Da Kristen Stewart a Penelope Cruz, tante star a Venezia Covid permettendo

Chalamet per Dune, Colman per la Ferrante e poi Oscar Isaac

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Chiudi Kristen Stewart (ANSA) Kristen Stewart

Torna Hollywood, tornano le star e non solo quelle americane. La Mostra del cinema di Venezia (1-11 settembre)  sfida per il secondo anno lo stato di emergenza sanitaria, conferma il tappeto rosso seppure a distanza di curiosi, e con vaccinazioni e tamponi assicura agli ospiti piena accoglienza. "Al momento nessuno si è tirato indietro" hanno detto Alberto Barbera e Roberto Cicutto. Eccola allora la lista delle star che brilleranno al Lido, al netto di quelle italiane (da Toni Servillo a Silvio Orlando, da Benedetta Porcaroli a Elio Germano, da Claudio Santamaria a Alba Rohrwacher e Maya Sansa). E senza dimenticare i Leoni d'oro alla carriera: JAMIE LEE CURTIS e soprattutto ROBERTO BENIGNI.
    Cominciando dal concorso PENELOPE CRUZ arriva con due film, l'apertura di Madres Paralelas di Pedro Almodovar e Official Competition, la commedia spagnola di Gastón Duprat che la vede protagonista accanto ad ANTONIO BANDERAS. Tra le più attese c'è KRISTEN STEWART, la lady D in Spencer di Pablo Larrain sul weekend con la Royal Family che fece decidere a Diana di chiedere il divorzio dal principe Carlo. Dalla Gran Bretagna si attende OLIVIA COLMAN protagonista (nel cast anche DAKOTA JOHNSON) di The Lost Daughter dal romanzo di Elena Ferrante, opera prima dell'attrice Maggie Gyllenhaal. Arriva VINCENT LINDON, dal film Palma d'oro Titane a Un autre monde che chiude la trilogia di Stephan Brizé sul tema del capitalismo. BENEDICT CUMBERBATCH è il protagonista "imprevedibile" di The Power of Dog, l'atteso nuovo film di Jane Campion che vedrà al Lido anche KIRSTEN DUNST. In Sundown del messicano Michel Franco (Nuevo Orden) ci sono TIM ROTH e CHARLOTTE GAINSBOURG, quest'ultima anche per il film fuori concorso e che farà discutere Les Choses Humaine di Yvan Attal sulla macchina giudiziaria dopo un caso di violenza sessuale.
    OSCAR ISAAC (Star Wars, X Men) sarà di casa con tre film a cominciare da The Card Counter di Paul Schrader, Dune di Denis Villeneuve e Scenes of Marriage, la serie tv di Hagai Levi dal capolavoro di Bergman che lo vede protagonista con JESSICA CHASTAIN. Sempre da Hollywood, dopo esser passati per Cannes, al Lido si attendono MATT DAMON e ADAM DRIVER, protagonisti di The Last Duel di Ridley Scott, mentre farà divismo vero (come visto sulla Croisette) perché amatissimo dai giovani TIMOTHEE CHALAMET, il protagonista di Dune. La regina degli scacchi ANYA TAYLOR - JOY è annunciata per Last Night in Soho di Edgar Wright.
    DOMINIQUE SANDA accompagna il film a Orizzonti di Laura Bispuri Il paradiso del pavone e anche ISABELLE HUPPERT potrebbe non mancare all'appuntamento veneziano per accompagnare Les Promesses di Thomas Kruithof. Per Orizzonti Extra attese NADINE LABAKI (Costa Brava), KSENIA RAPPOPORT (Mama, Ya Doma). (ANSA).
   

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"Scacco matto a Cicciolina" per salvare Frigolandia

"Lato B che conoscevano in pochi" dice di passione per scacchi

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"Questo mio 'lato B' lo conoscevano in pochi": scherza subito Ilona Staller annunciando l'evento in programma per la serata. Una partita a scacchi per salvare Frigolandia. Giocatrice d'eccezione Cicciolina. L'ex attrice pornografica, cantante e onorevole è pronta a scendere in campo per focalizzare l'attenzione sul centro d'arte di Giano dell'Umbria. L'iniziativa in programma a Perugia è pensata, infatti, come una performance culturale per sensibilizzare il pubblico sulla situazione di uno degli spazi creativi più all'avanguardia e interessanti di tutto il territorio nazionale, che attualmente si trova sotto minaccia di sgombero.
    Poco prima dell'evento 'Scacco matto a Cicciolina', ha voluto incontrare i giornalisti per spiegare le ragioni di quella che appare come una sua ennesima provocazione. Ilona Staller è legata a Frigolandia e al suo fondatore Vincenzo Sparagna da un rapporto di lunghissimo corso, iniziato con la storica cover di Frigidaire dell'aprile 1985 e mai interrotto, come ha ricordato lei stessa: "La serata è anche per lui perché speriamo che Frigolandia nessuno la porti via da dove si trova. Vincenzo è un personaggio storico così come la sua rivista che tanto spazio mi ha dato in passato".
    La performance vede come protagonista Ilona Staller, pronta a sfidare a un torneo di scacchi quattro giocatori, scelti attraverso una call per scacchisti, che la sfideranno nel tentativo di fare appunto 'Scacco matto a Cicciolina'. "Ho giocato a scacchi fin da bambina con mio padre ma per molti che io sappia giocare bene è una sorpresa" ha affermato. "Gioco a scacchi come una professionista - aggiunge -, e quindi ho sfidato quattro giocatori a sedersi al tavolo con me. Gli scacchi fanno utilizzare il cervello, c'è una strategia nel gioco, quello che non c'è invece nel sesso dove tutto è calcolato".
    "Sto cercando un produttore per fare un film sulla mia vita" l'annuncio finale di Staller. (ANSA).
   

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Tutto sul girasole, simbolo dell'estate

Perchè si muove con il sole e come farne la base per un bouquet super allegro

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Chiudi Bouquet con girasoli foto iStock. (ANSA) Bouquet con girasoli foto iStock.

Allegria, energia, estate: a riunire insieme tutto questo è il girasole, una pianta associata a solarità e spensieratezza. I suoi semi sono snack salutari e particolarmente nutrienti da inserire nella dieta quotidiana, anche l'olio ha molteplici usi, ma qui lo riscopriamo come fiore colorato e vivace. Il girasole è per eccellenza il fiore dell’eliotropismo, ovvero l’insieme dei movimenti che compiono i vegetali alla ricerca della luce solare. Com’è noto, i girasoli girano seguendo la luce del sole mentre crescono. Ma ciò che molti non sanno, è che questi fiori possiedono la capacità di rimanere in piedi anche nei giorni più bui. Come? Sostenendosi l’un l’altro nella ricerca di energia.

Perché il girasole si muove con il sole?
Il girasole è un fiore davvero affascinante e originale, è in grado di sapere come ricevere più sole possibile. Ciò che avviene nel gruppo di girasoli è davvero sorprendente: invece di competere per la luce del sole, i girasoli si ”organizzano”, si girano e torcono gli steli per schivare l’ombra dei compagni. Questo è possibile grazie a un fotorecettore capace di rilevare la qualità della luce: cioè di distinguere tra la luce rossa e la luce rosso-lontana. Quando la luce del sole arriva al fiore, questi assorbono la luce rossa e riflettono la luce rosso-lontana. Di conseguenza, la luce riflessa è un segnale per i girasoli vicini. Quest’ultimi rilevano la luce rosso-lontana come un’ombra e si inclinano dall’altra parte. Si tratta di una forma molto particolare di comunicazione, pensata per sfruttare il sole come un gruppo unito e non come singoli individui. Assistiamo a un vero e proprio effetto domino tra girasoli: quando il primo girasole dà il via alle danze, tutti gli altri lo seguono. Non stiamo parlando di semplici movimenti, ma di un vero e proprio atteggiamento naturale che avviene a livello gruppale. Questo movimento è stato scoperto casualmente quando lo scienziato Antonio Hall e l’ingegnere Abelardo de la Vega erano alla ricerca di una strategia che aumentasse il rendimento dei girasoli. Per raggiungere l’obiettivo, decisero di seminare i fiori molto vicini tra loro. Così facendo, si accorsero che gli steli si alternavano e iniziavano a farlo già nella fase iniziale della crescita. Fu così che intuirono il funzionamento di questo fenomeno. Di recente,un nuovo studio ha confermato che quando i girasoli diventano adulti, smettono di muoversi alla ricerca del sole: raggiunta la maturità, abbandonano questo movimento quotidiano e restano fissi rivolti a est. Questa spettacolare particolarità non è presente in tutte le varietà di girasole. Alcune non ne hanno bisogno perché hanno spazio sufficiente e il sole raggiunge tutti in egual maniera.
I girasoli sono bellissimi da vedere in campagna. Sono il fiore simbolo dell'iconografia toscana, di cui costituisce un tratto tradizionale. Percorrendo Il territorio di questa regione, infatti, è molto facile poter ammirare coltivazioni di girasoli che conferiscono ulteriori note di colore all’incantevole paesaggio. Tra i produttori locali di Colvin, che ai girasoli ha dedicato una intera collezione di bouquet, alcuni coltivano questa varietà da due generazioni. Come Flora Toscana, una cooperativa di produttori con 50 anni di storia e di presenza nel settore floricolo. I loro girasoli sono coltivati ricorrendo a metodi di lotta biologica, utilizzando antiparassitari naturali quali propoli, piretro, olio di neem e di soia e riducendo quindi l’utilizzo di prodotti chimici.
I girasoli vengono seminati da febbraio a luglio. Nel periodo di fine inverno-inizio primavera la semina avviene in serra, mentre da maggio in poi la semina avviene in pieno campo. I fiori si raccolgono da fine primavera a tutta l’estate.

Ecco alcuni suggerimenti Colvin per composizioni a base di girasoli recisi:
Girasoli gialli con dolci sfumature viola e lavanda. Crisantemi, astri, lavanda, thlaspi e cartamo si uniscono per creare una composizione che trasmette energia positiva.
Girasoli, garofani, jopitos, limonium e crisantemi per un mix di colori caldi con toni bianchi e rosa.
Girasoli gialli, crisantemi dalle sfumature chiare e un tocco speciale di blu dato dalla lavanda.
Un bouquet mix di tonalità: giallo, rosa, viola e verde. Una proposta floreale molto originale formata da girasoli inca, solidago, crisantemi, dille, achillea e limonium.
Girasoli gialli e nient'altro.

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Elizabeth Olsen, la Wanda di WandaVision, evito social e mondanità

L'attrice californiana al Filming Sardegna Festival

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Elizabeth Olsen, 32 anni, da bambina prodigio insieme alle due sorelle gemelle Mary-Kate e Ashley al ruolo di Wanda nella prima serie Marvel su Disney+, WandaVision. L'attrice californiana si racconta al Filming Sardegna Festival di Tiziana Rocca. E' sicuramente un'antidiva, una che non ama i social (ha cancellato il suo account Instagram nel 2020) e ha paura della mondanità, delle feste di Hollywood che se può evita. Ha ottenuto un grande successo di critica per La fuga di Martha, per il quale è stata nominata ai Critics' Choice Movie Awards e agli Independent Spirit Awards come Miglior attrice. È stata produttrice esecutiva della serie drammatica Sorry for Your Loss, nella quale ha recitato come protagonista e che le è valsa una candidatura ai Critics' Choice Television Awards, ma il successo internazionale è arrivato per la sua interpretazione di Wanda Maximoff (alias Scarlet) nei film del Marvel Cinematic Universe, tra cui Avengers: Age of Ultron, Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, riprendendo poi il ruolo in WandaVision serie originale distribuita su Disney+.

    Un po' come come ci si aspetta dal suo personaggio di Wanda, l'attrice dice di sè: "Mi piace fare solo cose che mi sembrano autentiche e vere per me stessa. E molto spesso i social più che mettere in contatto le persone vengono usati per fare soldi, per vendere qualcosa".
    I film della Marvel spiega poi: "Sono molto difficili da fare, ma sono orgogliosa di aver fatto parte di queste produzioni in cui c'è tanta gente che ci lavora come anche del risultato".
    WandaVision? "Per me è un punto di arrivo nella mia carriera. È un film di genere, una comedy che ha tirato fuori una parte diversa di me e che mi ha fatto poi anche esplorare questa parte. Comunque una grande opportunità secondo molti punti di vista. Mi sono ritrovata come in un parco giochi a mostrare qualcosa di me che non sapevo di avere".
    E ancora su WandaVision? "Credo sia un genere di intrattenimento tipicamente americano, una di quelle sit-com a cui siamo abituati, una comfort-zone da seguire da un divano".
    La Pandemia? "Grazie alla pandemia ho imparato a vivere alla giornata ad ascoltare i momenti che vivo. In quel periodo siamo tutti vissuti come un criceto dentro la sua gabbia con tanto di ruota per giocare. Per la prima volta - aggiunge la Olsen - il mondo si è fermato e credo che anche grazie a questo si è creata un'empatia tra le persone che prima non c'era". 
Cosa ama la Olsen? "Amo molto stare sul set, ma non stare in pubblico, non sono una persona mondana, non mi piace andare alle feste. Amo invece stare qui a questo festival dove si celebra il cinema, si fa promozione".
Cosa è cambiato per le donne in quest'ultimo periodo? "È cambiato molto. I produttori intanto cominciano a dare più possibilità alle donne e questo è molto bello. Ci sono più protagoniste davanti alla macchina da presa ora devono diventare altrettante anche dietro la macchina da presa e raccontare le loro storie".
Fare la regista? £Credo che la regia sia un'arte e ho ancora molto da imparare per poter affrontare una cosa così importante".   

 

Sorella minore delle gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen, ha ottenuto un grande successo di critica per La fuga di Martha, thriller drammatico indipendente per il quale è stata nominata ai Critics' Choice Movie Awards e agli Independent Spirit Awards come Miglior attrice. È stata produttrice esecutiva della serie drammatica Sorry for Your Loss, nella quale ha recitato come protagonista e che le è valsa una candidatura ai Critics' Choice Television Awards.

Ha ottenuto il successo internazionale per la sua interpretazione di Wanda Maximoff (alias Scarlet) nei film del Marvel Cinematic Universe, tra cui Avengers: Age of UltronCaptain America: Civil WarAvengers: Infinity War e Avengers: Endgame, riprendendo poi il ruolo in WandaVision serie originale distribuita su Disney+.

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Vacanze e relax, come riuscirci all'epoca dell'iper connessione

Nomofobia e tecnostress da combattere

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Chiudi Con lo smartphone in ansia foto iStock. (ANSA) Con lo smartphone in ansia foto iStock.

Le vacanze estive, per chi può farle, sono per definizione una pausa, una vacatio, una sospensione dagli obblighi, e dunque le associamo al relax, allo stacco da tutto e tutti. Sono, o meglio dovrebbero, essere il momento per dedicare più tempo a se stessi, a cio' che ci fa stare bene, per recuperare energia, benessere mentale e positività e e ricaricarsi in vista della ripresa delle attività normali. Ma esiste ancora il relax nell’epoca dell’iper connessione, dei social e della continua condivisione? Cosa succede se le vacanze si trasformano in un’occasione per stare incollati ancora di più ai propri smartphone?
Ne parliamo con la dottoressa Rossella Valdrè di Guidapsicologi.it, che ci spiega come riconoscere nomofobia e tecnostress e come sfruttare le vacanze per combattere queste patologie, dandoci preziosi consigli e raccomandazioni su come mettere in pratica un vero e proprio digital detox che non si limiti esclusivamente alla vacanza, ma che si estenda invece al dopo vacanza.
In cosa consiste la nomofobia e chi sono i soggetti maggiormente colpiti?
«Nomofobia è un termine coniato di recente, che unisce l’inglese no-mobile e fobia, per indicare la fobia di restare non connessi al dispositivo cellulare, di trovarsi anche per un tempo molto breve non rintracciabili al cellulare. Diverse ricerche hanno visto che questo può dar luogo ad una vera e propria sindrome di dipendenza, analoga a tutte le dipendenze, al punto che qualcuno ha proposto di inserirla fra i Disturbi di dipendenza nel DSM V, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – una delle principali classificazioni diagnostiche in psichiatria», dice la psicologa. «Il soggetto che scivola nella nomofobia porta sempre con sé il cellulare, giorno e notte, anche quando dorme, lo controlla incessantemente alla ricerca di messaggi, risposte, news, condivisioni o altro, si allarma se non riceve nulla e si eccita, al contrario, se riceve una notifica, sviluppa ansia o anche panico se non ha il cellulare con sé, sino ad una vera e propria astinenza se ne viene privato come è tipico di tutte le dipendenze. Quanto ai soggetti più colpiti, benché oggi possa capitare a tutti, sono certamente gli adolescenti e i bambini, cioè i nativi digitali, coloro nati in un’epoca già dotata di tutte le tecnologie, ad essere più a rischio. Ciò accade non solo perché gli adolescenti sono più esperti nell’usare il mezzo, ma perché lo smartphone costituisce per loro un oggetto altamente investito sul piano affettivo e simbolico: è il mezzo con il quale si connettono al gruppo dei pari e al gruppo sociale, con il quale si scambiano opinioni, con il quale condividono su Facebook o Instagram l’immagine di sé, con il quale si controllano e si contattano reciprocamente, fino a volte all’ossessività, nei loro primi rapporti affettivi. A seconda dei contatti che ricevono, è il mezzo con cui misurano la loro autostima, o all’opposto che li può isolare dal mondo se il mondo è troppo frustrante. Tutto questo può valere anche per l’adulto, ma trova nella fragilità narcisistica dell’adolescente un terreno d’eccezione».
Il ritiro psichico. Come si manifesta, perché e quali sono i pericoli, soprattutto nei bambini «Nei bambini e negli adolescenti si può certamente parlare di un pericolo. Se usato bene, il cellulare come tutta la tecnologia può aiutare ad aumentare contatti e conoscenza e quindi a sviluppare la creatività, ma se usato al di fuori dello studio e della ricerca e per i motivi di pura ossessiva connessione detti sopra, di esasperata conferma narcisistica attraverso i social, il rischio principale è di isolare l’adolescente o il bambino, ancora peggio, in un mondo autarchico di fantasia, scollegato dalla realtà, in quello che noi psicoanalisti chiamiamo un “ritiro psichico”, che poi si nutre e si alimenta nel tempo, diventando sempre più profondo, e spiega la ragione di tanti crolli quando l’adolescente si trova ad affrontare le prime prove della vita. Il ritiro psichico illude di un mondo autocreato, onnipotente, magico, bloccando così lo sviluppo emotivo e certamente anche la vera creatività. Nelle persone più adulte il rischio è di una chiusura nell’isolamento, come difesa da una realtà evidentemente frustrante», afferma la dottoressa Rossella Valdrè.
Tecnostress.Come riconoscerlo e quali sono le conseguenze
«Per tecnostress si intende in generale l’intenso stress causato dall’eccessiva esposizione agli strumenti tecnologici, in genere per ragioni lavorative. È un termine in uso soprattutto all’interno delle aziende e delle politiche del lavoro, che fu coniato per la prima volta nell’84 da Craig Brod. Da allora, si è prodotta una sufficiente letteratura e l’impatto del tecnostress sul lavoratore è certamente cresciuto; oggi, con la pandemia, abbiamo ragione di ritenere che crescerà inevitabilmente ancora. Lo si riconosce quando il soggetto trascorre un eccessivo numero di ore esposto a mezzi tecnologici, ad esempio il computer. Brod riconosceva due forme di tecnostress: quello, diciamo, del principiante, che lotta per accettare tale carico di lavoro, e quello della persona più preparata che si è identificata col mezzo. Il soggetto può sviluppare sintomi fisici da sovraccarico come insonnia, disturbi dell’appetito, ricorso all’alcool o all’eccesso di cibo, o sintomi psichici come ansia, depressione, astenia, una vasta gamma di sintomi, e un generale deterioramento della qualità di vita», continua Valdrè.

Le vacanze rappresentano potenzialmente un rischio per chi soffre di nomofobia e tecnostress
«Da un lato, la vacanza può rappresentare un rischio perché il soggetto si trova ad avere più tempo a disposizione, o perde i suoi normali punti di sicurezza e riferimento, e quindi rifugiarsi ancora di più nel cellulare e nel mondo protetto del ritiro psichico che questo comporta; ma la vacanza può anche rappresentare un’opportunità» dice la dottoressa. Come trasformare le vacanze nell'occasione per combattere la nomofobia e il tecnostress «Le raccomandazioni non sono facili, se abbiamo detto che si tratta, a livelli avanzati, di vere e proprie dipendenze. Per sottrarsi occorre avere qualcos’altro su cui investire, da cui ricavare un’altra fonte di piacere e rifornimento narcisistico: la vacanza, ma direi anche il dopo vacanza, può diventare un’occasione per allargare i propri interessi, trovare altre fonti di stimolo che possono essere sia attività, sia rapporti con persone o anche un diverso rapporto con se stessi, con la propria immagine. I bambini, che abbiamo visto essere i più a rischio, devono stare con gli adulti di riferimento e con altri bambini, non lasciati soli davanti a un cellulare, mentre per gli adolescenti il discorso è più delicato perché qui l’intervento adulto viene meno ascoltato, benché sia sempre essenziale che i genitori non si tirino indietro di fronte a un ragazzo che vive ritirato nel suo smartphone, ma facciano sentire viva la loro presenza, anche una presenza polemica. Quanto ai lavoratori che subiscono tecnostress, si tratta di modificare le politiche aziendali a favore di tempi e orari e mansioni più compatibili con le capacità umane di gestire il carico di informazioni, e di seduzione, che le nuove tecnologie comportano, tenendo conto da un punto di vista psicologico che le tecnologie avranno sempre per noi una doppia faccia, da un lato possono sviluppare capacità e creatività, ma dall’altro possono inibirle perché inducono dipendenza e ritiri psichici in soggetti fragili e predisposti», conclude la dottoressa Rossella Valdrè.
E per chi non ha queste forme di dipendenza ma è comunque molto legato alla connessione, che poi è una gran parte delle persone? Il tema della 'distrazione' vale per tutti, avere occhi per altro, che siano i panorami delle nostre vacanze o attività di qualunque genere o l'ozio magari con la lettura di un buon libro, tutto questo aiuta a mettere la testa su altro che non sia lo smartphone. Una vacanza digital detox, dedicando ai social solo pochi momenti al giorno, non è facile per chi appunto ha nella propria routine di essere sempre connesso ma provare a cambiare abitudine è fattibile sapendo che è qualcosa che ci fa bene e ci fa riappropriare del reale. Ci sono anche in italia strutture turistiche che offrono percorsi per disintossicarsi dal virtuale, vacanze dove la connessione internet è precaria e persino a volte bandita, durante il giorno vengono organizzate attività a contatto con la natura e in cui – soprattutto – si impara a condividere l’esperienza con le persone che si hanno accanto. E non con quelle che ci sono, ma dietro lo schermo dello smartphone.

 

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Podcast, social e Youtube, così lo studio cambia e diverte con nuovi influencer

Boom delle walking classroom, apprendimento e attività fisica

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Chiudi Una ragazza si prepara con il podcast . foto iStock. (ANSA) Una ragazza si prepara con il podcast . foto iStock.

Social e web sono entrati ormai a gamba tesa nella scuola e con la didattica a distanza per la pandemia si sono guadagnati ulteriori spazi. Gli studenti e anche in parte gli insegnanti sfruttano i social per apprendere e formare in modo alternativo e creativo. I ragazzi guardano le lezioni su TikTok e YouTube, apprendono anche con 'bignami' live messi a punto da docenti ed esperti che piacciono moltissimo tanto da essere diventati guru dell’apprendimento con migliaia di visualizzazioni, soprattutto per le materie più ostiche, matematica ed inglese in testa. Molte le personalità più spigliate che spiegano loro le materie, insegnano i trucchi per non sbagliare più, leggono libri ad alta voce. Lo studio che diverte e fa fare attività fisica si trova sui social, i libri sono superati?
In crescita le piattaforme specializzate come Babbel, Duolingo o Aba English, le App e i podcast che permettono di apprendere anche camminando o facendo sport. Il mondo anglosassone fa largo uso di podcast per l’apprendimento, molto apprezzati soprattutto dagli studenti dei licei e universitari per materie come scienze, matematica, storia e lingue. Leader è Math Mutation, un breve podcast dedicato ai liceali divertente e facile da ascoltare che esplora angoli divertenti e strani del mondo della matematica che molto probabilmente non vengono insegnati a scuola. E’ super famoso anche Math for Primates, podcast gestito da due ragazzi, Tom e Nick, che parlano di tutto ciò che riguarda la matematica e fanno ridere a crepapelle.
In Italia è leader indiscusso di lezioni e conferenze di storia in podcast Alessandro Barbero che racconta in modo avvincente e ricco di curiosità gli aspetti più o meno noti della storia, dal Medioevo all'Età Contemporanea. E’ una vera star dell’insegnamento dell’inglese su TikTok, invece, la giovane ex maestra Norma Celletti, che a suon di #imparacontiktok si è reinventata docente con un seguito eccezionale fin dal primo lockdown del 2020. Seguono i ripassi con #ripassiamoinsieme di Sandro Marenco e una lunga serie di suggerimenti, strategie e trucchetti via Youtube per imparare nozioni e regole che sono tradizionalmente più ostiche da tenere a mente, tabelline incluse. Patrick Cherif è l'idolo dei ragazzi per le spiegazioni dei Promessi Sposi.
A scuole chiuse, negli Stati Uniti si stanno valutando i risultati dei sistemi di studio alternativi ed è recente la pubblicazione di una indagine curiosa volta a capire gli effetti delle ‘walking classroom’ praticate all’aperto col supporto dei podcast in cuffia.
Uno studio, appena pubblicato sul Journal of Physical Activity and Health e svolto alla University Of North Carolina, ha valutato la piattaforma di apprendimento in movimento più rinomata, quella messa a punto da Michael Kuczala, ideatore di @kinestheticlass e già autore del bestseller‘Training in Motion: How to Use Movement to Create Engaging and Effective Learning’, pubblicato nel 2015. Kuczala è il leader a livello internazionale dell’utilità dell’attività fisica durante l’insegnamento, training e apprendimento tramite podcast da ascoltare in cuffia. L’indagine ha osservato gli effetti dei suoi podcast di lingue, scienza e storia su 9 classi di quarta e quinta elementare di quartieri ad alto livello di povertà americani e i risultati sono incoraggianti. “Lo studio dimostra livelli più elevati di apprendimento mentre si cammina rispetto all'apprendimento da seduti. Anche le misurazioni dell'umore hanno avuto eccellenti risultati che suggeriscono come muoversi invece che stare chini sui libri può essere un vantaggio per gli studenti”, concludono i ricercatori.

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Donne e ricerca scientifica, l'Italia avanti verso la parità di genere

Studio Elsevier sulle pubblicazioni, sono il 44% nella ricerca scientifica. Poche in ruoli apicali

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Chiudi La ricercatrice Alessandra Rampazzo dell'Universit� di Padova, responsabile scientifica del progetto  che, nei test sulle cellule, � riuscito a bloccare il meccanismo molecolare della Cardiomiopatia  Artimgena del Ventricolo Destro .Padova (ANSA) La ricercatrice Alessandra Rampazzo dell'Universit� di Padova, responsabile scientifica del progetto che, nei test sulle cellule, � riuscito a bloccare il meccanismo molecolare della Cardiomiopatia Artimgena del Ventricolo Destro .Padova

In Italia quasi 5 ricercatori scientifici su 10 sono donne. Con una percentuale di presenza femminile del 44% il nostro Paese procede verso la parità di genere nel campo della ricerca. È una ottima notizia e forse a sorpresa quanto emerge dal report annuale “Gender in research” di Elsevier, uno dei più importanti editori scientifici del mondo con oltre 3000 pubblicazioni in ogni ambito scientifico. Lo studio, che prende in esame la partecipazione delle donne nel campo della ricerca in Europa e in altri 15 paesi del mondo, rivela per l’Italia una presenza femminile sopra la media Ue, con il 39%. La 'classifica' vede l'Italia con performance da podio seconda solo al Portogallo (è il paese guida sul genere) e in linea con la Spagna. La Francia è al 39%, la Danimarca 35%, Olanda 33%, Germania 32%, fuori dall'Europa l'Australia è al 39,46%. Ottime performance in Argentina e Messico. Terribilmente ultima il Giappone con il 15.22%. 
Gli ultimi cinquant'anni hanno visto enormi progressi per e dalle donne nella ricerca. Le donne ora rappresentano una quota maggiore di scienza, tecnologia, ingegneria, laureati in matematica (STEM) e medicina come mai prima d'ora, e c'è una maggiore concentrazione ed energia sulla partecipazione equilibrata, tenendo conto del genere. "Tuttavia, i nostri ultimi risultati - sottolinea Kumsal Bayazit, Chief Executive Officer, Elsevier - indicano che le disparità continuano ad esistere, con una crescita più lenta degli articoli pubblicati dalle donne, numero maggiore di donne che lasciano la ricerca e aree di ricerca poco studiate. Questo rapporto evidenzia anche che le donne non partecipano a reti di collaborazione allo stesso livello maschile, con un potenziale impatto sulla loro carriera. In media, gli uomini hanno più coautori delle donne, con una tendenza a collaborare con quelli dello stesso sesso, dimostrando che anche su questo ambito c'è lavoro da fare per affrontare i problemi che tagliano la parità tra diversità e inclusione". Gli elementi da prendere in esame sono pubblicazioni e citazioni, oltre a borse di studio e domande di brevetto: questa è 'l'impronta' che lascia il ricercatore. E gli uomini hanno un'impronta di ricerca più ampia in generale, pubblicano più delle donne, hanno assegnate più sovvenzioni rispetto alle donne, e fanno domanda per più brevetti delle donne. Questa è una tendenza - aggiunge Bayazit - evidente in tutti i paesi esaminati. Inoltre, in media, l'impatto delle citazioni del primo autore maschile nelle pubblicazioni è superiore a quello delle donne, insinuando un pregiudizio di genere nella pratica della citazione".

Verso l’uguaglianza retributiva
Non solo presenza però. L’Italia, infatti, nel settore della ricerca è avanti rispetto al resto d’Europa anche in termini di retribuzione. Il pay gender gap, seppure presente - siamo intorno a una differenza fra salario maschile e femminile del 7% circa, il settore della ricerca rispecchia comunque l'andamento dell'intera economia - è la metà rispetto alla media europea (oltre il 15%) e ancora una volta inferiore a quello della Danimarca (di poco sotto al 20%).
Ma come è messo il nostro Paese in termini di parità di genere quando si parla di discipline STEM (Scientifiche, Tecnologiche, Ingegneristiche, Matematiche)?
L'Italia procede verso l'uguaglianza nel campo della ricerca anche in questo segmento che vede aumentare con costanza le donne che firmano per la prima volta una pubblicazione, un percorso che coinvolge, seppure con ritmi di crescita diversi, anche l'intera Europa. Infatti, se in media in Ue fino al 2003 la percentuale di ricercatrici su scienza, tecnologia, matematica e ingegneria che avviavano la propria carriera restava poco sopra il 20% (negli stessi anni l’Italia era già ben oltre il 30%), oggi anche a livello europeo questa percentuale è quasi raddoppiata, arrivando al 40%, mentre il nostro paese è di poco sotto al 50%. Per quel che concerne invece esclusivamente la ricerca in ingegneria, poi, l’Italia è ben sopra la media europea: tra il 2014 e il 2018 erano donne il 25,5% dei ricercatori in quel settore, a fronte di una media Ue negli stessi anni del 20,7.
Ancora poche donne con cariche apicali
Per quanto riguarda la distribuzione dei ruoli, sempre nel settore delle discipline STEM, in Italia la rappresentanza femminile supera addirittura quella degli uomini fra i candidati ai dottorati (52%), mentre nel terziario avanzato, fra gli impiegati e i tecnici, le donne che svolgono queste professioni in Italia sono quasi il 60%, contro una media Ue di poco al di sopra del 50%. Siamo invece sotto la media quando ad essere censite sono le posizioni apicali degli istituti di ricerca, dove le donne hanno poco più del 20% di rappresentanza (il resto d’Europa è comunque sopra di pochissimi punti), o i ruoli di scienziate e ingegnere dove la presenza femminile è di poco sopra al 30%, con una media Ue oltre il 40%.

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Claudio Bisio, il nuovo Zelig con vecchi e nuovi comici

Il politically correct? Spero non influenzi la satira

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Chiudi Claudio Bisio (ANSA) Claudio Bisio

Claudio Bisio attore, conduttore televisivo, comico, cabarettista, doppiatore e umorista italiano, questo il lungo elenco delle sue molte professionalità, non si fa mancare niente: ritorna non solo a ZELIG dopo dieci anni, c'è poi per lui la seconda stagione COPS 2 UNA BANDA DI POLIZIOTTI e anche un cameo ne VICINI DI CASA di Paolo Costella in un film targato Medusa. 
" Sì è vero torno a ZELIG dopo dieci anni in una versione nuova, tre puntate che andranno in onda su Mediaset in autunno. In realtà - dice al Filming Sardegna Festival dove riceve il premio Nanni Loy - non ho mai smesso di occuparmi di comicità in tutti questi anni come di frequentare i nuovi locali milanesi dove c'è una nuova generazione di comici molto interessante. Comici che fanno stand Up all'americana, una comicità spesso molto dura e nuova con un linguaggio molto forte".
Nelle tre puntate previste per ZELIG "abbiamo pensato - dice - di coinvolgere tutti i comici che sono nati al suo interno, compreso lo stesso Checco Zalone. Comunque - aggiunge - il ritorno di questo storico programma coinciderà anche con i 25 anni dalla prima puntata, che risale all'ottobre del 1996, e con i 35 anni dalla nascita del locale".
Come influenzerà il politically correct nella comicità? "Dal mio punto di vista si può ridere di tutto anche se io, ovviamente, ho la mia personale etica, la mia morale. Spero però non prevalga il conformismo, ma credo che poi alla fine tutto dipenderà dal pubblico".
Dei trenta anni da MEDITERRANEO di Gabriele Salvatores dice polemicamente: "E pensare che quando uscì nel 91 quel film fu massacrato. Dissero che era storicamente scorretto, ma oggi cosa dire se non: Viva a film così!".
Sfumato il film di Walter Veltroni QUANDO, causa Covid per il comico milanese ci sarà invece la seconda stagione della miniserie COPS 2 UNA BANDA DI POLIZIOTTI con la regia di Luca Miniero ambientata in Puglia.
"Quest'estate, esattamente tra tre settimane, farò poi un film Medusa di Paolo Costella, tratto da un testo teatrale spagnolo, SENTIMENTAL, che in italiano prenderà il titolo VICINI DI CASA , una sorta di Carnage girato in un appartamento di Roma con nel cast Vittoria Puccini".
Da gennaio a marzo Bisio torna poi al teatro stabile di Genova con LA MIA VITA RACCONTATA MALE di Francesco Piccolo.

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Geronimo Stilton, il famoso topo diventa allenatore per le Olimpiadi

Tra imprevisti e gag allenatore di una squadra fuori forma

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    Geronimo Stilton, direttore de l'Eco del Roditore, il giornale più famoso dell'Isola dei Topi, viene selezionato come allenatore per le Olimpiadi. Chi lo avrebbe mai detto che tra le tante avventure con cui si è misurato ci sarebbe stata anche questa? A sceglierlo la squadra di staffettisti di Rocca Robiola che si presenta piuttosto scalcagnata e fuori forma, ma piena di voglia di partecipare. Non sarà facile l'impresa per Geronimo come scopriamo nel libro 'Un Coach per le Olimpiadi', pubblicato da Piemme in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2021, che si aprono il 23 luglio.
    "Gli atleti di Rocca Robiola sognano le Olimpiadi e hanno scelto proprio me come coach! Ma io non sono un vero allenatore... e loro sono davvero fuori forma! Per mille mozzarelle, riusciremo a qualificarci?" si chiede Stilton.
    Destinato ai bambini dai 7 anni, ma un po' per tutti, è un volume con tante idee anche per giocare e divertirsi con gli amici e soprattutto per scoprire quanto sia importante lo spirito di squadra. "Dopotutto, cari amici roditori, è proprio questa la cosa più bella dello sport: non i trofei, non le vittorie, ma l'incredibile magia di essere una squadra! Parola di Stilton" dice Geronimo che vive a Topazia, la capitale dell'isola dei Topi. Ad aiutarlo nel difficile incarico di coach che lo vede, tra imprevisti e buffe gag, portare avanti gli allenamenti, la famiglia Stilton. E così gli improbabili e insospettabili atleti diventeranno sempre più bravi e faranno capire che tutto quello di cui avevano bisogno erano solo i consigli giusti e un pizzico di fiducia in più in loro stessi! Ma riuscirà alla fine la squadra di Stilton a qualificarsi per le Olimpiadi? Nel tempo libero, Geronimo colleziona antiche croste di formaggio del Settecento, ma soprattutto adora scrivere libri dal successo eccezionale: pubblicati in 51 lingue, hanno venduto 37 milioni di copie soltanto in Italia e 175 milioni in tutto il mondo.
    In 'Un Coach per le Olimpiadi" anche brevi notizie su quando sono nate le Olimpiadi, che cos'è la fiaccola olimpica e sulla cerimonia di apertura dei giochi.
   

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All'Argentario l'ultimo viaggio per le ceneri di Raffaella Carrà

Giovedì 5 agosto messa nel trigesimo della scomparsa

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Giovedì 5 agosto, alle ore 11.30, presso la Chiesa di Santo Stefano Protomartire (Monte Argentario) la messa dedicata a Raffaella Carrà, nel trigesimo dalla sua scomparsa. Sergio Japino accompagna le ceneri della grande artista in questo ultimo viaggio nei luoghi a lei più cari, com'era suo desiderio. L'ingresso in chiesa sarà aperto al pubblico secondo le modalità e il numero di posti consentiti dalle vigenti norme anti Covid. 
   

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Sport, non solo passione, per i giovani è anti stress e inclusione

Ricerca Terre des Hommes e OneDay, zedders chiedono più strutture e accessibilità

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Chiudi Amicizia sul campo di basket foto iStock. (ANSA) Amicizia sul campo di basket foto iStock.

L’estate 2021 sarà ricordata come una delle più sportive di sempre: il trionfo degli Azzurri agli Europei di Calcio, la finale del tennista Matteo Berrettini a Wimbledon o della Nazionale di Volley femminile Under 20 neo-laureata campione del mondo. E ora le Olimpiadi di Tokio, l’appuntamento più prestigioso per lo sport mondiale.
Questi eventi internazionali portano miliardi di persone a seguire decine di sport differenti, ma lo sport è davvero inclusivo e alla portata di tutti? Terre des Hommes e OneDay l’hanno chiesto a mille giovanissimi, tra i 13 e i 23 anni, provenienti da tutta Italia attraverso l’Osservatorio Permanente sullo Sport e le Nuove Generazioni e il risultato è sorprendente: lo sport piace a tutti, ma non è poi così inclusivo come si pensa anzi è scenario di discriminazioni e abusi. Non solo: non ci si investe abbastanza tempo e denaro!
L’anno che abbiamo trascorso, tra lockdown, paura del contagio e distanziamento sociale, è stato certamente fonte di stress, solitudine e inattività per ragazzi e ragazze, che hanno cambiato completamente il loro stile di vita. Non stupisce quindi che la maggior parte di loro viva oggi lo sport principalmente come un’esigenza e una valvola di sfogo: 6 ragazz* su 10 dicono che il motivo per cui fanno attività fisica è proprio per scaricare stress, ansie e fatiche scolastiche, solo il 37% racconta di praticare uno sport per passione e tra i commenti ricevuti leggiamo: “Per colpa della pandemia non trovo la voglia di allenarmi, prima ero più attivo”.
Ragazzi e ragazze credono nello sport come strumento di inclusione, però il 77% di loro ritiene che lo Stato e le Istituzioni non investono abbastanza per renderlo tale, tanto che nelle scuole e nelle città non ci sono sufficienti strutture per renderlo accessibile a tutti gratuitamente (il 50% dei giovani dichiara che nelle loro scuole non hanno campi sportivi).
Ma non solo, gli zedders (i giovani della generazione Z) hanno le idee chiare anche sul tema delle differenze di genere: ritengono infatti che i ragazzi siano spesso, ingiustamente, avvantaggiati rispetto alle ragazze nella carriera sportiva così come negli stipendi (sostenuto da oltre il 90%) e che dentro e fuori dalle competizioni sportive troppo spesso si verifichino episodi di bullismo (42%), violenza (sia verbale che fisica, rispettivamente 72% e 46%), abusi e molestie sessuali (17%). Infine, circa 1/3 tra ragazzi e ragazze dice di aver subito comportamenti inappropriati da parte di adulti e il 45% da pari. Diminuiscono le percentuali di chi dichiara di aver subito comportamenti inadeguati dal punto di vista sessuale da adulti, o da pari; scendiamo rispettivamente al 7 e al 9%.
I giovani, però, sono intenzionati ad essere protagonisti del cambiamento, anche nel mondo dello sport: il 60% di loro vorrebbe contribuire a scrivere un regolamento condiviso da atleti, famiglie e società sportive per renderlo più equo, inclusivo e sicuro.
 “Attraverso questo Osservatorio ragazzi e ragazze ci fanno capire quanto lo sport sia una parte fondamentale della loro vita, esprimendo tutto il disagio che hanno vissuto in questo anno e mezzo di pandemia, quando non hanno potuto praticarlo regolarmente. Non solo, i giovanissimi ci dicono anche chiaramente tutto quello che non va nel mondo dello sport, dove purtroppo sono presenti discriminazioni, bullismo e abusi. I campi da gioco sono un luogo cruciale per la crescita di bambini, bambine, ragazze e ragazzi e dobbiamo garantire che siano un ambiente sicuro, sereno e piacevole per tutti.”, commenta Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes Italia. “Abbiamo voluto indagare il ruolo sociale dello sport per la GenZ e il risultato è una lucida consapevolezza: i giovani ripongono grande fiducia nello sport attribuendogli un ruolo fondamentale come motore di inclusione sociale, ma ritengono che le istituzioni non facciano abbastanza. Credo proprio che dovremmo ascoltarli di più!” conclude Gaia Marzo, Corporate Brand Director & Equity Partner OneDay Group.

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Pizzo traforato e accessori crochet, ed è subito d'estate

Romantico, fresco, è trend soprattutto nel classico all white

Lifestyle Moda
Chiudi Abito in pizzo san gallo @ pinterest (ANSA) Abito in pizzo san gallo @ pinterest

Dai vestiti ai costumi da bagno, agli accessori come borse e cappelli, il crochet è una delle tendenze top dell’estate 2021, capace con i suoi intrecci di fare subito mood vacanze. In particolare le  borse uncinetto sono tra gli accessori di stagione. Da Cecilia Rodriguez a Giorgia Palmas, all’ex Miss Italia Francesca Chillemi si sono dimostrate su instagram fanatiche del trend. E se quest’ultima si è limitata a sfoggiare una borsa crochet “fantasia e arcobaleno”, la sorella di Belen ha scelto un’immagine più romantica, mentre sorride in un selfie allo specchio con il fidanzato Ignazio Moser, e indossa un look total black con canotta aderente e pantaloni dal taglio morbido. Un’istantanea resa ancora più unica dalla borsa all'uncinetto con lavorazione a crochet, con quadrati multicolori che ravviva il look. Sarà stata lei stessa a sferruzzare e a creare l’accessorio? Poco importa. Rimane l’immagine che spopolando nella rete accentua ancora di più la riscoperta del crochet come passatempo trendy e alla portata di tutti.

Oltre al crochet spopolano i tessuti in pizzo traforato estivo, romantico e fresco, specie nella versione all white. Il classico sangallo, simbolo dell'estate . Dalla collezione di Valentino a brand più accessibili le proposte in pizzo bianco traspirante super estivo sono di tendenza: abiti corti stile saint Tropez o lunghi più boho chic o ampi .
In entrambi i casi spazio anche al fai da te, per il pizzo pescando nel baule della nonna o nell'usato vintage, per il crochet tentando il DIY con i kit maglia e uncinetto. Filati ecocostenibili e made in Italia nel brand di Prato 'Bettaknit'  per knitter di ogni livello . Tra le proposte anche lo Juta Pop, nato dall’incontro di Juta e cotone, un filato molto duttile, perfetto per l’uncinetto e disponibile in 16 varianti di colore.

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JR a Roma, spettacolare installazione a Piazza Farnese

L'opera dell'artista francese gioco illusionistico in bianco e nero

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Chiudi A mural by French artist JR on Palazzo Farnese in Rome (ANSA) A mural by French artist JR on Palazzo Farnese in Rome

 Un nuovo 'squarcio visivo', questa volta a Roma, per l'artista francese JR che si era 'fatto vedere' a marzo con un'altra spettacolare installazione a Palazzo Strozzi a Firenze. Questa volta l'opera è stata realizzata a Palazzo Farnese in Piazza Farnese a Roma. Ed è nel suo tipico stile: un collage fotografico tridimensionale in bianco e nero costruito, anche in questo caso, come un gioco illusionistico grazie al quale sembra di poter guardare all'interno del palazzo. 
   

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Non solo Bezos, Wally Funk a 82 anni nello spazio, "i sogni mantengono attivi"

Landi "Ottime performance grazie alla preparazione"

Lifestyle People
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Sin da giovane ha sempre sognato di volare. A 82 anni, ha coronato uno dei suoi sogni. Lei è Mary Wallace "Wally" Funk, aviatrice statunitense che è partita ieri con la New Shepard, la navicella del miliardario Jeff Bezos, patron dell'azienda spaziale Blue Origin e fondatore di Amazon.
    Negli anni Settanta fece domanda alla Nasa per tre volte ma venne rifiutata. E' stata tra i passeggeri del primo volo insieme a Bezos, al fratello Mark e al diciottenne Oliver Daemen. Questo volo la porta a essere la più anziana a volare dopo John Glenn che a 77 anni, nel 1988, andò nello spazio.
    "I sogni mantengono longevi e attivi, sono uno dei fattori della longevità - spiega Francesco Landi, presidente della Sigg, la Società italiana di Gerontologia e Geriatria - Per partire con un razzo, inoltre, ci vuole una prestazione fisica non indifferente: è il segno che non c'è nessun limite e che con un'adeguata preparazione e prevenzione riusciamo ad arrivare ad ottime performance anche a 80 anni. Ma non dobbiamo dimenticare le problematiche che gli anziani combattono tutti i giorni, come quelli che soffrono di demenza. Non dobbiamo perseguire il giovanilismo a tutti i costi". (ANSA).
   

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In Salento nasce la prima beach spa 'marina' d'Italia

'Scopo è fruizione consapevole e rispettosa ambiente'

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Dalla sabbia all'acqua marina, dal fico d'india al lentisco, dal rosmarino alla lavanda: gli elementi naturali caratteristici della spiaggia salentina diventano percorsi di benessere all'interno di una spa che nasce interamente all'aria aperta sulla costa, in spiaggia, da cui vengono attinte e lavorate le materie prime.
    L'esperimento, denominato Natural Sea Spa, verrà testato all'interno dello stabilimento balneare Le Cinque Vele a Pescoluse, in provincia di Lecce, per la stagione estiva e rappresenta - affermano gli ideatori - una novità in Italia nel panorama delle strutture dedicate alla cura della persona.

    Lo scopo è creare un nuovo modo di godere dei benefici del territorio e di gettare le basi per una fruizione turistica "slow", consapevole e rispettosa dell'ambiente.
    Nello specifico, il Salento offre abbondanti doni naturali, i cui benefici per la salute sono per lo più sconosciuti, quali la sabbia e le piccole pietre, il sale, le piante da frutto e gli arbusti mediterranei, che possono confluire in specifici trattamenti per il corpo sotto forma di oli essenziali e composti naturali preparati manualmente. Trattamento di punta è con sale e sabbia di Pescoluse dall’azione rilassante e rigenerante, un mix aromaterapico di olii essenziali a base di lentisco, rosmarino e menta - tipiche piante della macchia mediterranea del Salento - aiuta a ricaricare le energie e a ritrovare serenità e fiducia. Il massaggio viene completato con l’applicazione del sale riscaldato, che stimola relax e vitalità.

    "Questo progetto intende trasformare il nostro territorio in benessere - spiega Sara Florio, Spa Manager - con una spa che nasce in spiaggia, con la spiaggia. Ciò accade in una fase storica in cui è fondamentale rilanciare il turismo dando vita a nuovi modelli di valorizzazione e fruizione, lontani dall'immaginario collettivo legato al Salento. E' necessario orientarsi verso un approccio consapevole e rispettoso della biodiversità di una terra così ricca e generosa, che offre tutti gli strumenti per godere di benefici non solo per gli occhi e per la mente, ma anche per il corpo. Chiusa la stagione estiva, valuteremo se rendere l'impianto permanente e se replicarlo anche in altri territori". 

   

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Tokyo 2020, alla scoperta delle 6 nuove discipline e dove praticarle

Da Santa Marinella capitale italiana del surf a Okinauwa per il karate

Lifestyle Tempo Libero
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Softball e baseball, arrampicata, skateboard, karate e surf sono le nuove discipline ammesse alle Olmpiadi di Tokyo dal comitato olimpico. Ecco, curiosità e mete da eDreams per saperne di più e provare a cimentarsi.
Milano: l’insospettabile meta underground per lo skateboard
Saranno due le specialità previste per questa disciplina: park and street, dove la bravura dello skater verrà valutata per la realizzazione di “figure” in base a tecnica e velocità di esecuzione. Proprio la città meneghina, meta indiscussa della moda e del lusso, ospita una vivace vita artistica legata al mondo della strada, dove nasce e si sviluppa questo sport. Numerosi i luoghi dove esercitarlo nelle sue due diverse anime: dal Parco Lambro Skate Park, gratuito e con hip con angolazioni di 120° e tracciati fatti di piacevoli linee a diverse altezze, alla stazione di Lambrate, consigliata per lo street grazie alle sue scalinate. Ideali sono anche la Stazione Centrale, nelle ore non di punta, e la zona universitaria della Bicocca, tra panchine, flat bar, muretti, gradinate, che insieme all’Idroscalo Skate Park, parco dedicato e gratuito per skateare, sono mete perfette per allenarsi.
Santa Marinella: la capitale del surf italiano
Altro sport nuovissimo alle competizioni olimpiche è il surf, nello stile shortboard, le cui gare avranno come scenario, vento permettendo, le acque di Shidashita, vicino a Chiba, capitale dell’omonima prefettura, a sud est di Tokyo. Numerose sono le baie delle acque nostrane dove praticare questo sport, ma per chi volesse mettersi alla prova nel tempio del surf in Italia, una meta fondamentale è Santa Marinella, tratto del litorale laziale, considerata una vera e propria Mecca del surf italiano. Il punto più famoso del tratto costiero è Banzai Beach, famosa in tutto il mondo e dove sono situate numerose scuole di surf e hanno luogo diversi eventi di nazionali.
Chicago: la patria del softball
Il softball è uno dei nuovi ingressi di Tokyo 2020, insieme al baseball, ma a differenza di quest’ultimo, l’Italia gareggerà con una squadra tutta femminile solo per il softball. La storia racconta che il primo incontro di softball fu giocato a Chicago il giorno del ringraziamento del 1887 al Farragut Boat Club, in occasione della partita di calcio tra le Università di Yale e Harvard. Quando il punteggio della partita di calcio fu annunciato, uno studente di Yale lanciò un guantone da boxe a un tifoso di Harvard, che prese una stecca e colpì il guantone. George Hancock, considerato l’inventore del gioco, urlò "Play ball!" dando inizio alla partita, con il guantone da boxe appallottolato e un manico di scopa come mazza. Per chi volesse mettersi alla scoperta di uno sport che in Italia ha una tradizione fondamentalmente femminile, la città giusta è Chicago, la più grande dell’Illinois, affacciata sulle rive del lago Michigan, famosa per i grattaceli del Loop, il centro città.
Provenza, non solo fiori: alla scoperta delle gole del Verdon per arrampicarsi
L’arrampicata dopo anni di rifiuti è stata finalmente ammessa nel pantheon dei giochi olimpici con tre specialità: lead, speed e boulder. Diventata molto popolare tra i giovani negli ultimi anni, l’arrampicata è uno sport che richiede un grande controllo muscolare e una mente lucida. Tra i posti storicamente più in voga per esercitarsi immersi in una natura mozzafiato, ci sono le Gole del Verdon, meta irrinunciabile degli arrampicatori sportivi dagli anni ‘70, dove si narra siano nate alcune regole e passaggi fondamentali della pratica di questo sport. La particolarità del contesto, oltre ad una natura incredibile, si può notare semplicemente sporgendosi dalla balaustra del Belvedere: per arrivare all'attacco delle vie bisogna calarsi dall’alto dentro ad un vuoto impressionante.
Okinawa: luogo di nascita del karate
Chiude la carrellata uno degli sport simbolo del Giappone, ammesso nel 2016 tra gli sport olimpici e in debutto nella sua terra natia proprio nelle Olimpiadi di quest’anno: il karate, nelle sue discipline Kumite e Kata. Il karate-do vede la luce nell’isola di Okinawa, fulcro centrale dell’antico regno di Ryukyu, in Giappone. Oltre a scoprire la storia di questo antichissimo sport, che si accompagna a uno stile di vita vero e proprio e che nasce dalla convergenza di diverse arti marziali orientali e dal divieto di combattere con le armi, Okinawa è un luogo da visitare perché custodisce anche il segreto della longevità. Infatti, i suoi abitanti grazie allo stile di vita, a una dieta sana e al contatto con una natura incontaminata, disseminata qua e là di piccoli villaggi di pescatori e contadini, sono tra i più longevi al mondo. Degno di nota è poi a breve distanza, l’arcipelago delle isole Kerama, famose per le loro spiagge di sabbia bianchissima e mare cristallino.

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Portatili, divertenti, per tutti, i giochi da viaggio per divertirsi in gruppo

Da Ticket to ride a Exploding Kittens, i travel game

Lifestyle Tempo Libero
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C’erano una volta i giochi da tavolo… che dal tavolo appunto non si potevano spostare. Insieme a loro c’erano anche le carte da briscola o scala quaranta, che implicavano giochi complessi e partite infinite. Oggi la nuova generazione di giochi risponde, innanzitutto, alla categoria dei travel game: si mettono in valigia o nel trolley, si tirano fuori in treno, in aereo o in macchina, nella sala d’attesa dell’aeroporto o, ancora, si infilano facilmente nella borsa da spiaggia o nello zaino della montagna. Semplici, veloci, divertenti ma soprattutto portatili e adatti a qualsiasi età.
Da Exploding Kittens a Dobble, passando per le versioni da viaggio di Ticket To Ride, i boardgame più amati di questi anni conservano una serie di caratteristiche che li rendono giocabili ovunque e da chiunque, adulti e bambini, diventando, così, uno dei modi più divertenti per unire le famiglie e divertire gruppi di amici, dimenticando, anche solo per qualche minuto, social, connessioni e smartphone sempre sottomano e giochi sulle app da fare in solitario. Questo senza dimenticare i grandi classici: dama, scacchi in versione magnetica, carte da gioco di tutti i tipi.
“Nel corso degli anni, questi giochi, smart, veloci, trasportabili e divertenti hanno riscosso un successo inaspettato, soprattutto grazie al passaparola tra ragazzi e famiglie. – Spiega Ilaria Tosi, marketing manager di Asmodee Italia – Giochi come Dobble o Ticket To Ride non conoscono barriere culturali e grazie al loro formato da viaggio è realmente possibile portarli ovunque, esattamente come facevano i nostri nonni con i mazzi di carte da briscola o scala quaranta.”
Alcuni di questi giochi, infatti, non sono altro che delle rielaborazioni contemporanee di giochi di carte, a partire proprio da Dobble, da tempo ormai ai vertici delle classifiche di vendita in ogni stagione dell’anno. Basato sulla semplicità e il divertimento, Dobble si fonda su un meccanismo geniale: 55 carte tonde e 8 simboli, con l’unica avvertenza che tra due carte esiste sempre uno e un solo simbolo in comune. Chi lo troverà per primo guadagnerà la carta e aumenterà la sua possibilità di vincere la partita. Un unico mazzo e sei modalità di gioco differenti, per scoprire ogni volta una nuova strada per battere gli avversari.
Anche Exploding Kittens è un gioco di carte, anzi IL gioco di carte, visto che, dopo essere nato da una campagna di crowdfunding su Kickstarter, è diventato il maggior successo di sempre in fatto di giochi di questi ultimi anni. Si tratta, in poche parole, di una surreale versione felina della roulette russa in cui i giocatori devono stare attenti a liberarsi delle carte giuste per evitare – letteralmente – di esplodere. I disegni delle sue carte, opera del vignettista americano Matthew Inman, sono ormai delle piccole icone pop, nonché divertentissimi meme sui gatti.

Chi alle carte, invece, preferisce i biglietti ferroviari può mettere in valigia una delle versioni “express” di Ticket To Ride, il gioco ideato da Alan R. Moon nel 2004, che negli anni è diventato un classico contemporaneo. Tra le versioni da viaggio di Ticket To Ride è possibile scegliere quella dedicata a Londra, o quella dedicata a New York. A differenza delle sorelle maggiori (che hanno come campo di gioco l’Europa o l’America) qui i giocatori si contendono i collegamenti fra i diversi quartieri delle città e le partite durano mediamente fra i 10 e i 20 minuti.
Proprio la rapidità delle partite e la semplicità delle regole sono due delle caratteristiche fondamentali di questi giochi. Dieci minuti di svago, di divertimento e la possibilità di ricominciare un’altra sfida o, se si preferisce, andare a tuffarsi in acqua o riprendere la camminata in montagna. In ogni caso si può sempre, come in ogni gioco che si rispetti, ricominciare da capo e scoprire una nuova sfida diversa dalla precedente.

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Da Gossip Girl alert moda sulle scarpe must have per settembre

Sneakers bianche, ankle boot e calzini sui sandali

Lifestyle Moda
Chiudi Gossip Girl @ HBO (ANSA) Gossip Girl @ HBO

L'atteso reboot di Gossip Girl, la celebre serie tv Anni 2000 (creata da Josh Schwartz e Stephanie Savage a partire dagli omonimi romanzi di Cecily von Ziegesar) è arrivato: l'8 luglio su Hbo e sembra essere tutta una questione di scarpe. Come nella serie OG, la moda è un punto cardine per questi giovani ragazzi ricchi appartenenti alla Manhattan elite e se gli outfit aiutano a definire il carattere dei vari personaggi, attenzione alle scarpe, che già nella prima puntata sembrano essere una reference molto importante.


Ecco come Gossip Girl ha svelato quale saranno alcune delle calzature must-have per settembre, dopo il rientro dalle vacanze. Cominciamo parlando di loro, le sneakers, che però hanno abbandonato quel look un po’ chunky e multi color e sembrano essere tornate al loro aspetto più basic, bianche. Su Google abbiamo visto un incremento per le sneakers superstar del +317% il giorno seguente all’uscita del primo episodio.


Un’altro capo ricorrente sono i sandali a T con tacco, i cosiddetti carini ma comodi, indossati dalle ragazze anche calzino, perchè sì il calzino viene indossato in tutte le sue salse in questa stagione. Sulla piattaforma Stylight c'è stato un incremento dei clic del +63% 24 ore dopo il rilascio della serie per questo modello di sandali.

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Se si parla di Settembre e di rientri (in questo caso alla scuola) e di scarpe, non si può non parlare di stivali e a detta di Gossip Girl i must-have di questo autunno saranno gli stivali thigh high (+51%) e quelli a gamba larga un po’ sotto al ginocchio (+78%) e per finire quelli della scena finale, quelli alla quale le ragazze dicono “I like her shoes”, gli ankle boots con la zeppa che su Stylight hanno visto un incremento dei clic del +36%.

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Isabella Rossellini, al cinema preferisco la fattoria

L'attrice girerà una serie sulla cuoca americana Julia Child

Lifestyle People
Chiudi Isabella Rossellini (ANSA) Isabella Rossellini

 "Adesso mi offrono sempre ruoli secondari, è difficile avere ruoli da protagonista per una donna di 70 anni, non è che non ci sono, ma sono pochi. Poi dico al mio agente che non ho voglia di andare 3-4 mesi in un albergo senza vedere la mia famiglia, l'ultima volta sono stata 6 mesi a Vancouver per una serie, Vancouver è una città bellissima, però sei mesi, senza potersi muovere, mai più". E' strano sentirlo dire da Isabella Rossellini, modella, attrice, regista, documentarista, scrittrice, una donna che ha girato mezzo mondo, e ora è, tra le altre cose, una 'contadina' orgogliosa nella sua fattoria 'Mama Farm', tenuta di 15 ettari a Long Island, New York, votata al recupero di razze tradizionali e semi antichi in un'ottica di 'restorative agricolture'.
   

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In questi giorni la musa di Martin Scorsese e David Lynch si divide tra Milano e Bologna, e oggi nella città delle Due Torri ha presentato la versione restaurata dalla Cineteca di 'Francesco Giullare di Dio' (nell'ambito della rassegna il Cinema Ritrovato), diretto dal padre Roberto Rossellini nel 1950. "E' un film bellissimo, anche perché è scritto da Fellini, quindi c'è tutto l'umorismo di Fellini e la ricerca etica di mio padre. E' una collaborazione molto interessante tra due autori italiani davvero importanti". A farla muovere, forse, è quella "curiosità" che le hanno insegnato suo padre e sua madre, Ingrid Bergman. I progetti, infatti, non mancano nella sua vita. "Io viaggio volentieri, ma adesso non più così tanto, è faticoso. Per fortuna sto girando una serie a Boston per Hbo, a sole tre ore da casa mia, e sul contratto c'è scritto che se non lavoro 3-4 giorni posso tornare a casa. E' una serie sulla cuoca americana Julia Child, io faccio la sua amica francese, Simca Beck, che le ha insegnato a cucinare, cominciamo a girare il 10 agosto". Durante la pandemia, le sue giornate cominciavano con un vecchio film, al mattino, e poi tanti altri, durante la giornata. "In questo anno e mezzo ho visto tantissimi film, di Fellini, Visconti e molti altri, la stessa cosa facevano i miei amici, poi la sera li commentavamo su Zoom. Certo, al cinema è un'altra cosa. Il Covid però ha fatto riflettere tanta gente, in America è tutto un lavoro, lavoro, lavoro, ma tanti amici hanno riscoperto la vita in famiglia. Poi i viaggi, molti dirigenti sono sempre in viaggio, ma alcune cose si possono risolvere anche via Zoom. A volte mi chiedono di andare una sera a San Francisco per una cena, ma è pesante".
    Il suo rapporto con i social media, però, non è dei migliori.
    "Non sono una grande specialista, sono in quell'età dove non si capiscono bene i computer, a noi attori richiedono Instagram, mi hanno spiegato che è come una cartolina, allora io scrivo messaggi come una cartolina, tipo: 'Sono a Bologna, ciao'. Ora è un po' come una disciplina, come andare a fare ginnastica, quasi ogni giorno posto qualcosa perché tocca farlo. In America i produttori preferiscono gli attori che hanno molti follower, vedo attrici moderne che ne hanno 20-30 milioni, io ne ho 350mila, non ci arriverò mai, forse devo spogliarmi nuda per averli, ma ormai faccio parte di una generazione antica, come mio padre sembrava a me di una generazione antica".
    E adesso, che ha quasi 70 anni, la cosa che la infastidisce di più è aspettare. "Ora mi interessa più scrivere e fare monologhi, mi diverte molto di più, non è che non mi piace recitare, non mi piace aspettare e gli attori aspettano sempre, che le luci siano pronte, la scena sia pronta, giornate intere dentro gli alberghi, non mi va più, infatti lavoro molto meno".
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Tommy Hilfiger e Indya Moore lanciano capsule gender fluid

Capi senza genere con la star tv di Pose in FX

Lifestyle Moda
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Tommy Hilfiger lancia per l'estate una capsule gender fluid creata in collaborazione con l'attrice e attivista non-binaria, Indya Moore. La partnership TommyXIndya si basa sul Place Program di Tommy Hilfiger, piattaforma basata su tre pilastri con la missione di promuovere la rappresentazione delle minoranze nella moda e oltre.
    "Il grande stile non conosce confini, e questo ha sempre guidato il mio sogno di creare moda per tutti" ha detto Hilfiger. "Il nostro People's Place Program è un enorme passo in questa direzione; continuiamo a lavorare duramente per far progredire la rappresentazione delle minoranze e l'inclusione in tutti i settori della moda. Questa collezione incarna tutto ciò che rappresentiamo. Dal processo creativo alla campagna, la partnership TommyXIndya è qui per far sentire le persone accettate e incluse".
    Nel co-progettare la capsule, dalla polo, la camicia Oxford button-down e il top a fascia, al blazer gessato e agli occhiali da sole, ogni elemento è stato ispirato da un pezzo dell'archivio Hilfiger e ripensato per rispettare le espressioni di genere. Caratteristiche come le spalle allargate e le silhouette adattabili desiderano incoraggiare la fluidità e l'esplorazione. La capsule racconta anche la storia personale di Indya Moore, attraverso dettagli come le sue iniziali in carattere collegiale della sua città natale, nel Bronx a NY, scritta sul petto, e una grafica a forma di fiore di loto che corre lungo tutto il capo, a simboleggiare la rinascita.
    "Questa capsule va oltre il grande stile - ha detto Indya Moore, star della serie tv Pose di FX -. Rompe un ciclo e stabilisce un nuovo standard in tutto il settore. Troppe persone sono costrette a sentire che c'è qualcosa di sbagliato in loro solo per voler essere se stessi. Significa tutto per me sapere che con la nostra collezione, nessuno viene fatto sentire sbagliato o diverso. Tutti sono perfetti per questa collezione, non importa chi siano".
    La campagna è stata scattata nel Bronx da Myles Loft. Con la Moore altri cinque attivisti nella lotta per i diritti della comunità LGBTQIA+. (ANSA).
   

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Lvmh: acquisisce il 60% di Off-White da Virgil Abloh

L'operazione si chiuderà in 60 giorni

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Chiudi US designer Virgil Abloh (ANSA) US designer Virgil Abloh

 Virgil Abloh e Lvmh hanno annunciato un accordo definitivo per cui Lvmh acquisirà una partecipazione di maggioranza nel gruppo Off-White, proprietario del marchio omonimo. A seguito dell'acquisizione, Lvmh deterrà una partecipazione del 60% nel marchio e Abloh manterrà una quota del 40% e continuerà come direttore creativo del marchio, che ha fondato nel 2013. L'operazione, soggetta alle approvazioni di legge, dovrebbe essere completata in 60 giorni.
    La partnership di Abloh con Lvmh era iniziata nel marzo 2018, quando Abloh era stato nominato direttore artistico della collezione uomo di Louis Vuitton, ruolo che manterrà. Lvmh e Abloh hanno concordato ora anche di sfruttare insieme le competenze del gruppo per lanciare nuovi marchi e collaborare con quelli esistenti anche al di là della moda. (ANSA).
   

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Laura Pausini, mi racconto in modo intimo, autentico e inedito in un film

Film Amazon Original per la regina del pop italiano da sua idea originale

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Dopo la notte degli Oscar, Laura Pausini torna in pista, stavolta con un nuovo film Amazon Original italiano basato su una sua idea originale e di cui è protagonista. Il progetto non ha ancora un titolo ma le riprese sono già cominciate, ha anticipato "Variety" prima che arrivassero le conferme ufficiali degli studi legati al colosso fondato da Jeff Bezos. Il film è scritto da Ivan Cotroneo ("La kryptonite nella borsa", "Un bacio") e Monica Rametta ("Un bacio", "Il volto di un'altra"), diretto dallo stesso Cotroneo, prodotto da Endemol Shine Italy, e sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video in 240 paesi e territori in tutto il mondo nel 2022. Pausini, che quest'anno è stata candidata agli Oscar con Diane Warren per la canzone "Io Sì" del film "La Vita davanti a sé" con Sophia Loren, ha vinto un Grammy per "Escucha" nella categoria miglior album pop Latino. La regina del pop italiano ha al suo attivo 13 album in studio venduti in oltre 70 milioni di copie in tutto il mondo, ma il film è il primo che la vede davanti alla macchina da presa. "Sarà un lungometraggio innovativo che inventa un nuovo genere e conferma l'amore di Laura per la settima arte svelando al pubblico la sua vera anima, attraverso scorci inediti della sua vita privata e professionale e dando a Laura stessa la grande opportunità di scoprire aspetti di sé e del suo mondo mai visti e immaginati che per la prima volta saranno svelati al pubblico", preannuncia un comunicato di Amazon Studios. 
“Da tempo ricevevo proposte per un mio progetto cinematografico ma non trovavo nulla che mi sembrasse così speciale da dedicargli tempo ed energie”, ha dichiarato Laura Pausini. “Cercavo qualcosa di innovativo nelle sceneggiature che mi proponevano, ma non sentivo nessuna urgenza di raccontarmi. Poi, a febbraio del 2020, ho incontrato Amazon Studios e, in una delle nostre riunioni, ho capito che c’era una cosa che non avevo mai raccontato, una cosa per me importante e che finalmente desideravo condividere. Sono felice che da subito abbiano supportato la mia idea artistica con entusiasmo; cercheremo di raccontarla nel modo che sento più sincero, come faccio da sempre con la musica, questa volta con tutta la passione che ho per il cinema.
Poco prima della vittoria dei Golden Globe, ho iniziato a lavorare con uno degli autori e registi italiani che stimo di più e dalla nostra collaborazione è nata questa follia che mi sto apprestando ad affrontare con grande dedizione e che sono certa stupirà anche quelli che credono di conoscermi bene!”
   

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