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Lombardia

Responsabilità editoriale di Pagine SÌ! S.p.A.

A.N.M.I.C., disabilità e diritti: tutela e rappresentanza

Pagine SÌ! S.p.A.

Le parole sono importanti. Mai come in questo caso, aggiungiamo. La prima parola cui facciamo riferimento dunque è disabilità: in Italia interessa circa 4 milioni di persone, una cifra significativa che impone all’attenzione di tutti temi come la tutela e la rappresentanza di tale categoria, parte integrante della società italiana. E siamo a tre parole, disabilità, tutela e rappresentanza cui se ne aggiunge inevitabilmente un’altra: opportunità. In questo ambito sono diverse le associazioni che nascono con lo scopo di tutelare e rappresentare le persone affette da disabilità fisiche e motorie e ANMIC è una delle più importanti nel nostro paese. La realtà che rappresenta è fondamentale: Gianluca Englaro, presidente ANMIC della sede regionale della Lombardia, ci aiuta a far luce sull’operato di questa associazione che conta alle spalle quasi sessanta anni di duro, e non sempre facile, lavoro a disposizione di ogni cittadino affetto da handicap, per aiutarlo a risolvere problemi che riguardano l’assistenza, il lavoro, l’istruzione, la pensione e molto altro sia a livello burocratico che istituzionale.


Partirei con un inquadramento nazionale dell’associazione…
L’Anmic è stata istituita Ente Morale per decreto legge del Presidente della Repubblica il 23 dicembre 1978, divenendo così forza trainante e di indirizzo per le scelte di politica socio-sanitaria del nostro paese. La sede direzionale dell’Anmic si trova a Roma ma conta ben 19 sedi regionali oltre questa. Io sono il presidente dell’ANMIC Lombardia e ora Commissario nella sede di Brescia. In tutta Italia esistono 103 sezioni provinciali, oltre a 350 sezioni comunali e delegazioni locali che si occupano della tutela degli assistiti.
Prima di proseguire, è importante dare una definizione di Invalido civile, fin troppe lacune e distorsioni ci sono in proposito. Che ne direbbe di fare chiarezza?
Un invalido è una persona prima di tutto. Una persona affetta da minorazione, di diversa tipologia, psicofisica congenita o acquisita che comporta un danno permanente. Non dipende quindi da cause di guerra, lavoro o servizio. L’associazione che rappresento è la maggior organizzazione del settore, sia per numero di associati sia per ampiezza delle tipologie di disabilità interessate. ANMIC ha il fine di rappresentare e tutelare gli interessi sia morali che economici dell’intera categoria degli invalidi civili sul territorio nazionale.
ANMIC non è sola in questo, nel tempo avete unito le forze collaborando e confrontandovi con altri enti…
ANMIC è un’associazione riconosciuta a livello nazionale a rappresentanza e tutela di persone con disabilità, ha un ruolo trainante ma non è sola. Fa parte, insieme con altre 5 associazioni, ANMIL, UNMS, UIC, ENS e ANGLAT, della FAND, una federazione tra le associazioni nazionali di invalidi. In ogni ambito, sia nazionale, regionale e in parecchi contesti anche provinciale, c’è FAND e qui ci confrontiamo con le altre associazioni, incontrandoci almeno un paio di volte al mese per perseguire e valutare i bisogni a livello territoriale. L’obiettivo primario è sempre quello di tutelare la persona, qualunque sia il tipo di disabilità, e conseguentemente attivandoci per rispondere alle diverse esigenze.
ANMIC è un’associazione che lavora in maniera capillare sul territorio, decentralizzata, con il fine di arrivare ovunque, per quanto possibile, e raccogliere le richieste più diverse…
A livello territoriale le problematiche sono diverse, e possono anche variare in base alle diverse esigenze; è quindi necessario che vengano affrontate evidenziando i problemi delle singole aree, di ogni singola regione, con la sensibilità e l’atteggiamento adatti alle varie situazioni specifiche che si verificano. Questo per far fronte anche alle diverse strutture organizzative messe in campo dalle istituzioni locali e soprattutto al loro modo di approcciare associazioni come la nostra.
In Lombardia per esempio abbiamo riscontrato difficoltà nel confronto con la Regione, soprattutto nel discutere aspetti per noi essenziali per la tutela degli assistiti. Quando il “colloquio” con gli enti locali incontra ostacoli, interviene FAND, che per noi ricopre un ruolo fondamentale di interlocutore anche su questioni cruciali quali le sovvenzioni governative e regionali, grazie alle quali abbiamo implementato i servizi alla persona diversamente abile, dando risposte concrete e risolvendo efficacemente numerose problematiche riscontrate direttamente sul campo.
Può farci un esempio concreto di questi servizi di cui parla, riferendosi nello specifico alla Lombardia, area in cui opera in prima persona?
Abbiamo istituito uno sportello disabilità per il cittadino, dove riceviamo riscontri concreti, sulle necessità e sulle problematiche più diffuse, da parte dei diretti interessati. Siamo operativi non solo in Regione Lombardia ma in tutte le nostre sedi, provinciali e non, dislocate entro i confini regionali. C’è una relazione diretta con le persone: ascoltiamo le problematiche reali e le difficoltà socio-economiche di tutti quelli che si rivolgono a noi, così interloquendo direttamente con le persone siamo in grado di offrire loro un sostegno concreto, focalizzato sulle reali esigenze del singolo individuo. Il dovere delle istituzioni è ricoprire un ruolo fondamentale nell’abbattimento degli ostacoli di diversa natura (ancora oggi presenti) che interessano i processi di inserimento a tutti i livelli della vita comunitaria: sociale, lavorativa e scolastica e, di conseguenza, anche reddituale.
Per quanto riguarda le altre regioni?
Purtroppo non abbiamo un riscontro tangibile per le altre regioni, io posso presumere che FAND funzioni in Lombardia come nel resto del paese. Posso pero sicuramente affermare che in Lombardia, siamo l’associazione più emancipata a all’avanguardia.
Stiamo persino organizzando un programma di formazione di figure di rappresentanza che nei tavoli istituzionali specifici, ci diano la possibilità di confrontarci ad armi pari con le istituzioni. Vale a dire persone dotate di esperienza e di specifica preparazione per esprimersi in modo consapevole e competente rispetto ad ogni singola argomentazione trattata.
Da questo funto di vista è stata determinante FAND?
Sicuramente sì. Ci siamo orgogliosamente impegnati anche economicamente e non senza importanti sforzi, con tutte le altre associazioni parte attiva di FAND, per stanziare un contributo affinché la federazione si possa avvalere di tecnici competenti e persone preparate che ci rappresentino in ogni situazione .
Parliamo della sede di Brescia, dove lei lavora in prima persona…
La sede di Brescia conta circa 2000 associati e rappresentiamo circa seimila, seimilacinquecento persone disabili. Le persone interessate si rivolgono a noi per trovare una soluzione alla loro problematiche con richiesta di invalidità o aggravamento, legge 104 ecc. o per utilizzare il nostro servizio di Patronato che offriamo agli associati e non, a costi sicuramente agevoli: il patronato INAPI si occupa di pensioni (invalidità-vecchiaia-superstiti-sociale), maternità, disoccupazione, assegni familiari, duplicati CUD/OBSM, estratti contributivi, modelli 730, IMU, TASI,RED, ICRIV, ICLAV e ACCPS/AS, oltre ad una consulenza professionale elevata.
Nel 2015 abbiamo strutturato la nuova sede in via Solferino 44/a, una sede attrezzata per accogliere persone con disabilità, cosa che prima nella vecchia sede non era possibile. Essendo io stato nominato commissario, sono ripartito dalla filosofia alla base della nostra associazione ANMIC: tutelare le persone diversamente abili. Per questo motive ho cercato e trovato una sede idonea, e grazie alle persone che collaborano con me, offrire innumerevoli nuovi servizi.
Può elencarcene alcuni nello specifico?
Noi inoltriamo le richieste, ad Asl e Inps, di domande di invalidità civile e accompagnamento come stabilito dalla legge 104; inoltriamo richieste di indennità e assistenza ai minori, abbracciando il tema scuola e riabilitazione, abbiamo un servizio di consulenza medico legale, e medici certificatori per avanzare eventuali ricorsi. La nostra associazione si avvale di medici di categoria che ci rappresentano nelle commissioni mediche di valutazione degli stati di invalidità, seguendo e confrontandosi con gli altri medici affinchè i nostri assistiti siano sempre valutati correttamente. Offriamo consulenza legale ai nostri associati con due avvocati che si occupano di seguire nei dettagli casi particolari, riscontrati in un primo momento dal medico legale. Sempre come servizi ci siamo attrezzati per avere un referente per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per le pratiche di collocamento obbligatorio, legge 68, nelle aziende che devono inserire la persona con disabilità nei loro organici. Inoltriamo pratiche per il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con limitazione di deambulazione e per le tessere di libera circolazione sui mezzi di trasporto regionali. Gestiamo le pratiche per l’acquisto di autoveicoli con agevolazioni come la riduzione dell’iva al 4%, la detrazione del bollo auto, la detrazione dell’Irpef, e sconti con concessionari.
Servizi di assistenza e tutela morale ed economica verso tutte le categorie dunque…
Indubbiamente cerchiamo di essere sempre di più un punto di riferimento. L’essere invalido civile significa trovarsi davanti ad un percorso di vita difficile perché difficile è l’inserimento, sia nella società che nella scuola, che nel lavoro. Ci si imbatte quotidianamente in innumerevoli insidie alle quali spesso il Comune e lo Stato non sono in grado di rispondere. L’ANMIC cerca in ogni modo, grazie a volontari, medici e consulenti tecnici, di fornire ai propri soci forma di tutela e presa in carico di problematiche di vario genere su molteplici fronti.
In che modo riesce a sostenersi un’associazione come ANMIC?
Le entrate dell’associazione ANMIC sono rappresentate dal sostegno del “5 x 1000”, da donazioni spontanee ma è soprattutto il pagamento della quota di iscrizione con cui si riceve la nostra tessera, la vera risorsa di sostentamento, che ci permette di continuare a essere il riferimento per tutte quelle persone bisognose che si appoggiano a noi. Il costo della quota di iscrizione è di euro 47,80 annuale. Con questa tessera l’associato ha il diritto di usufruire di tutti quei servizi presso la nostra sede, che prima ho descritto. L’ANMIC di Brescia in particolare per il rinnovo della tessera o per associarsi, ha due forme di pagamento: con bollettino postale che distribuiamo in sede tramite c/c 1026833655, o il contributo tramite codice iban it86q0503411200000000017076.
Ecco concludendo vorrei proprio far capire all’associato, che magari tramite l’ANMIC ha ottenuto il suo riconoscimento o ha risolto il proprio problema, di starci vicino anche in futuro e continuare a sostenerci per permetterci di poter aiutare tutte quelle persona disabili e le loro famiglie che senza il nostro aiuto sarebbero in seria difficoltà.

 

 

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