Lula attacca Bolsonaro e punta alle presidenziali

Covid: record morti in Brasile, 2.286 in 24 ore

Ancora un record di morti di Covid-19 in Brasile. Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 2.286 con 79.876 contagi. Lo rivela il Consiglio nazionale delle segreterie di salute (Conass). Il bilancio totale dall'inizio della pandemia sale a 270.656 morti a fronte di 11.202.305 casi accertati.

L'ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva non esclude di candidarsi come avversario di Jair Bolsonaro alle elezioni del 2022, anche se per ora preferisce non sciogliere la riserva: "Non ho la testa per pensarci", ha preso tempo.

Nella sua prima conferenza stampa dopo l'annullamento delle sentenze a suo carico da parte della Corte suprema che lo ha fatto tornare eleggibile, il leader del Partito dei lavoratori ha sferrato un attacco frontale in primis contro Sergio Moro - l'ex giudice simbolo dell'inchiesta Lava Jato, la Mani Pulite verdeoro, che per primo lo aveva condannato per corruzione - e poi contro l'attuale capo dello Stato, verso il quale ha rivolto le parole più dure.

Bolsonaro "dice solo baggianate e fake news", con lui "abbiamo un astronauta" al potere, "questo Paese non ha un governo", ha incalzato Lula parlando per oltre due ore presso il sindacato dei metalmeccanici di San Bernardo do Campo, alla periferia di San Paolo, dove iniziò la sua carriera politica. "Il ruolo di un presidente è prendersi cura della propria gente", ha continuato l'ex presidente-operaio criticando la gestione dell'emergenza virus da parte del leader di estrema destra, ora che il Brasile vive il suo momento più drammatico dall'inizio della pandemia, con un record di quasi duemila morti in 24 ore.

"Il vaccino non è una questione economica, ma riguarda amare la vita oppure la morte", ha sottolineato Lula, puntando il dito contro l'atteggiamento "negazionista" di Bolsonaro. "Non seguite la sua decisione imbecille, vaccinatevi", ha raccomandato l'ex metalmeccanico, rivolgendo un accorato appello alla popolazione e annunciando che la prossima settimana riceverà la prima dose anche lui.

Dopo aver ringraziato varie personalità internazionali (tra cui papa Francesco e l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema) per la solidarietà dimostratagli, Lula ha riservato le altre frecciate all'ex pm Moro, accusato di parzialità nei suoi confronti. "Sono stato vittima della maggiore menzogna giuridica raccontata in 500 anni di storia", ha esordito l'ex presidente ricordando i processi in cui è rimasto coinvolto nell'ambito delle indagini sui fondi neri Petrobras. "Sono certo che oggi Moro deve soffrire molto più di me, perché sa di aver sbagliato. Io sono tranquillo: la verità ha vinto", ha sottolineato, confermando poi l'intenzione di restare protagonista attivo della vita politica. "Sarei piccolo se pensassi al 2022 adesso: il mio partito prenderà una decisione al momento opportuno, ora pensiamo ai problemi del Paese", ha tagliato corto infine Lula, mantenendo per ora le carte coperte. 

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