/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Fisco: Casero, nessuna ipotesi tassare contante

Fisco: Casero, nessuna ipotesi tassare contante

Esclusa applicazione di un bollo sui versamenti in banca di denaro

17 febbraio 2015, 19:40

Redazione ANSA

ANSACheck

Fisco: Casero, nessuna ipotesi tassare contante - RIPRODUZIONE RISERVATA

Fisco: Casero, nessuna ipotesi tassare contante - RIPRODUZIONE RISERVATA
Fisco: Casero, nessuna ipotesi tassare contante - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Non abbiamo nessuna intenzione né c'è nessuna ipotesi di tassare il contante". Lo afferma il viceministro all'Economia, Luigi Casero, commentando notizie che "stanno impazzando sui siti

Il Governo non prevede l'applicazione di alcuna tassa sull'uso di denaro contante. E' quanto affermano fonti del Ministero dell'Economia. L'ipotesi, riportata oggi dalla stampa, prevedeva l'applicazione di un bollo sui versamenti in banca di denaro contante di valore superiore a 200 euro. Il Sole24Ore di oggi anticipava i contenuti di uno dei decreti delegati che arriveranno al prossimo consiglio dei ministri - relativo alla fatturazione elettronica - e la cui bozza conteneva ancora l'ipotesi che invece il governo spiega chiaramente non sarà nel testo finale del provvedimento. Le misure sono finalizzate a diminuire l'uso del contanti ma anche a superare progressivamente l'emissione di scontrini come strumento di lotta all'evasione. Viene infatti attuata la delega nell'introduzione dello scontrino digitale e della fattura elettronica, con l'obiettivo di semplificare la vita a commercianti ed artigiani ma, allo stesso tempo, senza abbassare la guardia sull'evasione. Il provvedimento - spiega il quotidiano - poggia su tre pilastri: l'introduzione di scontrini e ricevute fiscali, la fatturazione elettronica tra privati, la tracciabilità dei mezzi di pagamento. Per quest'ultimo capitolo la bozza prevedeva l'applicazione di un'imposta di bollo proporzionale sui versamenti in contanti fatti alle banche per importi superiori a 200 euro. La bozza prevede, sul fronte della trasmissione telematica dei corrispettivi, l'obbligatorietà a partire dal 2017 dell'invio in modo elettronica dello ''scontrino'', per dare l'addio a quello cartaceo. Un obbligo al quale verrà sottoposta anche la grande distribuzione, dagli ipermercati ai discount. Si ipotizza così che l'invio di questi scontrini e ricevute telematiche possa avvenire non solo con i registratori di cassa ma anche con nuovi strumenti di pagamento, come smartphone e tablet, oppure con un potenziamento dei Pos, cioè dei dispositivi elettronici per il pagamento con Bancomat o carta di credito. Per favorire questo passaggio tecnologico la bozza prevedrebbe - spiega il quotidiano - anche un credito d'imposta per i soggetti più piccoli, come i commercianti al minuto, che adeguano le proprie strumentazioni. Il provvedimento punta poi ad attuare la cosiddetta fattura elettronica, con particolare attenzione a imprese e professionisti. Inutile dire che l'obiettivo è quello di stanare l'evasione, con l'obbligo di trasmettere i dati delle fatture emesse, e ricevute (nonchè delle rettifiche). Sarebbe un passo importante di digitalizzazione delle fatture che, tra l'altro, dal prossimo 31 marzo prevedono l'obbligo per tutti i fornitori delle pubbliche amministrazioni.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza