Coronavirus: 35.000 casi in Usa, 100 mila morti in Sudamerica

Cancellata la maratona di New York, dove essere l'edizione n.50

Il coronavirus spazza via anche la maratona di New York. La più grande corsa del mondo è stata annullata per la seconda volta nella sua storia, mentre il Sud America si conferma il nuovo epicentro della pandemia con 100.000 morti e l'Oms avverte che entro la prossima settimana si raggiungerà la soglia dei 10 milioni di casi globali. Il tutto mentre l'India registra un aumento record di contagi: 16.000 in un giorno solo. Sarebbe dovuta essere un'edizione speciale, quella del 50esimo anniversario, e invece la manifestazione di New York che ogni anno attrae 50.000 runner e oltre 1 milione di appassionati da tutto il mondo è stata rinviata a novembre del prossimo anno. Una decisione sofferta, hanno spiegato gli organizzatori, ma inevitabile. Era successo soltanto un'altra volta, nel 2012, quando la maratona fu cancellata a causa dell'uragano Sandy. D'altra parte gli Usa hanno registrato oltre 35 mila nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, un record da fine aprile e il terzo totale più alto dall'inizio della pandemia.

I contagi continuano ad aumentare in oltre la metà dei 50 Stati, prevalentemente nel sud e nell'ovest con Texas, Florida e California tra i più colpiti. E continuano a salire anche i ricoveri con sette Stati - Arizona, Arkansas, California, North Carolina, South Carolina, Tennessee e Texas - che hanno registrato il loro numero più alto dall'inizio della crisi. Tanto che New York, New Jersey e Connecticut, Stati confinanti tra loro, hanno annunciato l'obbligo di una quarantena di 14 giorni per i viaggiatori che arrivano da Stati con alti tassi di infezioni.

Ma la preoccupazione più grande è in Sud America, dove si è superata la soglia delle 100.000 vittime (+2.632 nelle ultime 24 ore) e dove crescono decisamente anche i contagi, arrivati a 2.153.562, con un aumento di 62.811 rispetto al giorno prima. Il Brasile, secondo Paese al mondo dietro gli Usa sia per contagi che per morti, continua ad essere il principale focolaio regionale, con 1.145.906 di contagiati (più 39.436) e 52.645 morti (+1.374). "Molti Paesi in America Latina in particolare non hanno raggiunto il picco né un basso livello di trasmissione del coronavirus. La situazione è ancora in evoluzione e nelle prossime settimane ci saranno nuovi casi e altre vittime", ha spiegato nel consueto briefing da Ginevra il capo delle emergenze dell'Oms, Mike Ryan, invitando i governi di quei Paesi "a fare un grande investimento sulle misure per identificare, testare e tracciare". In attesa che sia trovato un vaccino efficace contro il Covid-19, è stato il monito del direttore generale dell'Agenzia dell'Onu, Tedros Adhanom Ghebreyesus, "la nostra responsabilità è fare tutto ciò che possiamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione".

Nel mondo intanto i contagi sono arrivati a oltre 9 milioni ed entro la prossima settimana, è la previsione dell'Oms, si arriverà a 10 milioni. Migliora la situazione in Europa, per mesi epicentro della pandemia, anche se per precauzione a Parigi sono state chiuse due scuole elementari, la Saint-Merri-Renard, nel Marais, e la Lamoriciere, nel XII arrondissement. Nessuno dei due istituti, hanno sottolineato le autorità della capitale francese, rappresenta un focolaio e i quattro casi registrati sono stati isolati.

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