Bijoux, recupero di materiali e creatività, futuro è creativo

Esperti, ancora alto l'impatto del fashion sull'ambiente

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Sostenibilità ambientale e recupero di materiali nell'ottica di una economia circolare sono i concetti sui quali si muove il settore del fashion che produce accessori e bijoux. E gli esempi non mancano nelle collezioni di oltre 600 marchi viste alla prima, nuova, edizione di HoMi Fashion&Jewels, il salone internazionale dedicato a bijoux accessori moda e gioielli a Fiera Milano di Rho. A Sperimenta, la sezione dove trovano spazio realtà di nicchia, agili e smart, si sono viste collane nate dal riciclo delle linguette delle lattine (dalaLeo), una collezione di accessori uomo (Cycled Project) ottenuta trasformando l'unica parte inquinante della bicicletta, il copertone, o camere d'aria usate per pezzi unici di gioielli ispirati al mondo della natura (Maria Gualtieri).
    Gli stilisti di Lalla's che sotto all'hashtag #noplasticfuture rinunciano totalmente a questo materiale a favore di vetro di Murano, cuoio e legno, mentre, al contrario, UgualiMai utilizza bottiglie di plastica e sacchi della spazzatura per borse e gioielli. Ma ci sono anche altri interessanti esperimenti, come i gioielli di avorio vegetale (Kori Jewels). Restano ancora ovviamente nelle collezioni di gioielli l'oro e i diamanti ma UrOburo assicura che si tratta di oro e diamanti 'sostenibili'.
    Rivoluzionare il Fashion secondo un paradigma ecologico è comunque un obiettivo dal quale non si può prescindere. Perché la moda, come spiegano gli esperti intervenuti al talk organizzato per HoMi da A.I. Aritisanal Intelligence è il secondo settore, dopo il petrolio, ad impattare maggiormente sull'ambiente tenuto conto anche del fatto che l'80% dei tessuti utilizzati per vestirsi in tutto il mondo sono sintetici. Tra gli intervenuti all'incontro anche Bav Tailor, tra le prime designer ad utilizzare materiali alternativi come la pelle di pesce riciclata.
   

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La corsa di Beep Beep e Willy il Coyote lunga 70 anni

Tra i personaggi più popolari dei cartoni animati

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Anche se è un cacciatore che non dà tregua alla sua preda, la sfortuna che lo accompagna e i danni che subisce nel suo maniacale inseguimento ne fanno uno dei personaggi più simpatici dei cartoni animati di tutti i tempi. E' Willy il Coyote, che da 70 anni dà la caccia a Beep Beep.

Entrambi nati il 16 settembre del 1949 dalla matita di Chuck Jones, che disegnò il coyote e il velocissimo pennuto per la Warner Bros, appaiono insieme per la prima volta in un episodio dal titolo Fast and Furry-ous (Lavato e stirato). La trama sarà la stessa per ogni episodio della lunga serie fatta di 45 corti e un cortometraggio, e sempre lo spettatore si ritroverà a fare il tifo per lo sfortunato coyote. Il suo acerrimo nemico è Road Runner, che molti hanno sempre pensato uno struzzo, un nandù, tanto che nei vecchi doppiaggi italiani e fumetti veniva chiamato Beep-beep lo struzzo corridore.

In realtà è ispirato ad un uccello dei deserti americani e appartenente alla famiglia dei cuculidi, comunemente chiamato Roadrunner (corridore della strada). Preda agognata da Willy il Coyote, Beep Beep si muove velocissimo e nonostante gli innumerevoli e sempre più ingegnosi tentativi di cattura da parte del coyote, riesce puntualmente a sfuggirgli, in modo anche irridente. Le sfide fra i due protagonisti si risolvono, quindi, sempre a favore dell'astuto pennuto dai colori sgargianti, e puntualmente il coyote cade vittima del suo stesso ingegno, finendo per subire incidenti seri a cui sopravvive solo semplicemente perché è un cartone animato. Ubicate nelle gole della Monument Valley le trappole inventate da Willy Coyote per catturare Beep Beep, prevedono spesso strani arnesi tecnologici, regolarmente difettosi o d'uso impossibile, forniti dalla ACME Inc., azienda fittizia ideata dallo stesso Chuck Jones, che oltre a Willy Coyote fornisce le attrezzature anche tutti gli altri personaggi dei Looney Tunes. E' facile pensare che anche il loro creatore tenesse più al povero coyote che all'inarrivabile struzzo se è vero che in fase di definizione del personaggio, prima del debutto in Fast and Furry-ous, lo sfortunato veniva indicato come 'Don Coyote' in riferimento a Don Quixote, omaggio a Don Chisciotte di Cervantes.

Le modalità di espressione dei due personaggi sono estremamente semplici: il Road Runner emette solo il suono "bii-bip", mentre il coyote si esprime con cartelli estemporanei. Una curiosità legata ai due personaggi è la storia, raccontata da Chuck Jones, di come decise di diventare disegnatore. Nella sua autobiografia Jones attribuisce la sua vena artistica agli insuccessi professionali di suo padre. Uomo d'affari nella California degli anni '20, il padre del disegnatore iniziava ogni nuova impresa commerciale con l'acquisto di materiale di cancelleria e matite nuove con su impresso il nome della società che voleva lanciare. Quando il business, inevitabilmente falliva, il padre portava a casa enormi pile di cancelleria e matite che distribuiva ai suoi figli, imponendo loro di utilizzare tutto il materiale il più velocemente possibile. Armati di una scorta infinita di carta e matite, i bambini disegnavano costantemente. E' per questo, secondo Jones, che lui e molti dei suoi fratelli intrapresero poi carriere artistiche. 

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Essenze di legni, profumi di foreste, le fragranze della Greta Generation

Amore per l'ambiente è anche trend profumeria artistica

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Profumano di legni e foreste le nuove fragranze e hanno un’aspetto rock e decisamente cittadino. La profumeria artistica, settore che complessivamente vale in Europa 1.3 miliardi di euro (prezzo al consumo) prende una piega decisamente green con essenze legnose e produzioni sostenibili strizzando l'occhio alla Greta Generation e ai Millannials.

Le semplici e classiche boccette di profumo lasciano il posto ad essenze in bombolette spray da street art, flaconi ricoperti di serigrafie punk, messaggi di libertà, rispetto e peace and love, simboli moderni e amore per l'ambiente. Dopo anni di odori cipriati, fioriti o dolci ed orientali ecco la svolta. Profumano di foreste, sanno di legni di sandalo, cedro, patchouli e vetiver, coltivati in modo sostenibile e con filiera certificata. Il legni sono il tema portante della fiera internazionale della profumeria artistica, Pitti Fragranze 2019 alla stazione Leopolda di Firenze.

I profumi si adeguano ai bisogni della Greta Generation e dei Millannials che hanno attenzione e rispetto della natura. Dopo lo spaventoso incendio della foresta amazzonica, mentre Thomas Brail vive arrampicato su un platano nel centro di Parigi per protestare contro i continui abbattimenti di alberi cittadini e nello stadio da calcio della cittadina di Klagenfurt, in Austria, sono stati piantati circa 300 alberi dall’artista Klaus Littmann, a Firenze i nasi, creativi ed imprenditori hanno discusso di ambiente, profumi di foreste e metodi per ricavare essenze senza incidere sull'ecosistema.

Ha spiegato Veronique Nyberg, creatrice di fragranze per Mane Emea, colosso mondiale nella produzione di materie prime per i principali marchi di profumeria che detiene un brevetto mondiale di estrazione delle fragranze (Jungle Essence, ad anidride carbonica) che permette di ricavare essenze laddove i metodi tradizionali con solventi non riescono, come nel caso della frutta. “Assistiamo ad un forte revival di essenze da legni di cedro, sandalo, patchouli, vetiver, insieme a legni cosiddetti moderni perché ricavati da più essenze. Sono materie prime antichissime, anche con 4.000 anni di storia, hanno proprietà preziose e mistiche, sono molto conosciute nel campo della profumeria e fra le più costose. Si coltivano in modo sostenibile grazie ad accordi siglati con produttori locali nel continente asiatico, in Marocco, Cina ma sono anche riprodotte nei laboratori senza incidere sull'ambiente”.
Fra le novità in chiave Greta Generation (o generazione Z) e Millennials si segnalano da Firenze i profumi legnosi no gender, il ritorno delle acque di colonia (ancora per i giovani no genere), le candele e i profumi pop-rock (Coreterno) ideati da Michelangelo Brancato, romano emigrato a New York da molti anni dove inventa profumi dall’aria decisamente punk (le sue candele serigrafate con immagini del Seicento, messaggi di libertà e simboli moderni nascosti fra i disegni vanno a ruba negli States). Inoltre le bombolette di essenze spray in stile street art e graffiti ispirate alle fermate del metrò milanese dell’italiana Step A Board; i profumi del naso africano Catherine Omai che ora vive in Inghilterra e porta le sue essenze per la prima volta in Italia (rigorosamente prodotte in Africa con legni coltivati localmente e con flaconi avvolti nei tessuti tipici ‘aso oke’ fabbricati artigianalmente nei villaggi). Artigianali e sostenibili anche i nuovi profumi al vino bianco e rosso (Aqua Dos Acores), prodotti sulle isole Azzorre dai vigneti coltivati da una famiglia di produttori di vino italiani, emigrati in Portogallo dal 2008.

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Colori natura, tutte le sfumature di verde e terra per arredare le pareti di casa

Da Maison & Objet di Parigi le tendenze palette. Armonie calde e fredde

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Colori per arredare, le nuove tendenze prevedono un uso molto più giocoso del colore, con combinazioni di tonalità a contrasto o in armonia fra loro e un declino delle pareti monocromatiche.  In primo luogo, i colori opachi e i colori terrosi, manifestazioni di una rinnovata affermazione del nostro desiderio di natura, rimangono di tendenza.

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Dal 1995 Maison & Objet di Parigi è il punto d’incontro internazionale per i professionisti del design, dell'arredamento e del lifestyle. Due volte l’anno, a gennaio e a settembre, la kermesse riunisce oltre 3.000 espositori e quasi 90.000 visitatori. Dagli editor di Houzz ecco i trend colore per il 2020.

Armonie calde: rosso sangue, arancione e senape
Queste sono sicuramente le nuove nuance di quest’anno. Mescolanze di colori caldi e vivi – bordeaux, rosso vino, rosso sangue, arancio bruciato, senape e marrone dorato – creano atmosfere energiche e perfette per riscaldare i nostri interni.

Armonie fresche: cachi, lime e verde mandorla

Tra gli schemi colore più interessanti, è impossibile non citare questa combinazione di sfumature di verde. Il verde abete, grande colore del 2019, appare ancora qua e là, mentre il nuovo verde si tinge di un pizzico di giallo e tende verso un verde oliva-cachi più caldo. Visti anche molto verderame, lime e verde mandorla – che sono sopravvissuti all’era scandinava. Un rimando alla natura è sempre il benvenuto nei nostri interni.

Armonie dolci: beige, tortora, greige, miele e fulvo chiaro
Questi colori sono dei classici senza tempo piuttosto che delle novità. Ma non c’è modo migliore di ravvivarli combinandoli insieme: il tortora (e tutto lo spettro fino al marrone) ha fatto un grande ritorno, accompagnato da giallo senape, fulvo e terra di Siena. 

 
Contrasti primaverili: verde cachi, lime, rosa, arancione e terra di Siena

Cosa abbinare al cachi o al verde oliva? Per dare un tocco in più a queste tonalità rilassanti, niente batte un rosa cipria, un color pesca, un corallo o un giallo senape: nuance contrastanti che aggiungono calore senza prevaricare gli altri, come dei bei fiori in un prato. Queste combinazioni creano un’atmosfera ispirata alla natura ed evocano l’allegria della primavera. Coppia Colore di Primavera: Verde e Rosa

Contrasti classici e chic: bordeaux, blu-verde, antracite e beige
Il contrasto verde-bordeaux deve essere trattato con cautela: si può scivolare facilmente in una combinazione di colori natalizi, ma uno stratagemma per dargli un’aria diversa ed elegante è l’abbinamento con il verde oliva, il lime, il blu pavone, l’antracite o il beige.

Contrasti delicati: blu, arancione e rosa
Tra le sfumature di blu, abbiamo visto tanto blu pavone, blu Klein e denim. Il blu negli ultimi anni è stato un grande protagonista, ma ora sembra essere in netto declino. In questa edizione della fiera il blu è stato sfumato con tocchi di rosa, terra di Siena e fulvo – che restituiscono un contrasto meno aggressivo rispetto all’arancione. 

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Case arredate come scenografie, nuovo trend lusso

Designer e artisti vs architetti, spazi come quinte per ambienti che emozionano

Lifestyle Lusso
Chiudi Armadi scultura ed effetti scenografici di Francesca Montinaro (ANSA) Armadi scultura ed effetti scenografici di Francesca Montinaro

Le case di lusso fanno spazio alle emozioni trasformandosi in scenografie che si ispirano al teatro, al cinema e alla televisione. Dopo anni di minimalismo freddo e austero, penthouse e ville diventano palcoscenici, anche dotati di quinte, in grado di esaltare la personalità di chi le abita. Il nuovo trend prende piede a Londra ma ha anche radici italiane dove artisti e scenografi entrano nelle case dei più facoltosi per renderle magiche. Punta alle emozioni trasmesse da luoghi scenografici Lee Broom, interior designer amatissimo nel Regno Unito. Non è affatto un architetto, ha un curriculum di studi teatrali alle spalle e The Guardian lo ha definito il Marc Jacobs dell’arredamento. E’ suo il lampadario Kaleidoscopica, un’installazione magica che crea impressioni caleidoscopiche, immagini e illusioni ottiche che viene esposto a Londra in occasione del London Design Festival. “Si può ricostruire l’identità dei proprietari realizzando una atmosfera emotiva nelle loro case e ciò è possibile se si parte dall’arte e dalle emozioni, non da misure e calcoli per fare entrare i mobili. Studio la personalità dei proprietari, cosa amano fare, i loro interessi, i gusti artistici, le passioni, le abitudini casalinghe prima di fare progetti per loro, - spiega Francesca Montinaro, artista multidisciplinare, designer e scenografa che ha firmato le scene di molte trasmissioni televisive e talkshow di successo, come l'ultimo Festival di Sanremo. - Progetto e disegno spazi emozionali. In televisione creo le scenografie in base a chi deve vivere quel luogo e alla sua personalità, come i tavoli che ho realizzato per le trasmissioni di Daria Bignardi o di Riccardo Formigli. Lo stesso vale per le case. Spazi, luci, colori e mobili tutto si coniuga intorno ai proprietari e a come loro vogliono mostrarsi ai loro ospiti”. Fra i progetti realizzati dall'artista italiana per arredare le case di lusso sparse per la penisola ci sono gli armadi scultura da ammirare chiusi ma che, una volta aperti, svelano tutto ciò che serve per cene di rappresentanza e feste con moltissimi invitati (da interi servizi di stoviglie, alle collezioni di bicchieri per i cocktails, dai vassoi fuori misura alle tovaglie e le carte da gioco). Oppure tavoli scenografici, laccati, profilati, abbaglianti e sagomati, che trasformano le sale da pranzo in ambienti magici e linee di luci che corrono nei contro soffitti legando le stanze fra loro componendo disegni. E ancora ante a scomparsa e senza binari che aprono, chiudono, allargano o restringono porzioni di casa come fossero quinte teatrali. Gli ambienti si fanno perciò sorprendenti per sottolineare sentimenti e momenti di vita. Recente il progetto di un vero e proprio tempio realizzato da Montinaro per le nozze all’aperto di una facoltosa famiglia indiana, svolte nel Salento. “La famiglia voleva che gli ospiti non si distraessero dalla funzione religiosa e che fossero coinvolti a livello emozionale. Ho perciò progettato un vero tempio per la funzione che ha accolto duecento persone, con una scenografia da sogno piena di colori. Ho ricreato un giardino all’italiana fatto di un labirinto di siepi di stoffa interamente realizzate con tessuti plissé nelle diverse tonalità del verde, posate su un prato. Il soffitto era uno specchio dorato da cui scendevano rami di orchidee. Nessuno poteva distrarsi dalla cerimonia in quel luogo magico”

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Fragranze, profumeria artistica in crescita (+10,4%)

Fatturato da 700 milioni di euro

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La profumeria artistica e di ricerca in Europa è un segmento in crescita, secondo i dati raccolti da Marco Ricchetti di Hermes Lab e illustrati oggi a Pitti Fragranze, analizzando 250 imprese europee del settore. Il fatturato nel 2018 ha sfiorato i 700 milioni di euro, in crescita del 10,4% rispetto all'anno precedente. A realizzarlo questo fatturato è un numero ristretto di grandi gruppi, le cosiddette 'big corporations', aziende dal fatturato compreso tra 10 e 100 milioni di euro che, insieme, producono il 62% del fatturato complessivo del settore.
    La crescita del settore in Europa è dovuta alla forte crescita di queste 'big corporations', con fatturato in aumento del +14,7%, accompagnata da una discreta crescita delle imprese con meno di 10 milioni di euro: rispettivamente +3,2% per le medie (1-10 milioni) e +4,3% per le micro (meno di 1 milione).
    Inoltre nel 2018 sia il settore dello skincare che i profumi d'ambiente hanno visto una crescita a tassi non differenti da quelli delle medie aziende della profumeria artistica. Quali sono quindi - secondo lo studio - i punti di forza delle profumerie indipendenti rispetto alle catene e i department stores? La specializzazione in marchi con una forte identità e personalità e l'intensità delle relazioni personali con i clienti.
   

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Skincare haute couture, super creme bio botaniche con oli, frutti e miele

Sieri e creme speciali, le novità performanti

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Una sorta di haute couture del settore beauty, un'offerta di oli, sieri e creme per una pelle perfetta. E' il settore dello skincare, ovvero la cura della pelle, uno dei comparti in maggior crescita all'interno del mercato beauty. A Fragranze, il salone organizzato da Pitti immagine a Firenze, c'è un focus su questi prodotti di cosmetica altamente performante e innovativa, con una selezione di brand fatta da Muse&Heroine, innovativa agenzia fondata da Janine Knizia.
    Tra questi c'è il brand Ipsum che usa miscele organiche delicatamente bilanciate di oli vegetali ricchi di sostanze nutritive prodotte nell'entroterra verde di Byron Bay, Australia. O ancora altra particolarità è il Boundless solid oil di 8 faces, un olio speciale realizzato con Amla Berry, un super frutto ricco di vitamina C con il più alto valore antiossidante.
    Poi ecco i bio-botanicals di Julisis, le cui formule alchemiche utilizzano essenze floreali e cellule staminali botaniche, combinate con oro liquido, argento ed essenze di pietre preziose. Il Plum Beauty Oil di Le Prunier invece aiuta a ripristinare, riempire e riequilibrare la pelle: ha una miscela brevettata di varietà di prugne che è un'eccellente fonte di antiossidanti, polifenoli, acidi grassi e vitamine. Nuove le maschere di Activist, un'azienda di miele Manuka, preziosa risorsa della Nuova Zelanda, il cui obiettivo è quello di costruire un business sostenibile mentre si celebra il mestiere dell'apicoltura. invece le maschere di Radice Apothecary si affidano alle antiche ricette e ingredienti italiani, come il rosmarino, la salvia, la lavanda toscana, l'elicriso italicum, il ginepro, il timo e l'erba di San Giovanni. Infine i trattamenti premium di Henua, formulati con principi attivi nordici come la linfa di betulla, che ottengono la loro forza dalle bacche e gli estratti vegetali.
   

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Al via la London Fashion Week, all'ombra della Brexit

L'industria della moda teme danni per 800 milioni di sterline

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Chiudi Britain London Fashion S/S 2020 Hazzys (ANSA) Britain London Fashion S/S 2020 Hazzys

La Fashion Week di Londra si è aperta all'insegna dei timori per la Brexit. Anche l'industria britannica della moda è preoccupata per una possibile uscita hard dall'Ue, una "Brexit no deal", e ha sfruttato l'inaugurazione  per far sentire forte la sua voce. Nel corso della cerimonia di apertura, di quella che potrebbe essere l'ultima edizione prima del divorzio ufficiale da Bruxelles, Stephanie Phair, presidente del British Fashion Council, ha preso la parola per ribadire che l'industria sta esortando il governo britannico a trovare un accordo prima di lasciare i 27. Il British Fashion Council aveva già fatto sentire la sua voce il 2 settembre scorso chiedendo a Boris Johnson di trovare un'intesa con Bruxelles per garantire il futuro della moda britannica e invitandolo a non introdurre politiche migratorie troppo restrittive che chiudano le porte del Paese ai molti talenti stranieri e alla manodopera specializzata di cui il settore creativo ha bisogno. Stephanie Phair ha ribadito che secondo le stime un no deal costerebbe nell'immediato al mondo della moda ben oltre 800 milioni di sterline (circa 1 miliardo di dollari). La brusca flessione sarebbe da imputare al fatto che, con un taglio netto dall'Ue e dal mercato unico europeo, il Regno dovrebbe attenersi alle regole commerciali del Wto. Per questo Phair è tornata ad sollecitare il governo a negoziare un accordo che garantisca "la salute e la crescita costante dell'industria fashion". Un'industria che del resto non si tira indietro, malgrado gli allarmi del contesto politico. E che per i prossimi 5 giorni si concentrerà sulle nuove tendenze, le collezioni, i colori, le stoffe e gli accessori della prossima stagione. A sfilare nomi simbolo del made in Britain come Burberry, Christopher Kane o Victoria Beckham. Grande attesa poi per la passerella di beneficenza di Fashion for Relief con Naomi Campbell.
    Alla cerimonia d'inaugurazione gli attivisti di Extinction Rebellion, movimento ambientalista radicale che si batte per denunciare l'insufficiente azione dei governi contro i cambiamenti climatici e a favore della biodiversità, hanno inscenato la loro protesta: per denunciare il contributo che anche il business della moda dà alla crisi climatica ed ecologica. 

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La casa - oasi, dialoga con la natura anche nell'arredamento

Il giardino entra nell'abitare, colori e materiali outdoor entrano in salotto

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Chiudi Lene Bjerre a Homi Outdoor (ANSA) Lene Bjerre a Homi Outdoor

La casa un po' giardino un po' piazza, il giardino e la piazza sempre più casa. E' la voglia di vivere nel verde e all'aria aperta, ma con tutti i comfort e con raffinato design, la tendenza del nuovo lifestyle dell'abitare.  Una casa green che si allarga verso l'esterno e continua negli spazi verdi di terrazzi e giardini nel segno di una nuova concezione dell'abitare che integra gli ambienti.

La filosofia di dilatare la casa all'esterno per godere del verde e dell'aria aperta è ben illustrata nel concept Oasi Urbana dove la contaminazione interno-esterno, privato-pubblico è realizzata con i divani del salotto che con una revisione dei materiali che non ne cambiano comodità e stile arrivano sul terrazzo, mentre tavolini e pezzi di collezioni da esterno si insinuano efficacemente in salotto perchè comunque di design importante. Il 'Bosco Verticale', il complesso di due palazzi residenziali a torre, realizzato a Milano dall'architetto Stefano Boeri e inaugurato nel 2014 è stato forse il punto di partenza di questa nuova filosofia dell'abitare. "E' stata l'idea geniale di portare la natura nel cemento rendendolo estremamente gradevole e dando la percezione che il verde può portare ossigeno in casa e il terrazzo, se ben arredato e valorizzato, può diventare una stanza in più", ha spiegato l'architetto Cinzia Felicetti, direttore di Marie Claire Maison e direttore artistico del concept allestito a HoMi Outdoor-HoMi dehors, la prima rassegna internazionale degli stili di vita alla Fiera di Milano con 361 espositori da 19 paesi.
    "L'idea è proprio quella di rompere i confini tra dentro e fuori e anche tra casa ed esterno nella consapevolezza che il vero lusso ormai è questo dialogo virtuoso con la natura, l'idea di vivere come si fosse sempre in vacanza". Grande attenzione per la texture dei tessuti e per i colori, polverosi, mai squillanti o troppo decisi: sono entrambi estremamente ruvidi perché citano la terra e poi tanta voglia di comfort e di accoglienza per promuovere la convivialità in casa o fuori ma sempre con la natura protagonista. 
   

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Canada Goose apre 'cold room' a Milano

Per l'arrivo in Italia campagna 'Live in the open'

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C'è anche una "cold room" dove testare le giacche del brand in ogni condizione climatica estrema, fino a -25 gradi nello store di Canada Goose, il primo italiano, che apre in via della Spiga 10, a Milano.
    Per l'arrivo in Italia, il marchio fondato a Toronto nel 1957 lancia la campagna 'Live in the Open', con protagonisti la street artist Alice Pasquini, la guida Jiayi Zhao e il giocatore Jordin Tootoo. Alice crea graffiti, che lei chiama 'regali alla comunità', in piccoli angoli dimenticati del paese. Jiayi Zhao, una guida di spedizioni Polari nata a Pechino, è la seconda protagonista del racconto, mentre Jordin Tootoo, ex campione di Hockey su Ghiaccio, primo giocatore Inuk nell'NHL, da quando ha lasciato lo sport professionistico, ha dedicato il suo tempo a parlare alle comunità indigene. La regia è di Janssen Powers, selezionato al Festival di Cannes di quest'anno per due documentari, le foto di Diana Markosian.
   

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Secchiello e marsupio, borse d'autunno

Miti e leggende da Etro e Versace con le Pegaso e Virtus bags

Lifestyle Moda
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Il dilemma della scelta di una nuova borsa, spesso si scontra con l'idea di trovare una compagna di viaggio perfetta: glamour, leggera, funzionale, adatta a tutte le occasioni. Prerogative che sovente mal si conciliano con le ultime tendenze. Eccoci quindi alle prese con i modelli di stagione, dalle shopping bag in colori inediti per l'inverno, come fucsia, arancio, giallo e azzurro, alle mini o maxi tracolle, dalle clutch alle tote bag, fino agli zaini, tra borse in eco-piuma o in eco-fur. Ma le novità in realtà sono due graditi ritorni, mutuati direttamente dagli anni Settanta e Ottanta, decenni del loro massimo splendore: i secchielli e i marsupi. Poi c'è chi la borsa la lega a temi colti come Versace ed Etro che pensano a miti e leggende con la Virtus Bag e la Pegaso Bag. La borsa di Versace prende il nome dall'antica divinità romana simbolo di forza, coraggio e valore. Una V dorata in stile barocco, applicata al centro della borsa, emerge come richiamo all'eredità estetica del brand. La Virtus, realizzata in pelle di vitello, si declina in vari modelli, shopping, hand bag, a cintura, a spalla, clutch da sera, e in una ricca palette di colori che va dal turchese al giallo, dal fucsia al corallo. Etro lancia la Pegaso bag, ri-edizione di un modello iconico degli anni Ottanta, il cui nome trae ispirazione dal cavallo alato della mitologia greca, simbolo di Etro dal 1968. La bag combina la pelle di vitello con la tela Paisley, trattata con una speciale resina che la rende resistente e leggera. La fibbia metallica riproduce la silhouette di Pegaso. Abbandonati gli snobismi iniziali, il marsupio da qualche stagione è tornato ad essere una presenza costante nel guardaroba femminile. A cambiare è il modo di portarlo, almeno per adolescenti e infleuncer, che non lo legano in vita, ma lo sfoggiano a bandoliera. Inoltre cambia il mood del marsupio, come dimostrano le proposte lusso di Fendi e quelle unisex nel classico check di Burberry, fino all'animalier de L'Atelier du Sac. Il marsupio era fino a qualche tempo fa un accessorio considerato la massima espressione dell'ineleganza, più adatto al turista in gita all'estero. Perfino Armani ha ceduto al suo fascino con il suo uomo Emporio. Poi sono arrivati Michael Kors e Max Mara, che ne ha fatto due versioni, una in pelle stampata cocco e l'altra con doppie tasche. Così con il suo inatteso ritorno il marsupio si è accaparrato il titolo di must have.
Basta guardare le foto con Chiara Ferragni, Kendall Jenner e Gigi Hadid, in libera uscita e tocca rassegnarsi a comprare il marsupio anche alle figlie adolescenti, per le quali ci pensa Guess con una versione in nero e rosso. Il secchiello è invece un evergreen tornato alla ribalta da qualche stagione. Andava di moda negli anni della contestazione, nelle versioni cuoio o batik che si trovavano sulle bancarelle dei mercatini dell'usato. Portato sulla spalla fino all'usura era l'alternativa alla borsa di Tolfa. Ma le origini del secchiello non sono affatto proletarie e trovano radici in Francia, visto che da Louis Vuitton il cordone in cuoio che stringe l'estremità del secchiello monogram è perfettamente a quello che mister Vuitton realizzò nel 1932. In realtà, il fondatore della maison aveva creato la Noé bag per trasportare le bottiglie di champagne. Ne conteneva quattro in piedi e una a collo in giù al centro. Ma la storia del secchiello, o bucket bag come lo chiamano gli inglesi, potrebbero essere anche italiane, visto che negli anni Trenta anche Elsa Schiapparelli e Gucci avevano proposto i primi modelli a secchiello per signora, in pelle, anche se il vero successo di questa borsa arrivava ancora una volta con il francese Hermès che lo propose al 100% in pelle trasformandolo nella borsa a cilindro più copiata di tutti i tempi.

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La storia a cartoon, Memoria Viva a Cassino con touch screen

Clarks e Kesserling diventano personaggi e raccontano l'assedio del '43

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La storia non è mai stata così interessante da riscoprire. È una formula innovativa e volta al futuro quella proposta dall’esposizione “Memoria Viva” 1939-1945 Cassino, inaugurata il 10 Settembre presso il Museo Historiale di Cassino e in programma fino al 18 ottobre, organizzata da DBG Management & Consulting.
Il triste capitolo della Seconda Guerra Mondiale, nello specifico del bombardamento a Cassino del 10 Settembre 1943, viene raccontato attraverso tecnologie innovative, personaggi virtuali e foto in 3D e c'è una postazione touch screen per imparare divertendosi, con personaggi in formato cartoon che raccontano la storia in modo semplice.

La mostra ripercorre il bombardamento che distrusse la maggior parte della città di Cassino, attraverso 400 fotografie d’epoca catalogate per anno e luogo, nonché restaurate in formato digitale 3D.

Chi potrebbe narrare di quel terribile avvenimento se non gli stessi protagonisti? Attraverso un software innovativo, basta inquadrare con il tablet uno dei sette personaggi chiave del periodo per ascoltare dagli stessi il vivido racconto di quei momenti, non più dispersi nella memoria. Ciascuno dei sette personaggi racconta di uno specifico anno trattato dalla mostra, dal 1939 al 1945. Attraverso i sette panelli con schermo interattivo è possibile consultare immagini d’epoca in 3D, vecchi quotidiani ed una timeline che riporta i fatti più importanti della specifica annata.  Dopo la chiusura della mostra, l’intero materiale rimarrà consultabile online gratuitamente.

Alla cerimonia di inaugurazione, nel giorno della ricorrenza del bombardamento hanno partecipato Barbara Molinario (Amministratore di DBG Management & Consulting), Enzo Salera (Sindaco di Cassino), Giovanna Pugliese (responsabile dei Progetti Speciali della Regione Lazio), Danilo Grossi (Assessore alla Cultura Cassino), Gaetano De Angelis Curtis (Presidente dell’Associazione Culturale CDSD - Centro Documentazione Studi Cassinati ONLUS) e Michele Merola (Vicepresidente Gruppo Giovani Unindustria Frosinone). A raccontare aneddoti relativi ai fatti di Cassino, il Professor Vittorio Maria De Bonis, storico dell’arte.

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Università, dove studiare tra i banchi più belli del mondo

Dall'antica Bologna alla cinematografica Oxford, lo studio ha fascino antico

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In Europa ci sono alcune delle più belle università del mondo, le più antiche, come quella di Bologna, affascinanti come il Trinity College di Dublino, cinematografiche come quella di Oxford resacelebre da Harry Potter. Ecco, segnalate da eDreams, una guida per i giovani: dove studiare tra i banchi di scuola più belli del mondo.

A spasso per Bologna alla scoperta della prima università del mondo occidentale
L’Alma Mater Studiorum, l’università degli studi di Bologna, è la più antica università del Vecchio continente. Fondata nel 1088, ha visto studiare nelle sue aule personaggi del calibro di Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Guido Guinizelli. Sebbene l’università non ebbe una sede stabile fino alle metà del XVI secolo, notevoli sono alcuni palazzi che ne hanno costituito per secoli il corpus tra cui il Palazzo dell'Archiginnasio, voluto da Pio IV nel 1561 per riunire in un’unica sede tutte le scuole dello Studio e Palazzo Poggi, ristrutturato verso la metà del cinquecento e scelto nel 1802 da Napoleone come sede dell’Università di Bologna. In questo tour non può sicuramente mancare una passeggiata lungo Via Zamboni, strada storica del centro di Bologna lunga circa 1 chilometro che parte dalle Due Torri e arriva fino a Porta San Donato, attraversando tutta la zona universitaria e una visita alla Biblioteca Universitaria, aperta al pubblico solo nel 1756 che ospita circa 1.250.000 volumi e custodisce nella sua pinacoteca 400 ritratti di personaggi illustri e affreschi cinquecenteschi.
Perdersi tra 4 milioni e mezzo di libri: il fascino del Trinity College di Dublino
Chi non ha mai visto una fotografia della prestigiosa Old Library del Trinity College? Un corridoio in legno su cui si affacciano scaffali alti fino al soffitto colmi di antichi volumi. Un’immagine che esercita un fascino eterno su chiunque ami i libri, ma anche semplicemente tra coloro che si trovano in vacanza nell’Isola di Smeraldo. Fondato nel 1592 per volontà di Elisabetta I e situato nel cuore della città, il Trinity College è tra i più antichi d’Irlanda e tra i suoi corridoi hanno camminato illustri personaggi come Samuel Beckett, Oscar Wilde, Edmund Burke e Oliver Goldsmith.
Salamanca: perla di Castilla e Leon
Un po’ fuori dai tracciati classici del turismo, si nasconde nell’entroterra spagnolo un autentico gioiello ricco di storia: Salamanca. Il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio nell’UNESCO e sulle sue vie si affacciano palazzi, cattedrali, chiostri e conventi barocchi, romanici e gotici. Ma la sua attrazione più grande resta la sua università: costruita nel 1218 sul modello di quella bolognese e fondata da Alfonso IX, è la più antica istituzione di questo tipo in Spagna. Un capolavoro di stile plateresco, ha ospitato tra gli altri Hernan Cortes e Cervantes. Notevole è la facciata dell’Escuelas Mayores, completata nel 1533, che ogni anno attrae turisti in visita in questa città resa particolarmente viva dalla presenza dell’ateneo.
Passeggiare nella storia: la cittadina universitaria di Oxford
Celebrata da centinaia di film ed emblema stesso della cultura inglese, l’università di Oxford è la più antica università del mondo anglosassone. All’interno della sua struttura annovera numerosi edifici divenuti celebri tra cui il popolare Christ Church College, tra i più antichi del campus, che contiene al suo interno una sala immortalata dalla saga di Harry Potter; la Bodleian Library, una delle biblioteche comunali più antiche nel mondo che custodisce al suo interno quattro copie della Magna Carta, una Bibbia di Gutenberg e il First Folio di Shakespeare e ospita tra i suoi edifici la Radcliffe Camera, la biblioteca scientifica con una vasta sala lettura circolare.

Infine una quinta indicazione, extraeuropea
Una delle gemme della Ivy League: Harvard University
L’università di Harvard è situata a Cambridge nel Massachusetts, nell’area metropolitana di Boston, e fa parte della Ivy League, la prestigiosa lega che raccoglie le otto migliori università americane. Fondata nel 1636, è oggi uno degli atenei più famosi al mondo, nonché la più antica università americana e simbolo della cultura statunitense. Passeggiare infatti nel campus, attraversato dall’Harvard Yard, il viale principale, è una vera e propria full immersion nella cultura di questo Paese. Notevole la Widener library e la mensa universitaria all’interno della Memorial Hall, impreziosita da splendide vetrate istoriate. 

 

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Bambole anni '60 per Veronica Beard, il brand amato da Meghan

Alcuni capi verranno realizzati in versione extralarge fino alla 58 italiana

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Bambole anni '60 e' la cifra della collezione per la prossima primavera-estate di Veronica Beard, il brand giovane fondato dalle cognate Veronica Miele Beard e Veronica Swanson Beard (otto figli in due) e amato dalla Duchessa del Sussex, Meghan Markle. L'idea - spiegano le due stiliste prima dell'affollata presentazione agli Spring Studios - e' quella delle "good girls/bad girls" di quegli anni con una serie di insiemi segnati in vita e i classici completi con la giacca Dickey stavolta realizzata per l'estate in versione corto sia nei pantaloni che nelle maniche. Iridescenti i colori perfino nelle scarpe e nei sandali trasparenti. Le proposte delle Beard, come dalla scorsa stagione, sono pensati per tutte le taglie: alcuni capi verranno realizzati in versione extralarge fino alla 58 italiana.

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Meghan, ecco la sua collezione di abiti per donne che lavorano

The Smart Set, quattro capi. Proventi alla charity Smart Works che aiuta le donne

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Chiudi Duchess of Sussex attends event in London (ANSA) Duchess of Sussex attends event in London

Meghan Markle ha presentato a Londra, alla vigilia della London Fashion Week, la collezione da lei stessa lanciata assieme all'amica designer Misha Nonoo nell'ambito di un'iniziativa a sostegno delle donne disoccupate. Con un blazer portafortuna, quello indossato anni fa nel colloquio destinato a darle la prima chance di lavoro e una dichiarazione impegnativa di adesione piena ("sono dove voglio essere") al suo nuovo ruolo di membro della famiglia reale britannica, a dispetto delle critiche (o dei pregiudizi) scagliate senza sosta contro di lei dai tabloid della stampa popolare, così si èpresentata Meghan.
Iniziativa di sorellanza solidale, secondo il messaggio che ne era stato dato fin dal momento dell'annuncio, in occasione della presentazione di un numero di Vogue Uk dedicato a nuove figure di "donne-fonte d'ispirazione" di cui Meghan è stata chiamata a essere direttore ospite. La presentazione ha avuto luogo nel flagship shore di John Lewis, una delle catene di grande distribuzione coinvolte come partner commerciali. La collezione si chiama Smart Set: capi d'abbigliamento da lavoro (o da colloquio di lavoro) disegnati ad hoc da Nonoo per aiutare le attiviste di Smart Works, un'ong patrocinata dall'ex attrice americana divenuta duchessa di Sussex in forza del matrimonio con il principe Harry che aiuta le donne britanniche in cerca di occupazione. Per ogni abito venduto, un secondo sarà donato all'associazione e potrà essere indossato dalle sue assistite.
"E' un'iniziativa meravigliosa", ha commentato al fianco di Meghan la numero uno di Smart Works, Kate Stephens, che trasmetterà "sostegno e fiducia" alle donne in difficoltà; "qualcosa di incredibilmente generoso, ma anche esaltante".
Parole a cui la duchessa ha risposto a braccio, sorridente e a tratti emozionata. "Questo - ha spiegato, fornendo la chiave di lettura della scelta della vecchia giacca sfoggiata per la circostanza - è il blazer che indossai nel mio primo colloquio lavorativo, quando ottenni il lavoro dei miei sogni". "Non ne ho più bisogno poiché ora sono dove voglio essere", ha aggiunto rivendicando la sua nuova vita in casa Windsor, e forse anche l'interpretazione autonoma che sembra volerne dare. "Ma se potrò condividerla e farla diventare parte del successo di un'altra donna - ha concluso mettendola a disposizione dell'ong - ne sarò felice. Sarà un modo per fare comunità" al femminile.

Stile minimalista, classico, la collezione The Smart Set è composta da un abito Jigsaw, una borsa John Lewis & Partners, un abito Marks & Spencer e una camicia bianca Misha Nonoo, la collezione si rivolge alle donne che lavorano ed è progettata per favorire il senso di comunità. I quattro articoli della capsule, con un prezzo da 19,50 a 199 sterline, saranno venduti on line e nei negozi per due settimane. 

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A Fragranze 170 brand DI profumi

Da 13 a 15 settembre torna salone 'olfattivo' di Pitti a Firenze

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Fragranze iconiche firmate da maison internazionali, creazioni olfattive ideate da nasi prestigiosi ma anche linee sviluppate da nuovi talenti e case indipendenti della profumeria artistica. E' il percorso olfattivo in scena a Firenze, dal 13 al 15 settembre, alla Stazione Leopolda per Fragranze, salone organizzato da Pitti Immagine.
    A darsi appuntamento 170 brand, ovvero l'Italia dei profumi ma pure la grande profumeria francese, la tradizione inglese, il lusso dal Medio oriente. Arriverà Jean-Claude Ellena, autore di profumi bestseller e talento riconosciuto in tutto il mondo, per la prima retrospettiva a lui dedicata, curata a Chandler Burr.
    Nel programma poi di Fragranze dibattiti, un focus sullo skincare con uno spazio speciale al salone, e l'Osservatorio promosso da Pitti con Marco Ricchetti per illustrare la dimensione economica della profumeria artistica: 600 milioni di euro il fatturato in Europa registrato nel 2018.
   

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A Milano apre il primo Uniqlo d'Italia, il brand lifewear giapponese che ha conquistato l'Occidente

Stile essenziale, abiti per la vita quotidiana di tutti

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Chiudi Uniqlo a Piazza Cordusio (ANSA) Uniqlo a Piazza Cordusio

Uniqlo sbarca nella capitale italiana della Moda con un megastore da 1.500 metri quadrati improntato alla bioarchitettura e allo stile dei giardini zen giapponesi. L'arrivo a Milano del colosso giapponese del casualwear è un ulteriore tassello della rinascita di Piazza Cordusio, un tempo sinonimo di banche e finanza, e oggi, anche grazie alla sede della Reserve Roastery scelta da Starbucks per iniziare l'avventura italiana, sempre più glamour. Il negozio apre al pubblico il 13 settembre, primo store in Italia del brand giapponese di LifeWear che dal Giappone ha conquistato l'Occidente.

"E' con piacere che apriamo nella capitale del mondo nell'ambito della Moda" è stato il saluto di Tadashi Yanai, fondatore di Uniqlo e presidente di Fast Retailing. "Qui in Italia ci sono grandi marchi, come Ferragamo o Prada. Noi offriamo complementi che possono essere accostati con tutti i marchi italiani, come a quelli globali. Con noi è possibile giocare con tutti i marchi: questo è la quintessenza dell'abbigliamento quotidiano". Nello store dominato da bianco e trasparenze di vetro, un mix di esposizione d'abbigliamento per uomo, donna e bambino e installazioni artistiche, tra cui la parete di Olimpia Zagnoli, ispirata alle finestre di Milano. Il debutto italiano della catena giapponese nata a Hiroshima nel 1984, e presente oggi in 22 paesi con oltre 2000 negozi che generano un fatturato di circa 19,17 miliardi di dollari, non sarà però il viatico a nuove aperture in tutta Italia. "Se fosse possibile vorremo aprire 100 negozi, ma forse non sarà possibile perché qui c'è una combinazione perfetta tra edificio, prodotto e ambiente che non è presente ovunque" ha aggiunto Yanai secondo cui lo store milanese "è un matrimonio perfetto tra design italiano e stile giapponese". Non a caso nel negozio sarà esposta una selezione di prodotti chiave di marchi noti - come Maruni , Medea, Rossignoli e Seletti - scelti da Uniqlo perché in linea con la sua filosofia di LifeWear, basato sulla creazione di abiti per lo stile di vita quotidiano di tutti. Per la catena il fondatore si auspica un futuro al femminile. "In generale preferisco i leader donna perché sono più attente ai dettagli e sanno fare, in generale, un lavoro migliore in questo settore" ha spiegato. Per Yanai visto che le donne sono "più intuitive ma tendono anche pensare in modo più logico, quindi il segmento femmine è il più adatto ad essere leader nel settore creativo". Quindi, la sua conclusione, "spero che nel futuro questo business italiano sarà gestito da una donna"

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A scuola, meno plastica più borracce è l'anno della sostenibilità

Gli studenti di #FridaysForFuture spingono il cambiamento

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Di nuovo a scuola, ma con una aumentata sensibilità per i temi ambientali. Molti studenti sono impegnati, sull'esempio di Greta Thumberg, nei #FridaysforFuture e nelle manifestazioni per il clima come lo sciopero globale, il più grande mai organizzato, in programma il 27 settembre. E' logico che anche tra i banchi la sostenibilità diventa una proprità. Un segnale concreto è la riduzione delle bottigliette di plastica a favore delle borracce di alluminio, igieniche, riusabili.

E anche le amministrazioni stanno cominciando a fare qualcosa: capofila è Milano, dove con l’aiuto e il finanziamento di metropolitana milanese e di A2A che ha sponsorizzato l’iniziativa, il Comune di Milano ha in distribuzione centomila borracce in alluminio, sessantamila delle quali destinate a ragazzi e ragazze delle medie, mentre le restanti 40 mila agli alunni e alunne delle elementari. Anche Brescia si è impegnata : distribuite in 29 scuole medie pubbliche e paritarie 7500 borracce in alluminio, 17mila invece saranno quelle destinate alle matricole dell’Università degli Studi di Brescia con l’obiettivo sì di ridurre l’uso della plastica ma anche quello di promuovere l’acqua pubblica. E poi Modena, in provincia di Firenze (12 mila borracce agli alunni dei 45 comuni)  e iniziative simili, segnala Wise Society, sono previste in piccoli comuni da Nord a Sud come Pegognaga (provincia di MN) e Castiglione Messer Raimondo (Teramo), Cuveglio (Varese), San Giovanni Valdarno (arezzo) mentre in altre parti d’Italia prenderanno piede nel corso dell’anno scolastico. E’ il caso della Provincia di Forlì Cesena dove, con il progetto “Via le bottigliette”, in oltre 50 scuole e biblioteche pubbliche della Provincia verranno distribuite borracce a circa trentamila studenti. O quello della Costiera Amalfitana, dove a fine settembre il Distretto Turistico consegnerà 3000 borracce in tritan ed installerà nelle scuole 20 erogatori di acqua del sindaco.

Cosa può fare la Scuola per essere più sostenibile secondo la GenZ? Gli studenti hanno le idee chiare: sull'acqua e su una corretta gestione dei rifiuti. Dal dialogo online con la community di ScuolaZoo sembra che il leit motiv di questo rientro a scuola sia proprio la sostenibilità. In molti hanno contribuito al dibattito dicendo che sperano che nel corso dell’estate la propria scuola abbia istituito delle fontanelle di acqua dove poter riempire la propria borraccia fra una lezione e l’altra.

Ecco dagli studenti della Generazione Z, piccoli accorgimenti da mettere in pratica nel quotidiano per fare davvero la differenza:

1. Cerca di convincere la prof a fare meno fotocopie, magari facendovi usare i tablet in classe;
2. Chiedi al preside di usare dei refill di sapone piuttosto che nuovi dispenser ogni volta
3. Se porti la merenda dentro un contenitore, usa sempre delle posate riutilizzabili e se mangi un panino, portalo dentro un contenitore invece che avvolto nell'alluminio o nella plastica
4. Porta sempre una borraccia o un thermos al posto di comprare sempre bottiglie di plastica
5. Trova dei modi creativi per riutilizzare la carta e riciclarla

Fra libri, quaderni e cancelleria varia è difficile essere sostenibili al 100%, ScuolaZoo ha promosso la realizzazione del Diario “Save My Planet”. Grazie alla collaborazione con Treedom, la piattaforma che permette di piantare alberi a distanza e poi di seguire la loro crescita online, ogni diario venduto contribuisce all’ampliamento della Foresta ScuolaZoo in Africa, che cresce rigogliosa da aprile e che oggi conta 250 alberi.

 

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A Homi Fashion il mondo dei bijoux

Oltre 600 espositori da domani a FieraMilano

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 Creazioni artigianali del Made in Italy, pezzi unici e originali, sperimentazioni internazionali e progetti innovativi e dell'eccellenza proposti da 604 espositori da 27 nazioni saranno in scena fino al 16 settembre nei padiglioni di FieraMilano a Rho a HoMi Fashion&Jewels, salone internazionale dell'accessorio per la persona. In un unico appuntamento, nato dalla dalla riprogrammazione di HoMi, il salone degli stili di vita di FieraMilano, si concentra un'ampia offerta espositiva rappresentata da realtà storiche, nuovi nomi ricchi di creatività, grandi griffe del bijoux e dell'accessorio del Made in Italy e dall'estero con Francia, Grecia, Spagna e Turchia tra le nazioni più rappresentate nel 29% di espositori esteri.
    Il 15 e il 16 settembre HoMi Fashion va poi in scena in concomitanza con MICAM e MIPEL, le storiche manifestazioni a Fiera Milano dedicate rispettivamente a calzature e pelletteria, in calendario fino al 18 settembre realizzando un'importante opportunità per buyer e operatori internazionali di intercettare le tendenze in una sorta di fashion week dedicata all'universo dell'accessorio.
    HoMi Fashion&Jewels si rivolge a un mercato mondiale del settore in vivace e costante crescita. Nell'ultimo decennio i prodotti Fashion&Jewels nei quali il Made in Italy gioca un ruolo di eccellenza, hanno registrato una crescita del 5.9% medio annuo a 973.5 miliardi di euro e anche nello scenario 2019-2022 si attendono dinamiche di segno positivo con una attesa di crescita complessiva delle importazioni mondiali di quasi 220 miliardi di euro.
   

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Marc Jacobs chiude le sfilate di New York con inno alla spensieratezza

Modelle con passo leggiadro e abiti #OOTD, outfit of the day

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Marc Jacobs ha chiuso la settimana della moda a New York e ancora una volta non ha smesso di stupire, anche trasformando il cavernoso spazio dell'Armory di Park Avenue in una sorta di giardino della spensieratezza. I posti a sedere? Tante sedie bianche di forma diversa e disposte senza un ordine preciso. Nessuna passerella. All'inizio dello show, le modelle sono entrate tutte assieme in massa con un passo diverso dal solito. Camminavano con leggerezza, quasi dondolandosi, sorridendo tra di loro, mischiandosi con il pubblico e persino ammiccando. Addosso un'esplosione di colori. Poi si sono dirette dietro le quinte, ma quando lo show sembrava finito, ecco che invece sono uscite di nuovo, una alla volta, continuando con passo leggiadro, quasi sollevandosi da terra.

 La collezione non ha un tema preciso, è piuttosto come l'hashtag di Instagram #OOTD (Outfit of the Day, abito del giorno), ossia come mi vesto oggi e Marc è andato a ripescare nel ricordo di Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld, Shelley Duvall, Anita Pallenberg, Ann Reinking, Doris Day. Tutte icone del passato che sono ben impresse nella memoria, schedate per sempre, non in un archivio transitorio come può essere la memoria digitale di oggi. E il messaggio di Jacobs è chiaro: la rivoluzione digitale ci porterà tutti alla fine, ma non vuol dire che bisogna sprofondare silenziosamente. Di sicuro Marc Jacobs non lo farà. L'invito è quindi alla ribellione nei confronti dei computer e di ciò che contribuisce a far scomparire la creatività umana.

La sfilata è arrivata diciotto anni dopo l'attentato alle Torri Gemelle, una data che avrebbe cambiato l'America e che anche per lui ha un significato: aveva sfilato la sera prima con la nuova collezione presentata al Pier 54, sullo sfondo proprio le Twin Towers. Jacobs, pur nel ricordo delle vittime, ha voluto celebrare la vita portando in passerella, come quella famosa notte alla vigilia dell'11/9, colori, allegria, felicità, ottimismo e sogni. Non a caso la colonna sonora della serata è stato il brano degli anni '30 'Dream a Little Dream of Me'.

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Michael Kors a Brooklyn, moda e inclusione

Collezione patriottica pensando a bisnonna migrante bambina

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Michael Kors e' un ottimista e nel mondo dei muri alzati contro chi e' diverso manda un messaggio all'insegna dell'inclusione: sia che si tratti di etnia che di atto di nascita o di identità di genere. Tutto e' fluido e siamo tutti connessi e' il mantra della sfilata che, in una data simbolo, l'11 settembre, lo stilista ha definito la sua "più' patriottica di sempre". Kors ha trasferito per la prima volta la passerella da Manhattan a Brooklyn seguendo le orme della bisnonna Lina, migrante bambina dalla Mitteleuropa: a 14 anni dopo un viaggio nella stiva di terza classe approdo' con 10 dollari in tasca a Ellis Island e un cugino dovette venirle incontro all'arrivo per darle gli altri dieci che servivano per ottenere l'accesso nel Nuovo Mondo. "America" di Simon e Garfunkel, ma soprattutto "My Land is Your Land" di Woody Guthrie e Pete Seeger fanno da colonna sonora. Kors si commuove di orgoglio raccontando la storia delle sue radici. Lina si insedio' nel Lower East Side ma quando il sogno americano (un business tutto suo, marito e figli) della teen-ager della Galizia divenne realtà, si trasferi' a Brooklyn ed ecco che e' alla Duggal Greenhouse tutta vetri con vista sull'East River e il nuovo skyline che la nuova collezione per la primavera 2020 trova il suo manifesto: "Un modo di vedere le possibilità per il proprio futuro attraverso gli occhi di chi ci ha preceduto", spiega Michael che ha conosciuto Lina: l'antenata che gli sta facendo da musa e' morta che lui aveva 7 anni. Le altre e gli altri per il 2020 sono "rule breakers" come Katharine Hepburn e David Bowie. Testimonial del concetto che il genere non e' specifico come dimostra uno dei look della collezione tutta made in Italy in cui la giacca e' un bodysuit indossato sotto i classici pantaloni dal taglio di sartoria. Altri spunti vengono da Broadway: Oklahoma, uno dei musical della stagione newyorchese diventa il peacot, il trench e la camicia reinterpretati: meta' prep style del Connecticut, meta' punk borchiato del Lower East Side. Tanti i contrasti "uptown/downtown", da Park Avenue a Bushwick. I pantaloni sotto la gonna a pieghe da boarding school sono abbinati alla la giacca "da regata" a righe e sotto il golf argyle in linea con il casting piu' inclusivo che mai dove il pronome "loro" non lui o lei e' la parola d'ordine. "Un approccio diverso a cosa e' bellezza", spiega Michael incontrando la stampa internazionale alla vigilia della sfilata immaginata all'insegna del "preppy/punk": "Kennebunkport, la residenza del Maine dove si radunava ogni anno il clan dei Bush e preppy per eccellenza diventa oggi Kennepunkport". Un gioco di parole, una battuta che forse sfugge, ma che per chi vive negli Usa da anni ha mille significati. 

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Coach, inno a NY con colori e l'inizio di una era

Collezione all'insegna dell'ottimismo.ßßSfilata sull'High Line

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Chiudi Sfilata Coach a New York (ANSA) Sfilata Coach a New York

L'ultimo miglio dell'High Line per presentare il nuovo capitolo della sua collezione. Coach ha sfilato sul Coach Passage lungo lo Spur, l'ultima parte la passeggiata sopraelevata sul versante occidentale di New York con sullo sfondo Brick House la gigantesca scultura di donna realizzata da Simone Leigh. Il brand americano ha portato in passerella la sua collezione Spring 2020 all'insegna dei colori, dell'ottimismo e celebrando la vivacità della Grande Mela. Ogni dettaglio della collezione firmata da Stuart Vevers è un richiamo a New York. Cambiamento, rapidità ed energia pura e autentica, spiriti liberi e impertinenti ne sono infatti la sua essenza. Uomini e donne sfilano in sandali e scarpe da ginnastica in nome della praticità. Passato e presente collidano tra loro e aprono alle infinite possibilità di un nuovo decennio. "Ho voluto celebrare New York - ha detto Vevers - con la banda (in riferimento a modelle e modelli) che cammina sull'High Line. Questa città è stata sempre un riferimento per me ma sempre anche giustapposta all'immagine delle praterie del Mid-West oppure di una road trip". Ha anche aggiunto che ha disegnato la sua collezioni per i ventenni quindi è fondamentale essere ottimisti tuttavia non ignorando ciò che accade nel mondo oggi.
    Tra gli accessori 78 borse, ognuna proveniente da un design d'archivio di uno dei 78 anni del brand, autenticamente rielaborato. Il patrimonio di Coach è stato rivoluzionato graficamente con colori vibranti, l'attitudine elettrica della New Wave e la nuova New Wave di oggi. Se per la precedente collezione il designer inglese si era ispirato a Kaffe Fassett, questa volta ha guardato a Richard Bernstein e le sue energiche illustrazioni pop si contrappongono giocosamente al forte e inequivocabile patrimonio di pelletteria di Coach, un passato quindi vivido, reinventato, dinamico come la città per cui è stato creato. Alcune delle stampe sulle magliette riproducevano i volti di Rob Lowe, Michael J. Fox, Barbra Straisand.
    Tra gli ospiti il brand ambassador Michael B Jordan, Miles Heizer, Jemima Kirke e Lolo Zouai, entrambi presenti nella campagna pubblicitaria globale autunno 2019. Tra le modelle che hanno sfilato in passerella anche Kaia Gerber, Julia Nobis, Adut Akech, Abby Champion e l'ambasciatrice del brand, Kiko Mizuhara.

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Arriva lo 'Scrabble' con i dialetti

Non cambiano regole gioco parole, ma si aggiungono carte dialett

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Non più solo le parole del dizionario, ma anche quelle dei dialetti di tutta Italia per la nuova versione del famoso gioco da tavola 'Scrabble', che non cambia regole ma guadagna le Carte Dialetto e le Carte Gioca come Mangi.
    Come sempre vince chi ottiene il punteggio più alto componendo sul tabellone parole in italiano, ma si ottengono punti bonus anche creando parole prese dai dialetti popolari italiani. E per animare un po' il gioco, la nuova regola di lasciar decidere alla maggioranza dei giocatori se la parola in dialetto composta esiste oppure no. Il punteggio viene assegnato sulla base del valore della lettera e delle caselle del tabellone, a cui si aggiungono, oltre alle ormai note caselle parola doppia/tripla e lettera doppia/tripla, anche quelle dedicate alle regioni italiane. E poi le Carte Dialetto per mettere alla prova la pronuncia di tutti i giocatori e le carte Gioca come Mangi per scoprire modi di dire e prelibatezze culinarie di tutta la penisola.
   

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Rihanna come Victoria's Secret, passerella è show

Evento spettacolo di SavageXFenty approda su Amazon Prime

Lifestyle Moda
Chiudi Rihanna deemed world's richest female musician by Forbes (ANSA) Rihanna deemed world's richest female musician by Forbes

Rihanna rompe ogni schema alla settimana della moda di New York e trasforma la sua sfilata in un evento spettacolo. Per un Victoria's Secret Show che non c'è più, i nuovi angeli sono ora le modelle con ogni tipo di curva che hanno indossato la nuova collezione intima SavageXFenty. La passerella è stato un set allestito nell'area di Brooklyn, il Barclays Center, con centinaia di spettatori che hanno assistito come ad un concerto da stadio. Uno show durato 40 minuti con un pubblico inizialmente quasi sotto shock al quale è stato proibito di usare smartphone, rigorosamente rinchiusi in una custodia all'ingresso. Lo show è stato infatti filmato in esclusiva da Amazon e andrà in onda su Prime il 20 settembre. E' rimasto deluso, quindi, chi sperava di 'sbirciare' attraverso i social media in quello che è stato l'evento spettacolo per antonomasia alla Fashion Week. Se al tramonto dello show di Victoria's Secret ha contribuito anche la scelta di un modello femminile lontano dalla realtà, Rihanna ha seguito la direzione opposta: i suoi capi sono per tutte le donne, non importa la taglia, non importa l'età. "La mia visione per Savage X - ha detto la popstar in un video pubblicato sul suo portale di shopping online - è stata sempre quella di far sentire le donne sicure, di metterle in grado di esprimere se stesse. Non ci sono regole per creare l'intimo. Puoi essere a tuo agio quanto ti pare e sexy quanto ti pare".
    Lo show è stato uno spettacolo di donne che in lingerie hanno ballato acrobaticamente. Donne di tutte le provenienze, dalla più magra alla più grassa, dall'etero alla trans. La parola d'ordine era inclusione. Sul palco supermodel, ballerine e anche cantanti che si sono esibiti per Rihanna. Tra queste Bella e Gigi Hadid, la modella plus-size Paloma Elsesser, Joan Small, Alek Wek, Cara Delevingne. A far ballare il pubblico Dj Khaled, Migos, 21 Savage, Halsey, Tierra Whack, A$AP Ferg, Fat Joe, Fabolous. Ciliegina sulla torta naturalmente la stessa Rihanna, apparsa in apertura ed in chiusura di show, prima in un completo intimo poi in un elegante abito in nero. Secondo una classifica di Forbes, la pop star-imprenditrice è l'artista donna più ricca al mondo. A soli 31 anni il suo patrimonio è stimato 600 milioni di dollari, persino più di Madonna, Celine Dion o Beyoncé. Con Fenty è stata la prima donna nera ad entrare nel gruppo LVMH. La linea intimo SavageXFenty è stata invece lanciata nel 2018.
   

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Patèle, gioco da tavola in salsa torinese

Novità in arrivo da TorinoFactory per il Natale sotto la Mole

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 Dopo aver conquistato Torino con il senso degli affari, è la volta di diventare i padroni della città a suon di 'Patèle', le botte in dialetto piemontese.
    Questo il nome del nuovo gioco da tavola nato sotto la Mole dalla fantasia di TorinoFactory, il gruppo di amici che nel 2016 hanno creato Torino XXL, trasposizione in salsa piemontese di uno dei più noti giochi di società.
    Questa volta protagoniste del nuovo gioco, che uscirà per Natale e per il quale è già partito un crowdfunding, sono le bande di strada, o tribù metropolitane, che si contenderanno il dominio della città: hooligans, tamarri, cabinotti, hipster, squatter e i terribili pensiunà, i pensionati. Anche in questo caso tutto rigorosamente legato alla città.
    "Scegliete la banda che più vi assomiglia - spiegano gli ideatori - prendete le carte e iniziate a dar battaglia agli altri per impossessarvi della città. E preparatevi per la battaglia finale per la conquista del centro!". A fare da base al gioco un racconto di Giuseppe Culicchia. (ANSA).
   

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Bene export calzature made in Italy ma calano aziende

Dati di settore +8,4% primi nei primi 5 mesi 2019

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Il settore italiano delle calzature vale circa 14,3 miliardi di euro di fatturato e occupa circa 75 mila addetti, con un'esportazione dell'85% della produzione. Se l'export resta caratterizzato da dinamiche favorevoli in valore (+8,4% nei primi 5 mesi) si registrano contrazioni nei volumi e differenze sempre più ampie tra grandi brand e piccole medie imprese. I dati relativi al primo semestre 2019 sono stati illustrati da Siro Badon, presidente di Micam e di Assocalzaturifici, nel corso della conferenza stampa di presentazione della 88esima edizione della fiera in programma dal 15 al 18 settembre alla Fiera di Milano (Rho). "bbiamo avuto una flessione nelle quantità - ha aggiunto -. E un grido di allarme che voglio lanciare è questo, perché meno quantità significa anche a cascata meno produzione e diminuzione di forza lavoro". Il primo semestre 2019 ha chiuso con un saldo di -119 calzaturifici, pari al -2,6%, e -429 addetti rispetto al dicembre del 2018.
   

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Angelina Jolie, il make up per diventare Malefica/VIDEO

Star a Roma il 7 ottobre per il sequel del film

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Chiudi Maleficent - Signora del male. Il sequel dal 17 ottobre con Angelina Jolie (ANSA) Maleficent - Signora del male. Il sequel dal 17 ottobre con Angelina Jolie

Angelina Jolie, capelli tirati all'indietro, trecce raccolte si sottopone, non senza smorfie alla trasformazione in Malefica. Guarda il video

L'attrice premiata con l'Oscar e tre Golden Globe sarà con Michelle Pfeiffer, che nel film ha il ruolo della Regina Ingrith, a Roma lunedì 7 ottobre per l'anteprima europea di Maleficent - Signora del male, atteso sequel del film del 2014. Si tratta dell'evento speciale di preapertura di Alice nella Città. In sala sarà dal 17 ottobre. Diretto da Joachim R›nning, Maleficent - Signora del Male vede protagonisti anche Elle Fanning, Chiwetel Ejiofor, Sam Riley, Harris Dickinson, Ed Skrein, Imelda Staunton, Juno Temple, Lesley Manville. Nel nuovo film, Malefica e Aurora devono affrontare la complessità dei legami familiari quando le loro strade vengono separate da un matrimonio imminente, alleanze inaspettate e dall'ingresso di nuove forze oscure. Il tempo è stato gentile con Malefica e Aurora. Il loro rapporto, nato da un tradimento, dalla vendetta e infine dall'amore, è cresciuto ed è forte. Ciononostante c'è ancora dell'astio tra gli uomini e le creature magiche. Il matrimonio di Aurora con il Principe Filippo è motivo di festeggiamenti in tutto il Regno e nelle terre vicine poiché le nozze uniranno i due mondi. Un incontro inaspettato però darà vita a una nuova potente alleanza: Malefica e Aurora si ritroveranno sui fronti opposti di una Grande Guerra che metterà alla prova la loro lealtà e le porterà a chiedersi se potranno essere davvero una famiglia.

    Scritto da Linda Woolverton e Noah Harpster & Micah Fitzerman-Blue e basato su una storia di Linda Woolverton, il film è prodotto da Joe Roth, Angelina Jolie e Duncan Henderson, mentre Matt Smith, Jeff Kirschenbaum e Mike Vieira sono i produttori esecutivi.   

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