Alitalia: mossa Etihad a breve, riparte dialogo con sindacati

Il 29 Aprile incontro parti. Camusso, a. d. non ci ha parlato di esuberi

Una mossa di Etihad arriverà a breve. Forse non sarà la tanto attesa offerta, ma sicuramente un segnale di sblocco dello stallo che si è creato negli ultimi giorni (forse in forma di lettera alla risposta di giovedì scorso di Alitalia). A favorire questa ripresa del dialogo sarebbe stata la riapertura, dopo due mesi, della trattativa con i sindacati sui tagli al costo del lavoro, che è una delle principali condizioni poste da Abu Dhabi (insieme alla rinegoziazione del debito per 400 milioni e alla manleva sui contenziosi pregressi con Toto e WindJet, che ammontano a poco più di 200 milioni). Inoltre i consiglieri di Alitalia sarebbero stati preallertati per un possibile consiglio di amministrazione lunedì prossimo: un'indiscrezione che al momento non trova conferma, anche se è certo che appena arriverà qualche segnale da Abu Dhabi il cda verrà immediatamente convocato.

La riapertura del dialogo con i sindacati, forse favorita dall'incontro avuto subito dopo il cda dall'a.d. Gabriele Del Torchio con i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, arriva a due mesi dall'ultimo incontro. Oggi le sigle dei trasporti hanno ricevuto la convocazione per martedì 29 aprile alle 9 presso la sede di Assaereo. Oggetto dell'incontro, la situazione aziendale e la prosecuzione del confronto: dialogo interrotto il 24 febbraio scorso, data a cui risale l'ultima riunione tra le parti con all'ordine del giorno Piano industriale, riduzione del costo del lavoro e deroghe retributive al contratto Cai. Ma sarà soprattutto di tagli al costo del lavoro che si parlerà al tavolo di martedì, essendo quello uno dei nodi della partita con Etihad. Tema su cui aleggia lo spettro degli esuberi che, secondo le richieste della compagnia araba, potrebbero arrivare fino a 3.000 unità. Ma sia i sindacati che il ministro dei trasporti Maurizio Lupi smentiscono questi numeri. La leader della Cgil Susanna Camusso, che martedì dopo il cda ha incontrato Del Torchio insieme ai leader delle altre sigle, assicura che l'a.d. "non ci ha prospettato degli esuberi. Come è noto sul tema dell'occupazione c'è un accordo in essere, con l'utilizzo di contratti di solidarietà e della cassa integrazione a rotazione". E Lupi, che da giorni ripete di non aver mai sentito parlare di 3 mila tagli, assicura che, se la trattativa con Etihad "si concluderà, il governo darà il proprio sostegno e cioè una prospettiva strategica industriale e la tutela dell'occupazione". Per quanto riguarda i risparmi sul costo del lavoro, all'appello mancano ancora 48 milioni dei 128 indicati nel Piano industriale di Del Torchio.

Due mesi fa i sindacati avevano deciso di interrompere la trattativa perché non disposti ad ulteriori sacrifici (dopo i 1.900 esuberi dell'accordo di metà febbraio, valsi risparmi per 80 milioni) se non in presenza di garanzie sull'effettivo investimento di Etihad. Ora quelle garanzie non ci sono ancora, ma i sindacati hanno deciso di fare la propria parte, dando un segnale alla compagnia degli Emirati, che vuole vedere fatti concreti sulle proprie richieste, prima di avanzare un'offerta. "Se ognuno degli attori in campo fa la sua parte, l'accordo si farà", afferma il segretario nazionale della Uiltrasporti Marco Veneziani, sottolineando che "il sindacato, responsabilmente, inizia per primo e già martedì siederà al tavolo con l'azienda". Un passo avanti è atteso ora anche dalle banche. Il problema del debito, a sentire fonti del Governo, è infatti il vero nodo da sciogliere: Etihad ne vorrebbe la rinegoziazione per 400 milioni convertendolo in azioni, ma gli istituti di credito frenano, in primis ci sarebbe Intesa San Paolo, che sta cercando di dismettere tutte le proprie partecipazioni. Le altre condizioni, infine, chiamano in causa il Governo, da cui arrivano rassicurazioni: sull'Alta velocità con Fiumicino si sta lavorando già da prima della richiesta di Etihad e la liberalizzazione degli slot di Linate era già stata richiesta in vista dell'Expo.

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