Ciclismo: Italia torna mondiale, Imola sarà iridata

Battuta la Francia. Nel '68 Adorni campione, 'Ora spero Nibali'

Il 27 settembre la magia iridata del campionato del mondo di ciclismo si assegnerà a Imola. L'Emilia-Romagna, infatti, è riuscita a convincere l'Unione ciclistica Internazionale, dopo che, appena pochi giorni fa, la Svizzera aveva deciso che la rassegna iridata, in programma ad Aigle-Martigny, non si poteva fare per l'emergenza Covid. Sarà un'edizione del mondiale da organizzare a tempo record e senza le corse giovanili: correranno infatti solo gli elite, donne e uomini: il 24 e il 25 ci saranno le gare a cronometro, il 26 il mondiale femminile e il 27 la corsa che assegna la maglia iridata fra i professionisti e per chi la vince può valere una carriera. L'Uci aveva chiesto ai potenziali candidati due requisiti: il primo era la rigorosa osservanza delle norme anti contagio. Gli spazi dell'autodromo Enzo e Dino Ferrari dove ci sarà la partenza e l'arrivo del circuito, assicurano distanze e supporti logistici. Un fatto che è stato determinante per battere la concorrenza dell'altro candidato, il tracciato francese con l'ascesa della Plance des Belles Filles. Il secondo era quello di un percorso duro, com'era quello di Martigny: gli organizzatori hanno risposto con un circuito di 28 chilometri estremamente selettivo con due salite: quella di Mazzolano, 2,4 chilometri con tratti di pendenza sopra al 10%, cui segue la discesa verso Riolo Terme, e poi quella di Gallisterna, con una pendenza superiore all'11%. Facile, quindi, ipotizzare che i candidati alla vittoria finale saranno i grandi protagonisti delle corse a tappe, anche perché, nel ravvicinatissimo calendario ridisegnato dopo il lockdown, la prova iridata si svolgerà una settimana dopo l'arrivo del Tour de France e una settimana prima della partenza del Giro. Il ct della Nazionale italiana, il romagnolo Davide Cassani, la cui influenza nelle stanze del ciclismo internazionale di certo non è stata secondaria nell'assegnazione del mondiale ad Imola, punterà tutte le sue carte su Vincenzo Nibali: per il campione siciliano sarà probabilmente l'ultima occasione della carriera per aggiungere una ciliegina preziosa a un palmares già incredibilmente ricco di vittorie. A sperare in un trionfo dello Squalo è anche il vincitore dell'altro mondiale che si tenne a Imola, ovvero Vittorio Adorni, che nel 1968 giunse da solo al traguardo staccando il secondo di quasi dieci minuti. "Spero che Vincenzo Nibali arrivi a braccia alzate come feci io nel 1968", ha commentato con l'ANSA. "Credo sia importante in un anno così che l'Italia possa ospitare un evento simile. Sarebbe bello che in Italia trionfasse un italiano". Chi intanto può cantare vittoria è la Regione Emilia-Romagna che, dopo il doppio appuntamento del Motomondiale a Misano il 13 e il 20 settembre e il ritorno del gran premio di Formula Uno, sempre a Imola, l'1 novembre, può festeggiare un altro appuntamento internazionale, organizzato a tempo di record, ma che impreziosisce il palinsesto sportivo della Regione.

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