Fake news: Anm,intervento sovranazionale

Avvocato Del Re, pericoloso delegare 'pulizia' notizie a social

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 9 FEB - In tempi di campagna elettorale, giocata prevalentemente sull'informazione, le 'fake-news' tornano prepotentemente alla ribalta. Ma non si tratta di un tema solo nazionale come dimostra, ad esempio, la 'guerra' sulle 'fake' in corso tra autorita' Usa e Russia. Per questo "il tema delle fake news deve essere affrontato a livello sovranazionale perché tramite i social network le notizie false rimbalzano da un continente all'altro e le attività di prevenzione e contrasto non saranno efficaci se organizzate in modo disorganico ed in chiave esclusivamente nazionale", spiega Eugenio Albamonte, presidente dell'Anm e, come pm a Roma, tra i massimi esperti nelle inchieste sulla criminalita' informatica, nel corso del convegno "Fake news, manipolazione e disinformazione in rete", organizzato dall'Ordine degli avvocati di Roma e dall'Adgi (associazione donne giuriste italiane) di Roma. "Il red button approntato dal Ministero dell'Interno con il coinvolgimento della Polizia Postale - aggiunge il magistrato - è una prima risposta, apprezzabile ma non risolutiva. E' necessario immaginare che sull'argomento operi una rete di competenze che coinvolga non solo la polizia ma il mondo dell'università, le istituzioni i mass media tradizionali ed i social network, eventualmente coordinati da un'autorità garante, che operi individuando le notizie false, elaborando le smentite e diffondendole capillarmente in rete nello stesso modo nel quale si propagano le false notizie. La risposta alle fake news non è la censura ma la diffusione di notizie vere. E' poi indispensabile lavorare alla creazione di una coscienza critica nei fruitori del web che consenta di distinguere le fonti autorevoli e crei in ciascuno di noi gli anticorpi per contrastare i danni della falsa informazione". Una situazione complessa secondo l'avvocato Maddalena Del Re, presidente dell'Adgi, Sezione di Roma, che , sintetizzando gli interventi dei relatori al convegno, spiega come sia necessario "prevenire attraverso l'educazione delle nuove generazioni sottolineando la differenza tra responsabilità individuale e collettiva". Insomma occorre "insegnare ai giovani e non solo a loro, a coltivare il dubbio di fronte alla 'notizia' e quali sono i pericoli nel delegare ai social network la 'pulizia' dell'informazione".(ANSA).
   

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