Appalti, codice semplificato, stop gare massimo ribasso

Stop alle gare al massimo ribasso, ruolo centrale dell'Anac, diverso rapporto con il privato, responsabilizzato di fronte ai rischi operativi, superamento della legge obiettivo, qualificazione dei progetti e delle stazioni appaltanti, dibattito pubblico per le grandi opere.

Sono alcune delle novita' del nuovo Codice degli appalti, testo che recepisce tre direttive europee e allo stesso tempo semplifica e snellisce il vecchio riferimento normativo.

RAFFORZAMENTO ANAC  - A sostegno della legalita', l'Anac e' chiamato ad adottare entro il 18 aprile atti di indirizzo, linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, fornendo costante supporto nell'interpretazione e nell'applicazione del codice. Viene favorita l'indipendenza delle commissioni giudicatrici, con la scelta dei componenti delle commissioni da un albo detenuto dalla stessa Autorita'. 

PROGETTO DI FATTIBILITA' PER RIDURRE TEMPI E COSTI - La qualita' passa innanzitutto per operatori economici qualificati, "imprese vere e non imprese finte, piene di ingegneri e progettisti e povere di avvocati, esattamente il contrario di quello che avviene oggi", ha spiegato nei giorni scorsi Delrio. Anche le stazioni appaltanti "si devono qualificare, devono diventare capaci di giudicare le offerte e di fare buoni bandi di gara". Infine i progetti: basta ai soli progetti preliminari, per partecipare ad una gara deve essere presentato un progetto di fattibilita' corredato di indagine geologica, archeologica, sismica ed energetica. L'obiettivo e' quello di evitare il lievitare dei costi e il prolungamento dei costi in corso d'opera.

STOP GARE MASSIMO RIBASSO - Il criterio dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa (che coniuga offerta economica e offerta tecnica) diviene il criterio di aggiudicazione preferenziale, nonche' obbligatorio per i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica.

DIBATTITO PUBBLICO E BARATTO AMMINISTRATIVO - Per le grandi opere con impatto sul territorio e' previsto l'obbligo di dibattito pubblico. Enti locali e cittadini vengono coinvolti nella discussione, con incontri e pubblicazioni online. Il nuovo Codice prevede inoltre il cosiddetto "baratto amministrativo". la gestione di un'opera o di un bene pubblico puo' essere infatti affidata a un gruppo di cittadini in cambio della sua ristrutturazione o manutenzione a fini sociali o culturali.

ADDIO LEGGE OBIETTIVO E INTERVENTI STRAORDINARI -  Le opere sono scelte sulla base della loro utilita' e vengono inserite sulla base degli strumenti di programmazione.

RISCHI CONCESSIONI IN CARICO A PRIVATI - Lo Stato non e' piu' il garante e il responsabile del riequilibrio in caso di perdita nell'investimento. Il rischio operativo in caso di mancato ritorno economico dell'investimento effettuato va in capo al concessionario.

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