I 60 anni in sordina di Andrea, niente bandiere esposte

Governo annulla tradizione su sfondo caso Epstein e grane reali

(di Alessandro Logroscino)

LONDRA - Sessantesimo compleanno in tono minore domani per il principe Andrea, terzogenito (e figlio prediletto, stando ai tabloid) della regina Elisabetta, a cui sarà negato anche l'onore dell'Union Jack esposta dai Municipi del Regno Unito.

La decisione, nell'aria da tempo, è stata formalizzata oggi dal governo britannico sullo sfondo dell'ennesimo scandalo da cui il duca di York è stato investito negli ultimi mesi: quello delle sue antiche frequentazioni con il miliardario americano Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere dopo essere stato accusato di traffico sessuale di minorenni, e dei sospetti rapporti avuti a suo tempo da lui stesso con almeno una delle ex giovanissime schiave dell'harem che il tycoon metteva a disposizione anche di amici vip.

L'omaggio della bandiera è una consuetudine nel Regno per i compleanni della regina, del principe consorte e di tutti i loro figli. Ma il ministero per la Cultura, incaricato di supervisionare le celebrazioni, ha stabilito che questa volta non debba valere per Andrea, vista "la sua decisione", annunciata di recente, di fare per ora un passo indietro dagli incarichi ufficiali come membro della Royal Family. Passo indietro imposto in effetti da ragioni d'opportunità, e preteso da Elisabetta II su pressione diretta dell'erede al trono Carlo, secondo alcuni media, dopo l'esplosione del caso Epstein.

Lo scandalo che coinvolge il duca di York, destinato a gettare un'ombra anche sulle prossime nozze della figlia Beatrice con l'immobiliarista di origine italiana Edoardo Mapelli Mozzi, è del resto di gran lunga la vicenda più imbarazzante fra le diverse grane abbattutesi in questo nuovo annus horribilis di casa Windsor, angustiando a quanto pare non poco la quasi 94enne sovrana. Da quella della 'diserzione' verso il Canada del principe Harry e di Meghan, inquieti duchi di Sussex, ai due divorzi reali annunciati nel giro di pochi giorni in questo 2020: dapprima da Peter Phillips, il più grande dei nipoti di nonna Elisabetta, figlio della sua secondogenita Anna, che ha detto addio alla moglie canadese Autumn dopo 12 anni di matrimonio; e ieri da David Armstrong-Jones, conte di Snowdon, figlio della defunta sorella della regina, Margaret, e del fotografo delle celebrità Antony Armstrong-Jones, che ha deciso di mettere fine "amichevolmente" e di comune accordo a un'unione durata 26 anni con la consorte Serena.

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