I monti Sibillini si preparano a ripartire dopo lungo stop

Passeggiata con il Cai dove natura ha preso il sopravvento

di Marina Verdenelli (ANSA) - ANCONA, 26 APR - Niente escursioni, stop alle arrampicate, bandite anche le passeggiate. La montagna dei Sibillini è stata off limits nel lungo periodo come zona rossa e arancione a causa del Covid e dei divieti di spostamento. Ora si prepara a ripartire, come tante altre attività, in una terra già ferita dal sisma del 2016 e già povera di residenti, che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni inagibili. I Sibillini aspettano che tornino le voci di escursionisti, ma intanto la natura ha preso il sopravvento. Passeggiando in una di queste montagne, a Croce di Monte Rotondo, nel Comune di Ussita (Macerata) i sentieri sino deserti. Nessuno zaino sulle spalle all'orizzonte o cappelli colorati che sbucano tra il verde. Un'escursione con Renato Malatesta, accompagnatore di media montagna e accompagnatore nazionale Cai, Club Alpino Italiano, ha permesso all'ANSA di vedere la montagna ai tempi del Covid, fino alla grossa croce metallica a 1.926 metri di altezza. Nel percorso erano visibili i passaggi recenti di un lupo, o forse più di uno, dove non passava più nessuno da settimane. Vicino alla vetta, ancora uno strato di neve, con le impronte del camoscio dei Sibillini, e nella terra bagnata le tracce del passaggio delle arvicole, piccoli topi di montagna che si fanno strada sottoterra quando sopra c'è neve. "Un peccato che la montagna sia stata chiusa - spiega Malatesta - se ci si va in maniera responsabile, come dovrebbe essere sempre, magari avrebbe distolto la gente dalle passeggiate nei centri urbani affollati dove è più facile che si creino assembramenti. In montagna invece le distanze riesci sempre a mantenerle...". Far riprendere le escursioni anche in tempi di Covid non sarà impossibile. "Si potrebbe adottare il modello RisorgiMarche", il festival promosso da Neri Marcorè nei luoghi della montagna terremotata, osserva Malatesta, che vi ha partecipato l'estate scorsa: "si facevano piccoli gruppi, distanziati, con un accompagnatore. Si può andare in posti belli, non affollati, senza rischiare che in certi giorni la gente si ritrovi tutta a Portonovo o sui prati di San Vicino che sono le mete più conosciute". A trarne beneficio sarebbero anche le località del sisma. Scendendo da Croce di Monte Rotondo c'è Visso a poca distanza, con il centro storico ancora off limits e sbarrato per le ferite del terremoto. Si spera nell'estate e nelle regole per le seconde case. La pandemia ha portato in molti a riscoprire proprio la montagna. L'anno scorso c'è stato un boom: "il 2020 è stato l'anno della scoperta della montagna - spiega Fausto De Angelis, presidente sezione Cai di Ancona - abbiamo avuto tanti nuovi soci. Le liste avvilenti per guadagnarsi un posto in spiaggia hanno indotto le persone, soprattutto giovani, a preferire la montagna. La gente vuole stare all'aria aperta". Con la zona rossa, che non permetteva uscite singole e quella arancione, che non permetteva quelle di gruppo, il programma del Cai è rimasto bloccato è c'è stata una flessione degli iscritti, mentre "nel 2020 - dice Bruno Olivieri, presidente regionale del Cai - la montagna è stata la fuga da virus, così tante persone non si erano mai viste. Tutti l'hanno vista come un luogo sicuro rispetto al mare dove si discuteva di mettere perfino il plexiglas". Ma dal 26 aprile si ricomincia. (ANSA).
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