Natale: 'regalo in sospeso' diventa rete solidale

Alghero, l'idea di 4 giovani formatori conquista la comunità

di Gian Mario Sias

Loro sono Manuel Carboni, educatore professionale e formatore, Maria Scanu, pedagogista clinica, Chiara Ballone, pedagogista specializzata in formazione degli adulti, e Francesco Zinchiri, psicologo e psicoterapeuta.
    La loro società si chiama Sider - Formazione e Cura. La loro base strategica è il Concept Lab di via Mazzini 88, ad Alghero.
    Sono giovani abbastanza da indossare con disinvoltura un'armatura fatta di coraggio e attraversare un anno orribile col sorriso di chi non rinuncia ai suoi sogni. Sono preparati, anche e soprattutto, da sfidare un periodo difficile per tutti e trasformare il proprio quartier generale in uno spazio per piccoli grandi esperimenti di solidarietà che coinvolgono l'intera comunità.
    Quando hanno aperto, nel settembre dello scorso anno, avevano immaginato uno spazio che unisse i servizi educativi a un vero shop dedicato a giochi e prodotti formativi. Pandemia, lockdown e tutto ciò che ne è seguito hanno rallentato la loro attività, forse, ma di certo non hanno fiaccato la loro determinazione. E quello sforzo oggi è stato ripagato con gli interessi dal successo avuto dal primo esperimento in Sardegna - sebbene non manchino iniziative solidali di varia forma e natura e l'isola abbia sempre dimostrato di fronte alle difficoltà un cuore grandissimo - di "Regalo in sospeso". Da professionisti del settore, però, loro hanno elaborato un progetto più complesso e gli hanno affidato tre obiettivi altrettanto importanti: mettere al centro la solidarietà verso chi è meno fortunato, supportare l'economia locale, fare comunità.
    "Il regalo in sospeso non nasce da noi ma è un'esperienza importata già attiva in altre parti d'Italia, soprattutto nelle città più grandi - racconta Manuel Carboni - Abbiamo creato una rete alla quale hanno aderito negozi di abbigliamento per bambini e da donna, di articoli da regalo e per la casa, di biancheria intima e per la casa", spiega l'educatore e formatore mentre insieme ai suoi soci impacchetta una nuova scorta di regali sospesi da consegnare alla Caritas. "Ci siamo rivolti a loro - spiega - per avere un elenco di necessità, così da evitare sprechi e provare a far contenti tanto i piccoli che gli adulti. Spesso si interviene con beni di prima necessità, ma la riuscita dell'esperimento ci stimola a guardare al prossimo anno con la volontà di essere ancora più mirati: creare comunità significa avviare un lavoro quotidiano che consenta di trasformare un regalo sospeso in qualcosa che alimenti le passioni e gli hobby di chi li riceve, da un oggetto a un libro". Ricevere qualcosa che non sia "primariamente necessaria", in fondo, è il vero regalo che sorprende e illumina il sorriso. A qualsiasi età.

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