Covid-19 e beauty, il mercato già cambia, vincono i prodotti sicuri

Report Mintel, cosmetici naturali in crisi, meglio chimici ed efficaci

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Chiudi Le garanzie di sicurezza  sono ora una priorità della scelta dei prodotti beauty , attesta un focus Mintel sui cosmetici al tempo del COVID (ANSA) Le garanzie di sicurezza sono ora una priorità della scelta dei prodotti beauty , attesta un focus Mintel sui cosmetici al tempo del COVID

Naturali? Meglio più sicuri. E più efficaci di prima. Infine più garantiti, soprattutto a prova di ‘contaminazione’ da batteri e virus e da cattivo uso (chiudete male il tappo, immergete le dita per prelevare la crema etc), perciò, anche con una scadenza certa. Stiamo parlando di cosa vogliono ora le donne quando scelgono i cosmetici e di trattamenti di bellezza, dagli antirughe alle maschere al maquillage.

L’isolamento sociale preventivo sta modificando i criteri di scelta anche per questa categoria di prodotti di consumo e si intravedono nuovi desideri nascenti che valgono per le donne di tutto il mondo. I nuovi bisogni riflettono il momento storico e l’angoscia da coronavirus e sono stati appena raccolti in un focus da Mintel, agenzia di marketing intelligence mondiale.

Prima si sceglievano soprattutto cosmetici naturali, ‘clean’ e privi di conservanti. Ora si torna sui propri passi: i prodotti devono essere soprattutto garantiti e sicuri anche a costo di contenere sostanze chimiche se queste ultime sono garantite come sicure ed efficaci e assicurano una totale stabilità ed assenza di contaminazione ai prodotti. Questo il primo nuovo pensiero ricorrente delle milioni di donne che, approfittando del tempo libero casalingo, si sottopongono a maschere e sieri beauty.

“Il Covid-19 sta impattando con le scelte dei consumatori, - spiega Clare Hennigan, senior beauty analist Mintel. – Sin dall’inizio dell’emergenza, alla richiesta di prodotti clean, cioè privi di ingredienti ritenuti tossici per la salute si è affiancato il bisogno di scegliere prodotti sicuri, trasparenti anche nelle pratiche di approvvigionamento e di fabbricazione. Adesso circa il 50% delle donne concordano sul fatto che sia divenuto importante l’aspetto della sicurezza. Prima di Covid-19, i consumatori ‘clean’ evitavano ingredienti come conservanti e ingredienti artificiali nei loro prodotti di bellezza a causa dei rischi per la salute percepiti. Ora sono disposti ad accettarli purché i marchi forniscano prove di efficacia e sicurezza, sia dal punto di vista della salute che dell'ambiente”.

D’altra parte regolarmente arrivano allarmi sulla contaminazione dei prodotti di bellezza. L’ultimo, del dicembre scorso, lo riferì per primo Forbes con un titolo allarmante come "I microbi pericolosi si nascondono nel tuo trucco? Il nuovo studio dice sì". Si trattava di una indagine fatta dall’Università di Aston, pubblicata sul Journal of Applied Microbiology. I ricercatori avevano controllato circa 500 prodotti di cinque categorie diverse di trucco come rossetti, eyeliner, mascara, gloss per labbra e applicatori da trucco scoprendo che dal 79 al 90% erano contaminati da batteri e funghi. Anche se le contaminazioni dipendevano soprattutto dal modo d’uso delle consumatrici (poca igiene nell’applicarli) l’allarme ha fatto salire il livello di attenzione.

“L'arrivo del nuovo coronavirus, si legge nel focus, rinforza tali paure e convincerà definitivamente le donne che il naturale non è sempre migliore, - spiega Hennigan. - Più di un adulto su 10 concorda inoltre che i cosmetici scadano troppo rapidamente. Oggi più che mai, i consumatori controlleranno la sicurezza degli ingredienti e valuteranno il rischio di possibili contaminazioni e scadenze del prodotto. Il futuro delle formulazioni di ingredienti puliti si baserà su ingredienti sintetici sicuri, che possono migliorare la durata di conservazione”, precisa l’analista. I brand stanno intercettando il nuovo problema e per evitare che monti una sensazione di diffidenza nei loro confronti ci diranno di più circa i vantaggi e la stabilità degli ingredienti sintetici scelti, fornendo più prove e certificazioni che ne garantiscano la sicurezza.

Il trend intravede un aumento di prodotti beauty senza acqua nelle formule, per ridurre a zero la contaminazione anche dovuta ad errori di utilizzo da parte dei consumatori e gli sprechi ambientali. Nascono così nuovi prodotti in polvere, anche da miscelare con acqua al momento. Conclude Hennigan: “Man mano che i consumatori diventano più consapevoli dei germi che vivono sulle superfici, sceglieranno quei cosmetici confezionati in modo tale da eliminare integralmente la necessità di toccarli per prelevarne le dosi da spalmare sulla pelle. Perciò avremo creme in spray o in stick anche per lo skincare del viso. Vedremo più prodotti ‘touchless’ sugli scaffali dei supermercati e in vendita sulle piattaforme online”. I marchi che dimostrano la loro affidabilità, trasparenza e disponibilità ad agire subito per garantire la sicurezza dei loro prodotti saranno premiati dai consumatori, - si legge nel report.

 

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Burberry si riconverte, nella fabbrica dei trench ora si producono mascherine

Aiuti e fondi all'università di Oxford per studi sul vaccino

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Anche la maison britannica Burberry si è impegna nella lotta contro l'epidemia del Coronavirus nel Regno Unito e dedica risorse a sostegno delle persone colpite dalla malattia e alla prevenzione.
    "Stiamo lavorando - spiega una nota della azienda - per facilitare la consegna di mascherine chirurgiche, mascherine protettive e camici ad uso del personale medico e dei pazienti.
    Stiamo inoltre utilizzando la nostra filiera per accelerare la consegna di oltre 100.000 mascherine chirurgiche al Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito per la distribuzione al personale medico. Stiamo convertendo la nostra fabbrica produttrice di trench a Castleford, nello Yorkshire, alla produzione di abbigliamento e mascherine protettive per i pazienti. La produzione e la distribuzione saranno soggette all'approvazione dell'Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (Mhra). Stiamo finanziando la ricerca di un vaccino monodose sviluppato dall'Università di Oxford che il mese prossimo inizierà la sperimentazione sull'uomo.
    L'Università, una delle migliori al mondo nello sviluppo di vaccini di emergenza, vanta successi nella lotta contro Ebola e Mers".
    Inoltre, " Stiamo donando a enti di beneficenza che si dedicano alla lotta alla povertà alimentare in tutto il Regno Unito come FareShare e The Felix Project. Con l'aumento delle pressioni sulle scorte di cibo, le organizzazioni benefiche stanno intensificando ulteriormente gli sforzi per aiutare coloro che lottano a causa dell'epidemia. Ciò include la creazione di centri comunitari, la fornitura di cibo per i giovani che si affidano ai pasti scolastici gratuiti, il supporto alle banche alimentari per far fronte alla crescente domanda di pacchi alimentari preconfezionati e il sostegno alle politiche di distanziamento sociale". (ANSA).
   

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5 Consigli per la quarantena con i bambini (c'è anche la cucina insieme)

E qualche ricette da fare insieme giocando

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Chiudi si pasticcia in cucina e si passa tempo insieme foto iStock. (ANSA) si pasticcia in cucina e si passa tempo insieme foto iStock.

I genitori sono in casa tutto il giorno con i loro bambini e si riscopre il valore del tempo insieme, all’insegna dell’#iorestoacasa. «La routine della nostra vita quotidiana è bruscamente mutata ma ora più che mai, soprattutto i bambini, hanno bisogno di sicurezza e rituali – spiega la psicologa e psicoterapeuta Paola Medde –. Le abitudini, infatti, servono a placare l’ansia e a proteggere anche i nostri figli dall’incertezza».
Come affrontare la noia trovando il giusto equilibrio tra routine e divertimento? Come organizzare la giornata con i propri figli in un momento storico in cui il tempo e lo spazio devono trovare nuove forme di organizzazione?
Ecco i 5 consigli della psicologa Medde per una quarantena a prova di bambino: si va dallo scandire bene i tempi della giornata, senza stravolgere le abitudini familiari, allo spiegare cosa succede ma con cautela, dal rendere responsabili i propri figli in casa, fino al divertimento in cucina (ma attenzione a non “consolare” con cibi dolci e ipercalorici!) creando ricette, proteiche e leggere in compagnia dei propri bambini.
Cucinare insieme può essere anche divertente, coinvolgente e utile! La blogger Sonia Peronaci consiglia 3 ricette da fare giocando, facili da preparare, gustose e colorate: dalle polpette su stecco a forma di piccolo gelato, a divertenti girelle, fino ad un fantasioso pasticcio.
Le ricette, complete di foto, sono disponibili online su www.vivailpollo.it.

I 5 CONSIGLI DELLA PSICOLOGA PAOLA MEDDE PER UNA QUARANTENA A PROVA DI BAMBINI.

#1 SCANDIRE BENE I TEMPI DELLA GIORNATA: GIOCO, STUDIO, PASTI, SONNO
È importante scandire bene i tempi del riposo, dello studio, del gioco e dei pasti, senza stravolgere radicalmente le abitudini alimentari della famiglia. «Occorre mantenere il più possibile. il tempo del risveglio e dell’addormentamento che si aveva prima dell’isolamento.» – spiega la psicologa - «I vostri bambini saranno meno a rischio di alterare i propri ritmi circadiani e saranno più tranquilli. I pasti dovranno avvenire insieme e trasformarsi in un’occasione di dialogo».

#2 SPIEGATE AI VOSTRI FIGLI COSA SUCCEDE MA FATELO CON CAUTELA
È importante mantenere il contatto emotivo e di dialogo con i propri figli, avendo cura di informarli del problema, causa che costringe tutti a stare chiusi in casa. Ma attenzione a non eccedere nella descrizione di particolari che potrebbero trasmettere angoscia e senso di smarrimento.

#3 GIOCO SÌ, MA ANCHE SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLA CASA
È importante responsabilizzare i bambini affinché possano organizzare il proprio tempo con letture e attività artistiche, e rendersi utili in casa con gli adulti. «Questi comportamenti sono molto importanti» – spiega Medde «perché aiutano da una parte a distrarre la mente dal “qui ed ora” e dall’altra aumentano il senso di “autoefficacia”».

#4 NO A CIBI IPERCALORICI E DOLCIUMI, SÌ A UNA DIETA SANA CON PROTEINE E VERDURE
In queste lunghe giornate, come genitori potreste cadere nella tentazione di “consolare” i vostri bambini con cibi dolci e ipercalorici. Cercate di evitarlo! Meglio preferire cibo proteico, come il pollo o il pesce che, oltre ad essere particolarmente gustoso e facilmente masticabile per i più piccoli, contiene nutrienti importanti.
E le verdure? «Molti genitori, per far mangiare verdure ai propri figli, iniziano delle vere e proprie “battaglie a tavola”. Questo avviene perché troppo frequentemente i piatti “verdi” vengono presentati senza fantasia» ha aggiunto la psicologa «Tre piccoli suggerimenti pratici: utilizzare piatti e posate colorate; sbizzarritevi nel dare alle verdure una forma simpatica e più accettata dal bambino e abbinate alla verdura del giorno una pietanza particolarmente amata dal vostro cucciolo. In poco tempo si creerà un’associazione mentale positiva».

#5 GIOCATE IN CUCINA CON I VOSTRI FIGLI
È importante coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti così, quando poi saranno a tavola, saranno più invogliati a mangiare. «La manipolazione che i bambini tanto amano, come quella del pongo, può essere sostituita da prodotti utilizzati normalmente in cucina. Diamo il via all’impasto di farina, al ritaglio dei cibi attraverso le formine utilizzate normalmente per fare i biscotti e sperimentate con i vostri piccoli le ricette più creative!».

 LE RICETTE DI SONIA PERONACI

POLPETTE SU STECCO

(Ingredienti per 8 polpette)
pollo 200 g
patate lesse 150 g
formaggio grattugiato 40 g
timo 2 rametti
erba cipollina fresca 5 g
sale q.b.
tuorli 1

PER FRIGGERE
olio di arachidi 1l

PER LA SALSA ROSA
maionese 100 g
ketchup 50 g

PER LA SALSA DI PISELLI E MENTA
pisellini 50 g
maionese 100 g
menta 4 foglie
basilico 4 foglie

PROCEDIMENTO
L’IMPASTO
Sbuccia le patate, tagliale a cubetti e lessale in acqua salata, poi scolale e lasciale intiepidire.
Prendi il petto di pollo e taglialo in piccoli pezzetti, poi frullalo con un mixer e mettilo dentro ad una ciotola, nella quale aggiungerai il formaggio grattugiato, il tuorlo, il timo, l’erba cipollina tagliuzzata, le patate schiacciate con una forchetta e il sale.
Impasta tutti gli ingredienti e trasferisci l’impasto negli appositi stampini*, livella la superficie di ciascuno, poi inserisci gli stecchi in legno; riponi tutto in congelatore per almeno 1 ora, in modo tale che si rassodino bene.
In alternativa, puoi usare anche il pollo arrosto o lesso avanzato dal giorno prima. Sfilaccia e trita grossolanamente la carne, quindi aggiungila all’impasto di patate insieme alle erbe aromatiche tritate finemente. Mescola bene il composto.

CUOCI
Porta l’olio a una temperatura non superiore a 175°, controlla quindi la situazione con un termometro a immersione. Friggi 2-3 polpette su stecco per volta, fino a completa doratura**.

PER LE SALSE
Per la salsa rosa ti basterà unire la maionese e il ketchup, mescolando per bene con un cucchiaino.
Per la salsa di piselli e menta, metti i pisellini, la maionese, le foglie di menta e basilico in un cutter (o robot da cucina) dotato di lame. Aziona la macchina fino a ottenere un composto omogeneo: la tua salsa è pronta!

NOTE
* Io ho usato degli stampini in silicone fatti apposta per gelati e preparazioni su stecco: sono dotati di un vano in cui mettere gli ingredienti e di una fessura per facilitare il posizionamento dello stecco in legno o plastica, ma tu puoi procedere anche modellandoli con le mani.
** Consigli per un fritto perfetto? Ecco per te il mio tutorial!
Se non possiedi gli stecchi, in alternativa, puoi utilizzare degli spiedini in legno (magari rivestendoli di alluminio) oppure degli stuzzicadenti.

CONSERVAZIONE
Una volta fritte, consiglio di consumarle immediatamente, in alternativa puoi tenerle in congelatore fino al momento di cuocerle. Puoi preparare prima le salse, ma non consiglio di congelarle.


PASTICCIO DI POLLO

INGREDIENTI
PER IL POLLO
• petto di pollo 600 g
• carota 1
• sedano 1 gambo
• cipolla ½
• prezzemolo 1 ciuffetto
• sale q.b.

PER LA PASTA BRISEE
• farina 00 320 g
• zucchero 20 g
• burro 220 g
• acqua 170 g
• aceto di mele 10 g
• sale 8 g
• uovo 1 piccolo (per spennellare)

PER IL RIPIENO
pollo lessato sfilacciato
olio evo 4 cucchiai
cipolla 100 g
carote 150 g
sedano 80 g
piselli surgelati 150 g
farina 35 g
timo 4-5 rametti
prezzemolo 1 ciuffo
panna 120 g
brodo di pollo 400 g
sale q.b.
PREPARAZIONE
PER IL POLLO
Prendi i petti di pollo, tagliali in 8 parti per il lungo e mettili a lessare in acqua salata assieme a una carota, un gambo di sedano, mezza cipolla e un ciuffetto di prezzemolo. Una volta cotti,
scolali (tenendo il brodo da parte) e lasciali raffreddare.

PER LA PASTA BRISEE
Riduci il burro a cubetti da 1 cm e mettilo in congelatore, poi riponi in frigorifero anche la farina, chiudendola in un contenitore ermetico o in un sacchetto di plastica per alimenti. Mischia l’acqua con l’aceto di mele e metti in frigorifero anche questi ingredienti. Quando gli ingredienti saranno completamente freddi, poni in un robot munito di lame la farina, il burro, lo zucchero e il sale, quindi aziona la macchina per circa 15 secondi fino a ottenere delle briciole di medie dimensioni. Trasferisci ora il composto ottenuto in una ciotola piuttosto capiente e aggiungi l’acqua e l’aceto freddissimi, poi velocemente con la punta delle dita impasta il tutto per amalgamare gli ingredienti senza rendere il composto liscio: dovrai, infatti, ottenere un composto irregolare. Rovescia tutto su un piano di lavoro e forma velocemente due palline di ugual peso (circa 370 g l’una), appiattiscile leggermente e ricoprile con la pellicola trasparente*. Mettile in frigorifero per almeno un’ora a rassodare, poi stendi ognuna di esse tra due fogli di carta forno e tienile in frigorifero fino al momento di utilizzarle.

PER IL RIPIENO
Trita la cipolla e il sedano, poi taglia a cubetti le carote e metti gli ingredienti a rosolare in una padella capiente a fuoco dolce con l’olio per 10 minuti. Nel frattempo, trita il prezzemolo e togli le foglioline di timo dai rametti. Ora aggiungi in padella il prezzemolo, il timo, il sale, la farina e mescola; unisci la panna e il brodo di pollo ed amalgama fino a ottenere una crema alla quale aggiungerai la carne di pollo sfilacciata e i piselli. Mescola per bene, aggiusta eventualmente di sale e lascia raffreddare.


COMPOSIZIONE
Prendi una tortiera del diametro di 24 cm e alta 5 cm, imburrala e infarinala. Prendi la prima sfoglia di pasta brisee e adagiala nella tortiera per foderarla, arrivando fino al margine dei bordi. Metti all’interno il ripieno di pollo e livellalo, poi ricopri il tutto con l’altro disco di pasta brisee; pizzica i margini dei due dischi per saldarli ed impedire al ripieno di fuoriuscire, poi elimina i bordi in eccesso. Inforna il pasticcio di pollo in forno statico preriscaldato a 200 ° per circa 35 minuti, poi, quando la superficie sarà ben dorata, estrailo e lascialo raffreddare. Servilo ancora tiepido: buon appetito!


GIRELLE DI POLLO


INGREDIENTI PER 12 GIRELLE

• fettine di pollo 400 g circa
• pancetta tesa a fette (o bacon) 150 g
• zucchine 250 g
• uova 3
• olio extravergine di oliva 4 cucchiai
• prezzemolo 1 ciuffetto
• sale q.b.


PREPARAZIONE
Per preparare le girelle di pollo, per prima cosa taglia le zucchine per il lungo ottenendo delle fette dello spessore di 2 mm. Poni una griglia sul fuoco, falla scaldare e poi griglia le zucchine, quindi tienile da parte.
Taglia un foglio di carta forno della lunghezza di 40 cm e stendi al centro le fette di pancetta testa o bacon sovrapponendole di 1 cm l’una con l’altra, arrivando a ottenere una lunghezza di circa 20 cm: in questo, modo dovresti avere 10 cm di carta forno vuota da una parte e dall’altra della pancetta.
Rompi le uova dentro a una ciotola e sbattile assieme a un pizzico di sale e al prezzemolo tritato.
Metti in una padella che abbia un fondo del diametro di 24 cm l’olio e scaldalo, poi versaci l’uovo e prepara una frittatina dello spessore di 2-3 mm; lasciala intiepidire.
Senza lasciare spazi, stendi sopra al bacon le fettine di pollo battute, poi salale e disponici sopra la frittata e le zucchine grigliate; con l’aiuto della carta forno arrotola gli ingredienti dalla parte più lunga e stringi saldamente, poi chiudi il rotolo ottenuto a caramella.
A questo punto, disponi il rotolo su una teglia e cuoci in forno statico preriscaldato a 175° per circa 40-50 minuti. Una volta cotto, estrailo dal forno e mettilo su un piatto lasciandolo raffreddare 5 minuti, poi togli la carta forno e lascialo riposare per 10 minuti.
Dal rotolo, taglia delle fettine dello spessore di cm 1,5, infilane 3 in ogni stecco da spiedini e servi: buon appetito!

 

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La coda di cavallo, ecco perchè non passerà mai di moda

Versatile, adatta a tutte le occasioni (video riunioni incluse)

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi pony tail sfilata Anteprima SS 20 (courtesy Cotril) (ANSA) pony tail sfilata Anteprima SS 20 (courtesy Cotril)

La coda di cavallo non passerà mai di moda, che sia nella sua versione high pony tail, oppure low, che sia impreziosita da accessori o semplice e pulita, morbida e romantica oppure tirata con effetto sleek, rimarrà sempre uno degli styling più amati e riproposti nei backstage e sui red carpet. Ma il vero motivo per cui amiamo la coda di cavallo è la sua versatilità: è perfetta per fare sport, per legarsi i capelli in spiaggia, per andare in ufficio, per una cena con gli amici o ancora per una serata importante… e anche per i meeting in video conferenza durante i giorni di smart working. Giovanni Iovino, Global Creative Director Cotril, ci propone una pony tail semplice ma molto d’impatto, che abbiamo visto nella sfilata milanese di Anteprima SS 20.

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Sale chiuse, ondata film direttamente in digitale

Da L'uomo invisibile a esordio su Netflix per The lovebirds

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 Le sale cinematografiche chiuse per il lockdown dovuto all'emergenza coronavirus, stanno costringendo Hollywood (e non solo) a cercare soluzioni d'emergenza, che già gli esercenti temono. Così ai tanti titoli rinviati, da Mulan al nono capitolo di Fast & Furious (uno dei blockbuster che slittano al 2021), si aggiunge un gruppo sempre più nutrito di film che debuttano direttamente o immediatamente 'trasferiti' in video on demand a pagamento (a un prezzo decisamente più alto rispetto a quello di un biglietto del cinema), dopo pochi giorni di uscita in sala negli Usa.
    La Universal ha reso già disponili, anche in Paesi dove non erano ancora usciti, come l'Italia, in noleggio digitale, titoli che avevano appena debuttato nelle sale americane, come il nuovo remake di un classico dell'horror, L'uomo invisibile di Leigh Whannell con Elisabeth Moss; Emma di Autumn de Wilde con Anya Taylor-Joy, da Jane Austen e l'horror satirico The hunt di Craig Zobel con Hilary Swank. Titoli disponibili nel nostro Paese su piattaforme come Rakuten Tv (che li ha tutti e tre) Chili, Google Play o Itunes. Debutto nella stessa forma anche per Bloodshot, action fantascientifico di David S.F. Wilson, con Vin Diesel. Il 23 aprile arriverà in Italia direttamente in digitale anche Tornare a vincere (Warner), di Gavin O' Connor, con Ben Affleck nei panni di un uomo in cerca di una rinascita personale. Debutto in vod ad aprile, fra gli altri, anche per Mortal Kombat Legends: Scorpion's Revenge" di ‎Ethan Spaulding.
    Sarà un esordio globale direttamente in video on demand quello di Trolls World Tour sequel della musical comedy animata del 2016. Entra nella partita anche Netflix, per il debutto di The Lovebirds di Michael Showalter, commedia gialla con due talenti come Kumail Nanjiani e Issa Rae. Tra i film d'autore, arrivano in vod il dramma premiato al Sundance e alla Berlinale, Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman e Endings, beginnings di Drake Doremus, con Shailene Woodey e Jamie Dornan. (ANSA).
   

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#iorestoacasa, Sharon Stone si reinventa pittrice

Diva Basic Instinct, 62 anni, sui social senza trucco

Lifestyle People
Chiudi CONTRO IL VIRUS SHARON STONE DIPINGE (ANSA) CONTRO IL VIRUS SHARON STONE DIPINGE

Chiusa in casa come milioni di suoi connazionali a causa del coronavirus, Sharon Stone si reinventa pittrice: "Ho finito il mio primo quadro", ha esultato la diva di Basic Instinct davanti a un cavalletto su cui è posato il suo primo capolavoro: una grande peonia i cui petali si inseguono in mille sfumature di rosa. Sono un po' di giorni, da quando tre settimane fa "su consiglio di amici" si è messa in auto-quarantena, che la Stone dedica i suoi post su Instagram all'emergenza coronavirus. E se i messaggi all'insegna dello "stare tutti a casa per appiattire la curva" e su come far fronte alle inevitabili ansie per i futuro ("ci stiamo passando tutti, l'auto-quarantena fa uscire emozioni sepolte") sono simili a quelli lanciati sui social da altre star dello spettacolo, a colpire è l'aspetto dimesso, acqua e sapone, con cui l'ex sex symbol protagonista di una delle scene più erotiche di Hollywood si presenta al suo pubblico. Sharon è sempre bella, ma senza make up, i capelli tirati indietro e legati con l'elastico, dimostra molti dei suoi 62 anni, diversa dallo scatto di solo poche settimane fa in cui è ritratta abbracciata a un "toy boy" sulla copertina del numero di aprile di Harper's Bazaar India. Un filo di rossetto, ma più rughe di quanto ci ha abituato quando si presenta ai festival fanno da sfondo al ringraziamento per chi ha donato 13.500 mascherine N95 a un ospedale locale: aiuteranno a proteggere medici e infermieri in prima linea. "Puoi fare qualcosa che è veramente qualcosa quando devi stare a casa e non sai cosa fare", confessa l'attrice davanti al suo primo dipinto, realizzato grazie a un kit, e poi in altri post pubblica foto di due anni fa che la affiancano a Anthony Fauci, il virologo in prima linea nella risposta alla Casa Bianca e uno dei deus ex machina della risposta degli Stati Uniti all'emergenza dell'Aids. La Stone, che nel 2001 è stata colpita da un ictus, è stata per anni una delle testimonial più in vista delle campagne per la lotta alla sindrome da immunodeficienza acquisita e, come presidente della fondazione AmFAR, ha raccolto milioni di dollari da dedicare alla ricerca per sconfiggere la malattia

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#iorestoacasa, genitori e figli, come trasformare tutto in una preziosa opportunità

Centinaia di firme per 'l'ora d'aria' dei bambini. I consigli degli esperti per non farli soffrire

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Chiudi Il tempo insieme a casa, tra giochi e compiti foto iStock. (ANSA) Il tempo insieme a casa, tra giochi e compiti foto iStock.

Nella nuova vita ancora per un bel po' ristretta tra le mura di casa ci preoccupiamo ancora più di prima degli effetti collaterali delle restrizioni governative per la pandemia del coronavirus e sempre più spesso da adulti pensiamo all'impatto sui ragazzi per questa situazione e ci angosciamo, sapendo però che al di là di ogni cosa è per il bene di tutti che dobbiamo restare a casa. In un vademecum della fondazione Patrizio Paoletti, psicologi e pedagogisti hanno evidenziato i percorsi migliori per aiutare i genitori a gestire il momento di emergenza. L'obiettivo è uscire da questa situazione di grave crisi con un'esperienza forte in più nel nostro bagaglio, magari con la consapevolezza che siamo stati capaci anche di farlo diventare una opportunità educativa.
Mica facile certo: molti genitori, magari con i bambini piccoli - rimanendo circoscritti a famiglie non fragili, non problematiche sotto vari aspetti, perchè li purtroppo il virus esalta i drammi - sono esauriti dal tempo sospeso in casa e si sono mobilitati in vario modo, alcuni l'hanno chiamata la crociata delle mamme, per chiedere 'l'ora d'aria' per far uscire i figli, titolari anche loro di diritti. La stessa ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, è intervenuta su Facebook, scrivendo che “occorre trovare il modo per far uscire i bambini”. E ormai sono centinaia le firme dei genitori attivisti e di associazioni che chiedono terminare il divieto di uscita per consentire, pur in sicurezza, di divagarsi fuori casa pur nel rispetto della social distancing. E il Viminale con una circolare ha chiarito che "è consentito ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all'aperto, non sportive, purché in prossimità della propria abitazione". 
Al di là di questo riuscire a vivere il tempo dell'emergenza senza perdere in benessere sociale oltre che fisico e psichico è la sfida dei genitori oggi che, più del tempo 'normale' scolastico, riprendono in mano il valore della relazione educativa con i figli. I piccoli abituati alle mattinate con i coetanei all'asilo, sui banchi delle elementari, gli adolescenti delle medie e i piccoli uomini e le piccole donne delle superiori per i quali il tempo a scuola e soprattutto extrascuola con gli amici è vitale nella loro formazione, saranno diversi al termine di questo periodo? Quanto pesa l'emergenza Covid 19 su di loro? Domande che se non si fanno loro ci facciamo noi adulti.
"Educa i figli a vivere i momenti difficili come chance per scoprire le sue risorse. Stagli vicino e guidalo a scoprire che si può imparare sempre, da ogni situazione. Nei momenti di confusione e incertezza, incontriamo le nostre paure e anche la possibilità di trovare il modo per superarle. La complessità ci fa scoprire la nostra forza e il nostro potere" è la prima e più importante indicazione degli esperti. E poi ci siamo noi: i figli ci imitano, specie se sono piccoli. "Se sei ansioso e preoccupato il tuo stato condizionerà certamente le sue emozioni", bisogna trovare il modo per calmare noi stessi, rilassarci per comunicare altrettanto.
Così pure per le notizie: bisogna evitare di esporre i ragazzi alle sovra-stimolazioni dei media in cui ci sono immagini e narrazioni piene di ansia e tensione su quanto accade. Il corteo di bare sugli automezzi dell'esercito a Bergamo ha scioccato noi, figuriamoci loro. Questo non vuol dire ignorare, nascondere perchè anzi spiegare con parole adatte e chiare a ciascuna età cosa avviene, basandoci su fatti più che su opinioni, è importante.
L’emergenza in corso è una preziosa occasione per parlare di come le persone che hanno contratto il coronavirus meritano il nostro rispetto evitando comportamenti discriminatori.
E infine, specie per i più piccoli, c'è la routine ad aiutare i genitori, una grande amica nei momenti di incertezza perché attività semplici e regolari che scandiscono la giornata creano la percezione di un ambiente, come sicuro e stabile. Dare un ritmo
semplice e regolare definito sui momenti del pasto, di gioco, i momenti di studio insieme è fondamentale così come essere pronti e recettivi ad un’amorevole attenzione: del resto abbracciarsi in casa è tutt'altro che vietato.

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Da Mantero a Recarlo, cambia lo scenario del lusso ma settore riprenderà

Faccincani (Moorer), mai come ora ci vuole coraggio di rischiare

Lifestyle Lusso
Chiudi L'arte orafa di Recarlo (courtesy Recarlo) (ANSA) L'arte orafa di Recarlo (courtesy Recarlo)

Si ritornerà a festeggiare. Si riprenderà a celebrare matrimoni, battesimi, prime comunioni e cresime, si organizzeranno di nuovo feste di laurea, compleanni, anniversari. Riesploderà la voglia di vestiti nuovi e allegri (dopo settimane trascorse in casa in tuta se non proprio in pigiama), di accessori colorati, di regalare o farsi un regalo.
    "Non sarà facile ricominciare, ci saranno altre fasi da superare, prevediamo un inizio lento - dice Paolo Re, vicepresidente della Recarlo -. Ma sono certo che dopo questa crisi la gente si orienterà sempre più verso acquisti concreti".
    L'azienda piemontese, che tratta da oltre 50 anni beni non di stretta necessità, ma sicuramente i meno reperibili che ci siano, diamanti e oro, ha chiuso ancora prima che lo stabilissero i decreti governativi. Ma tutti sono pronti, dai gemmologi della maison che selezionano le pietre provenienti dalle miniere russe, ai creativi e lavoratori (una cinquantina) che producono i gioielli, per riprendere. "Stiamo studiando diversi scenari - ammette il vicepresidente della Recarlo, che nel frattempo ha voluto contribuire alla gara di solidarietà di questo momento con donazioni all'ospedale Sacco di Milano e a quello civile di Alessandria - perché molto dipende anche da quando questa riapertura sarà possibile, soprattutto rispetto alla tutela dei nostri collaboratori".
    Elabora strategie a lungo e medio termine anche la Mantero, da oltre 100 anni leader nel mondo nel settore della seta.
    Tessuti pregiatissimi che arrivano tra le mani degli stilisti delle più note griffe, ma anche scialli, foulard, turbanti, borse. "Il mondo del fashion del lusso ne uscirà segnato, ma c' è anche l'opportunità di pensare a come reinventarsi - dice il ceo Franco Mantero -. La seta di Como resterà sempre il fiore all'occhiello dei marchi di tutto il mondo che scelgono i nostri tessuti, ma siamo legati anche al loro riposizionamento, noi stavamo andando bene, anche meglio del 2019, abbiamo chiuso pure noi, prima ancora del decreto, nonostante avessimo molti ordini". "Ma questo settore ha anche un problema, ci sono troppe aziende per questo distretto, alcune vanno bene, altre sono mediocri, e ci sono quelle che temo purtroppo non si rialzeranno - ammette Mantero - Diventerà fondamentale in futuro pensare a strategie comuni anche con l'aiuto delle istituzioni". Anche la Mantero ha voluto fare la sua parte nell'emergenza donando migliaia di metri di tessuto. "Di cotone ovviamente - precisa sorridendo il ceo - la seta è bellissima ma non ci si possono fare camici per i medici".
    Fondatore e ceo di di un altro marchio di alta gamma del Made in Italy, MooRER (piumini distribuiti nei mercati internazionali del lusso), Moreno Faccincani, sta affrontando la situazione con grande decisionismo. "Voglio portare avanti tutti i progetti che avevamo stabilito prima che scoppiasse l'emergenza, ad esempio nuove aperture, come in Giappone, investimenti - dice determinato come quando, alle prime avvisaglie dell'emergenza, ha dotato tutti i suoi collaboratori di mascherine, litigando con fornitori che volevano entrare senza, adottando in azienda ogni misura di sicurezza -. Ho dovuto insistere con i miei collaboratori, ma penso che questa sia la strada giusta per ricominciare". Intanto ha messo subito a disposizione know how e contatti per rendere accessibili al prezzo di costo l'accesso ai dispositivi di base per il personale sanitario, donando 25.000 tra mascherine e camici agli ospedali veneti. "Questa pandemia avrà ripercussioni pesantissime sull'economia e gli equilibri internazionali - ammette - Ma sono convinto che mai come in questo momento bisogna avere il coraggio di rischiare se si vuole andare avanti".
   

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Harry e Meghan, vita in Usa (a carico loro) delle ex Altezze Reali

A LA la nuova vita dei Sussex. Subito scontro con presidente Usa

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Chiudi Harry and Meghan allegedly move to California (ANSA) Harry and Meghan allegedly move to California

"Gli Stati Uniti non pagheranno per la sicurezza" del principe Harry e della consorte Meghan Markle, trasferitisi a Los Angeles dal Canada e pronti ad affrontare, fra incognite e critiche, la sfida della "nuova vita più indipendente" dalla Royal Family britannica che hanno annunciato urbi et orbi di voler condurre. L'avviso arriva a brutto muso dal presidente Donald Trump, verso il quale l'ex attrice americana divenuta duchessa di Sussex non ha mai nascosto le proprie antipatie, alla vigilia del giorno X: ossia la scadenza del 31 marzo, oltre la quale, in base agli accordi presi infine con la regina e gli altri Windsor, la coppia 'ribelle' staccherà formalmente la spina dal ruolo "senior" in seno alla monarchia e dagli impegni pubblici connessi, mantenendo il titolo nobiliare, ma rinunciando (in parte) all'appannaggio dinastico e a usare pubblicamente l'appellativo di Altezze Reali.
    Non proprio un messaggio di benvenuto, quello del presidente-tycoon, al quale i due neo-arrivati hanno peraltro replicato seccamente - attraverso una portavoce - di non aver mai chiesto nulla a Washington. E di non aver intenzione né bisogno di farlo neppure per la propria protezione o per quella del piccolo Archie. Trump, come al solito, ha usato Tiwitter per farsi sentire: "Sono un grande amico e un ammiratore della Regina e del Regno Unito", ha premesso, non senza ricordare tuttavia come si fosse "detto che Harry e Meghan avrebbero vissuto in Canada in modo permanente". "Ora - ha proseguito beffardo - hanno lasciato il Canada per gli Usa", che "comunque non pagheranno per la loro sicurezza". "Devono pagare loro!", ha concluso con tanto di punto esclamativo.
    Un'evidente punzecchiatura personale, ai protagonisti della cosiddetta Megxit. Ma anche una strizzata d'occhio ai contribuenti d'oltreoceano in tempi di emergenza coronavirus: in un Paese nel quale i Sussex godono di non poca popolarità, anche per le origini californiane di lei, e non non scontano risentimenti e pregiudizi di certi ambienti britannici, ma dove non è certo di casa l'idea di accollarsi pubblicamente qualunque spesa di ospiti privati. Aristocratici o meno che siano. A scanso di equivoci, e forse punti sul vivo, i due si sono risolti a rispondere a stretto giro, cosa che di solito i reali - senior o junior - non fanno. "Il Duca e la Duchessa di Sussex - ha tagliato corto una portavoce - non hanno mai pianificato di chiedere risorse al governo degli Usa per la loro tutela. Misure di sicurezza finanziate privatamente sono già state definite".
    Il trasferimento dal paradisiaco isolotto canadese di fronte a Vancouver, dove Harry e Meghan s'erano installati subito dopo la 'fuga' dal Regno, a LA, dove lei è cresciuta e dove vive sua madre Dora Ragland, ha del resto molto a che fare proprio col futuro economico della coppia, a dar retta ai media britannici: i cui commentatori continuano a seminare in gran parte dubbi sull'opportunità dell'addio e sulla concretezza delle loro prospettive. Di sicuro c'è che all'ombra di Hollywood, e fra le conoscenze che entrambi hanno nel mondo delle major dell'entertainment, Meghan ha già trovato una prima occasione di rentree: nei panni di voce narrante d'un documentario sulla vita degli elefanti che il colosso Disney manderà in onda sulla nuova piattaforma streaming Disney+ dal 3 aprile.
   

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Coronavirus, guarito il principe Carlo

Testato positivo una settima fa, non è più in isolamento

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 Sospiro di sollievo per il principe Carlo, testato positivo al coronavirus una settimana fa: l'erede al trono britannico, 71 anni, non è più in auto-isolamento da oggi nella tenuta di Balmoral, in Scozia, dove s'è temporaneamente spostato con la consorte Camilla, ed è ora "in buona salute". Lo riferisce una nota Clarence House, sua residenza ufficiale londinese, precisando che il principe di Galles ha terminato la quarantena prevista dalle direttive delle autorità sanitarie britanniche "dopo aver consultato il suo medico".
   

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#iorestoacasa, è il momento della pigrizia felice, approfittiamone

Il semiologo Marrone, pandemia ha creato mondo alla rovescia, sbagliato inseguire vecchi ritmi

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Chiudi in casa in relax, una condizione fattibile in questi tempi in cui non possiamo uscire. foto iStock. (ANSA) in casa in relax, una condizione fattibile in questi tempi in cui non possiamo uscire. foto iStock.

Emergenza, paura, contagio, restrizioni. Sono le parole che rimbalzano quotidianamente nella nostra mente in questi tempi di lotta al coronavirus, nemico invisibile ma micidiale. "I media ci stanno rimandando uno scenario assai più complesso, dove tutte le ansie, le contraddizioni, i principi, i valori della società contemporanea si sono radicalizzati" dice all'ANSA Gianfranco Marrone, saggista e scrittore, professore ordinario di Semiotica nell'Università di Palermo che ha analizzato il linguaggio e i comportamenti al tempo della lotta al Covid-19.
    "Abbiamo sentito parlare di complotti, allarmismi, fake news, ma in modo isterico, con pareri di esperti che litigano fra loro, per non parlare dei politici senza controllo". Un sorta di psicosi collettiva, in una parte della popolazione? "La mia impressione è che la pandemia abbia creato un mondo alla rovescia, dove tutto è ribaltato - osserva lo studioso - in una specie di tristissimo carnevale: i paesi ricchi sono più sfigati di quelli poveri, la freddezza nordica è migliore del calore mediterraneo, la distanza fra le persone è più indicata che non il contatto dei corpi, l'isolamento è meglio della socialità, stare a casa è meglio che uscire, la rete sostituisce la piazza, l'on line prende il posto del cartaceo. Al di là delle angosce per il contagio in sé, mi sembra che abbiamo perduto ogni punto di riferimento: è tutto al contrario".
    Una situazione che determina diffidenze e allontanamento tra le persone? "Una delle cose che più sta pesando alla gente - risponde il semiologo - è questa imposizione di tenere la distanza, anche fra i familiari o all'interno della coppia, è segno di una relazione interpersonale. Tenersi a distanza significa allontanarsi anche affettivamente, e viceversa. Ogni distanza ha un significato. Quel che sta succedendo oggi, dunque, è che cambiando le distanze cambiano pure i significati.
    Oggi vogliamo bene a persone che stanno a tre metri da noi: ma di che affetto si tratta realmente? Stiamo diventando tutti anaffettivi?". E naturalmente di questo ne risente la vita quotidiana che è affrontata in modo diverso dal passato, con maggiore stress emotivo? "A me sembra che il problema più grave non sia quello di star chiusi in casa, ma di cambiare il ritmo della nostra esistenza. C'è chi non ci riesce, e per esempio resta tutto il giorno in pigiama, uomini che non si fanno la barba, o donne che non si truccano, c'è chi guarda le notizie in modo maniacale, tiene accesa la televisione giorno e notte. E c'è chi invece prova a tenere i ritmi di prima, improvvisando palestre in salotto, indossando giacca e cravatta per mostrarsi al video del computer, ostinandosi a fare riunioni su riunioni via skype. La cosa più difficile è inventarsi nuovi ritmi, ritrovare nuove forme di affetto con chi sta a casa con noi o con chi possiamo sentire solo via telefono, cambiando le percentuali fra lavoro e tempo libero, trovando un nuovo senso nel non far nulla. È il momento della pigrizia felice, approfittiamone". 
   

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Pausini e Cortellesi, le amiche si incontrano su Instagram

1 aprile Laura 'costringe' Paola ad aprire account per live

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Laura Pausini e Paola Cortellesi, due grandi amiche nella vita, in Tv e anche sui social. A quattro anni esatti dal debutto del programma tv Laura & Paola si danno appuntamento a distanza, questa volta sul "piccolissimo schermo" di Instagram Mercoledì 1 aprile, alle ore 16.00 su @laurapausini e @paolacortellesireal. Laura Pausini, che aveva aperto il profilo Twitter di Paola Cortellesi, torna all'attacco e "costringe" l'amica, notoriamente poco avvezza al mondo dei social, ad un nuovo "avventuroso passo nel mondo della tecnologia": Instagram.
    È in questa occasione, voluta da entrambe per cercare di intrattenere e alleggerire questi pomeriggi vuoti e dolorosi, che nasce l'account @paolacortellesireal che per la prima volta sarà in diretta con @laurapausini. (ANSA).
   

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Generazione Greta, stile di vita eco friendly anche sui consumi alimentari

Dal supermercato plastic free alle app antispreco, il green motore del cambiamento

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Chiudi Ekoplaza, primo supermarket senza plastica ad Amsterdam (ANSA) Ekoplaza, primo supermarket senza plastica ad Amsterdam

Tra le varie istanze portate avanti dai ragazzi della “Gen Greta” (la generazione più sensibile agli appelli di Greta Thunberg e delle varie associazioni che nel mondo la supportano), c’è anche la richiesta di una maggiore consapevolezza nei consumi. Soprattutto per limitare i danni ed evitare che un terzo del cibo prodotto finisca nella spazzatura, mentre milioni di persone soffrono ancora la fame.
Il mercato “ecologico” rappresenta un business in forte espansione. Negli ultimi tre anni – evidenzia il focus di Riccardo Trevisani, Strategist FutureBrand – è aumentato del 6% ogni dodici mesi, superando i 100 miliardi di dollari. Secondo l’ultimo GlobalWebIndex, il 62% dei consumatori “eco-conscious” nel Regno Unito e negli USA ritengono che i prodotti “eco-friendly” siano migliori anche per la propria salute. Per questo si informano sulla provenienza, sul modo in cui vengono lavorati e sulla sostenibilità dell’imballo che li contiene.
Per il consumatore “più ecologico” significa “più sano”, come sostiene il 60% degli italiani (Rapporto Coop 2019). I brand del food che hanno compreso e intercettato le nuove priorità, sono ripagati dei propri sforzi con un rafforzamento del legame e della fiducia nei consumatori, oltre che da un aumento del proprio valore percepito. Secondo il Rapporto Coop, l’82% dei giovani italiani è pronto a modificare il proprio stile di vita per ridurre il proprio impatto sul pianeta.
Il 2020 – secondo l’analisi di FutureBrand – sarà l’anno in cui la richiesta verso uno stile di vita e consumi più sostenibili e sani non potrà restare inascoltata. Ci sono importanti brand che stanno investendo sulla sostenibilità, consapevoli che non si tratta più di una nicchia di mercato ma di una questione di DNA della marca. Alcuni esempi: Carlsberg ha da poco lanciato la prima lattina di birra realizzata in carta, tallonata da Heinz e CocaCola che hanno prodotto bottiglie realizzate con materiale vegetale. La catena olandese di supermercati biologici Ekoplaza ha presentato il primo supermercato “plastic-free”, realizzato selezionando oltre 700 prodotti che non fanno ricorso alla plastica per le loro confezioni, compresa carne, formaggi, frutta e verdura. Si tratta per ora di un esperimento che ha però ottenuto molta visibilità a livello mondiale e che si spera possa servire da esempio per altri player.
L’analisi si chiude con una panoramica sulle startup più virtuose. Grazie al progetto del brand italiano Wami (Water with a Mission), per esempio, acquistando una bottiglia della loro acqua, si possono donare 100 litri di acqua potabile ad alcuni villaggi africani.
Più a Nord, invece, troviamo Too Good To Go, una app danese che si sta facendo strada anche in Italia. L’applicazione consente di acquistare a un prezzo molto conveniente il cibo invenduto dei supermercati e dei ristoranti della propria città, anche quelli stellati. Testimonianza pratica dell’attenzione al Km 0, che unisce qualità ed eco compatibili.

 

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Lapo Elkann, una lettera d'amore all' Italia che resiste

'La storia ci insegna che è un Paese che non muore mai'

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"Se da sempre ho dimostrato il mio amore incondizionato nei confronti dell'ingegno italiano, da Leonardo da Vinci a Mattei, da Pirandello a Rita a Levi Montalcini, dai film di Fellini al Futurismo, dalla Ferrari e la Fiat a Diesel e Piaggio, dalle tante eccellenze del cibo italiano a Barilla, da Palladio a Renzo Piano, da Armani e Moncler a Gucci e Diesel, da Brembo a tutte le piccole imprese bandiere del nostro paese nel mondo, ora mi sono innamorato di un'altra Italia. Quella di chi resiste ogni ora, ogni minuto e ogni secondo che passiamo in questo momento cupo e buio, l'Italia che sa che quando la notte è scura, vuole dire che l'alba è più vicina". Lo scrive Lapo Elkann che "nel momento peggiore per la nostra Nazione" ha voluto scrivere su Tweet "una lettera d'amore all'Italia, come quando si scrive a una donna che al momento non c'è, ma che presto ritornerà".
    "Quell'Italia - dice Lapo Elkann - che non si arrende, sui balconi, nelle corsie, nelle case. Una Italia fatta di medici, infermieri, professionisti della salute, volontari capaci di donare un sorriso anche tra le lacrime, autotrasportatori, commessi, cassiere, piccoli, medi e grandi imprenditori e da tutte quelle persone che fanno battere il cuore più grande dell'Europa. Con un pensiero particolare a chi in questi giorni non ha da mangiare e non ha un tetto sulla testa. Quello che ci ha insegnato la nostra storia è che l'Italia è un paese che non muore mai, e quando è in ginocchio si rialza sempre. Perché abbiamo qualcosa che ci salva sempre: la forza della bellezza, della bontà, della creatività, della generosità e una costante resilienza che attraversa il nostro paese da Nord a Sud" .
 
   

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Video call e quarantena, i 'trucchetti' per essere in ordine con i capelli

Cristiano Russo, le chiome a riposo guadagnano in salute, ma si può essere curate lo stesso

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Chiudi Chignon alto per lo smart working foto iStock. (ANSA) Chignon alto per lo smart working foto iStock.

Lavorare a casa da remoto non significa inselvatichirsi, trasformandoci in persone trasandate. E se anche la pigrizia prendesse il sopravvento ci sono le video call a farci cambiare idea: impazzano ovunque riunioni in video con colleghi e clienti. Così se per gli abiti è lecito indossare anche abbigliamento comodo oltre che giacca e camicia per illuderci che tutto sia come sempre (a parte alcuni che sotto poi al posto dei pantaloni lasciano il pigiama) per quanto riguarda i capelli non è così semplice barare. In questi giorni in cui è vietato uscire di casa e, ammettiamolo, moltissime chiome stanno risentendo della chiusura dei parrucchieri, non è semplice apparire in ordine, ma ci sono dei trucchetti che possiamo mettere in campo.

“Quando si rimane a casa, spesso si tende a curarsi di meno, dal momento che nessuno ci vedrà, e sopraggiunge un po’ di pigrizia. – Ha commentato Cristiano Russo, hair stylist con due saloni nel centro di Roma. – In realtà, non tutti i mali vengono per nuocere. Per i capelli questa sarà una vacanza di salute da tinte, ferri, piastre, phon, ma anche dall’inquinamento dell’aria, al quale li sottoponiamo quotidianamente. Se possibile, dunque, laviamo i capelli una volta la settimana, o due, se si hanno i capelli molto grassi, facendo anche un bell’impacco nutriente, limitando lo styling e usando basse temperature per l’asciugatura (tanto, abbiamo tempo!). Questo vi permetterà di far ritrovare forza e bellezza ai capelli e, una volta terminato il periodo di chiusura, spuntate un po’ la lunghezza, togliendo la parte più vecchia e rovinata. Vedrete che cambiamento! Per quanto riguarda, invece, le video call di lavoro, ci sono alcuni escamotages che vi permetteranno di sembrare perfette e sofisticate, anche se i capelli non sono freschi di shampoo e non vedono il parrucchiere ormai da tempo”. Ecco alcuni veri e propri 'trucchetti' facili per tutti:

Il primo èanche il più semplice da realizzare, è perfetto quando i capelli sono ancora abbastanza puliti, ma hanno perso volume, apparendo piatti e tristi e dandoci un aspetto sciatto. In questo caso, basterà spostare la riga sul lato opposto o al centro della testa, ravvivarli un po’ con le mani e, come per magia, riacquisterete subito volume.

Ci sono poi delle acconciature di tendenza che aiutano in questi casi, ovvero, tutto ciò che in queste ultime stagioni ci è arrivato dal messy style, il finto trasandato di gran tendenza. Largo, dunque, ad pettinature morbide come code basse, mezzo raccolto, trecce e chignon morbidi. L’importante è non tirare troppo i capelli all’attaccatura, così da nascondere il fatto che la chioma non sia proprio pulita, ottenendo immediatamente un aspetto più sofisticato. Anche indossare accessori colorati, come fasce e cerchietti, contribuisce a distogliere l’attenzione dai capelli e a coprire l’attaccatura, che potrebbe tradire i nostri sforzi.
Ma il punto più critico rimane la frangia. Stando sempre a contatto con la fronte, tende a sporcarsi di più e più rapidamente. La soluzione migliore sarebbe quella di lavare questa piccola porzione di capelli e metterli in piega, così che facciano da cornice al volto, facendo sembrare l’insieme del look più fresco e curato. Ma questo non ci permetterebbe di far riposare anche la frangia, continuando a stressarla. Meglio, dunque, tirarla indietro o di lato, sempre in modo morbido, fermando i capelli con mollette super glam, fasce o cerchietti.

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#iorestoacasa, la nuova (ordinaria) vita di influencer e star del web

Documentano pulizie, pizza e workout e lanciano i loro 'quarantine vlog'

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Chiudi Lorenzo Ostuni, in arte Favij (ANSA) Lorenzo Ostuni, in arte Favij

La più seguita di tutte, Chiara Ferragni, mostra su Instagram ‘la nostra vita sul balcone’ e acciuffa quasi 4 milioni di visualizzazioni e oltre 11 mila cuoricini (con approvazioni di ragazzine urlanti di gioia) mentre disinfetta il divano di casa in tuta e pantofole. L’altra star di Instagram, Chiara Biasi, compie 30 anni e insieme al video di auguri dei suoi amici Vip, commenta “avrei voluto fare una cena e una serata di quelle che so fare bene ma la faremo quando questo incubo sarà finito e saremo tutti persone nuove. lo so! e sarà tutto più bello”.

La vita in vetrina (e gli affari) delle star del web in ‘quarantine edition’ cambia, perde i lustrini e cambia strategie. Video, stories e scatti piacciono ai followers che, costretti a stare in casa, passano molte più ore del solito avanti agli schermi di tablet e smartphone. La pandemia si rivela così una occasione per incrementare followers ed affari per chi sa reagire al cambiamento.

 
 
 
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Ella Snyder, modella ventenne e YouTuber da 115K followers ha dichiarato i giorni scorsi ai media statunitensi: “Ogni cosa è cambiata a causa della pandemia. La scuola è chiusa, il lavoro da modella cancellato e ora sono in quarantena a Los Angeles. Ho subito capito che YouTube poteva essere un mezzo di intrattenimento per me e i miei followers così ho avviato un quarantine vlog”. Nel canale la ragazza ha mostrato al mondo la sua fuga da New York delle settimane scorse, mascherina sulla bocca, arrivo in un aeroporto quasi deserto e atterraggio a L.A ed ora, in casa col fidanzato, posta stories di ordinaria vita quotidiana. “Moltissime persone hanno perso il lavoro e io voglio contribuire a distrarle in modo utile e anche io sto subendo contraccolpi ma questo è il tempo di stare con chi ami, - precisa Snyder.

I beniamini dei social nostrani come Favij, LaSabri, i Mates, Jack Nobile, Danny Lazzarin e Giulia Penna si impegnano nella campagna realizzata con Save The Children a tema #iomidivertoacasa e i followers li premiano con un boom di visualizzazioni su Instagram, Youtube e Tik Tok. “La quarantena di marzo ha regalato in media il 30% di visualizzazioni in più rispetto a febbraio a chi è stato capace di rivoluzionare i contenuti postati adattandosi all’emergenza, - spiega Gianluca Auddino, personal manager dell’agenzia Web Stars Channel. - La pandemia ha eliminato di colpo dirette e servizi outodoor, partecipazione a sfilate, fiere ed eventi per gli influencer di tutto il mondo che si stanno reinventando lavorando da casa”.

Il brano musicale ideato con la comparsa del coronavirus ‘Io resto qui’ dai creatori di comedy e intrattenimento Jacopo Malnati e Daniel Marangiolo, in arte iPantellas, conta ora circa 900.000 visualizzazioni. “Nella norma collabora con noi una piccola troupe di professionisti per la realizzazione dei nostri contenuti,- affermano Jacopo e Daniel. - In questo momento di emergenza, è chiaro che abbiamo dovuto accogliere la sfida di alleggerire la produzione. Siamo entrambi figure in grado di ricoprire più ruoli, dalla scrittura al montaggio, ed ora è grande un vantaggio, grazie alle competenze tecniche che ci hanno permesso di cominciare a fare questo lavoro. Sicuramente otterremo, in questo momento, contenuti più semplici ma non meno belli in termini qualitativi. Per il video “Io Resto Qui”, ad esempio, abbiamo acquistato delle immagini di repertorio per le esterne, tramite programmi di video stock. Conoscenze tecniche e attività ‘leggera’ ci avvantaggiano perché possiamo garantire fedeltà ai nostri standard e questo ci avvantaggia anche sul fronte delle collaborazioni con i brand. Inoltre siamo abituati a lavorare da casa perciò anche in questo siamo avvantaggiati”.

E’ abituato a stare molto a casa lo YouTuber Lorenzo Ostuni, in arte Favij con una dote di 8 milioni e mezzo di followers e 2,7 miliardi di visualizzazioni. “Il mio lavoro di svolgeva già al 70 % in studio. In questo periodo le trasferte sono ferme ed ho più tempo per lavorare da casa e stimolare la creatività, - spiega Ostuni. – Perciò sto rimodulando l’offerta incrementando i video di intrattenimento e di videogiochi anche con nuove rubriche che stanno avendo un grandissimo successo tanto da registrare picchi di visualizzazione in media del 20% in più rispetto alla media. Sono passato da 35 a 50 milioni di visualizzazioni sul canale YouTube. Cosa faccio? Gioco più di prima ai videogames, che ora sono molto seguiti dai ragazzi costretti a stare a casa, ma soprattutto interagisco e condivido molto di più i contenuti con i followers anche attraverso diverse chat online tipo Omegle. Mi occupo di intrattenimento e adesso voglio distrarre e far rallegrare chi mi segue anche invitandoli a mandarmi i loro video divertenti da casa. Io li monto e li ripubblico commentandoli. So bene che questo è un periodo difficile per i ragazzi che sono obbligati a stare in casa e non avere più contatti reali con gli amici. Anche per me è difficile ma questa è anche l’occasione per riscoprire i rapporti familiari, magari anche spegnendo la consolle e stando con loro".

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#iorestoacasa, il fai da te (con l'sos dei parrucchieri) per tinture e tagli

Videotutorial e nuovi hair influencer, gli italiani si organizzano

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Chiudi Look per nascondere la ricrescita. In chat con il coifferur (ANSA) Look per nascondere la ricrescita. In chat con il coifferur

Chiusi in casa per lockdown da coronavirus da un mese, i capelli mostrano il conto. Come eliminare la ricrescita dei capelli bianchi? Come tagliare i capelli al figlio? Come aggiustare la frangetta? Come accorciare barba e capelli con la macchinetta? Come eliminare l’aspetto trasandato alle chiome? Vedersi trascurati non piace e così in queste settimane di #iorestoacasa abbiamo imparato anche a sperimentare il fai da te estetico magari con i consigli a distanza degli stessi parrucchieri. Come risolvere l’astinenza da tinture? Uomini e donne vanno a caccia di soluzioni praticabili e casalinghe e l’emergenza sanitaria sta facendo nascere nuove forme di assistenza. Alla pletora di video tutorial dedicati alle cure estetiche ‘fai da te’ pubblicati da rinomati influencer su YouTube (che hanno subito una impennata di visualizzazioni in media del 20% in questo ultimo mese) si aggiungono ora nuove soluzioni escogitate dagli stessi parrucchieri che, negozi serrati e tempo libero a gogò, stanno fornendo un servizio SOS telefonico o video, completamente gratuito, alle clienti e ai loro familiari. Addirittura alcuni consegnano a domicilio le tinte personalizzate per le clienti, lette sui quadernetti-archivio.

Sollecitati dalle telefonate delle donne alle prese con la ricrescita e la piega, i coiffeur svelano segreti e tecniche per tingere, mettere in piega e perfino tagliarsi i capelli. Acconciatori ed assistenti, ognuno in casa propria, mostrano in video call, dirette Facebook e Instagram le soluzioni, anche organizzando lezioni di gruppo online secondo veri e propri palinsesti ad orario, anche col supporto di case cosmetiche come L’Oreal che ha prontamente organizzato i nuovi ‘hair-influencer di quartiere’ in tutta la penisola.

Spiega ad ANSA LIFESTYLE Fabrizio Pecoraro, titolare di due saloni a Taranto: “La chiusura dei negozi è stata decisa rapidamente. Molti appuntamenti sono stati disdetti ma non volevamo abbandonare le nostre clienti. Al contrario volevamo farle sentire meno sole e scoraggiate. Da qui l’idea di organizzare videochiamate con loro e organizzare anche dei mini turorial su come risolvere i piccoli problemi estetici che ci segnalavano. Stiamo avendo un successo inaspettato e ci contattano anche molte persone del quartiere che non conosciamo. Un aiuto lo diamo con grande piacere”.

Come nascondere la ricrescita di capelli bianchi? I nuovi hair influencer locali mostrano in video chiamata come indossare fasce, bandane e foulard annodati sul capo. “Si possono anche usare i coloranti temporanei in bomboletta spray da passare solo sui punti cruciali, come la riga e le radici intorno al volto. Chi vuole rivitalizzare un colore può invece usare i mascara colorati. Sono prodotti che si comprano anche online nelle principali piattaforme, da Amazon a Sephora e Douglas, - spiega Pecoraro.

I parrucchieri al telefono ricordano alle proprie clienti marca e naunces della tinta abituale in modo che possano comprare al supermercato oppure online tonalità simili. Precisa Pecoraro: “Suggeriamo di non scegliere altri toni ed evitare assolutamente i colori più scuri del proprio perché si possono fare pasticci. Meglio invece optare piuttosto per un tono in meno del solito. Ad esempio se la colorazione fatta al negozio era un biondo scuro, meglio comprare un biondo medio”.

E come fare la piega perfetta in casa propria? Precisa l’esperto: “Noi mandiamo anche due volte alla settimana dei mini tutorial anche per e-mail alle clienti su come passare phon e piastra per onde, volumi o stiraggi. Le mie assistenti, direttamente da casa propria e dal telefono cellulare, mostrano come fare acconciando i propri stessi capelli in modo tale da rispecchiare esattamente i movimenti che dovranno fare le clienti”. Beccucci, mousse e lacche aiutano infine a dare la forma desiderata alle chiome.

In tutta Italia si moltiplicano le richieste e gli hair-influencer di quartiere aiutano anche le famiglie a tagliare i capelli ai figli, a levare smalti semipermanenti di lavori avviati e non conclusi - Leggi qui Estetista chiusa ecco come fare le unghie a casa da sole. Infine agli uomini insegnano ad accorciare barbe e basette alla perfezione con le macchinette elettriche (anche queste si acquistano in internet).

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#iorestoacasa, tornei familiari e puzzle in quarantena si gioca

Giù dalle soffitte i vecchi giochi tornano grandi classici

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi giochi da tavolo in famiglia foto iStock. (ANSA) giochi da tavolo in famiglia foto iStock.

Tra una lezione a distanza, un videoparty con gli amici, qualche esperimento in cucina e lunghe sessioni di videogiochi in call, i ragazzi in casa nella quarantena per il coronavirus scoprono anche i giochi dei genitori. Questo tempo insieme, tra tanti aspetti negativi e luttuosi ha anche qualche lato positivo: far stare insieme le famiglie come mai prima, persino nel weekend, i due giorni off per adolescenti e giovani solitamente trascorsi in giro o comunque lontano dal domicilio. Ora invece #iorestoacasa costringe tutti sotto lo stesso tetto e c'è più tempo per condividere vecchie e nuove passioni, magari tirare fuori quei giochi di società che facevano divertire 20-30 e più anni fa. Dal classico Monopoly a Risiko ma c'è anche chi rispolvera vecchie scatole di Subbuteo e Rischiatutto, di Scoop e Indovina Chi e Brivido conservate in soffitta tra i migliori ricordi di gioventù. E vai con i tornei. 
Nonostante le svariate app apparse sul web negli ultimi anni o gli stessi social network che coinvolgono in vario modo giovani e meno giovani, il mondo dei giochi tiene comunque il passo. A dimostrarlo i dati di Trovaprezzi.it nel periodo della pandemia, 7-24 marzo 2020, richiesti dall'ANSA. La categoria con maggiore crescita in questo “periodo particolare” è stata Puzzle con oltre 30mila ricerche (+ 991% rispetto allo stesso periodo del 2019), seguita da Console Giochi che ha registrato un aumento del 324% con oltre 81mila ricerche. 

I giochi tradizionali – come i giochi da tavolo e di società – restano sempre un po’ di nicchia (raggiungendo complessivamente quasi 15mila ricerche tra il 7 e il 24 marzo), ma il trend di ricerca è positivo anche per i grandi classici (102% rispetto allo stesso periodo del 2019). I giochi della Hasbro: Monopoly, Cluedo, Indovina Chi e tanti altri, già popolari dagli anni ’90 tengono ancora banco 30 anni dopo; Monopoly ricompare persino nella nuova versione Electronic Banking (a partire da 34 euro) accanto a Risiko e Scarabeo (a partire da circa 25 euro). . I più cercati tra il 7 e il 24 marzo tra i puzzle sono quelli di Clementoni forse perché raffigurando luoghi e monumenti con immagini di alta qualità permettono alle persone di “viaggiare”. Le linee più cercate sono la Museum Collection da 1.000 pezzi ma anche la High Quality Collection da 500, 1.000, 1.500 o 3.000 pezzi.
Tra i videogiochi più ricercati dagli italiani dal 7 al 24 marzo 2020: Pokemon e il classico Zelda la fanno da padrone nel mondo Nintendo 3DS; mentre per PS4 (così come per Xbox One) si preferiscono i giochi sportivi (come Pes, Fifa o Nba) o i grandi classici come Assassin’s Creed (a circa 25 euro*), Call of Duty (da 8 euro) o ancora Grand Theft Auto (a 22 euro).

Tra le novità i crossover, edizioni speciali di giochi in voga: così dopo Monopoly Fortnite, che ha messo insieme il classico Monopoly con uno dei titoli di videogioco più popolari tra i ragazzi è arrivato Jenga Fortnite.

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#iorestoacasa, vademecum per fare la spesa bene e senza stress

Dove, come, cosa e quando, consigli per consumi adeguati al tempo del coronavirus

Lifestyle Food
Chiudi Coronavirus: carrelli pieni per la spesa al supermercato (ANSA) Coronavirus: carrelli pieni per la spesa al supermercato

Fare la spesa in questi giorni di quarantena a casa per l'emergenza coronavirus è diventato molto più complicato del solito e anche, se non si fa attenzione, pericoloso.L'Unione Nazionale Consumatori ha realizzato un utile vademecum per gli acquisti alimentari. Resta inteso che le persone anziane e quelle con patologie dovrebbero evitare proprio di uscire e farsi aiutare da vicini e parenti. Ecco tanti consigli utili su dove, come, cosa e quando fare la spesa in questo periodo.

Divieti di legge. Non è più possibile fare la spesa, neanche se necessaria, dove volete. Il Dpcm 22 marzo 2020, nel ribadire quanto già scritto nell'ordinanza del ministero della Salute, sempre del 22, ha vietato di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui ci si trova, "salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute". Quindi gli spostamenti per situazioni di necessità, ossia quelli tra i quali rientra la spesa alimentare, sono ancora possibili, ma solo all'interno del proprio comune. Il Governo, nelle Faq, alla domanda "È possibile fare la spesa in un Comune diverso da quello in cui si abita?" ha chiarito che gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si ha la residenza o il domicilio sono vietati e che sono possibili solo 2 eccezioni a questa regola generale: se dove abitate non ci sono punti vendita, se è necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio. Difficile, però, immaginare un'assoluta urgenza per l'acquisto di un prodotto alimentare. E' stata eliminata una terza eccezione, pima presente, ossia quando il punto vendita più vicino a casa propria si trova effettivamente nel Comune limitrofo. Che ci piaccia o no, che ci scombini le abitudini non ha importanza, ora è un divieto.

Andate da soli. E' comunque sbagliato andare a fare la spesa con tutta la famiglia come se fosse una scampagnata. Ora, però, è diventato un obbligo di legge, che si deduce dal fatto che, siccome per uscire deve ricorrere una situazione di necessità, non essendo necessario andare in due a fare la spesa, di fatto non è più consentito. E' possibile, però, andare con un figlio, se non è possibile lasciarlo a casa con l'altro genitore e non è sufficientemente grande. Ricordatevi che, anche in auto, va sempre rispettata la distanza di un metro, quindi il figlio andrà nel sedile posteriore, non dietro al guidatore.

Quanto acquistare. Non potete fare come la casalinga di Voghera, ossia uscire tutte le mattine a fare la spesa, per avere pane, frutta e verdura fresca tutti i giorni. Non rientra nelle situazioni di necessità uscire per acquistare solo la carotina che vi manca per fare un brodino e, quindi, si tratta di una violazione delle regole sugli spostamenti. Al tempo stesso non fatevi cogliere dal panico di rimanere senza cibo e senza scorte. Non c'è alcun pericolo. Come chiarisce il Governo nelle Faq, "si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili". Insomma, al massimo ci saranno chiusure durante i giorni festivi e riduzioni di orari. Tra fare una spesa anti carestia, come se stessimo rischiando di morire di fame, e uscire tutti i giorni, il suggerimento è di trovare un giusto equilibrio e, dato che ci viene consigliato di uscire il meno possibile, cercate di fare una spesa che possa durare almeno una settimana. Ridurrete, così, anche lo stress connesso all'uscita di casa (vedasi autocertificazione). Certo, dato che bisogna andare da soli a fare la spesa, acquistare un carico maggiore di prodotti rappresenta un problema in più, oltre al fatto che gli ingressi scaglionati costringono a restare di fatto all'interno del negozio per un tempo limitato che non ci consente la calma necessaria per fare una spesa ragionata.

Come comprare. E' ancor più valido, quindi, il consiglio di sempre: preparate a casa una lista dettagliata delle cose da acquistare, così non dimenticare nulla di quello che vi serve, sfruttare al meglio il poco tempo che potrete passare all'interno del supermercato, contenere l'ansia che potrebbe portarvi ad arraffare prodotti del quali non avete in realtà bisogno e che riempirebbero inutilmente un carrello che rischia di essere già troppo pieno.

Quando comperare? Compatibilmente con gli impegni di lavoro (casalingo) e di famiglia, bisognerebbe andare a fare la spesa, specie per la frutta e la verdura fresca, quando sono arrivati nel negozio i nuovi rifornimenti, così da avere più scelta e prodotti più freschi. Ai mercati ortofrutticoli all'ingrosso, la merce arriva il lunedì mattina, ma poi il tempo per arrivare sugli scaffali dipende da molte variabili.

Cosa comprare? Si deve uscire poco e, quindi, scatolame, legumi secchi o in scatola, uova, latte a lunga conservazione, farina, lievito, lievito di birra, mozzarelle, pasta, riso, fette biscottate, biscotti, pelati, pizza in scatola, affettati e formaggi confezionati, ma anche verdura e pesce surgelati vanno molto bene. I problemi maggiori per frutta e verdura fresca: non fate scorte di prodotti che “durano poco” e preferite patate, mele, frutta secca, e quelli che si conservano più a lungo. Inutile comperare un'intera rete di limoni o di cipolle, per poi buttarli. Anche la frutta sciroppata può essere una soluzione. Se non è più che indispensabile, forse dovreste evitare di riempire il carrello con l'acqua, riducendo così anche la fatica del trasporto e l'ingombro di pesanti casse da caricare in auto e portare in casa, tornando a bere l'acqua del rubinetto.

Per il pane fresco, se è davvero fresco e non di origine congelata, potete congelarlo. Altrimenti prendete anche il pane confezionato. Oppure divertitevi a farlo, la soddisfazione è garantita.Riscoprite i biscotti della nonna. Molti italiani stanno giustamente riscoprendo i prodotti più semplici e naturali, stanno cambiando le loro abitudini alimentari, anche grazie al maggiore tempo disponibile che si deve trascorrere in casa. Così, invece delle merendine confezionate, ricche di creme e farciture, ossia con troppi grassi, sono tornati ai più validi e più buoni biscotti della nonna, pane e marmellata, crostate, torte fatte in casa. La farina è tornata ad essere un bene rifugio molto desiderato e gli italiani, anche per ingannare il tempo, hanno pensato di tornare a fare pizza e pane in casa.

E' un'occasione d'oro per abituare i vostri figli a non prendere bevande gassate, costose, meno dissetanti dell’acqua e comunque meno salutari e ricche di vitamine di una bella spremuta o di un frullato.

Dove comperare. Va sempre bene il vecchio consiglio di diversificare i luoghi di acquisto. Certo il supermercato vi consente di trovare tutti i prodotti insieme, ma talvolta le code sono esagerate, pericolose e stressanti. Provate a far visita anche ai negozi di prossimità dove si trova un po' di tutto, che magari hanno meno file all'ingresso. Ma quando parliamo di diversificazione ci riferiamo anche alla possibilità di “alternare” i punti vendita tradizionali con gli acquisti online, particolarmente utili a condizione, ovviamente, che il servizio funzioni. E' frequente infatti che ci sia overbooking di consegne e quindi può essere difficile sia contattare gli esercizi che avere puntualità nelle consegne. Esistono anche siti “specializzati” su determinate merceologie del food ed è occasione per fare nuove conoscenze di qualità.

In particolare, online si consiglia di comprare olio e vini su siti specializzati, ma anche tutti gli altri prodotti decisamente ingombranti e che renderebbero difficoltosa la spesa fatta da una persona sola: prodotti della carta (come rotoli e carta igienica), ma anche prodotti per l'igiene personale (come shampoo, saponi, bagno schiuma, deodoranti) o della casa (detersivi vari), conserve, salse, pasta e prodotti sott'olio, acqua (se proprio dovete). Anche i prodotti della farmacia si trovano facilmente sui siti delle parafarmacie online dove si possono trovare i farmaci da banco senza dover fare la fila in farmacia. In generale, on line è meglio acquistare prodotti confezionati dei quali conoscete già la qualità, e non prodotti freschi che non potete vedere, odorare e toccare.

Scadenza dei prodotti. Dovendo fare la spesa più velocemente, non potrete dare un'occhiata alla scadenza di tutti i prodotti. Fatelo, però, almeno per i prodotti freschi, quindi prima di mettere nel carrello (che sia fisico o virtuale) dieci confezioni di yogurt chiedetevi quando questi andranno in scadenza. Se c'è un alternativa a lunga scadenza, ad esempio per il latte, meglio prediligerla.

Rinviate i consumi superflui.

Comprate le ricariche (detergenti, saponi liquidi …): la confezione più semplice consente un risparmio.

Comprate le confezioni più grandi. A parità di prodotto, solitamente, si risparmia. Meglio, quindi, una confezione grande che non due piccole. Sempre, però, che vi serva…

Attenti ai rincari. Attenzione a chi se ne approfitta. In caso di aumenti ingiustificati dei prezzi, segnalatelo alle forze dell'ordine o ai nostri sportelli. A fronte di un intensificarsi della domanda, c'è il rischio che qualcuno speculi, come già accaduto per i prezzi delle mascherine o dei disinfettanti.

Precauzioni sanitarie. E' bene avere la mascherina, guanti monouso per fare la spesa e poi togliere tutto e lavarsi le mani non appena si rientra a casa, seguendo le istruzioni del ministero della Salute. Mantenete sempre la distanza di almeno un metro mentre fate acquisti. Il problema può sorgere quando incrociate qualcuno lungo un corridoio: state il più possibile sulla vostra destra. Se l'altro consumatore non lo fa e sta invadendo il vostro spazio, restando sempre sulla destra, potete spostare leggermente il carrello alla vostra sinistra così da invogliare l'altro a spostarsi. Evitate comunque di diventare paranoici. Mantenere la calma è diventato un obbligo morale.

Code. Mai come ora, la scelta dell'orario e del giorno giusto possono ridurre il tempo di attesa in coda. Purtroppo ci sono troppe variabili in gioco e le abitudini cambiano a seconda di dove si abita. Impossibile, quindi, dare un'indicazione univoca, anche se di solito gli orari più scomodi sono i migliori.

Conservare bene gli alimenti. Una volta fatta la spesa, mai come ora è bene conservare con cura gli alimenti. Per questo serve un decalogo ad hoc, reperibile sul sito www.consumatori.it. Intanto ecco cinque consigli:

1) Sappiate che i prodotti con scadenza non tassativa, ossia “da consumarsi preferibilmente entro”, possono essere consumati anche dopo la data indicata, visto che non si tratta di una indicazione a tutela della tua salute come “da consumarsi entro", ma solo di una indicazione sulla qualità.

2) Ogni prodotto dovrebbe essere riposto nel giusto scompartimento del frigorifero ad una precisa temperatura per conservare le sue caratteristiche e evitare che vada a male troppo presto. A differenza di quel che si crede, anche quando il congelatore è posto in alto, nel frigorifero l'aria più calda va in alto e quella più fredda in basso. Insomma, è nella mensola più bassa che la temperatura è minore, salvo per il cassetto della frutta.

3) Gli alimenti, una volta scongelati, devono essere consumati, non possono essere nuovamente ricongelati. Però, se li cuocio, allora possono essere ricongelati.

4) Alcuni alimenti come banane, pomodori, fagiolini, cetrioli, zucchine, peperoni non hanno bisogno di essere messi in frigorifero.

5) Conservazione della frutta; alcuni tipi producono un gas che ha la capacità di accelerare il ciclo vitale di altri tipi. Ad esempio, per mantenere più a lungo frutta e vegetali, evitate di metterli insieme a banane mele e pomodori.

 

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Les Copains, per la moda fiduciosi segnali dall' Asia

Ceo,ci sollecitano consegne, in Italia però disdette di ordini

Lifestyle Moda
Chiudi Milan Women's Fashion Week: Les Copains (ANSA) Milan Women's Fashion Week: Les Copains

"Puntiamo a non modificare le scadenze future, mai come in questo momento chi non riparte è perduto, pur con tutte le difficoltà vogliamo trovarci pronti a riprendere dopo questa bufera: del resto i segnali che arrivano dall'Asia, che ne sta uscendo ora, sono incoraggianti e positivi". Lo ha detto Rodolfo Zambelli, Ceo di Les Copains, brand bolognese del Made in Italy, a proposito di progetti e strategie che il settore del fashion sta mettendo in campo per superare le conseguenze del fermo provocato dall'emergenza sanitaria.
    "La prima questione da affrontare è il completamento della collezione primavera/estate del 2021 che deve essere presentata tra qualche mese - ha spiegato il Ceo - ed è qui che si gioca la grande sfida, soprattutto per gli stilisti che si sono dovuti adeguare a scegliere tessuti, materiali, in video o su foto, ma tutti abbiamo dovuto adattarci a questa situazione".
    Complicati i tempi anche a causa delle aziende chiuse che non consegnano i materiali e i fornitori bloccati, il brand (nato 60 anni fa, proprietà da ottobre scorso della newco Super Srl del famiglia Zambelli, 72 dipendenti) confida di recuperare in fretta le settimane perdute. "Poi c'e' il problema dell'invenduto nei negozi italiani delle collezioni attuali che avevamo consegnato prima delle chiusure - ha spiegato - In tanti ci stanno chiedendo un pagamento dilazionato ed è normale, ci preoccupa un po' di più la disdetta degli ordini per il prossimo autunno inverno".
    Segnale che molti temono di non riuscire a riaprire. "Noi siamo fiduciosi anche perché vediamo cosa sta accadendo in Asia - ha aggiunto - i nostri agenti sul posto hanno confermato tutti gli ordini fatti per il futuro, anzi cominciano a chiederci i tempi di consegna". Non solo. Per andare incontro ai paesi asiatici, frettolosi di tornare alla normalità, Les Copains sta preparando una capsule di 30/40 pezzi della collezione P/E 2021 in anticipo. Intanto anche l'azienda ha voluto mettere a disposizione impianti e risorse per l'emergenza, producendo mascherine filtranti nello stabilimento di Bologna, al prezzo di costo, destinatari altre aziende del territorio emiliano che continuano la propria attività perché di prima necessità, come alimentari e farmacie. 
   

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Harry e Meghan si trasferiscono a Los Angeles

Città natale dell'attrice che sarà anche vicino alla madre

Lifestyle People
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Harry e Meghan cambiano di nuovo casa. La coppia si è infatti trasferita a Los Angeles dopo aver lasciato la dimora sull'isola di Vancouver in Canada. Los Angeles è la città natale di Meghan ed è dove anche vive la madre Doria Ragland, che lavora come assistente sociale e istruttrice di yoga.

La decisione di trasferirsi negli Stati Uniti è avvenuta nonostante le voci di mesi fa che la coppia non avrebbe considerato il paese finche' Trump è presidente. Tuttavia Meghan è stata ingaggiata dalla Disney, che ha il suo quartier generale nell'aerea di Los Angeles. Libera da impegni reali, l'attrice torna sullo schermo ma questa volta in una nuova veste, è la voce narrante del documentario 'Elephants' che sarà in onda su Disney+, la nuova piattaforma di streaming della casa di Topolino, dal prossimo tre aprile.
   

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#iorestoacasa, aiuto mi si sono ristretti gli spazi

Convivere organizzando pause regolari e aree lavoro off limits

Lifestyle Società & Diritti
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I giorni della quarantena per il coronavirus sono sempre più lunghi e così anche la convivenza in casa comincia ad avere più di un problema. Le quattro mura domestiche abituate la maggior parte dei casi ad ospitarci insieme solo a cena sono diventate ora luogo centrale oltre che obbligato della nuova vita e gli spazi si sono decisamente ristretti, mettendoci a dura prova tutti quanti. #iorestoacasa ma non vorrei essere disturbato è un pensiero ricorrente in questi giorni specie se non siamo solo in coppia ma una famiglia e si lavora da remoto in modalità smart working mentre i figli fanno la scuola a distanza e mantengono una intensa socialità streaming con gli amici che sia per fare ginnastica, video aperitivi, chiacchiere, scambio consigli sentimentali per chi ha adolescenti. Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, padre di due bambini ed esperto di temi legati allo sviluppo della carriera suggerisce per lavorare da remoto in compagnia dei propri figli innanzitutto di parlare di in maniera schietta di ciò che sta succedendo e aiutandoli a capire perché il genitore deve comunque restare concentrato sul lavoro.
    "Spiega che dovrebbero cercare di non disturbarti (tranne in caso di emergenza ...) mentre li rassicuri che sei ancora lì per loro. È probabile che troveranno l'intera esperienza nuova e divertente, ma c'è la possibilità che possano essere confusi o preoccupati. Crea - dice Albergoni - uno spazio designato nella tua "area ufficio in casa" per i tuoi figli in modo che possano stare con te mentre non sei, ad esempio, in una call. Questo può variare da una culla o un box a un tavolino fornito di strumenti utili per la creatività, o con i libri e i quaderni per i compiti a casa, se il bambino è più grande".
    Secondo il manager l'ideale sarebbe cercare di organizzare le chiamate e le riunioni importanti durante l'orario del pisolino dei bambini se sono piccoli. Altro suggerimento è avvisare i colleghi, che comunque capiranno benissimo trovandosi probabilmente nella stessa situazione, che i figli sono ovviamente anche loro a casa e quindi potrebbero esserci dei rumori di fondo o delle interruzioni. "Assicurati - aggiunge - di organizzare pause regolari per avere tempo di qualità con i tuoi figli durante la giornata lavorativa. Sia che si tratti del loro gioco preferito, o di una lettura insieme, l'attenzione dedicata da te contribuirà a garantire che i tuoi figli non si sentano ignorati e non abbiano avuto una giornata noiosa".
    Cameron Veasey, career expert di LinkedIn suggerisce ulteriori buone pratiche di convivenza e condivisione degli spazi: Trattare i propri coinquilini come se fossero colleghi di lavoro: rispettare lo spazio e gli orari di lavoro di altre persone proprio come si farebbe in ufficio è estremamente importante. Finora, una delle situazioni più difficili si è creata quando entrambi gli inquilini hanno organizzato delle call allo stesso orario. Per evitare questo tipo di inconveniente, è utile condividere a voce quali saranno le riunioni e meeting da remoto più importanti della giornata, in modo da potersi garantire uno spazio di pace e tranquillità quando se ne ha più bisogno. Pianificare delle pause e mantenere la casa in ordine sono altrettanti obiettivi 'sani' da perseguire in questa quarantena forzata. (ANSA).
   

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Raoul Bova in quarantena, con le bimbe si gioca ai 4 cantoni

Attore, preparo serie sui volontari eroi della Croce Rossa

Lifestyle People
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 Raoul Bova come tutti è a casa per la quarantena: "passo le giornate come tanti. Innanzitutto pulendo: ho preso ogni tipo di elettrodomestico per tenere pulita la casa, vaporizzare, sanificare, tutto anti batterico. Poi mi metto al lavoro ma dedico anche tanto tempo alle mie bambine Alma e Luna giochiamo balliamo cantiamo e con Rocio (l'attrice spagnola Rocío Muñoz Morales ndr) tutti insieme ci divertiamo a giocare ai quattro cantoni, poi due volte a settimana non di più si esce per fare la spesa e andare in farmacia. E ovviamente si cucina: crostate, ciambelloni e la fantastica paella di Rocio". I figli più grandi "sono con la madre in campagna, stanno bene, con tanto spazio all'aria aperta". 

L'attore, che ha finito il film su Manuel Bertuzzo, è al lavoro:"Racconterò questi eroi delle emergenze, questi volontari di tutte le età dal cuore immenso, pronti ad aiutare. Una serie sulla Croce Rossa Italiana la studiavo da tempo, ora con il coronavirus è diventato un progetto concreto già in avanzata fase di scrittura, pronti a girare appena si potrà, andando anche nei luoghi zona rossa": anticipa all'ANSABova, ambassador Cri, annunciando la serie tv che si ispirerà all'operato di medici, sanitari, volontari che in occasione della pandemia stanno lavorando senza sosta. "Una prima stagione di sei serate racconterà storie e personaggi ispirati alla realtà, impegnati sul fronte italiano del Covid 19, poi andremo avanti negli scenari internazionali di questa grande organizzazione che è sempre in prima linea nel mondo", aggiunge l'attore che sarà il protagonista di una serie "assolutamente corale" e produttore con la sua Rb Production insieme alla Connecting Talents. 
   

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Coronavirus, da Armani a Valentino la moda si mobilita

Ora Re Giorgio produce camici. Tutte le donazioni delle griffe

Lifestyle Moda
Chiudi La vetrina di Gucci nella deserta Via Montenapoleone a Milano (ANSA) La vetrina di Gucci nella deserta Via Montenapoleone a Milano

Piovono donazioni dal mondo della moda per l'emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. 1 milione di euro è arrivato dalla Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti Foundation per Il Columbus Covid 2 del Gemelli a Roma. Due milioni da Gucci insieme a Intesa Sanpaolo e Facebook: un milione per la Protezione Civile Italiana con la creazione di nuovi posti letto in terapia intensiva in via prioritaria, l'altro milione per Solidarity Response Fund della Fondazione delle Nazioni Unite a sostegno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità attraverso la campagna di Matchmaking lanciata da Facebook, che a sua volta corrisponderà una cifra pari all'importo complessivo delle donazioni, nell'ambito dell'iniziativa di Matching. L'iniziativa segue le donazioni precedenti del Gruppo Kering, di cui Gucci fa parte, in Cina, Italia e Francia, e l'annuncio della produzione di oltre 1 milione di maschere e camici per il personale sanitario in risposta all'appello della regione Toscana.
    Da Giorgio Armani, che aveva già donato 1.250.000 euro nelle scorse settimane per gli ospedali, si aggiungono altre 750mila euro, arrivando a 2 milioni. Non solo perché Re Giorgio ha deciso di riconvertire l'intera produzione di abbigliamento dei suoi stabilimenti per produrre camici monouso, destinati alla protezione del personale sanitario impegnato negli ospedali nella lotta al Covid-19.
    Per quanto riguarda il futuro della moda lo stilista è drastico: "E' inevitabile, dovremo trovare soluzioni diverse per raggiungere il consumatore. E il tempo di verifiche e di identificazione di ciò che è veramente necessario e non di dare voce alla necessità di parlare di moda in termini enfatici". E ciò che è 'essenziale' in questo momento per Giorgio Armani, l'uomo più pragmatico della moda, è aiutare gli ospedali. La prima somma di 1.250.000 euro nelle scorse settimane, era andata a favore della Protezione Civile e degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma. Ora ha deciso di aumentare il suo contributo anche all'ospedale di Bergamo, a quello di Piacenza e a quello della Versilia.
    Di fatto le regole imposte dal governo per il contenimento del contagio hanno momentaneamente paralizzato l'industria della moda. I negozi sono stati chiusi. Le aziende del settore hanno dovuto sospendere completamente le attività produttive. Ma alcune hanno convertito la produzione per aiutare gli ospedali come ha fatto Armani e come ha fatto Prada, che dal 18 marzo ha avviato su richiesta della Regione Toscana la produzione di 80.000 camici e 110.000 mascherine da destinare al personale sanitario della Regione secondo un piano che prevede consegne giornaliere che saranno ultimate entro il 6 aprile. Camici e maschere sono prodotti internamente nell'unico stabilimento del Gruppo - Prada Montone (Perugia) rimasto operativo a questo scopo e da una rete di fornitori esterni sul territorio italiano.
    Anche Bulgari, dopo aver fatto un'importante donazione all'ospedale Spallanzani per l'acquisto di un nuovo microscopio 3D ad alta definizione indispensabile per la ricerca, ha deciso di produrre insieme al suo storico partner di fragranze, ICR (Industrie Cosmetiche Riunite, Lodi), diverse centinaia di migliaia di flaconi di gel disinfettante per le mani da fornire in via prioritaria a tutte le strutture mediche attraverso il coordinamento del Governo Italiano. La produzione prevede 6000 pezzi al giorno fino ad arrivare ad un totale di 200.000 pezzi in circa due mesi. E l'elenco è destinato ad allungarsi.
   

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Meghan Markle ricomincia da Disney, è la voce narrante di un film

Documentario sugli elefanti. I duchi di Sussex ora abitano a Los Angeles

Lifestyle People
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Meghan Markle ricomincia da Disney: la duchessa di Sussex dà il via alla nuova vita lontano dalla famiglia reale britannica, scelta assieme al consorte Harry e al piccolo Archie, tornando come largamente annunciato anche al mondo del cinema. Ma non come attrice, bensì come voce narrante d'una prossima produzione del colosso mondiale dell'animazione. La duchessa è chiamata a raccontare la storia di una famiglia di elefanti in viaggio per l'Africa, nell'ambito di un film - intitolato Disneynature's Elephant - che sarà visibile sul canale streaming Disney+ dal 3 aprile. Parallelamente, Disney ha annunciato l'uscita di un secondo documentario dello stesso tenore, dedicato in questo caso ai delfini e intitolato Dolphin Reef, che sarà invece narrato dalla voce di Natalie Portman.

Intanto la famiglia si è trasferita, sembra definitivamente a Los Angeles - leggi qui
    Nei mesi scorsi era emerso un video nel quale Harry 'promuoveva' le capacità di doppiatrice della moglie, a margine della prima del Re Leone a Londra, chiacchierando con il regista Jon Favreau e con Beyonce e Jay-Z. I duchi di Sussex, trasferitisi temporaneamente in Canada dopo l'annuncio clamoroso dei mesi scorsi di un parziale distacco dalla Royal Family accolto non senza fibrillazioni in casa Windsor, saranno ufficialmente esentati dagli impegni di rappresentanza dinastica e dal ruolo di membri senior del casato - pur mantenendo il titolo nobiliare e rinunciando solo alla parte di appannaggio direttamente riconducibile all'erario - a partire dal primo aprile, la settimana prossima, in base agli accordi presi infine con la regina. Una scelta che li renderà più indipendenti nella ricerca di fonti di finanziamento e nelle loro attività lavorative, commerciali o di beneficenza. 
   

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Coronavirus, Armani riconverte gli stabilimenti farà camici monouso

Destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare l'emergenza

Lifestyle Moda
Chiudi Giorgio Armani (ANSA) Giorgio Armani

Il Gruppo Armani comunica in una nota la conversione di tutti i propri stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il coronavirus. Nelle scorse settimane, a seguito dell'iniziale donazione stanziata a favore della Protezione Civile e degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, Giorgio Armani ha deciso di dare il suo contributo anche all'ospedale di Bergamo, a quello di Piacenza e a quello della Versilia, arrivando così a una donazione complessiva di 2 milioni di euro.

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Armani converte la produzione di moda in camici

Donazione di 2 milioni di euro a ospedali impegnati in emergenza

Lifestyle Moda
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Il Gruppo Armani comunica in una nota la conversione di tutti i propri stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il coronavirus.
    Nelle scorse settimane, a seguito dell'iniziale donazione stanziata a favore della Protezione Civile e degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, Giorgio Armani ha deciso di dare il suo contributo anche all'ospedale di Bergamo, a quello di Piacenza e a quello della Versilia, arrivando così a una donazione complessiva di 2 milioni di euro. (ANSA).
   

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L'amore ai tempi del virus, Covid 19 cambia le regole del dating

App sconsigliano "tete-a-tete". Matrimoni bloccati a NY

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Appuntamenti virtuali foto iStock. (ANSA) Appuntamenti virtuali foto iStock.

Amore nel tempo dell'epidemia: Covid-19 ha cambiato le regole del dating. Parliamoci online e ti incontri quando sarà tutto finito è il messaggio che app come Tinder, OK Cupid, Bumble e Match.com mandano ai loro iscritti sconsigliando i "tete-a-tete" e suggerendo piuttosto di conoscersi meglio online prima di andare avanti nel rapporto interpersonale a pandemia esaurita.
    "Ora non è il momento di andare a incontrare la persona che ti interessa a un bar" ha avvertito OK Cupid: "FaceTime, Skype, telefono, sms, messaggi sulla nostra app, sono tutte opzioni molto romantiche in questi giorni".
    Le ansie da virus rendono ognuno più vulnerabile e avere accanto un'anima gemella con cui condividerle e' un sentimento diffuso e Tinder, per venire incontro ai clienti, ha cancellato i costi per l'uso del suo servizio Passport che mette in collegamento utenti in altri paesi del mondo. I siti di dating non vogliono divulgare il loro traffico da quando l'epidemia ha raggiunto le coste degli Usa anche se apparentemente i click non sembrano rallentare. La sicurezza innanzitutto è la linea comune: "Per Hinge è una priorità e vogliamo essere preparati durante la pandemia", ha detto l'app su cui l'ex candidato presidenziale Pete Buttigieg ha incontrato il futuro marito, invitando i clienti a leggere e seguire le raccomandazioni dell'Oms. Molti frequentatori delle app sembrano aver raccolto il messaggio. Nella comunità gay, ad esempio, i "muscoli della memoria" dell'epidemia dell'Aids hanno fatto suonare il campanello di allarme: "La tentazione di passare tempo sulle app di dating è grande in questo momento ma la responsabilità di non avere incontri interpersonali con estranei non è mai stata maggiore", ha detto Nick, direttore creativo di New York. Intanto nella Grande Mela, così come in altre comunità in lockdown, dopo una corsa alla licenza nuziale nei giorni precedenti al "tutti a casa", i matrimoni si sono fermati. Il 20 marzo, facendo le scuse agli utenti, il municipio ha annunciato la chiusura fino a nuovo ordine del Marriage Bureau dove occorreva presentarsi di persona per sposarsi o ottenere il permesso alle nozze.
    Solo in extremis Reilly Jennings, 28, e Amanda Wheeler, 38 (una coppia di lei) sono state unite in matrimonio in strada da un giudice di pace pescato online in modo che Amanda, rimasta senza lavoro, potesse avere la mutua di Reilly. Ancora più creativi Christie e Jeff in California: il matrimonio sulla piattaforma Zoom, con i parenti e gli amici collegati ciascuno dal loro appartamento, è stato ufficiato da un un vecchio amico, ordinato un'ora prima dalla Universal Life Church, che ha condotto la cerimonia al sicuro dall'altro lato dello schermo.

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#iorestoacasa tra bambini e smart working il triplo salto mortale delle mamme italiane

La gestione familiare si complica. Desiderio di normalità: "Ma quanto eravamo felici?"

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi scena casalinga ai tempi del coronavirus foto iStock. (ANSA) scena casalinga ai tempi del coronavirus foto iStock.

#iorestoacasa e...raccontiamo cosa accade nelle mura domestiche in questo lungo periodo di quarantena. Come trascorriamo le giornate, con quali stati d'animo. Ci sono tanti aspetti che compongono il puzzle delle giornate e su #ANSALIFESTYLE vogliamo raccontarle, documentarle sia per fermare storicamente questo tempo sospeso anche per i suoi risvolti sociali e sia magari per tenerci in contatto come collettività, ispirandoci con storie e tendenze come sempre facciamo. Qui ci occupiamo di smart working al femminile

Lo smart working (e per chi non lavora c'è la grande preoccupazione per il futuro) con tutte le chat e le videochiamate dei colleghi, l'aiuto scolastico e l'accudimento dei figli, l'organizzazione della spesa tra negozi di prossimità e gli ordini on line con consegna a domicilio, gli attriti per la convivenza forzata, le ansie del momento e le relazioni familiari a distanza, magari con i genitori anziani lontani: la vita al tempo del coronavirus è cambiata per tutti certamente, ma tanto anche alle mamme italiane chiuse a casa da settimane ma certo non con le mani in mano. Alle prese con #iorestoacasa le ha fotografate FattoreMamma, che ha una decennale community molto attiva a cui si è rivolta per una ricerca dal 18 al 22 marzo, anticipata ad ANSALIFESTYLE.
Più di 4.600 mamme hanno raccontato la nuova vita che sperimentiamo in questo momento. “Ne è emerso un quadro di una vita familiare completamente ridefinita” racconta Jolanda Restano, imprenditrice, blogger e socia di FattoreMamma. Innanzitutto la preoccupazione che c’è, anche se cerchiamo di non pensarci e fare le cose giorno per giorno. C'è chi si dichiara fiduciosa, chi si sente sospesa. Le maggiori preoccupazioni delle mamme sono di gran lunga sul fronte sanitario: la paura di ammalarsi o che si ammalino le persone care è la principale (83%), ma è anche forte il pensiero per la capacità del sistema sanitario, con medici e infermieri, di riuscire a reggere l’onda d’urto (68%). C’è poi preoccupazione per le persone fragili e per l’impatto psicologico. Le vite sono, è sotto gli occhi di tutti, stravolte.
Come ci si riorganizza in famiglia? Il 67,5% delle mamme che ha risposto ha un lavoro (incluse le donne in maternità) e, se il 22% tra le lavoratrici attive ha preso un periodo di pausa – sotto forma di congedo, ferie o altro – le altre sono ancora decisamente operative. Oltre il 42% lavora da casa cercando di gestire nel contempo i figli, tra attività, compiti, gioco e benessere fisico. Sarà per questo difficile doppio (o triplo) ruolo che lo strumento maggiormente invocato per la gestione dell’emergenza è la possibilità di un congedo retribuito, richiesto dal 47% delle intervistate, per potersi occupare più agevolmente dei figli e mettere fine a riunioni digitali interrotte dal pianto dei bimbi. “In questo nuovo ménage, anche molti papà fanno la loro parte”: se il 38,7% lavora ancora fuori casa, chi è in smart working supporta equamente nella gestione dei figli (32%), ma rimane il fronte di chi delega in toto la cura dei figli alla mamma pur lavorando da casa (18%). Questa inedita situazione ha creato nuove abitudini, a partire dalla cucina all’organizzazione della dispensa, fino alla spesa. “C’è un cambio di prospettiva nella gestione dei consumi familiari, con una ricerca di ottimizzazione e senso di responsabilità” commenta Restano. Tanta fantasia e un pizzico di digitale è la ricetta per sopravvivere alla quarantena coi bambini ecco così che tra una riunione online e una sessione di ginnastica, il mantra delle mamme rimane quello di giocare con i bambini , stimolandoli in attività creative insieme come lavoretti e piccoli laboratori), cucinare, vedere cartoni o film educativi o leggere insieme o viaggiare con la fantasia magari visitando i musei online. Nella nuova routine c’è spazio anche per prendersi cura del benessere fisico proprio e dei figli e più della metà sembra riuscirci grazie anche ai tanti tutorial on line che ci fanno sperimentare yoga ma pure baby dance. Per chi ha figli in età scolare (il 22% delle rispondenti, prevalentemente frequentanti la scuola primaria) un ulteriore fronte aperto è quello dei rapporti con la scuola, i compagni e il proseguimento dell’attività didattica. Mentre l’83% dei bambini riceve i compiti da svolgere da parte delle insegnanti, il 43% segue lezioni a distanza ogni giorno o qualche volta. L’aspetto di maggior merito riconosciuto alla didattica a distanza è la continuità nella relazione con insegnanti e compagni di classe, un vero e proprio ruolo sociale. Quasi altrettanto importante è l’opportunità di prendere dimestichezza con nuovi strumenti digitali, piattaforme e app, Restare chiuse a casa, con i piccoli, senza vedere nonni e amici e senza permettere ai bambini uno sfogo fisico all’aperto in primavera è l’aspetto della gestione della vita quotidiana che viene citato, tra le risposte libere, come il più pesante, anche per i risvolti psicologici. E in cima alla lista dei desideri per l’auspicato dopo-emergenza c'è il ritorno alla normalità tra scuola e lavoro , la voglia di rivedere parenti e amici, di fare una bella gita, una cena al ristorante. Tutte attività all’insegna della normale vita quotidiana: eravamo felici e forse non lo sapevamo.

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Dai principi alle star dello sport, i vip colpiti

Carlo e Alberto di Monaco positivi. Tanti attori e calciatori

Lifestyle People
Chiudi Tom Hanks and wife Rita wilson tested positive for coronavirus (ANSA) Tom Hanks and wife Rita wilson tested positive for coronavirus

Se i virus in genere non fanno discriminazioni, il coronavirus è uno dei più equi. Come dimostrano le tante celebrities contagiate in questi mesi non c'è titolo, conto in banca o ruolo politico che possa proteggere dal Covid-19.
    Prima dell'erede al trono d'Inghilterra, il Principe Carlo, ultimo personaggio ad esser stato colpito dal virus, ci sono stati il re e la regina di Hollywood, Tom Hanks e Rita Wilson. Lo scorso 12 marzo in un post su Instagram il 63enne due volte premio Oscar ha annunciato che lui e la moglie erano stati infettati dal coronavirus in Australia. Da allora il protagonista di 'Castaway' ha continuato a dare notizie sul suo isolamento pubblicando foto della sua quotidianità e rassicurando i suoi milioni di fan: "Viviamo un giorno alla volta". Quarantuno anni, star della serie 'Il trono di Spade' nella quale interpretava il ruolo di Tormund, l'attore norvegese Kristofer Hivju ha annunciato di essere stato contagiato dal Covid-19 e di essere in isolamento con la sua famiglia in Norvegia. "No panic", ha scritto su Twitter l'attore britannico Idris Elba rivelando di aver contratto il virus ma di essere ancora "asintomatico".
    Aveva invece avuto segnali sin da febbraio, dopo un viaggio in Portogallo, lo scrittore cileno Luis Sepulveda, 70 anni, da metà marzo ricoverato nel nord della Spagna. Ed è di due giorni fa la notizia del contagio di Placido Domingo, ora in isolamento con la famiglia. Anche nel mondo politico sono tanti i personaggi le cui vite sono state stravolte dal coronavirus. A cominciare dal capo negoziatore europeo per la Brexit, Michel Barnier, che il 19 marzo annunciava il suo contagio su Twitter. "Sto bene, sono di buon umore. Sto seguendo tutte le indicazioni". Poi la vice premier spagnola Carmen Calvo e la ministra Irene Montero, compagna del leader di Podemos Pablo Iglesias, entrambi in isolamento. La moglie del premier canadese Justin Trudeau, Sophie, e quella del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, Begona. Infine, il Principe Alberto di Monaco, 62 anni, le cui condizioni non sembrano preoccupare e il principe Carlo, 71 anni.
    Non è stato risparmiato neanche lo sport, il calcio in particolare non si è fermato neanche anche quando l'epidemia era già pandemia. Solo in Italia saranno una ventina i giocatori positivi al Covid-19, tra i quali Paulo Dybala e Blaise Matuidi, entrambi della Juventus. In Inghilterra ci sono la 19enne ala del Chelsea, Callum Hudson-Odoi, e l'allenatore dell'Arsenal, Mikel Arteta. Casi di coronavirus, almeno 15, anche nel club spagnolo Deportivo Alves. Negli Stati Uniti, invece, il coronavirus si è infilato nel campionato di basket Nba dove continuano ad aumentare i contagio tra i giocatori. E anche l'ecoattivista Greta Thunberg ha reso noto di aver sofferto i sintomi del coronavirus, anzi ha aggiunto che "è estremamente probabile che l'abbia avuto"."Circa dieci giorni fa ho cominciato a sentire alcuni sintomi. Mi sentivo stanca, ho avuto i brividi, mal di gola e la tosse", ha detto. 
   

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