Pranzo di Pasqua, obiettivo sostenibilità

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Cinque consigli utili per una Pasqua sostenibile e senza sprechi: a offrirli, nel periodo dell'emergenza coronavirus e di una festività rivoluzionata nelle nostre tradizioni nel rispetto delle precauzioni in vigore, è l'app contro lo spreco alimentare Too Good To Go. In occasione del pranzo di Pasqua e con l'obiettivo di una maggiore sostenibilità e consapevolezza nei consumi, l'app suggerisce come primo consiglio di scegliere prodotti a chilometro zero e di stagione "non solo perché aiuta l'economia locale" e per un fatto nutrizionale, ma anche per contribuire a ridurre l'inquinamento dovuto al trasporto. Indica inoltre di fare la spesa in modo consapevole non solo per evitare imballaggi inutili e acquisti eccessivi, ma per acquistare, lista alla mano, solo il necessario riducendo sprechi e viaggi verso il supermercato. Un altro consiglio è prestare attenzione alle date di scadenza, così da non acquistare cibi che deperiranno prima del loro effettivo utilizzo. Si consiglia poi di congelare o riutilizzare in modo creativo il cibo avanzato e di imparare a leggere le etichette per evitare sprechi distinguendo la data Limite di Consumo (Dlc), ossia la data oltre la quale i cibi non sono più considerati adatti all'alimentazione, con il Termine Minimo di Consumo (Tmc), spesso contraddistinto dalla dicitura "da consumarsi preferibilmente entro". Infine si segnala di conservare i cibi nel modo corretto per evitare sprechi, sia prima che dopo il pranzo pasquale.

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#iorestoacasa, e se usassimo questo tempo per bilanciare compiti in famiglia?

Genitori in quarantena, laboratorio per maggiori equità anche in futuro

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Chiudi compiti con il papà foto iStock. (ANSA) compiti con il papà foto iStock.

E se usassimo questo tempo eccezionale in casa come laboratorio per una rivoluzione culturale in famiglia? La quarantena cui siamo tutti obbligati, l'accelerazione dello strumento dello smart working ci fa trascorrere giornate in casa, genitori e figli e tutti stiamo sperimentando che i compiti, le mansioni domestiche si possono suddividere più equamente sia in generale sia nel rapporto con la prole: c'è insomma un nuovo work family balance a portata di tutti se solo volessimo. Questo migliorerebbe molto l'equilibrio interno alle famiglie, il rapporto paritario tra coppie e favorirebbe le mamme che, dati alla mano, abbadonano il lavoro nel corso del primo anno di vita del bambino perchè non hanno supporto. Secondo gli ultimi dati ISTAT in Italia nel 2019 sono nati 67 bambini rispetto a 100 persone decedute, contro i 96 di dieci anni fa e se, da un lato si conferma il numero di figli per donne (1,29), dall’altra si evidenzia l’innalzamento dell'età media al parto che si attesta intorno ai 32,1 anni. Questo scenario potrebbe mutare se, oltre alle imprese, prima di tutto molti lavoratori che sono anche papà riuscissero a cogliere tutti i lati positivi di quanto stanno sperimentando in questa situazione generale straordinaria per supportare davvero le compagne nella co-gestione dei figli ed esserne parte attiva. "Per l’evoluzione culturale sono fondamentali tutte le iniziative di legge a favore della rivisitazione ed estensione dei congedi a entrambi i genitori, ma per una vera e concreta adozione è fondamentale la sperimentazione che ciascuno sta compiendo in questo momento eccezionale. Occorre davvero cogliere questa occasione di maggior tempo in famiglia come se fosse un laboratorio per provare su di sé nuove soluzioni, comprenderne a fondo il significato e il valore, farle proprie in una modalità condivisa con la propria compagna per trovare insieme un vero e nuovo work-family balance e metterlo in pratica alla ripresa. Questa è la corresponsabilità necessaria nella gestione dei figli che aiuta a contrastare prima di tutto il fenomeno dell’abbandono del lavoro da parte delle mamme nel corso del primo anno di vita del bambino e poi a rendere le donne più confidenti anche sulla possibilità di mantenere e sviluppare la propria professionalità”, afferma Alessandra Giordano, Direttore Delivery di Intoo, la società di Gi Group lche con il servizio Moms@Work aiuta le imprese nella gestione integrata della maternità delle dipendenti.
In base all'esperienza che tutti stiamo facendo in queste settimane ecco cosa emerge di indicazione per il futuro (nota bene: i papà dovrebbero leggere con attenzione):

1.Smart working: presenza in ufficio non vuol dire efficienza
In questo periodo molti hanno verificato in prima persona i limiti del presenzialismo e la necessità, invece, di un mindset più aperto perché non si lavora in maniera efficace solo se si è “presenti” dalle 9 alle 18. Anche un uomo si sentirà, pertanto, più confidente nel richiedere alla propria azienda una maggiore flessibilità nei luoghi e negli orari di lavoro, laddove non venisse poi prevista più regolarmente.

2. Delegare: più tempo per i figli e risorse più responsabili
Costretti a delegare? Può essere accaduto per via delle distanze da gestire e da rispettare, tuttavia il mantenimento dell’operatività avrà permesso di comprendere che il controllo non coincide con la presenza e la delega, responsabilizzando, è un’occasione di crescita per i membri del team.
Specialmente per gli uomini questo è un tema molto forte, ma cruciale se si ha un ruolo di responsabilità ed è uno strumento molto utile quando arriva un figlio o si partecipa alla co-gestione dei figli.

3. Rispettare le vere priorità
Non tutto è urgente, in cima alla to do list sono comparse anche necessità non lavorative; stabilirle e rispettarne un grado di importanza aiuta noi e chi collabora con noi a lavorare meglio. L’arrivo di un figlio cambia inevitabilmente le priorità, anche dei papà: imparare a stilare una lista di attività con vera precedenza aiuta a trovare un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita privata.

4. L’unione fa la forza: più collaborazione con i colleghi
Le relazioni a distanza, inizialmente magari più difficoltose, nel tempo potrebbero essersi rafforzate. Condividere e proiettare il ruolo di genitori oltre a quello di lavoratori, permette di confrontarsi con altre persone che stanno affrontando lo stesso cambiamento e le stesse difficoltà, rendendo più solidi i legami, creando nuove alleanze grazie a soft skill come l’empatia e l’intelligenza emotiva, a vantaggio di un miglior clima lavorativo in generale. Non sarà più un tabù anche da parte di un uomo richiedere un po’ di collaborazione ai colleghi: come, ad esempio, non fissare riunioni prima di un certo orario al mattino. Questo può aiutare i neopapà a sentirsi più compresi.

5. Last but not Least: non farsi spaventare, ma diventare parte attiva
Le donne devono essere le prime a non rinunciare al proprio lavoro ed emotivamente neanche alla possibilità di fare carriera, chiedendo, pertanto, ai propri compagni di collaborare fattivamente nella cogestione dei figli. Saperli dalla loro parte con convinzione e sulla base di azioni/attività sperimentate concretamente insieme, non può che fare la differenza nella vita famigliare e a tendere anche nell’impresa in cui i compagni lavorano, a vantaggio di altri colleghi e, soprattutto, di altre colleghe di cui dovessero essere responsabili. 

«In Italia le donne che rientrano al lavoro dopo la maternità cercano spesso rifugio nel part time o si accontentano magari di un ruolo minore perché così si sentono più tranquille rispetto alla complessità che si trovano a gestire, ma così facendo perdono terreno, fiducia e anche speranza di poter accudire in futuro altri figli – afferma Alessandra Giordano, Direttore Delivery di Intoo –. 

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#iorestoacasa, dalle mascherine alle planetarie ecco i nuovi acquisti on line

Elaborazioni da Amazon picchi per spesa a domicilio e attrezzi fitness

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Chiudi In cucina ad impastare con la planetaria foto iStock. (ANSA) In cucina ad impastare con la planetaria foto iStock.

Nella settimana precedente a San Valentino si cercavano regali per il partner: dai baci perugina alle cuffie bluetooth passando per ricerche con parole chiave “San Valentino per lui” e “San Valentino per lei”. Nel giro pochi giorni la classifica Amazon degli oggetti più ricercati ha subito un ribaltone che nel tempo si è consolidato a causa del lockdown. E cosi, dopo una settimana dalla ricorrenza dedicata agli innamorati, il Coronavirus ha letteralmente stravolto le abitudini di acquisto. Dal 16 al 22 febbraio le prime sei parole chiave più ricercate sono state: mascherine chirurgiche, mascherine ffp3, amuchina gel mani, mascherine, mascherine antibatteriche e mascherine antivirus. Dal 23 febbraio invece, su Amazon ha preso il sopravvento il desiderio di ricevere la spesa a domicilio. Una ricerca della società di search marketing AvantGrade.com fotografa l’improvviso cambio delle abitudini di acquisto degli italiani.
Lo stare in casa ha indotto gli amanti del fitness ad allenarsi tra le mura domestiche e dall’8 marzo si è scatenata una ricerca di attrezzi utili per tenersi in forma: elastici, manubri, pesi, tapis roulant, panche, corde e tappetini.

Anche il reparto casa e giardino di Amazon è stato “movimentato”: friggitrici e planetarie gli oggetti più ricercati ma anche impastatici, sacca à poche e frullatori. E la tendenza a rimanere in casa, visto il tempo a disposizione, ha indotto tanti a preparare cibi da conservare. Si spiega probabilmente così il picco di ricerche di congelatori a pozzetto e congelatori verticali.

Anche il beauty ha beneficiato di questo repentino cambio di abitudini. Il podio della classifica Amazon vede pennelli make up, profumo uomo e smalto semipermanente come oggetti più ricercati. Ma non stupisce il picco di ricerche su tinta capelli e tinta capelli senza ammoniaca, a causa della forzata rinuncia al parrucchiere.
“Sono dati molto interessanti perché ci dicono in che direzione vanno i nuovi interessi dei consumatori – commenta Ale Agostini, autore Hoepli e direttore di AvantGrade.com -. Sono nuovi trend che aiutano molto anche le aziende a capire in che direzione andare per rivitalizzare il proprio business dopo la netta flessione provocata dalla pandemia”.

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#iorestoacasa, home workout è la nuova mania di tutti

Dallo yoga alla corsa sul posto tutti in allenamento. Su Instagram oltre 3 milioni di post

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Chiudi Yoga in casa foto iStock. (ANSA) Yoga in casa foto iStock.

Parola d'ordine 'home workout': allenamenti durante la quarantena forzata. Una vera e propria mania: sono menzionati su Instagram in oltre 3 milioni di post. Un metodo alternativo per rimanere in forma e ottenere benefici a livello fisico e mentale, come rivelato da una ricerca condotta dalla National Health Association e pubblicata su USA Today. Pratica amata e condivisa anche dalle stelle dello spettacolo, che creano delle sessioni interattive per i follower: da Jessica Alba a Kate Upton, da Britney Spears a Kaley Cuoco, fino ad arrivare a Robbie Williams e Justin Bieber.
Dallo yoga agli addominali, dalla corsa sul posto ai pesi con le bottiglie di acqua minerale, secondo inclinazioni e fantasia. Ma gli allenamenti domestici, soprattutto per i neofiti, rappresentano una delle principali cause di infortuni, come spiegato da un’indagine del New York Times. Quali sono i consigli degli esperti per affrontarli al meglio? La prevenzione inizia a tavola con un’alimentazione sana e corretta, ricca di proteine e verdure, e continua con la giusta periodicizzazione degli esercizi in base al carico di lavoro. Ma non è tutto, perché è fondamentale ripristinare l’equilibrio sonno-veglia, eseguire esercizi finalizzati al rinforzo dei distretti muscolari e detossificarsi con l’ausilio di piante. “Allenarsi a casa in questo periodo di quarantena è indispensabile per preservare la propria salute fisica e mentale, alleviando i livelli di stress e ansia legati all’epidemia, ma occorre farlo nella giusta misura. Muoversi è importante per combattere le contratture muscolari e le acutizzazioni di problemi di artrosi, che vengono accentuati con l’immobilizzazione – spiega il dott. Paolo Tenconi, medico e preparatore atletico professionista – Per questo motivo consiglio di dividere i giorni della settimana in base al carico di lavoro e procedere in maniera graduale, riconoscendo i propri limiti. Compiere movimenti sbagliati porta molto spesso a tendinopatie a livello inguinale, soprattutto per coloro che non sono abituati a correre sul posto, e a contratture muscolari. Bisogna dare priorità allo stretching, compiere esercizi mirati al rinforzo dei distretti muscolari e idratarsi. Allenarsi adesso è fondamentale per arrivare in forma alla fine dell’epidemia. E in quel caso per recuperare dagli infortuni viene in aiuto la terapia laser made in Italy Theal Therapy, che grazie al mix di lunghezze d’onda favorisce la rivascolarizzazione dei muscoli, e consente di riossigenare e capillare i tessuti”.

Ma quali sono gli infortuni più frequenti legati agli allenamenti domestici? Secondo una ricerca americana della National Athletic Trainer’s Association e pubblicata sul portale Health, le parti più vulnerabili restano gli arti inferiori, soggetti a tendinopatie e contratture, soprattutto per i neofiti che non sono abituati a correre sul posto per via della mancanza della spinta del suolo. Ma non è tutto, perché in caso di movimenti scorretti durante l’esecuzione degli addominali si può incappare anche in cervicalgie miotensive, che provocano dolori alla zona cervicale. Da non sottovalutare anche contratture e stiramenti causati da piegamenti e alzate laterali con peso eccessivo. In questi casi è fondamentale lavorare sulle distanze per la parte metabolica e non sottovalutare la respirazione.

Qualche buona regola per l' “Home Workout”:

1. Periodicizzare il proprio calendario di allenamenti: dividere i giorni della settimana in base ai diversi carichi di lavoro, prediligendo circuiti a bassa o alta intensità a seconda delle proprie capacità.
2. Seguire un’alimentazione sana e bilanciata: la prevenzione inizia a tavola con una dieta possibilmente ricca di proteine, frutta e verdura. Spazio anche ai carboidrati, ma con moderazione.
3. Eseguire esercizi finalizzati al rinforzo dei distretti muscolari: lavorare sui pettorali con i piegamenti, sulle spalle con alzate laterali e frontali e sugli addominali con gli squat.
4. Ristabilire l’equilibrio sonno-veglia: le giuste ore di riposo sono fondamentali per il recupero delle facoltà cerebrali e per iniziare al meglio gli allenamenti.
5. Non sottovalutare l’importanza dello stretching: al termine di ogni sessione è importante allungare la propria muscolatura con esercizi mirati per garantire la corretta circolazione sanguigna ed evitare la stasi.

6. Idratarsi prima, durante e dopo il workout: reintegrare le scorte idriche bevendo almeno due litri d’acqua al giorno aiuta a migliorare l’efficacia degli allenamenti.
7. Controllare l’ambiente circostante: è importante allenarsi in spazi domestici puliti e privi di oggetti che possano causare cadute accidentali.
8. Riconoscere i propri limiti: ascoltare i segnali del proprio corpo e non eccedere con il carico di lavoro, procedendo in maniera graduale.
9. Detossificarsi con l’ausilio di erbe e piante: magnesio e rosmarino sono utili per eliminare le tossine in eccesso, mentre ortica e pungitopo aiutano a combattere l’insufficienza renosa.
10. Per recuperare dagli infortuni utilizzare la laserterapia: una volta tornati attivi all’aria aperta per rivascolarizzare le varie muscolature e riossigenare i tessuti.

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#iorestoacasa, aneddoti della quarantena ad altezza occhiali

"Servizio di emergenza ecco perchè"

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Si potrebbe pensare che l'occhialeria non debba rientrare tra i pochi negozi che le ferree misure di contenimento del coronavirus hanno autorizzato a rimanere aperti. Ma analizzando bene il problema non è così. ''Siamo aperti tutti i giorni solo la mattina per aiutare chi ha avuto emergenze'', racconta Rosaria, vivace titolare di uno storico negozio di ottica del centro di Roma. ''In questo tempo sospeso - dice - se la rottura degli occhiali, ad esempio, ti impedisce di leggere è ancora più difficile sopportare lo stare a casa''. ''I nostri punti vendita che sono sempre stati anche un luogo di incontro e di scambio, di chiacchiere, oggi sono avvolti da in silenzio inusuale - aggiunge Rosaria - interrotto solo dagli squilli delle chiamate di chi chiede informazioni o consegne a domicilio, e dai pochi clienti venuti per risolvere un problema urgente''. ''L' altro giorno la bimba due anni di un nostro cliente - racconta Rosaria - è salita con il triciclo sugli occhiali del padre distruggendoli. Un operatore televisivo ha disintegrato gli occhiali, e si è anche ammaccato il naso, cadendo rovinosamente mentre registrava un servizio. E ancora, una signora affetta da maculopatia mentre andava a fare la spesa ha rotto il ponte degli occhiali da sole graduati, indispensabili per proteggerla dai raggi Uv''.''Eppoi abbiamo salvato un matrimonio - aggiunge ironicamente - aggiustando gli occhiali che la moglie di un nostro cliente aveva trasformato in una sottiletta sedendosi sul bracciolo della poltrona dove il marito li aveva appena appoggiati''. ''Infine, il nostro archivio è stato utile ad un'amica che lavorando al pc da casa aveva urgente bisogno di un occhiale specifico da computer. Aveva solo un paio di occhiali multifocali non adatti per leggere otto ore di seguito e pretendeva di ordinare delle lenti al telefono. Cercando nel nostro archivio abbiamo ricostruito la sua storia e scoperto che tempo addietro aveva aggiornato le lenti di una sua vecchia montatura adattandole per il pc. Quindi l'occhiale che cercava l'aveva già a casa''. ''Scene di vita quotidiana che in questo contesto ci fanno sorridere, sentire utili e parte di una comunità'' conclude Rosaria che aggiunge ''speriamo presto che tutto questo finisca, per tornare a chiacchierare e poterci finalmente riabbracciare in negozio''.

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Pasqua ai tempi del coronavirus, il pranzo in casa

'Firmato' a domicilio o homemade, per Tuttofood italiani divisi

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Chiudi mini Quiche uova, asparagi e Prugne della California per la colazione o il pranzo di Pasqua (ANSA) mini Quiche uova, asparagi e Prugne della California per la colazione o il pranzo di Pasqua

Come sarà il pranzo di Pasqua? Per la prima volta in versione lockdown e in sostanziale isolamento a causa della pandemia da Coronavirus. Secondo l'Osservatorio di TuttoFood, la rassegna internazionale dell'agroalimentare di FieraMilano, gli italiani sono divisi in due scuole di pensiero, tra chi non vuole rinunciare a un menù 'firmato', particolare, cucinato da chef e chi invece, nella tranquillità casalinga e con il tanto tempo a disposizione si cimenterà in cucina, come da tradizione e abitudine per le festività più importanti, oppure magari per la prima volta.
    In molte Regioni (ma non tutte) ai ristoranti è consentito proseguire l'attività per la consegna a domicilio e gli italiani ne stanno approfittando: il 40% dei ristoratori segnala una crescita della domanda di food delivery. Ha cominciato a utilizzare il sistema un nuovo 10% di italiani, mentre chi già lo utilizzava prima ha incrementato la frequenza di ordini e si calcola che il 53% di italiani abbia fatto più di un ordine nell'ultimo mese considerando anche le pizzerie. Qualcuno ha fatto anche il percorso contrario e si è messo a cucinare volentieri in casa, magari ordinando sul web o per telefono gli ingredienti.
Per la settimana da lunedì 16 a domenica 22 marzo, il Barometro Nielsen ha registrato una crescita del 142% (+45% rispetto a una settimana prima) per le vendite online nei prodotti di largo consumo. Ma anche quelli che hanno fatto pazientemente la fila in guanti e mascherina per entrare al supermercato sembra si siano scoperti cuochi autodidatti, visto che gli acquisti di farina sono aumentati del 185,3% rispetto alla stessa settimana dell'anno scorso. Aumenti si sono registrati anche per preparati per torte e dessert, zucchero e per gli ingredienti della pasticceria.
    Nella ricerca della qualità, i prodotti naturali, del territorio o a Km Zero si confermano in primo piano.
    "Non serve correre a comprare ingredienti magari mai usati prima - suggerisce lo chef Luca Malcrida - . Meglio imparare a usare le giacenze di casa. Un buon modo di celebrare la Pasqua in modo semplice e diverso può essere la colazione a base di uova sode, salumi e focaccia al pecorino". Per il giovane chef napoletano Luigi Barone "in generale, è il momento di rivalutare la versatilità delle verdure fresche, che ci aiutano anche a mangiare più sano in un momento in cui siamo costretti a una vita sedentaria". "Sincera, vera, 'povera' sono le parole d'ordine della cucina per la Pasqua di quest'anno all'insegna della sostenibilità e biodiversità locale" suggerisce Vincenzo Butticè, chef de Il Moro di Monza. Infine, secondo lo chef milanese Massimo Moroni "il segreto per creare 'l'effetto ristorante' è l' alternanza tra una portata di carne e una di pesce".
    Infine, in questa Pasqua 'diversa' un gran peso lo giocherà la fantasia, l'inventiva di creare - non per far vedere gli altri ma solo per noi - 'location' che possano dare ai nostri pranzi e cene l'allure di una serata fuori: dal terrazzo o in giardino per chi li ha, alle tovaglie alle luci in un altro spazio della casa.
   

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La casa post Covid, tornano fondamentali balconi, terrazzi, cortili

Ripensare le abitazioni e le città, il green building approach

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Chiudi Coronavirus: flash mob dai balconi di casa a Torino (ANSA) Coronavirus: flash mob dai balconi di casa a Torino

La crisi da Covid-19 apre anche una riflessione su come ripensare le abitazioni, non più dormitori ma spazi polifunzionali, e strutture urbanistiche che assicurino prossimità delle residenze ai servizi, alle strutture lavorative e ricreative, così da ridurre gli spostamenti in città, i pendolarismi casa-lavoro che determinano "tutti quegli ingenti spostamenti giornalieri per attività di consumo, istruzione, tempo libero". Il dossier su 'Pandemia e sfide green del nostro tempo' realizzato dal Green City Network e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in partnership con Ecomondo-Key Energy esamina i cambiamenti nei consumi e negli stili di vita, le sfide dell'economia circolare della decarbonizzazione, della mobilità sostenibile e apre una riflessione sul futuro, appunto, dell'abitare.
In tal senso sotto la lente i servizi di prossimità alle abitazioni come formula per far respirare le città. In primo piano anche il recupero in casa di spazi attrezzati per lo smart working. La Pandemia, evidenzia il dossier, "ha insegnato l'importanza di balconi, terrazzi, cortili e giardini anche condominiali, tutti gli spazi intermedi in generale che possono svolgere ruoli importanti, anche dal punto di vista ambientale, con il green building approach. L'emergenza coronavirus ha fatto anche ripensare all'importanza dello spazio urbano, ad una struttura urbanistica che assicuri prossimità delle residenze ai servizi, alle strutture lavorative e ricreative, così da ridurre gli spostamenti da una zona all'altra della città e i pendolarismi".
"Durante questa pandemia - sottolinea il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi - i consumi sono calati, l'attenzione sui consumi alimentari è cresciuta ma, dopo - si chiede Ronchi - avremo fatto qualche passo avanti per capire meglio le sfide del nostro tempo?". E ancora: "Le emissioni di gas serra stanno calando ma non dobbiamo trascurare la crisi climatica e le misure di decarbonizzazione perché dopo la crisi le emissioni torneranno a crescere se non si cambia", dice Ronchi. "Anche attenuata o passata l'emergenza - afferma l'ordinario della Sapienza Università di Roma e Coordinatore del Gruppo internazionale degli esperti del Green City Network, Fabrizio Tucci - rimarrà intaccato e mutato nella sua natura e nelle sue modalità il modo di vivere e 'abitare'. Potremmo usare questo periodo di forzata sperimentazione collettiva come occasione per decidere di produrre nuove forme e nuovi spazi".
In particolare, sui consumi nel dossier si evidenzia che nel nel 2050 le città ospiteranno il 70% della popolazione mondiale ed è quindi il momento "per realizzare una analisi attenta delle diverse criticità determinate da alcuni modelli di produzione agricola e zootecnica. 
 

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Lady Gaga e Ridley Scott alle prese con Gucci

La cantante vestirà i panni di Patrizia Reggiani

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Lady Gaga sarà protagonista di Gucci dramma che sarà diretto da Ridley Scott sul fatto di sangue che ha colpito la nota famiglia italiana della moda con l'assassinio del pioniere Maurizio Gucci il 27 marzo 1995. MGM ha infatti acquistato i diritti del film che vedrà Lady Gaga nei panni di Patrizia Reggiani, l'ex moglie di Gucci che fu accusata di aver organizzato l'omicidio dopo aver saputo di essere stata tradita dal marito. Roberto Bentivegna ha scritto la sceneggiatura tratta dal libro del 2001, 'La saga dei Gucci. Una storia avvincente di creatività, fascino, successo, follia', di Sara Gay Forden. Il film sarà prodotto da Ridley Scott e Giannina Scott attraverso la loto etichetta Scott Free Productions, mentre la MGM lo distribuirà intorno al Thanksgiving 2021.

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Carlo e Camilla, 15 anni di nozze

Album fotografico delle cerimonie ufficiali in 20 foto

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Chiudi GB: CARLO E CAMILLA, le nozze il 9 aprile 2005 (ANSA) GB: CARLO E CAMILLA, le nozze il 9 aprile 2005

Nonostante le chiacchiere, le maldicenze, le invidie, che hanno accompagnato la coppia per tutta la loro vita e le voci, sempre più insistenti, di un possibile divorzio, Carlo(71 anni) e Camilla(72) oggi festeggiano 15 anni di matrimonio, ma si amano da circa 30 anni. Il principe del Galles, appena uscito da una stretta quarantena dettata dalla positività al coronavirus, e la duchessa di Cornovaglia, protagonisti della love story meno romantica e più criticata della famiglia reale britannica, amanti segreti per decadi, sono sposati infatti dal 2005. Fu una sobria cerimonia, presso la Windsor Guildhall, il 9 aprile di 15 anni fa, ad unire in matrimonio quella che sembra essere stata una coppia da sempre, nonostante i rispettivi altri matrimoni. Carlo d’Inghilterra e Camilla Shand – già nota col cognome del precedente marito, Parker Bowles – si scambiano il fatidico «sì» nel corso di una cerimonia strettamente civile, a cui partecipano pochissimi invitati. Un matrimonio «low profile» a cui non prende parte la Regina Elisabetta. Il motivo ufficiale fu che sarebbe stato inopportuno che la Regina, come capo supremo della Chiesa d'Inghilterra prendesse parte ad un matrimonio civile, anche se molti ovviamente vociferarono circa la poca simpatia nutrita da Elisabetta per Camilla. La regina e il duca di Edimburgo, a ogni modo, presenziano alla benedizione della coppia al Castello di Windsor poco dopo. Quella tra il Principe Carlo e Camilla è una delle storie d'amore più travagliate della famiglia reale inglese.I due, secondo quanto narra la tradizione, si incontrano per la prima volta nel 1970, durante una partita di polo a Windsor. Fra loro scatta il colpo di fulmine ma prima che diventino una coppia passerà molto tempo e molte tristi vicende. Nel luglio 1973 Camilla sposa Andrew Parker Bowles, da lui avrà due figli. I giornali scandalistici dell'epoca insinuarono che fosse un matrimonio d'interesse. Quattro anni dopo Carlo incontra Lady Diana, che sposa il 29 luglio 1981 . Nel 1992 la stampa inglese pubblica i testi delle telefonate private tra Carlo e Camilla, che provano la relazione tra i due. Un mese dopo Carlo e Diana si separano, così come Andrew Parker Bowles e Camilla. In una celebre intervista di Martin Bashir, Diana disse: "Il mio matrimonio coinvolgeva tre persone. Era un po' affollato". Dopo la morte di Lady D, nel 1997, Carlo aspetta un anno per presentare Camilla ai suoi figli. Non deve essere stato facile per lei prendere il posto, vicino al principe Carlo di quella che è stata a tutti gli effetti un’icona di stile e la principessa più amata dal popolo britannico. Nel 1999 Carlo e Camilla appaiono in pubblico insieme per la prima volta. Nel 2000 finisce anche la guerra fredda con la Regina Elisabetta che, in occasione di una festa di compleanno, decide di partecipare nonostante la presenza di Camilla, legittimando la sua presenza nella vita di Carlo. Nel 2003 la coppia si trasferisce a Clarence House, dove convivono pur senza essere sposati. L'annuncio del fidanzamento arriverà nel febbraio 2005. In un sobrio abito da sposa color crema firmato Robinson Valentine, Camilla che non si può definire bella si sposa alfine con Carlo e da allora lo segue quasi sempre nei suoi impegni e visite ufficiali. Il look di Camilla in questi anni è cambiato è diventato più sobrio anche se la duchessa non disdegna i copricapi appariscenti che la sua statura le consente di indossare facilmente. Nelle visite all’estero non si nega ad abiti che ricordano le tradizioni etniche locali. I sudditi non sembrano nutrire per lei ammirazione ma Camilla, da sempre uno spirito libero sembra essersene fatta ormai una ragione.

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L'Oreal Italia dona 400mila bagnoschiuma

A Banco Building e carceri Alessandria, Bergamo, MIlano Opera

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L'Oréal Italia dona 400mila flaconi di bagnoschiuma a Banco Building - il banco delle cose destinati ad associazioni caritatevoli e carceri. Salgono a 760.000 pezzi le donazioni di prodotti di L'Oréal Italia e delle sue marche - gel idroalcolico, creme, prodotti capillari - a ospedali, farmacie, carceri, onlus e partner.
    L'Oréal Italia, in coerenza con il piano di solidarietà europeo del Gruppo, ha lanciato una serie di attività a sostegno della lotta contro il Coronavirus già dal 27 marzo. I 400mila flaconi di bagnoschiuma che andranno a Banco Building - il banco delle cose- verranno distribuiti ad associazioni caritatevoli sul territorio che sostengono famiglie e persone colpite da Covid-19. Grazie alla rete di Banco Building, verranno inviati inoltre prodotti alle carceri di Alessandria, Bergamo e Milano Opera. Banco Building è una onlus che si occupa di fare da ponte tra aziende e mondo no profit per eliminare gli sprechi e favorire la sostenibilità ambientale con il riutilizzo di materiali edili, arredamento, tessile e altro.
    "In questo momento di grande difficoltà vogliamo dare il nostro supporto di buon cittadino stando vicino a tutti coloro che ogni giorno con coraggio e sacrificio combattono questo nemico silenzioso", ha detto François Xavier Fenart, presidente e ad di L'Oréal Italia. (ANSA).
   

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Bruce Willis e Demi Moore, quarantena insieme

La coppia divorziata nel 2000 insieme in casa con figlie

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Non sempre il Coronavirus divide, a volte è capace di fare esattamente il contrario. È il caso di Bruce Willis e Demi Moore, divorziati da oltre 20 anni e che hanno deciso di passare la quarantena dentro casa insieme alle tre figlie. A svelarlo è stata la loro figlia ventiseienne, Tallulah, con un post su Instagram, il primo di altri altrettanto divertenti perché fanno vedere questa famiglia, compreso il cane, con indosso un originale pigiama a righe bianco e verde che ricorda la divisa dei galeotti. Nella foto anche la sorella maggiore di Tallulah, Scout e il suo compagno Dillon Buss. Divorziati dal 2000 dopo dodici anni di matrimonio, Bruce e Demi sono sempre rimasti amici e hanno continuato a vedersi anche per il bene delle figlie. Non solo, hanno anche partecipato alle nuove nozze l'uno dell'altra: Demi con Ashton Kutcher nel 2005 (nel 2013 è arrivato il divorzio) e Bruce con Emma Heming nel 2009. (ANSA).
   

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#iorestoacasa, lezioni di respiro contro l'ansia da coronavirus

Boom per i siti di meditazione e J.K. Rowling condivide esercizi

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Chiudi Respiro, viaggio verso la calma interiore durante il lockdown #iorestoacasa foto iStock. (ANSA) Respiro, viaggio verso la calma interiore durante il lockdown #iorestoacasa foto iStock.

Lezioni di respiro nel mondo sotto scacco per il Covid-19: per contribuire a mitigare i sintomi dell'affanno che è uno dei sintomi del virus, ma anche per contenere l'ansia del contagio che ogni notte toglie il sonno, proliferano online i consigli su come usare e migliorare la salute dei propri polmoni nei giorni della pandemia.
    Non c'è solo l'app "Respiro" dell'Apple Watch. J.K. Rowling, la "mamma" di Harry Potter, ha postato un video YouTube in cui un medico del Queens Hospital di Londra dimostra la serie di semplici esercizi che hanno alleviato i suoi problemi respiratori dopo aver contratto il coronavirus. Cinque respiri profondi trattenendo il fiato per cinque secondi all'apice dell'inspirazione e alla fine del sesto respiro un colpo forte di tosse, il tutto ripetuto due volte, e alla fine dieci minuti di respirazione profonda stesi sul letto sulla pancia con un cuscino di supporto. "Li sto facendo anch'io, molte volte al giorno", ha detto su Twitter Chris Cuomo, il fratello del governatore di New York Mario Cuomo, che anche lui è stato contagiato e si sta curando a casa.
    Per i siti di meditazione è un boom e ce n'è di tutti i tipi: Peloton, una app nata su una bicicletta da spinning che da tempo offre anche classi di yoga, routine di jogging, pesi e stretching, ne offre a vari livelli tra cui uno, di due settimane, che progressivamente induce a dormire meglio.
    Si medita con l'arte o con la musica. Domani sul sito Instagram dell'Orange County Museum of Art l'artista Kathryn Garcia userà una delle sue creazioni come oggetto di meditazione promettendo di guidare in un "viaggio verso la calma interiore".
    Bisogna invece registrarsi per partecipare su Zoom con altre centinaia di persone tra cui musicisti famosi alla performance globale di "Tuning Meditation" della compositrice Pauline Oliveros. Organizzato da Raquel Acevedo Klein e guidata dalla flautista Claire Chase e dall'artista Ione, la vedova della Oliveros, il programma in cui a un respiro profondo segue una nota (alternativamente la propria e poi quella di un altro partecipante) verrà ripetuto ogni sabato di aprile. L'opera fa parte di un gruppo di meditazioni sonore che la Oliveros chiamava "ascolto profondo", un'arte che impegna cuore e mente, concentrazione e generosità.
    C'è poi il "Breathwork", letteralmente 'lavoro con il respiro', nato come evoluzione del "Rebirthing" americano degli anni Sessanta e di cui conserva la tecnica del respiro consapevole e circolare e senza pause. Si fa da decenni, dunque, e ci sono vari metodi, ma la base sono particolari tecniche respiratorie che agiscono in maniera integrata sul corpo, sulla mente e sulle emozioni: un anno fa, in tempi non sospetti e prima dall'emergenza, Vogue applaudì il "Breathwork" come "il nuovo yoga". Sono vari metodi, ma la base sono particolari tecniche respiratorie che agiscono in maniera integrata sul corpo, sulla mente e sulle emozioni. 
   

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La strana Pasqua, senza parenti e pranzo a domicilio

Niente messe o viaggi. Beffa meteo, sole ovunque a Pasquetta

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Easter celebrations during the Coronavirus pandemic in Austria (ANSA) Easter celebrations during the Coronavirus pandemic in Austria

Niente pranzo con i parenti e neanche il week-end lungo a Parigi o Londra. Niente messa, che per alcuni, insieme a quella di Natale, era l'unica dell'anno.
    Niente gita al mare per aprire le finestre della seconda casa.
    Niente visite nelle città d'arte più belle d'Italia. Si avvicina la 'strana' Pasqua dove tutti gli italiani saranno in casa, in famiglia, ma solo con quelli con cui vivono, senza nonni o cugini o fidanzati. Pasquetta, idem, con la beffa del meteo che preannuncia sole su tutta Italia e temperature di 25-26 gradi.
    Un fattore che darà gran lavoro alle forze dell'ordine chiamate a controllare chi non rispetterà le norme di contenimento. Della festa, citata anche dai proverbi, restano solo le mitiche "pulizie di Pasqua", considerato quanto tempo libero c'è nelle famiglie, da occupare in qualche modo.
    Una Pasqua malinconica, dunque, dove una delle note più positive è quella della grande solidarietà che si vede in questi giorni, con la distribuzione speciale di uova e colombe ai poveri ma anche nei tanti ospedali in prima linea contro il Covid-19.
    Il pranzo quest'anno è rigorosamente fai-da-te. E se sui social si moltiplicano le ricette tradizionali sfrondate dei passaggi più difficili per aiutare anche chi non ama i fornelli, c'è anche chi non rinuncia al menù del suo ristorante preferito.
    "Abbiamo prenotazioni per il giorno di Pasqua e alcuni dei nostri clienti osservano, non senza rammarico, che è la prima volta, dopo tanti anni, che non sono a pranzo da noi nel giorno di festa", dicono da un rinomato ristorante di Borgomanero, Novara, che si è 'convertito' consegnando i pasti a domicilio. A Roma, a consegnare il pranzo di Pasqua, ci pensa la pizzeria più famosa nel centro storico, citata anche dalla guida Routard, che prevede un menù pasquale a base di lasagne bianche ai carciofi e l'immancabile abbacchio con patate. Un piatto, questo, che è il classico per molte tavole e i contadini e allevatori degli agriturismi, 23mila strutture oggi chiuse, secondo i dati della Coldiretti, si stanno attrezzando per spedirli a chi li chiederà.
    Niente pastiera a domicilio invece per i napoletani. La potranno mangiare solo quelle famiglie dove qualcuno sa cimentarsi nella lunga e laboriosa ricetta. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha proibito con una ordinanza anche le consegne di cibo a domicilio. Più fortunati i romani ai quali non mancheranno i ricercatissimi cannoli siciliani della pasticceria di Prati che li consegna in 'kit', con il ripieno da aggiungere al momento.
    Per la prima volta nella storia sarà una Pasqua senza messe per i cattolici, che potranno solo seguirla in tv o online, nonostante qualche polemica politica. Ma questi sono giorni di festa anche per gli ebrei: la Pesach, il cui momento solenne è il Seder, la cena che apre le celebrazioni e che normalmente vede raccolta tutta la famiglia, comprensiva di nonni, zii, cugini, per le benedizioni, la lettura corale dell'Haggadah (il racconto dell'uscita degli ebrei dall'Egitto). Alcuni rabbini, con una decisione senza precedenti, hanno autorizzato a tenere questa fondamentale riunione di famiglia in videoconferenza utilizzando, per esempio, la piattaforma offerta da Zoom che consente, anche se distanti, comunque una partecipazione.
    Pasqua sarà il giorno invece dei film da vedere in tv o dei grandi spettacoli nati proprio per l'occasione come il concerto di Andrea Bocelli al Duomo di Milano.
    Gli auguri? Tutto il mondo se li farà via whatsapp o attraverso altri canali social; lo strumento indispensabile della Pasqua 2020, sotto la minaccia del coronavirus, sarà dunque il telefono, meglio uno smartphone, visto che anche gli over-70 in questi giorni complicati, hanno imparato a scaricare app per le videochiamate con i nipoti con le quali riempire i lunghi giorni di confinamento.(ANSA).
   

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#iorestoacasa sognando il blu e l'orizzonte marino

7 luoghi di ambiente incontaminato

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Formentera, posidonia (ANSA) Formentera, posidonia

Mare, blu, paesaggi marini, isole, coste, spiagge: le giornate sono già bellissime e pesa tanto a tutti non poter andare al mare per la neessità di contenere la diffusione del coronavirus. Non ci resta, per ora e speriamo per poco ancora, che sognare l'orizzonte marino, in occasione della  Giornata nazionale del Mare (11 aprile), per itinerari all'insegna del blu:
Formentera, isole Baleari
Save Posidonia project e il turismo sostenibile

Formentera, l’isola più piccola delle Baleari, da anni è impegnata nella tutela e salvaguardia del suo ambiente naturale e nel perseguire un modello di turismo eco-sostenibile. La destinazione caratterizzata da incantevoli paesaggi mediterranei, spiagge mozzafiato e acque turchesi, ampie foreste di pini e ginepri, 32 percorsi nella natura che conducono al mare, vanta una straordinaria biodiversità e una flora e fauna molto variegata con oltre 210 specie di uccelli censiti che hanno trovato qui un’area favorevole per nidificare. Una delle pratiche più importanti attuate dall’isola è l’impegno nel preservare le praterie di Posidonia Oceanica, da 20 anni Patrimonio dell’Unesco, che proprio a Formentera sono tra le più grandi del Mediterraneo e garantiscono la limpidezza e la trasparenza delle acque. La Posidonia è una pianta marina endemica indispensabile per la vita della fauna e della flora marina e per la protezione delle coste, grazie alla sua grande produzione di ossigeno e materia organica. Per questo motivo nel 2017 nasce Save Posidonia Project, un programma di fundraising promosso dal Consell Insular de Formentera finalizzato alla protezione e alla salvaguardia della pianta marina e alla sensibilizzazione sull’importanza vitale di queste praterie subacquee, “adottando” parte dei 7.600 ettari che circondano l’isola.
Per maggiori informazioni: https://www.formentera.es/ https://www.saveposidoniaproject.org/

Israele
Le meraviglie sottomarine del parco archeologico di Cesarea

C'è un luogo in Israele, terra dall'immenso patrimonio archeologico, dove il mare non è solo sinonimo di svago, ma è anche il testimone principale di una storia millenaria. Stiamo parlando di Cesarea, città a metà strada tra i grandi centri di Haifa e Tel Aviv, affacciata sul Mediterraneo e celebre per il suo parco archeologico sottomarino. Qui sotto, muniti di muta e bombole, è possibile seguire quattro percorsi attraverso 28 diversi punti di interesse, alla scoperta dell'antico porto di Erode costruito nel 22 a.C. e già completamente sommerso nel 600 d.C. Una tempesta più violenta di altre, il fondo particolarmente sabbioso, lo spostamento di una faglia: non sono chiare le motivazioni che hanno portato al suo sprofondamento; certo è che oggi, oltre a rappresentare una delle esperienze più particolari e suggestive da vivere in Israele, questo magico luogo è diventato il simbolo del profondo legame che unisce il mare alla millenaria storia della civiltà umana. Il parco è esplorabile anche con semplici maschera e boccaglio: vicino alla riva, infatti, sono ben visibili i resti della parte medievale del porto.
Per maggiori informazioni: https://it.citiesbreak.com/
Credits immagini subacquee : www.wsense.it / Progetto Archeosub

Maldive

ecosostenibilità per il 5% delle barriere coralline del pianeta


Alle Maldive il mare non è solo il protagonista di tante vacanze, ma è anche una risorsa preziosissima da salvaguardare: il Paese, infatti, ospita circa il 5% delle barriere coralline del pianeta e i coralli duri e morbidi che le compongono offrono riparo a migliaia di specie di pesci. Anche i visitatori possono contribuire attivamente alla protezione dell'ambiente partecipando ai diversi progetti di ecosostenibilità organizzati dai resort come la replantazione del corallo o i tour di snorkeling per conoscere da vicino il delicato ecosistema delle isole e degli atolli. Ad esempio il lussuoso eco-resort Gili Lankafushi, a 25 minuti di motoscafo dalla capitale Malé, organizza per i suoi ospiti workshop presso la sua Gili Veshi Marine Biology Shack insegnando loro l'importanza del risparmio energetico, dell’acqua e la tutela dell’ambiente. Nel suo Marine Conservation Lab, l’Angsana Velavaru, resort situato a 40 minuti di idrovolante dall'aeroporto internazionale di Velana, offre l'opportunità di frequentare un corso di biologia marina o di esplorare le barriere coralline in un safari di snorkeling guidato.
Per maggiori informazioni: https://visitmaldives.com/en

Masirah island e l’arcipelago delle Daymanyat, Oman
Il paradiso del kite e la riserva sottomarina più bella del Medio Oriente

A circa 500 km a Sud di Muscat, al largo dell’Oceano Indiano, nel Mar Arabico, si trova l’isola di Masirah, la più grande del Sultanato, che ospita la barriera corallina più bella ed inesplorata di tutto l’Oman ed è un paradiso per gli appassionati di kitesurf, visto che alcuni tratti della sua costa sono spesso battuti dai venti. Su di essa si staglia il monte Madrub, alto 256 mt, che regala un paesaggio aspro e lunare, mentre le spiagge sono selvagge e deserte. Ben quattro specie di tartarughe nidificano sulle spiagge bianchissime di Masirah soprattutto durante il periodo estivo; ed è possibile avvistare circa 300 specie diverse di uccelli, tra queste anche un rapace, l’aquila bianca. L’arcipelago de barriera corallina. Sono Riserva marina dal 1996: vi si possono ammirare mante, seppie, aragoste, tonni, aquile marine, tartarughe e squali balena. Inoltre, sono luogo di sosta per uccelli migratori e tartarughe di mare che depongono le uova sulle spiagge deserte. La scoperta di questo mare, in completo relax, con lunghi bagni nelle acque tiepide tra le isole rocciose, ha solo una controindicazione: potrebbe creare dipendenza.

Per maggiori informazioni: www.experienceoman.om/it

Punta Cana, Repubblica Dominicana
Fra coral gardens e le casitas per le aragoste


A Punta Cana, nella parte orientale della Repubblica Dominicana, esiste un centro dedicato alla sostenibilità soprattutto legato alla protezione del mare e delle sue specie. Si tratta del Puntacana Center for Sustainability, della Fondazione Gruppo Punta Cana, un centro di ricerca e formazione che studia soluzioni alle sfide ambientali e sociali per un turismo sostenibile. La Fondazione ha dato il via al progetto "Coral Gardens", con l'obiettivo di proteggere le colonie selvatiche di coralli, del genere Acropora, aumentando al contempo la sua popolazione nel mare con coralli geneticamente diversi cresciuti in vivai subacquei. Il programma della Fondazione Coral Garden è diventato uno dei più grandi vivai di coralli dei Caraibi. Inoltre, la Fondazione ha lanciato il progetto Ecologically Sustainable Coastal Areas (PESCA) per proteggere l’area costiera e gli abitanti del mare. Grazie a questo impegno vengono attuati programmi di protezione attraverso ad esempio la creazione di “casitas” per aragoste, come strumento per aumentare gli esemplari locali di aragosta e promuovere la pesca sostenibile; il programma di controllo del pesce leone per proteggere la barriera corallina da questa specie invasiva che si nutre di pesci nativi nella barriera; e il programma di tutela delle tartarughe marine attraverso un monitoraggio organizzato delle spiagge per proteggere la nidificazione. La Fondazione ha creato anche un parco ecologico “Reserva Ojos Indigenas”, un’area protetta composta da una rete di sentieri che portano a 12 lagune d'acqua dolce, mangrovie, foresta, costituendo il giusto habitat per uccelli, rettili, insetti e numerosa flora e fauna locale.Per maggiori informazioni: https://www.puntacana.org/environment/center-for-sustainability

 Sudafrica
Il parco “miracolo e meraviglia

Situato nella provincia di KwaZulu-Natal, l’iSimangaliso Wetland Park è la terza area protetta più grande del Sudafrica e la seconda più antica al mondo. Patrimonio dell’UNESCO dal 1999, l’area si estende a nord fino al confine con il Mozambico. Nel complesso occupa 2.400 km² di superficie (di cui 850 km² di riserva marina), ingloba il 9% delle coste sudafricane e comprende 5 ecosistemi diversi tra loro. Il nome del parco nella lingua isiZulu significa “miracolo e meraviglia”, due sensazioni facili da riscontrare ammirando il paesaggio incontaminato e la sua fauna, con 530 specie di uccelli, numerosi animali marini e oltre 100 specie di coralli, che fanno di quest’area un vero e proprio santuario naturalistico, nonché luogo prediletto dalle tartarughe per deporre le uova. Per questi motivi, la tutela del territorio e la rimozione dei rifiuti, in particolare di quelli di plastica, sono aspetti cruciali, tanto da rendere la riserva un modello di riferimento a livello mondiale. All’interno del parco vengono svolte regolarmente attività finalizzate alla protezione delle spiagge e dell’oceano, tra cui spicca l’iniziativa “Working for the Coast”, a cui partecipano sia i membri dello staff del parco che volontari. Per maggiori informazioni: www.southafrica.net

Qatar
La seconda più grande popolazione di dugonghi al mondo

Oltre ai grattacieli futuristici della sua capitale Doha e al suo deserto dorato, il Qatar è anche la meta perfetta per gli amanti della natura e delle immersioni. La destinazione ospita la seconda più grande popolazione di dugonghi al mondo, una rara specie in via di estinzione, che è tuttora oggetto di ricerca e studio da parte della comunità scientifica. I dugonghi, i più grandi mammiferi del Qatar, possono raggiungere una lunghezza superiore a 3 metri, pesare più di 400 kg, e restare sott'acqua per sei minuti prima di risalire in superficie per prendere aria. Durante l'inverno, i dugonghi si concentrano perlopiù nel nord-ovest del Qatar, mentre in estate si spostano lungo tutta la costa. Nel Paese sono in corso studi per raccogliere informazioni, quali il censimento degli esemplari presenti e altri elementi scientifici per poter comprenderne al meglio il comportamento e preservarli. Per maggiori informazioni: www.visitqatar.qa

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Paperoni più poveri con coronavirus, Bezos re del mondo

Forbes, sono di meno. Tra loro l'ad della piattaforma Zoom. Ferrero più ricco Italia

Lifestyle Lusso
Chiudi Amazon Founder and CEO Jeff Bezos con la sua partner la giornalista americana Lauren Sanchez (ANSA) Amazon Founder and CEO Jeff Bezos con la sua partner la giornalista americana Lauren Sanchez

Il coronavirus riduce e impoverisce i paperoni mondiali: valgono complessivamente 8.000 miliardi di dollari, circa 700 miliardi in meno rispetto al 2019, e sono solo - al 18 marzo - 2.095, ovvero 58 in meno dell'anno e 226 in meno rispetto a soli 12 giorni prima.
    Nonostante il divorzio multimiliardario, Jeff Bezos si conferma per il terzo anno consecutivo il più ricco del mondo. Lo segue Bill Gates mentre al terzo posto sale Bernard Arnault, che scavalca Warren Buffett relegandolo in quarta posizione. Fra gli italiani il re della Nutella Giovanni Ferrero è il più ricco, seguito da Leonardo del Vecchio.
    A scattare la fotografia dei paperoni è l'annuale classifica di Forbes, nella quale si constata come il 51% dei miliardari recensiti è più povero dello scorso anno. Il salto maggiore in classifica lo ha compiuto Qin Yinglin: è in 43ma posizione con una fortuna stimata in 18,5 miliardi di dollari, ovvero 14,2 miliardi in più rispetto al 2019 grazie al boom in borsa della sua Muyan Foods. Fra le uscite eminenti dalla classifica 2020 c'è quella di Adam Neumann, il fondatore di WeWork. Fra le 278 new entry c'è invece Eric Yuan, il fondatore e amministratore delegato di Zoom Video Communications, il servizio online che sta esplodendo con l'emergenza coronavirus che costringe a casa oltre quattro miliardi di persone. Gli Stati Uniti si confermano il paese con il maggior numero di miliardari, 614, seguiti dalla Cina che ne conta, incluse Hong Kong e Macao, 456.
    Con una fortuna di 113 miliardi di dollari, Bezos si conferma il paperone del mondo in una top ten a maggioranza americana ad eccezione di Arnault terzo con 76 miliardi e Amancio Ortega, il patron di Zara, sesto con 55,1 miliardi. Mark Zuckerberg è settimo con 54,7 miliardi, mentre l'ottava, la nona e la decima posizione sono nelle mani di componenti della famiglia Walton, quella dietro il colosso Walmart. Donald Trump è 1.001 in classifica con 2,1 miliardi di dollari, guardando così da lontano il 'nemico' proprietario del Washington Post Bezos.
    Fra gli italiani Ferrero è 32mo nella classifica generale con 24,5 miliardi di dollari. La famiglia Del Vecchio lo segue a distanza: è in 62ma posizione con 16,1 miliardi. Stefano Pessina è il terzo più ricco d'Italia, e 133mo nella classifica generale, con 10,2 miliardi. Silvio Berlusconi occupa la 308ma posizione con 5,3 miliardi. Miuccia Prada è 945ma. (ANSA).
   

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#iorestoacasa, in quarantena con cane e gatto, 10 raccomandazioni utili

Come averne cura, come occuparsi di fido e micio in questo periodo e quali precauzioni adottare

Lifestyle Pets
Chiudi La convivenza con gli animali, anche durante la pandemia del coronavirus è fonte di benessere foto iStock. (ANSA) La convivenza con gli animali, anche durante la pandemia del coronavirus è fonte di benessere foto iStock.

Sulla base delle conoscenze scientifiche attuali sul nuovo coronavirus, l’associazione italiana medici veterinari rassicura i proprietari degli animali domestici: fido e micio non trasmettono il virus ai loro conviventi umani. I cani e i gatti non trasportano il COVID-19 in casa quando escono all’aperto o attraverso la saliva o il pelo. In questa pandemia, fino ad oggi i pets andrebbero considerati piuttosto vittime e non untori. Come averne cura? Come occuparsi di fido e micio in questo periodo di isolamento a casa e quali precauzioni adottare? Fa chiarezza il dottor Marco Melosi, presidente ANMVI, associazione nazionale medici veterinarii che stila per l’Ansa le prime raccomandazioni, riportate di seguito.

1. Se si è positivi al COVID-19 è bene non entrare in contatto diretto con i propri animali, così come con gli altri componenti della famiglia. Gli animali di casa potrebbero essere contagiati, seppure in via eccezionale. E’ bene perciò anche indossare guanti e mascherina e ridurre il tempo passato insieme allo stretto necessario.

2. Se si è ammalati e non si può uscire per la passeggiata col cane si può chiedere un aiuto ai vicini di casa o ai parenti e, ancora, alle associazioni animaliste che stanno operando in molte città. Consegnare il proprio cane ad estranei non aumenta la possibilità di contagi. Chi porta a spasso il cane, invece, dovrebbe indossare guanti e mascherina protettivi così come indicato quando si esce, come per andare a fare la spesa.

3. In assenza di familiari ammalati, la convivenza con cane e gatto può essere una ottima fonte di maggiore benessere e tranquillità. Via libera a carezza, coccole e abbracci che sono ritenuti anche curativi per l’umore di tutti i componenti della famiglia, adulti, anziani e bambini.

4. La passeggiata con fido deve limitarsi al tempo necessario per le deiezioni e deve essere fatta nei pressi della propria abitazione. Le uscite perciò devono essere brevi.

5. Se il cane è abituato a fare attività motoria, in questo periodo non si può accompagnare a passeggiare a lungo. Si può invece metterlo a dieta, riducendo il numero di calorie ingerite col cibo, così da prevenirne un aumento ponderale, riducendo le dosi di cibo o scegliendo crocchette e cibo umido di tipo light.

6. Cosa si deve fare di ritorno dalla passeggiata col cane? Le zampe di fido non trasportano il COVID-19 in casa. Però per strada si sporcano ed è buona regola pulirle usando apposite salviette detergenti per la pulizia degli animali, oppure acqua e sapone o, ancora, amuchina diluita allo 0,05%. Non vanno usati sgrassatori detergenti, alcol o disinfettanti di altro genere che possono irritare la pelle ed essere tossici per il cane che tenderà ad eliminarne i residui leccandosi.

7. Cibo per animali: i negozi sono aperti e continuamente riforniti. Non c’è bisogno di fare scorte ma compratene una quantità che vi permetta di non dovervi rifornire di continuo. Dobbiamo restare a casa, non dimentichiamocelo.

8. Cani e gatti devono avere microchip e targhette di riconoscimento, non dimentichiamolo in questo periodo di isolamento perché possono comunque perdersi. Non dimentichiamo anche di applicare presidi sanitari come antipulci ed antiparassitari perché proteggono tutta la famiglia da fastidiose infezioni.

9. Controllate il libretto sanitario di fido e micio: alcune vaccinazioni si possono rimandare in questo periodo di distanziamento ma non quelle contro lesmaniosi e leptospirosi. Gli ambulatori sono aperti per le cure necessarie ma gli ingressi sono regolati e scaglionati perciò telefonate al veterinario per chiarimenti ed eventuali appuntamenti.

10. Se micio o fido si ammalano è consentito andare dal veterinario, previo appuntamento telefonico.

“AD oggi non c’è alcuna evidenza scientifica che i pets possano trasmettere il virus ai loro proprietari, così come indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, dall’Organizzazione mondiale della sanità animale e dal nostro Ministero della salute, - ribadisce Melosi. “L’Organizzazione mondiale della sanità animale ha riportato tre casi di bassa positività in 3 cani e 1 gatto, attribuiti al contatto con proprietari affetti da COVID-19. Nessun animale inoltre ha sviluppato i segni clinici della malattia. Perciò fino ad ora gli animali con cui viviamo andrebbero considerati come vittime perché contagiati dall’uomo anche se in via eccezionale”.

“AD oggi non c’è alcuna evidenza scientifica che i pets possano trasmettere il virus ai loro proprietari, così come indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, dall’Organizzazione mondiale della sanità animale e dal nostro Ministero della salute, - dichiara all’Ansa Marco Melosi, presidente ANMVI, associazione nazionale medici veterinari. “L’Organizzazione mondiale della sanità animale ha riportato tre casi di bassa positività in 3 cani e 1 gatto, attribuiti al contatto con proprietari affetti da COVID-19. Nessun animale inoltre ha sviluppato i segni clinici della malattia. Perciò fino ad ora gli animali con cui viviamo andrebbero considerati come vittime perché contagiati dall’uomo anche se in via eccezionale”.

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Havaianas dalle infradito alle scarpe per medici

Agli ospedali in Brasile 250mila mascherine e 250mila calzature

Lifestyle Moda
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Alpargatas, società madre del marchio Havaianas, noto per le ciabattine infradito, ha creato un network di volontari, "Goodwill Partnership", per aiutare il Brasile a combattere il Covid-19. La società produrrà attrezzature di protezione per gli operatori sanitari ed effettuerà donazioni alle comunità più in difficoltà.
    "Il nostro obiettivo - ha detto in una nota Roberto Funari, presidente di Alpargatas - è quello di unire le forze, iniziando con azioni correlate dell' Alpargatas Instituite e Havaianas.
    Inizialmente, doneremo 250 mila mascherine, oltre 250mila paia di scarpe e organizzeremo attività focalizzate ad aiutare le comunità maggiormente colpite nelle città più grandi del paese.
    Stiamo lavorando su diversi fronti e ci piacerebbe coinvolgere altre compagnie in questa iniziativa".
    La società ha temporaneamente convertito e adattato le fabbriche Havaianas per rendere questa produzione possibile. In prima battuta, Alpargatas produrrà 250mila mascherine N95 da donare al personale della sanità pubblica negli stati brasiliani di Paraiba, Pernambuco, Minas Gerais and Rio de Janeiro, dove sono localizzate le industrie della compagnia. Inoltre, l'azienda donerà 18.000 paia di scarpe, idonee agli ambienti ospedalieri, agli operatori sanitari di São Paulo, realizzate nelle fabbriche Havaianas al posto delle flip flop. Attraverso Havaianas Alpargatas donerà 100.000 kit di beni essenziali, che prevedono prima di tutto prodotti per l'igiene, cibo e Havaianas alle comunità più in sofferenza in questo momento, localizzate a São Paulo, Rio de Janeiro, Brasília, Salvador e Belo Horizonte.
    (ANSA).
   

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Come ci cambia il virus, più generosi e meno 'green'

Indagine BVA Doxa, fiducia in SSN, preoccupa futuro economia

Lifestyle Società & Diritti
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Gli italiani, alle prese con l'emergenza coronavirus, si riscoprono più generosi ma meno 'green', preoccupati per il futuro dell'economia e, soprattutto, per i propri risparmi ma fiduciosi nel complesso della sanità pubblica. È la fotografia scattata dall'ultimo sondaggio condotto in Italia da BVA Doxa sui principali impatti sullo stile di vita della popolazione determinati dalla diffusione del Covid-19. L'indagine è stata condotta dal 20 al 24 marzo su un campione rappresentativo di circa mille persone. Nella scala dei valori i temi 'green' e ambientali perdono posizione scalzati dalla preoccupazione per problematiche più stringenti. Per più della metà degli italiani, le questioni ambientali passeranno in secondo piano una volta finita l'emergenza. Se quasi la metà della popolazione continua a lavorare (di cui il 19% in smart working), un lavoratore su 5 è stato invece costretto a interrompere la propria attività. Per i lavoratori in smart working il lavoro agile funziona: l'82% ritiene adeguata la tecnologia utilizzata. Guardando al futuro, lo spettro della recessione spaventa il 70% degli intervistati. Nonostante le limitazioni negli spostamenti il 92% del campione dichiara di fare prevalentemente la spesa di persona o facendosi aiutare da qualche familiare. Il 63% tende a fare scorte accontentandosi spesso delle marche disponibili. Dal sondaggio emerge anche l'89% degli italiani si fida del SSN e l'83% degli ospedali della propria regione. Non solo gratitudine, ma anche aiuti concreti per la sanità nazionale. Il 24% della popolazione (pari secondo gli autori della ricerca a circa 10/12 milioni) ha già fatto una donazione dall'avvio dell'emergenza Coronavirus. 
   

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Coronavirus, Ralph Lauren e Kors si tagliano i compensi

Tagli al vertice anche per Donatella Versace e Jimmy Choo

Lifestyle Moda
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Il mondo della moda prende contromisure per far fronte al disastroso impatto economico dell'emergenza coronavirus: Ralph Lauren e Michael Kors si tagliano i compensi. Lo hanno annunciato le rispettive società.
    Lauren, presidente e direttore creativo del colosso che porta il suo nome, ha fatto sapere che rinuncerà al suo intero stipendio per l'anno fiscale 2021 e al bonus per il 2020 (l'anno scorso ammontavano a circa 11 milioni di dollari). Hanno rinunciato allo stipendio anche Kors e gli altri vertici di Capri Holdings: il presidente e Ceo, John Idol, Donatella Versace, direttore creativo di Versace e Sandra Choi, che ha lo steso ruolo da Jimmy Choo. Sempre da Ralph Lauren, l'amministratore delegato Patrice Louvet taglierà il suo stipendio del 50% fino a quando l'emergenza non sarà risolta. Ogni altro membro dell'executive e global leadership team, un gruppo composto da 140 leader aziendali, ridurrà il suo stipendio del 20% per il primo trimestre del'anno fiscale 2021, mentre il consiglio di amministrazione rinuncerà in toto al compenso trimestrale. Parte dei fondi saranno versati al fondo di assistenza per i dipendenti.
    Con quasi tutti i negozi chiusi in Nord America e in Europa (stanno riaprendo quelli in Cina e Corea del Sud), Ralph Lauren continuerà a pagare i dipendenti nordamericani per intero fino all'11 aprile, dopo di che il personale non verrà retribuito, ma continuerà a ricevere sussidi regolari, inclusi i benefit per la salute.
    Quanto ai negozi delle società del gruppo Capri in Nord America e Europa, resteranno chiusi fino al primo giugno e riapriranno "solo quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno". Il gruppo ha messo a casa dall'11 aprile tutti i suoi circa settemila dipendenti nordamericani del settore retail, continuando a pagare una porzione dei loro benefit.
    (ANSA).
   

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Da Tiffany Co 1 mln di dollari per emergenza

750mila dollari a Fondo solidarietà Oms, 250mila a New York

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La Fondazione Tiffany & Co. ha annunciato di aver stanziato un milione di dollari per l'emergenza Covid-19. La Fondazione destinerà 750mila dollari al Fondo di risposta di solidarietà per il Covid-19, per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) alimentato dalla Fondazione delle Nazioni Unite, 250.000 dollari al Fondo di risposta e impatto di New York Community Trust's Nyc Covid-19. Tiffany & Co. abbinarà anche le donazioni volontarie dei propri dipendenti a qualsiasi organizzazione non profit.
    "Siamo orgogliosi di supportare le organizzazioni che forniscono un aiuto immediato alle comunità colpite da Covid-19, compresa la nostra città di New York"ha detto Anisa Kamadoli Costa, presidente della Fondazione Tiffany & Co.
    Il Fondo di risposta di solidarietà Covid-19 per l'Oms dà la priorità ai bisogni in tutto il mondo per garantire i sistemi sanitari, soprattutto dei più deboli, sostenendo gli sforzi globali per aiutare i paesi a prevenire e rispondere alla pandemia. Il sostegno aiuterà a inviare forniture essenziali agli operatori sanitari in prima linea, consentirà ai paesi di rintracciare e rilevare la malattia, garantire l'accesso alle informazioni scientifiche per prevenire l'infezione, le cure e accelerare la scoperta e lo sviluppo di vaccini. Il Fondo di risposta e impatto di New York Covid-19 aiuta i servizi sociali senza scopo di lucro e le organizzazioni di arte e cultura.
    Sovvenzioni e prestiti sono concessi a organizzazioni non profit con sede a New York che stanno lavorando per soddisfare le nuove e urgenti esigenze che colpiscono la città a causa del Coronavirus. I fondi vengono distribuiti con urgenza alle organizzazioni nelle aree della città in cui la necessità è maggiore, garantendo un'ampia copertura in tutti e cinque i distretti. Verrà data priorità alle organizzazioni non profit che si occupano dell'assistenza sanitaria essenziale e dell'insicurezza alimentare, sostenendo al contempo un'ampia gamma di organizzazioni di servizi sociali e organizzazioni di arte e cultura. (ANSA).
   

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Renzo Rosso, auguriamoci di tornare a lavorare presto

Ue deve aiutarci. Alle aziende accesso a credito a tasso zero

Lifestyle Moda
Chiudi Renzo Rosso (ANSA) Renzo Rosso

 Molti addetti ai lavori si chiedono quel sarà il ruolo della moda dopo l'emergenza Coronavirus, che ha costretto l'Italia a fermarsi per mesi, a cambiare le nostre abitudini, disegnando scenari incerti per la fine della pandemia. Abbiamo rivolto alcune domande ad un imprenditore del settore lungimirante come Renzo Rosso, patron della Diesel e presidente di Otb (Only The Brave) holding che controlla i marchi Maison Martin Margiela, Marni, Viktor &Rolf, Diesel, Staff International.
"La moda farà sempre parte della vita delle persone - dice all'ANSA Renzo Rosso - è un modo per esprimere la propria personalità, il proprio senso estetico, per sentirsi bene. Quindi credo che pur non essendo un bene di prima necessità, la moda rimarrà sicuramente sempre importante. Certo, in una situazione come quella attuale che non prevede momenti sociali e occasioni d'uso, la gente si sta vestendo diversamente, in base a ciò che può fare, ma appena possibile si tornerà alla normalità".
Una normalità difficile da raggiungere senza l'aiuto dell'Europa. "Un'Europa unita ha l'obbligo di essere presente in situazioni come queste - precisa Rosso -. Siamo uno dei principali componenti di questa compagine e ci aspettiamo un aiuto importante dalla Comunità, che in ultima analisi è un aiuto alla Comunità stessa, perché genererà creatività, business e benessere per tutta l'Europa. Non è un favore o una concessione che ci viene fatta, ma un investimento sul post emergenza e per la ripartenza di tutti i settori in tutta l'Europa e nel mondo".
Ma alla fine del tunnel sarà possibile quantificare il danno per l'economia italiana? "I nostri manager - rivela l'imprenditore - stanno lavorando a diversi scenari a seconda del protrarsi della situazione contingente. Le aziende dovranno fare tagli di tutti i tipi in tutte le aree, dalle vendite, agli acquisti, dagli investimenti, a quelli più duri dei posti di lavoro". "Non conoscendo i numeri nel dettaglio (delle perdite, ndr) e il contesto globale - aggiunge Rosso - non so dire se ne serviranno 50, 100 o 1000 miliardi di euro. Più che la quantità è importante come questi soldi saranno spesi, la priorità per il Governo dev'essere quella di prendersi cura di tutte le persone che non potranno più lavorare. Per le aziende invece serve un accesso al credito a un tasso praticamente uguale a zero, lo Stato dovrebbe dare questi soldi alle banche e le banche alle aziende per fare ripartire le attività e il business".
Intanto, "dobbiamo pensare che fino a quando non sarà trovato il vaccino al virus, dovremo conviverci. Dovremo creare posti di lavoro, mezzi di trasporto, intrattenimento sicuri, bisogna cominciare a pensare a come fare perché la gente sia sicura e non ci siano nuove contagi. Dobbiamo tornare a lavorare prima possibile per non danneggiare irreparabilmente la nostra economia e le nostre aziende, ma bisogna ridisegnare il modo di lavorare, garantendo la sicurezza delle persone. Ad esempio, proteggendo e lasciando a casa le persone sopra una certa età più soggette al virus, e dando più opportunità ai giovani che per il 30% oggi sono a casa".
Infine, la giornata tipo di Renzo Rosso a casa: "Mi alzo al mattino alle 6, rispondo ai messaggi mandati nella notte, faccio attività sportiva e inizio a lavorare tutto il giorno in smart working, che devo dire ci ha permesso di capire le potenzialità di un lavoro più digitale anche quando torneremo alla normalità.
Il bello di questo periodo a casa è che mi permette di vivere di più la mia famiglia e loro me. Oltre al lavoro gioco con mia figlia, faccio giardinaggio, ho sistemato i quadri in casa, il guardaroba, ho ritrovato foto vecchie che ho mandato ai miei amici. Insomma, non mi annoio".
"Mi auguro che tra sei mesi - conclude - avremo già fatto un percorso di convivenza con il virus e che arrivi il prima possibile un vaccino che ci permetta di tornare alla normalità.
Io sono una persona positiva e cerco di trasferire questo messaggio a tutte le persone con cui parlo, dipendenti, amici, sui social".

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Al via Quibi, piattaforma mini video da smartphone

"Bocconcini" con star in streaming sfidano Covid 19 (e Netflix)

Lifestyle Tempo Libero
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Con una piattaforma in streaming lanciata nei giorni della pandemia, Jeffrey Katzemberg (ex Dreamworks) e Meg Whitman (ex Hewlett-Parkard) sfidano il nuovo mondo del coronavirus. Ha debuttato oggi Quibi, una app solo per smartphone che sforna a raffica "quick bites", bocconcini tra sei e nove minuti ciascuno, in forma di film a capitoli, reality show e notiziari.
    Per creare contenuti, Katzenberg e la Withman hanno corteggiato il meglio di Hollywood, da Jennifer Lopez a Chance the Rapper, Idris Elba, Bill Murray, Sophie Turner, Steven Spielberg e Chrissy Teigen, mentre per le "mininews" il materiale sara' fornito da Nbc, Bbc, Espn e altri. L'iniziativa, che ha raccolto finanziamenti da 1,8 miliardi di dollari, ha visto i due ex Ceo al lavoro per due anni: "Sara' un enorme successo o un flop totale", ha detto al New York Times Michael Goodman, esperto di media a Strategy Analitycs.
    Prima dell'epidemia Quibi doveva essere il diversivo da consumare in fila da Starbucks, nel tragitto in subway o su una macchina Uber. Con milioni di persone a casa, Covid ha cambiato l'equazione: i "bocconcini" della nuova app se la dovranno vedere con gli ampi cataloghi di Netflix, Amazon, Disney+ e altri, tutti fruibili su qualsiasi schermo, dallo smartphone all'iPad alla tv di casa. (ANSA).
   

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Masha e Orso, puntata speciale sulla quarantena

Su DeAJunior il 7 aprile, con i consigli per i più piccoli

Lifestyle Teen
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DeAJunior (Sky, 623), il canale satellitare che trasmette la serie fenomeno "Masha e Orso" su Sky, manderà in onda in esclusiva e in prima tv per l'Italia martedì 7 aprile alle 9.15 un mini episodio speciale del cartone animato dedicato alla quarantena e a come trascorrere il tempo a casa in questi giorni difficili. L'episodio, dopo la prima messa in onda, sarà poi in rotazione sul canale e disponibile per tutti sul sito www.deajunior.it.
    Nella puntata speciale, creata dalla società Animaccord che produce la serie animata a Mosca, dal titolo "Masha e Orso - Cosa fare a casa durante la quarantena", Masha si destreggia a casa con Orso tra tante attività. Questi i consigli per i più piccoli per star bene a casa: iniziare la giornata con un piccolo allenamento fisico; mangiare frutta e verdura; lavarsi le mani; cucinare insieme il pranzo; quando si finisce di pranzare, lavare i piatti; aiutare gli adulti con le pulizie di casa; fare i compiti; quando si è finito tutto, guardare i cartoni animati; fare un pigiama party prima di andare a dormire; andare a dormire in orario.
    Andranno anche in onda sul canale e saranno presenti sul sito www.deajunior.it dei cartelli con le immagini di Masha e Orso con i consigli per i bambini su come comportarsi e quali precauzioni prendere contro il coronavirus.
    Masha e Orso è la serie diventata negli ultimi anni un fenomeno globale ed è amata dai bambini di tutto il mondo: il video per bambini più visto su Youtube è attualmente proprio l'episodio di Masha e Orso "Recipe for Disaster" con oltre 4,2 miliardi di visualizzazioni. (ANSA).
   

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Emma Marrone #iostoacasa canto, pulisco cucino

A Un giorno da pecora con Nardella, concerto a Firenze il 13/10

Lifestyle People
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 - "#Iostoacasa a Roma, non in Puglia.
    Ho scelto volontariamente di tenermi lontano dalla mia famiglia per tutelarli ed evitare che tutti si spostino. E' giusto così.
    Appena finito questo periodo correrò ad abbracciarli. Comunque sto benissimo. Cucino torte come la bavarese, con ricetta di mia nonna. Oggi pollo alla cacciatora. Canto sui social. Mi coccolo facendo cure estetiche. Nel pomeriggio pedicure e trattamenti al viso. Faccio ginnastica e questa mattina ho anche spostato i mobili pulendo casa con l'aspirapolvere, così finalmente ho la tastiera del letto orientata a nord". Parola di Emma Marrone, che parla in collegamento telefonico della sua quarantena ai microfoni di Un Giorno da Pecora', il talk show di Rai Radio1, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, che oggi ha ospitato in contemporanea con Emma anche il sindaco di Firenze Dario Nardella. "Cara Emma spero di poterti conoscere il 13 ottobre quando verrai in concerto a Firenze al Mandela" ha detto Nardella. "Tanto più che Emma è nata a Firenze e poi si è trasferita in Puglia - sono intervenuti i conduttori - al contrario di Nardella che è nato in Puglia e poi è andato a vivere a Firenze". "A questo punto-dice dunque il sindaco - se Emma verrà in concerto il 13 ottobre a Firenze merita di prendere l'onorificenza del Comune, le quattro Chiavi della Città". Infine, i conduttori rivelano che Nardella suona il violino e chiedono ai due ospiti di esibirsi in coppia ai microfoni. Così Emma conclude cantando Azzurro sulle note del violino del sindaco di Firenze. (ANSA).
   

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Pedro Almodovar, la quarantena la passo con James Bond

Scrive su El Diario, piango davanti a tv per presente e passato

Lifestyle People
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Ognuno vive il suo lockdown come vuole, anche al di là di se stesso. È il caso di Pedro Aldomovar che nella sua quarantena madrilena scopre una inedita passione per James Bond e il suo Goldfinger. Una cosa dichiarata dal regista premio Oscar in un ampio diario confessione, pieno di fascino e sorprese, sul sito spagnolo Eldiario.es. Si legge nell'articolo: "Scelgo di vedere come film pomeridiano, 'Notte sulla città' di Jean-Pierre Melville, e questo per andare sul sicuro, ma per la sera mi sorprendo a scegliere un film di James Bond, esattamente 'Goldfinger'. Per giorni come questi (è quello che pensavo) il meglio è darsi al puro divertimento, alla pura evasione. Quando poi vedo 'Goldfinger' sono davvero contento della scelta, ma mi rendo conto che è stato il film a scegliere me". "Cammino su e giù in casa proprio in quel corridoio in cui Julieta Serrano (l'attrice che interpretava sua madre in 'Dolor y Gloria') si lamentava con Antonio Banderas di non avere un buon figlio, riferendosi proprio a me", racconta Tra le molte telefonate che riceve il regista, che sta trascorrendo i suoi giorni di quarantena da solo nel suo appartamento nella zona ovest di Madrid, quella di sua sorella Chus , che lo avverte, ad esempio, di un documentario imperdibile su La2 dedicato all'amata cantautrice messicana Chavela Vargas. E ancora, sempre in tv, un altro documentario sulla pittrice María Moreno, moglie di Antonio López , morto recentemente.

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Coronavirus: il sociologo Abruzzese, non credo ne usciremo migliori

Sociologo, da solidarietà obbligata a conflittualità scatenata

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi ITALY PANDEMIC COVID19 CORONAVIRUS (ANSA) ITALY PANDEMIC COVID19 CORONAVIRUS

 "Molti dicono che da questa esperienza usciremo migliori. Io ci credo di meno. In passato una volta finita l' emergenza si è sempre tornati al comportamento ordinario. Se così fosse anche stavolta, si passerà dalla solidarietà obbligata alla conflittualità scatenata". Il sociologo Alberto Abruzzese, una vita dedicata allo studio dei processi culturali e della comunicazione, riflette sulla crisi planetaria scatenata dal coronavirus prefigurando un "dopo" carico di problemi e di incognite. "Tutti siamo colpiti dalla confusione delle informazioni, da quelle vere alle fake news - dice -. I mezzi di comunicazione devono fare i conti con un mercato che elabora le notizie in un certo modo perché ha bisogno di audience e con le classi dirigenti della politica e dell' economia che puntano ad affermare interessi di parte. Di fronte a un futuro incerto questi due settori si stanno preparando a come riprendere quando la forza del virus calerà". Su un altro terreno, osserva, il virus ha avuto un effetto immediato. "Il dibattito sulla contrapposizione tra l' uomo e la rete, tra il linguaggio analogico e quello digitale è superato. L' innovazione digitale è ormai un dato acquisito. In questo senso le catastrofi hanno sempre accelerato il cambiamento".
Come ha reagito il sistema della comunicazione? Non c'è il rischio di un bombardamento mediatico sulla pandemia? "C' è un pubblico allarmato che cerca una informazione continua e un pubblico interessato alle fiction per compensare la tensione.
Vedrei bene un organismo che in questa fase avesse una autorità sulla programmazione di tutte le reti per distribuire bene le notizie, evitare l' ossessione, impegnarle ad appuntamenti informativi e a calibrare i programmi che si occupano di questo tema anche pensando al dopo. Oppure l' autoregolamentazione di ogni rete". Molti parlano di uno scenario di guerra. "Dipende dalla guerra a cui pensiamo. In questa fase non siamo a quella vissuta dai nostri padri e nonni, ma nella condizione di chi è esposto ai cecchini. Si muore individualmente, senza saperlo. La difficoltà è immaginare quale sarà il dopo. Finirà e ci sarà la pace? La situazione si aggraverà, o avremo una pace ricca di nuove sofferenze e problemi? Non c' è nulla che ci possa tranquillizzare".
Che tipo di cambiamenti c'è da aspettarsi? "Le abitudini sono la dimensione che si trasforma più lentamente. Ora l' attenzione è puntata sulla ricerca della soluzione, la paura riguarda il corpo e il rischio di morire. Poi il problema sarà la sopravvivenza in un ambiente sociale ingiusto e crudele. Ci sarà un gran caos, una crisi economica tremenda, una conflittualità moltiplicata tra lobbies, ceti e fazioni''. Abruzzese ritiene che la maggioranza parlamentare, pur tra contraddizioni, ritardi e ripensamenti, abbia complessivamente reagito bene. "Se al vertice ci fossero state le destre avrebbero cercato di strumentalizzare, contrariamente a quanto avviene nelle regioni in cui invece la destra ha dimostrato capacità''. Questa esperienza, secondo il sociologo, ha messo in luce un elemento fondamentale: "Ci sarà maggiore attenzione alle persone competenti e alla loro formazione. La professione ha significato solo se fusa con un grande senso della responsabilità civile.
Negli ultimi anni, invece, nelle università si è affermato un sistema concentrato sul tecnicismo e sulla formazione di professionisti senza vocazione". Certo è che la globalizzazione del virus ha riproposto una visione fortemente centralizzata su come affrontarlo. "Gli stati hanno ribadito i confini. La paura fa alzare i muri, è successo con i neri, con gli immigrati... Ci possono essere barriere fisiche ma i mercati reagiscono su scala mondiale. Il corpo viene inchiodato nel suo perimetro, mentre l' economia e la finanza marciano in modo globalizzato". (ANSA).

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Jennifer Aniston cuore d'oro con infermiera malata Covid

Attrice le regala un buono di 10.000$ al Kimmel Live

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Jennifer Aniston, oltre ad essere la più bella cinquantenne di Hollywood, ha anche un cuore d'oro a prova di gioielliere. E lo ha fatto donando a un'infermiera, Kimball Fairbanks, madre di due figli, colpita da Covid 19 e ricoverata in isolamento, ben diecimila dollari con un buono su Postmates, società che si occupa di consegna di prodotti a domicilio. Tutto questo è accaduto durante il noto talk-show tv Jimmy Kimmel Live con una procedura alla Carramba che sorpresa. "Volevamo tirarti un po' su e così per fare questo mi  piacerebbe farti incontrare qualcuno di nome Jennifer" così Kimmel, prima di aprire il collegamento con Aniston e lasciare sbalordita l'infermiera. "Ciao tesoro - ha detto l'ex di Brad Pitt -, che bello conoscerti. Volevo solo dire: Dio vi benedica, te e tutti voi che siete là fuori a fare ciò che fate. Non so come esprimere la gratitudine per ciò che voi ragazzi state facendo, mettendo a rischio la vostra salute. Siete veramente fenomenali". La Aniston, che ha poi regalato alla Kimball, infermiera cardiovascolare che lavora nell'ospedale della sua città, St. George nello Utah, un buono di 10 mila dollari, ha poi raccontato in tv la sua quarantena.
   

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700 bambini cantano a distanza Nessun Dorma

Franceschini, commuovono quei sorrisi, sarà generazione migliore

Lifestyle Teen
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700 bambini italiani e europei cantano insieme dalle loro case "Nessun Dorma". "Commuovono con quei sorrisi dietro i cartelli con il loro nome. Da questa prova terribile uscirà una generazione migliore e più forte della nostra", così il ministro della Cultura Dario Franceschini su twitter. #iorestoacasa #Europaincanto 
   

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