornare sotto scorta curda nel territorio del Kurdistan iracheno al riparo dai jihadisti.

YAZIDI, CHI SONO - Sinjar, la città irachena situata a 50 chilometri dalla frontiera con la Siria conquistata domenica scorsa dagli jihadisti dell'Isis (Stato islamico), é la "culla" secolare degli yazidi, una minoranza curdofona seguace di una religione pre-islamica, in parte derivata dallo zoroastrismo. Fino a una settimana fa a Sjniar vivevano 310.000 persone ma anche decine di migliaia di profughi in fuga di fronte all'avanzata sanguinaria dei fondamentalisti islamici. Quella yazidica è una delle religioni più antiche a memoria d'uomo, vecchia di almeno 4.000 anni, al punto da essere definita da molti studiosi "il museo dei culti orientali".

E' praticata da circa mezzo milione di persone, in primo luogo in Iraq ma anche in Siria, Turchia, Georgia, Armenia e Iran. Gli yazidi adorano "un angelo decaduto" (il "diavolo"), da loro rappresentato come un pavone. E ciò é valso loro l'appellativo di "adoratori di Satana", con conseguenti persecuzioni e ripetuti massacri. Gli yazidi sono invece una popolazione pacifica e tollerante. Sono circoncisi come gli ebrei, adorano il sole e credono alla trasmigrazione delle anime. Credono anche nell'esistenza di un dio buono, Khoda, dio della luce, e di un dio cattivo, Auz-Melek, il dio-pavone considerato da chi li perseguita il diavolo.

Secondo il loro "Libro della rivelazione", denominato anche "Libro nero", il creato é opera di sette dei. Nel culto yazidita, dato che il dio buono ispira solo sentimenti positivi é inutile adorarlo, mentre bisogna fare offerte e indirizzare preghiere a quello cattivo sperando di placare la sua malvagità. Perciò ogni anno il 10 agosto a Saadli, nella catena montuosa irachena del Jabel Sinjar, si svolge una processione durante la quale i fedeli si flagellano offrendo le loro sofferenze al diavolo. A Saadli c'é anche la tomba del loro santo, Adi Ibn Musafir, morto nel 1163: due fuochi restano accesi in permanenza per onorarlo.

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