Iraq: nuovi raid Usa. E l'Italia valuta iniziative militari

Obama: 'Avanzata jihadisti più rapida del previsto'

Almeno 500 yazidi sono stati "giustiziati" nei giorni scorsi dai jihadisti dello Stato Islamico a Sinjar, nel nord dell'Iraq. Lo riferisce l'agenzia ufficiale egiziana Mena, aggiungendo che molte delle vittime, incluse donne e bimbi potrebbero essere state sepolte vive e che quasi 300 donne sono state rapite per essere trasformate in schiave. Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid contro l'Isis vicino a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo affermano - riporta l'agenzia Bloomberg - le autorita americane, sottolineando che i raid sono stati compiuti con aerei e droni.

 

 

Intanto sono riuscite a fuggire 20.000 delle almeno 40.000 persone della minoranza degli Yazidi intrappolate da giorni sui monti diSinjar, in Iraq, sotto la minaccia dei jihadisti dello Stato islamico (ex Isis). Lo riferisce l'Afp. Già ieri i combattenti curdi avevano annunciato di aver aperto un primo corridoio come via di fuga.


Secondo la deputata Vian Dakhil, rappresentante della minoranza Yazidi, gli scampati sono almeno 20.000, mentre un responsabile curdo del valico di Fishkabur, nel nord dell'Iraq, ha indicato un numero fino a 30.000. I fuggitivi sarebbero riusciti a rifugiarsi in Siria, per poi tornare sotto scorta curda nel territorio del Kurdistan iracheno al riparo dai jihadisti.

L'Italia valuta iniziative militari
"Stiamo chiaramente valutando una serie di altre iniziative in questi giorni che non riguarderanno probabilmente soltanto il ministero degli Esteri ma potranno riguardare anche quello della Difesa", il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha risposto cosi' su Rainews24 a una domanda su un possibile coinvolgimento militare italiano in Iraq.

''Sono misure che stiamo valutando insieme al ministero della Difesa e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri'', ha proseguito Mogherini. ''Sono stata a lungo al telefono con il presidente curdo Barzani l'altro ieri, che mi rappresentava la necessità di avere una forma di cooperazione non soltanto sul versante civile''. E' chiaro, ha aggiunto Mogherini, "che c'è bisogno di una mobilitazione internazionale".

Laurent Fabius a Baghdad
Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha lasciato Parigi alle prime ore del mattino per recarsi in Iraq. Lo si apprende dal Quai d'Orsay. Fabius sarà prima a Baghdad, dove incontrerà il suo omologo iracheno Hoshyar Zebari poi a Erbil, capitale del Kurdistan, dove troverà il presidente della regione Massud Barzani. A Erbil, Fabius sovrintenderà alla consegna di aiuti umanitari destinati dalla Francia ai civili in fuga dall'avanzata dei jihadisti.

I primi aiuti francesi dovranno "rispondere con urgenza ai bisogni elementari degli sfollati", ha precisato il ministero degli Esteri francese in una nota. "Con centinaia di migliaia di persone in fuga dall'avanzata dello Stato islamico - aggiunge la nota - il ministro esprimerà la solidarietà della Francia di fronte al dolore delle popolazioni colpite dalla barbarie terrorista". "Con questa visita la Francia prosegue la sua mobilitazione in favore delle popolazioni dell' Iraq".

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