Cronaca

Incendiato il portone dell'Iss a Roma, indaga la Procura

Il procedimento potrebbe passare all'antiterrorismo

L'analisi delle telecamere a circuito chiuso piazzate davanti all'ingresso principale dell'Istituto Superiore di Sanità potrebbero risultare fondamentali per individuare gli autori del rogo appiccato ieri nel tardo pomeriggio. Una azione al momento non rivendicata ma dietro la quale potrebbe nascondersi soggetti contrari all'attività svolta in questi da Iss nella lotta alla pandemia da Covid. Dai video delle telecamere di sorveglianza si vede una persona che indossa un soprabito lungo, tipo piumino, colore chiaro, un cappello, mascherina. La si vede salire le scale con due borse, una in una mano e una nell'altra. Poi lascia una delle due davanti al portone. Al momento la Procura di Roma ha avviato una indagine in cui si ipotizza il reato di incendio doloso. Il fascicolo è stato affidato al pm di turno ma non è escluso che possa finire presto sulla scrivania del pool di magistrati che si occupano dell'antiterrorismo.

A piazzale Clodio è stata trasmessa una prima informativa da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo, dell'Operativo e del Racis che indagano sull'episodio e che già nella serata di ieri hanno proceduto ad una serie di rilievi, raccogliendo elementi anche sul liquido infiammabile utilizzato. Gli investigatori stanno monitorando in queste ore i social e il web per eventuali rivendicazioni ma al momento non si esclude nessuna ipotesi, anche quella del gesto di un folle. A piazzale Clodio è stata trasmessa una prima informativa da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo che indagano sull'episodio e che già nella serata di ieri hanno proceduto ad una serie di rilievi, raccogliendo elementi anche sul liquido infiammabile utilizzato. Gli investigatori stanno monitorando in queste ore i social e il web per eventuali rivendicazioni ma al momento non si esclude nessuna ipotesi, anche quella del gesto di un folle. Nei mesi scorsi a piazzale Clodio sono arrivate molte segnalazioni su minacce ricevute dai ministri in prima linea nella gestione della pandemia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l'ex premier Giuseppe Conte sono stati presi di mira da una vera e propria campagna d'odio via social giunta anche a minacce di morte. Nei giorni scorsi, proprio in questo ambito, la Digos su disposizione della Procura ha effettuato una serie di perquisizioni nei confronti di 11 persone finite nel registro degli indagati. Sull'episodio di domenica è intervenuto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli per il quale siamo in presenza di "un atto oltraggiosamente intimidatorio, assolutamente intimidatorio e chiaramente inaccettabile". Molti gli attestati di solidarietà. "L'intimidazione contro l'Iss è un atto vergognoso e indegno di un Paese civile", ha affermato il presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati. Parole di vicinanza sono state espresse anche dal presidente della Camera, Roberto Fico. "L'Istituto - ha detto - svolge un lavoro prezioso al servizio della comunità. Il vile atto intimidatorio di ieri notte va condannato con fermezza".

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