Immigrazione: Ue, su quote emergenza Parigi con noi

Portavoce, non c'è incompatibilità tra nostre posizioni

"Non c'è incompatibilità tra la posizione" di Francia e Commissione sul meccanismo di ricollocamento temporaneo per i richiedenti asilo da Stati in prima linea, in situazioni di emergenza. Così Natasha Bertaud, un portavoce dell'esecutivo. "Su questo la Commissione ha contattato" Parigi - dice - e "può contare sul sostegno". "La decisione di stabilire una missione navale Ue per distruggere il modello di business dei contrabbandieri e delle reti di trafficanti nel Mediterraneo è stata appena presa". Ha twittato lunedì Federica Mogherini. 

Secondo la Spagna la Commissione "deve rivedere la sua proposta" di stabilire quote obbligatorie per la redistribuzione di rifugiati. Lo afferma il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel Garcia-Margallo. "Lo sforzo di solidarietà - sottolinea - deve essere proporzionato, giusto e realista, cosa che la proposta della Commissione non è".

"Condividere la responsabilità di cosa facciamo delle persone che salviamo è parte integrante della strategia" Ue per l'immigrazione. Così Federica Mogherini replica ai dubbi del premier francese sulla redistribuzione dei migranti. "Mi aspetto che gli stati membri, gli stessi che hanno chiesto alla Ue di agire velocemente e efficacemente, consentano all'Europa di essere efficace in questa azione in tutti i suoi aspetti: nell'operazione navale, nel salvataggio delle vite in mare ed anche nella gestione delle vite che salviamo".

 

"Nessuno può pensare di lasciarci di nuovo soli a gestire la drammatica situazione dell'Africa e del Medio Oriente. L'Italia non può continuare a pagare un prezzo alto, come ha invece fatto finora". Lo afferma al Corriere della Sera il ministro dell'Interno Angelino Alfano, secondo cui "la Francia è sempre stata al nostro fianco nel chiedere un intervento dell'Europa in materia di immigrazione, sarebbe assurdo se avesse cambiato posizione proprio adesso". Per cui, "indietro non si torna, l'obiettivo è comune. La ricollocazione dei profughi? Noi riteniamo che debba accadere al termine delle procedure di identificazione e di fotosegnalamento: quindi pochi giorni dopo gli sbarchi". "Non voglio nemmeno immaginare che il piano Juncker salti, le quote non si toccano", sottolinea Alfano anche al Quotidiano nazionale. "La Francia frena? E' una mossa di politica interna, ma chiariremo i dubbi". Intervistato da Repubblica, Alfano spiega che "Berlusconi non aggrega più, il declino è irreversibile, nel 2016 saremo noi a unire il centrodestra. Ora la nostra posizione è diversa da quella di Raffaele Fitto. Ma le forze alternative a Salvini e al Pd dovranno unirsi". Sui tempi, Alfano fa sapere: "Credo che dopo il referendum costituzionale del prossimo anno occorrerà entrare nel merito e cominciare a organizzarsi quando mancherà ancora un anno e mezzo dal voto".

I combattenti dello Stato Islamico arrivano in Europa anche a bordo dei barconi che attraversano il Mediterraneo: lo ha detto un consigliere governativo libico alla Bbc. Secondo il consigliere, Abdul Basit Haroun, che ha parlato con scafisti in zone del Nord Africa controllate dall'Isis, gli scafisti nascondo i miliziani tra i migranti.

Haroun ha inoltre indicato che i jihadisti stanno pianificando ulteriori attacchi in Europa. Quanto ai miliziani inviati in Europa sui barconi, secondo Haroun l'Isis permette agli scafisti di operare in cambio di metà dei loro guadagni. L'Isis usa "i barconi per la sua gente che vuole mandare in Europa poichè la polizia europea non sa chi è dell'Isis e chi è un normale rifugiato", ha detto il consigliere durante un'intervista alla Bbc Radio 5, secondo quanto riporta la Bbc online. I miliziani, ha proseguito, occupano posti separati dagli altri migranti sui barconi, non temono la traversata e sono convinti aderenti dell'Isis: "lo sono al cento per cento", sottolinea.

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, però, ribadisce di non avere allo stato traccia di terroristi sui barconi. "Fin qui - sottolinea - non abbiamo traccia di presenze di terroristi sui barconi. Questo non significa che abbiamo abbassato la tensione e l'attenzione, che rimangono altissime su questo argomento". Su questa problematica, ha aggiunto Alfano, "hanno indagato peraltro anche varie procure e non hanno trovato fin qui riscontri" ha aggiunto Alfano, a margine di un'iniziativa elettorale a Pesaro. "Per cui - ha proseguito - noi speriamo che abbiano ragione le procure e che abbiano ragione i nostri, che hanno fatto tutte le valutazioni sul campo per dire che fin qui non c'è traccia. Ma comunque - ha concluso - questo ci porta ad essere egualmente attenti nella consapevolezza che non c'è un Paese a rischio zero e che dobbiamo stare veramente con un'allerta sempre alta".

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