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  • Coronavirus, Borsa Milano chiude a -1,27%. Male l'Europa e Wall Street

Coronavirus, Borsa Milano chiude a -1,27%. Male l'Europa e Wall Street

Spread fino a 282 punti base, poi ripiega e chiude a 267

Dalle borse europee a Wall Street, dallo spread italiano che tocca quota 300 e poi scende fino al petrolio che sprofonda: per i mercati è stato un altro giorno di passione, con molti titoli che hanno fatto capitomboli. E le rassicurazioni della Bce a fare tutto il possibile e a mettere in campo, se necessario, nuove misure non bastano ad allentare le tensioni. Parigi perde il 5,94%, Francoforte il 5,56%. Milano contiene le perdite e si afferma come la migliore d'Europa con l'indice Mib che cede solo l'1,27% grazie in parte allo scudo della Consob, che ha vietato le vendite allo scoperto per tre mesi.

La Bce è pronta a rivedere i limiti che si è data agli acquisti di bond "nella misura necessaria a rendere la sua azione proporzionata ai rischi". Lo si legge in una nota della Bce dopo che l'Eurotower ha rilanciato il quantitative easing. Rimuovere i limiti consentirebbe di superare il 33% di acquisti su ciascuna emissione e la clausola che prevede acquisti per ciascun Paese proporzionati alla quota nel capitale della Bce.  La Bce ha avviato un piano da 750 miliardi di euro per l'acquisto di titoli di Stato per far fronte all'emergenza pandemia. (

Piazza Affari tiene nonostante le tensioni sullo spread, salito fino a 320 punti per poi chiudere a 267 complici gli interventi della Banca d'Italia "per assicurare condizioni ordinate sul mercato". Interventi che - spiegano alcune fonti - "continueranno finché ce ne sarà bisogno". Tensioni si osservano comunque sul mercato dei bond più in generale. Secondo gli analisti il balzo dei rendimenti dei titoli di stato europei è legato alle pressioni sui manager di fondi, costretti a scaricare i loro asset più liquidi per restituire fondi ai loro investitori. Ma anche alla prospettiva di un balzo delle emissioni di debito in Europa e negli Stati Uniti per finanziare gli sforzi nella lotta contro il coronavirus. L'ondata di vendite travolge anche Wall Street, sempre più convinta che gli stimoli all'economia allo studio dell'amministrazione Trump non saranno sufficienti a far fronte allo 'tsunami' che si sta per abbattere sull'economia. Il Dow Jones arriva a perdere il 10%, bruciando i guadagni accumulati dall'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.

Oltre alle preoccupazioni economiche e all'affacciarsi dei timori di una nuova Grande Depressione, ad affondare Wall Street è Boeing, che perde quasi il 20% dopo aver chiesto aiuti per un minimo di 60 miliardi di dollari. Boeing è considerata lo specchio dell'economia americane e le sue difficoltà sembrano mostrare quello che si prospetta davanti all'Azienda America con l'emergenza coronavirus. Le parole dietro le quinte del segretario al Tesoro americano sono un termometro di quello che potrebbe accadere all'economia americana: il rischio paventato da Steven Mnuchin ai senatori americani in una riunione a porte chiuse è quello di una disoccupazione al 20%, un livello molto più alto di quello della crisi del 2008. Previsioni che sembrano trovare confermare nelle stime da 'bagno di sangue' di alcuni analisti. Il capo economista di Oxford Economics, Greg Daco, prevede una contrazione dell'economia americana pari al 12% nel prossimo trimestre, con una disoccupazione in aprile al 10%. Ma non solo le piazze finanziarie a crollare. Il petrolio è in caduta libera, con il Wti che arriva a perdere il 23,78% a 20,55 dollari al barile, ai minimi dal 2002.

Il Brent scivola sotto i 25 dollari, cedendo il 13,75% a 24,76 dollari. In calo anche le criptovalute, con il Bitcoin che lascia sul terreno il 6,8% a 5.059 dollari ed Etherum che cede il 6,2%. In una seduta in cui non si salva nessuno cala anche l'oro, che perde il 3,1%. Il metallo prezioso, bene rifugio per eccellenza, è considerato termometro di panico, un po' come la carta igienica: quando l'oro crolla è come quando la carta igienica non si trova nei supermercati, vuol dire che c'è panico. E negli Stati Uniti negli ultimi giorni la carta igienica è un bene prezioso come l'oro ma introvabile. Intanto iil New York Stock Exchange chiude temporaneamente il floor e opta temporaneamente per contrattazioni tutte elettroniche a partire dal 23 marzo a causa del coronavirus. "Anche se in via precauzionale chiudiamo il trading floor, continuiamo a ritenere fermamente che i mercati debbano restare aperti e accessibili agli investitori", afferma Stacey Cunningham, presidente del Nyse. "Tutti i mercati del Nyse continueranno a operare nelle normali ore di trading anche se il floor sarà chiuso", aggiunge. La decisione è in risposta all'emergenza del coronavirus. 

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