Parma fallito VIDEO FOTO. Beretta: ''Lega ha applicato regole con puntualità''

Curatori procedono all'accertamento delle responsabilità. La speranza e' ripartire dalla D

"Dal punto di vista sportivo dispiace a tutti perdere un protagonista della massima serie negli ultimi anni e vanno ringraziati sia i curatori, che hanno dato un contributo significativo in questo periodo, sia tutta la parte sportiva della società che ha assicurato con grande impegno la prestazione del Parma in campionato": così il presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta ha commentato il fallimento del Parma Fc, sottolineando che "per quanto ci riguarda, le regole sono state applicate con molta puntualità. E ce ne siamo date di più stringenti per far sì che un nuovo caso Parma non possa accadere". "Stiamo tutti lavorando con impegno e determinazione per assicurare sostenibilità al mondo del calcio e alla Serie A - ha aggiunto Beretta al termine dell'assemblea dei club -. Bisogna dare atto al mondo del calcio e alla Lega Serie A di aver applicato le regole".

''E' finita, c'è poco da commentare. Non c'è più futuro per il Parma calcio''. E' stato questo il laconico commento di Alessandro Lucarelli, capitano della squadra crociata e membro del comitato dei creditori. Pochi minuti dopo la conclusione dell'udienza di fronte al Giudice delegato che ha decretato la fine del club, ha aggiunto ai ggiornalisti - ''nonostante ce l'abbiamo messa tutta non ce l'abbiamo fatta. Anche Piazza e Corrado hanno provato in tutti i modi a salvarci ma in due mesi e mezzo non sono riusciti a capire fino in fondo l'entità del debito futuro. Questo fa capire l'entità dei danni che hanno fatto quei due (Ghirardi e Leonardi) nei loro anni di permanenza a Parma''. ''Non dimentichiamo mai chi ha causato tutto questo - ha ribadito Lucarelli - Sicuramente abbiamo fatto anche noi degli errori in queste settimane, ma erano a fin di bene, c'è invece chi ha causato tutto questo con la propria cattiva gestione e deve pagare. Adesso stiamo pagando tutti noi per colpa di altri. Leonardi collabora con il Latina? E' una cosa che mi fa schifo. La federazione non dovrebbe permetterlo''.

''Non avrei mai creduto di scendere a questo livello. Io sto soffrendo veramente. Io amo la città, la mia gente, la mia squadra. E' tremendo''. Ha la voce rotta dalla commozione Alberto Michelotti alla notizia del fallimento del Parma Fc. Ex arbitro internazionale, ma anche membro del club dei 27, covo doc degli amanti di Giuseppe Verdi, testimonial del dialetto parmigiano nelle scuole e ultimamente anche consulente per un film sulla storia della città, Michelotti è uno fra i simboli della parmigianità: ''E so bene cosa sta provando Parma'', aggiunge con rabbia. ''Dobbiamo dire grazie a Ghirardi e Leonardi di tutto questo - aggiunge - Non pensavamo certo di essere finiti in mano a due soggetti del genere, e non aggiungo di più perché quando mi arrabbio dico sempre qualcosa di troppo''. ''Da ragazzo giocavo come portiere nella Giovane Italia, lì a 17 anni mi notò il Parma e iniziai così a vestire la maglia crociata - racconta l'ex arbitro - Conosco tutti gli ex presidenti, i giocatori. Quando facevo l'arbitro internazionale mi allenavo con il Parma (che allora militava in serie C), facevo la preparazione estiva con loro. Il mio cuore soffre, è come subire una coltellata. E tutto a soli pochi mesi dalla celebrazione dei cento anni di vita del club''. E adesso? ''Non è la prima volta che succede, siamo già falliti alla fine degli anni '60 e siamo stati capaci di risalire - risponde Michelotti - Ma da tutti noi ora serve un forte richiamo alla città. Non dico come se non fosse successo niente ma dobbiamo continuare a seguire la squadra con la stessa passione, la stessa onestà e la sportività di sempre. Ora ho un sogno: vedere un Parma nelle categorie minori con una squadra composta da almeno nove undicesimi di ragazzi della città. Ma ripeto: vedrete che risaliremo e torneremo grandi''.

La procedura fallimentare del Parma, dopo la chiusura dell'esercizio provvisorio, prosegue ora il proprio lavoro con la determinazione delle passività non sportive, con la liquidazione dell'attivo e, soprattutto, con l'accertamento delle responsabilità del dissesto e del mancato controllo, con le conseguenti azioni risarcitorie. Lo hanno precisato, con una nota, i curatori fallimentari Angelo Anedda e Alberto Guiotto, che hanno confermato lo stop all'esercizio provvisorio dato dal giudice Pietro Rogato. I curatori hanno anche ribadito la richiesta fatta alla Federcalcio per consentire ai giovanissimi nazionali di disputare le finali nazionali previste nei prossimi giorni.

 

La vittoria europea piu' significativa del Parma, di cui oggi e' stato dichiarato il fallimento, rimane il successo nella Coppa Uefa 1994-1995, nella doppia finale contro la Juventus, di cui all'epoca il Parma era avversario per lo scudetto anche in campionato. Questo e' il tabellino Ansa della finale di ritorno, che venne giocata non a Torino ma a Milano. 

CALCIO: COPPA UEFA; VITTORIA PARMA

(ANSA) - MILANO, 17 MAGGIO 1995 - Il Parma ha conquistato la sua prima Coppa Uefa di calcio battendo nella doppia finale la Juventus. La partita di ritorno, giocata stasera a Milano, e' finita 1-1 con gol di Vialli al 35' pt e di Dino Baggio al 9' st. All'andata il Parma aveva vinto 1-0. I parmigiani succedono all'Inter che aveva vinto il trofeo l'anno scorso.

CALCIO: COPPA UEFA; JUVENTUS-PARMA 1-1

(ANSA) - MILANO, 17 MAGGIO 1995 - Juventus e Parma hanno pareggiato 1-1 (1-0) nella finale di ritorno della Coppa Uefa. Il trofeo viene conquistato dal Parma che si era imposto all'andata 1-0.

Juventus: Peruzzi, Ferrara, Jarni, Torricelli, Porrini, Sousa, Di Livio (36'st Carrera), Marocchi (29'st Del Piero), Vialli, R.Baggio, Ravanelli. (12 Rampulla, 13 Fusi, 15 Tognon). Parma: Bucci, Benarrivo (1'st Mussi), Di Chiara (35' st Castellini), Minotti, Susic, Couto, Fiore, D.Baggio, Crippa, Zola, Asprilla. (12 Galli, 14 Branca, 16 Brolin).

Arbitro: Van Der Wijngaert (Bel)

Reti: nel pt 35' Vialli; nel st 9' Dino Baggio

Angoli: 8-6 per la Juventus

Note: serata primaverile, terreno leggermente allentato. Spettatori 80.745 per un incasso di 4.546.702.000, nuovo record della Juventus. Ammoniti: Couto, Minotti, Vialli, Ferrara e Asprilla per gioco scorretto, Ravanelli per fallo di reazione, Crippa per proteste. In tribuna d' onore il presidente della Uefa Johansson, il presidente della Figc Matarrese, i tecnici della nazionale Arrigo Sacchi (contestato in tribuna d' onore da tifosi bianconeri al gol di Vialli), Cesare Maldini e Carlo Ancelotti, il presidente della Lega Nizzola, Umberto e Allegra Agnelli, Eros Ramazzotti. Al 34'st Di Chiara ha abbandonato il campo in barella per un infortunio muscolare.

 

Il primo trionfo europeo del Parma calcio, del quale oggi e' stato decretato il fallimento, risale al 12 maggio 1993, quando i gialloblu' vinsero la Coppa delle Coppe a Wembley battendo in finale l'Anversa per 3-1. Questo il  tabellino e la cronaca Ansa di quella serata.

CALCIO: PARMA VINCE COPPA DELLE COPPE

(ANSA) - LONDRA, 12 MAGGIO 1993 - Il Parma ha vinto la Coppa delle Coppe 1992-1993. Nella finale allo stadio di Wembley ha battuto i belgi dell' Anversa per 3-1 (2-1).

CALCIO: COPPA COPPE; FINALE PARMA-ANVERSA 3-1

(ANSA) - LONDRA, 12 MAGGIO 1993 - Nella finale della Coppa delle Coppe 1992-93 allo stadio di Wembley: Parma batte Anversa 3-1 (2-1).

Anversa: Stojanovic, Kiekens, Broeckaert, Taeymans, Smidts, Jakovljevic (11' st Van Veirdeghem), Van Rethy, Segers, Severeyns, Lehnhoff, Czerniatynski (12 Emmerechts, 13 Debraef, 15 Moukrim, 16 De Coninck).

Parma: Ballotta, Benarrivo, Di Chiara, Minotti, Apolloni, Grun, Melli, Zoratto (26' pt Pin), Osio (20' st Pizzi), Cuoghi, Brolin (12 Ferrari, 13 Matrecano, 16 Asprilla).

Arbitro: Assenmacher (Ger).

Reti: nel pt 8' Minotti, 11' Severeyns, 30' Melli; nel st 38' Cuoghi.

Angoli: 7-4 per il Parma. Note: serata primaverile, terreno in perfette condizioni di gioco. Spettatori: 40.000 circa. Ammoniti: Di Chiara, Severeyns, Segers e Broeckaert per gioco scorretto. In tribuna il presidente della Federcalcio Antonio Matarrese, quello della lega Luciano Nizzola e il commissario tecnico della nazionale Arrigo Sacchi.

IL VIDEO DEL PRIMO TRIONFO EUROPEO DEL PARMA, IL 12 MAGGIO 1993 VINCE LA COPPA DELLE COPPE A WEMBLEY IN FINALE CONTRO L'ANVERSA

IL VIDEO DEL SECONDO TRIONFO EUROPEO, LA COPPA UEFA 1995 VINTA NELLA DOPPIA FINALE CONTRO LA JUVENTUS

IL VIDEO DEL TERZO TRIONFO EUROPEO DEL PARMA, LA COPPA UEFA 1999 VINTA IN FINALE CONTRO L'OLYMPIQUE MARSIGLIA A MOSCA

 

(DALL' INVIATO DELL' ANSA GIAMPIERO MOSCATO)

(ANSA) - LONDRA, 12 MAGGIO 1993 - Nella magica notte di Wembley il Parma ha dato una lezione di calcio all' Anversa, conquistando cosi', ed e' la prima volta nella sua storia, il trofeo dei campioni delle coppe nazionali. Lo ha fatto con una facilita' sorprendente per la sua relativamente breve esperienza ai piu' alti livelli. Lo ha fatto con i gol di Minotti, Zoratto, Cuoghi, gli uomini della vecchia guardia, rinunciando ad Asprilla, non tremando dopo il pareggio di Severeyns. E non ha avuto paura, il Parma, nemmeno sul finire del primo tempo, dopo il gol del possibile 3-1 che e' stato invece inopinatamente annullato dal tedesco Assenmacher. Lo ha potuto fare perche' anche nella ripresa ha cercato il gol molto piu' dei belgi, continuando a giocare come sa. E' stato comunque un grande spettacolo a Wembley. Parma e Anversa hanno onorato l' impegno come raramente succede in partite di tale importanza. E si e' capito subito che non sarebbe stato un incontro all' insegna della tattica e dell' attendismo. Merito del Parma, che ha assunto le redini del gioco, sapendo di essere piu' forte dei belgi su quel piano. Ma merito anche dell' Anversa, che ha accettato il ruolo di sfavorita puntando sul contropiede, e riuscendo molto bene in questa tattica grazie anche alla condizione eccellente delle sue punte, Czerniatynski, grande amico di Georges Grun, e Severeyns, che stasera ha ricordato lontanamente lo spento giocatore dei trascorsi pisani.

Dopo una iniziativa dei rossi sfumata in fuorigioco, e' giunta la prima rete del Parma, conseguente a due eccellenti azioni consecutive. Era l' 8' quando Brolin ha tagliato il campo con un lungo lancio in girata per Benarrivo che, dal fondo, ha messo la palla al centro dove Melli in tuffo ha incornato, ma Stojanovic ha deviato in angolo con un balzo prodigioso. Sul corner il portiere ha poi toccato debolmente verso destra, dove Minotti e' giunto con grande sicurezza e in acrobazia ha inventato un tiro che si e' infilato al sette. Quale inizio migliore? Ma il tempo per gioire e' durato appena 3': all' 11' e' giunto infatti l' inatteso pareggio. Zoratto, forse gia' vittima di quel dolorino alla gamba che a meta' del tempo lo ha mandato negli spogliatoi per essere sostituito da un Pin impeccabile, si e' trovato in difficolta' su un disimpegno. Il suo tiraccio laterale e' finito sul petto di Czerniatynski che ha lanciato in area Severeyns e il numero 9 e' stato bravo a infilare Ballotta. Ed ecco che la partita si e' fatta improvvisamente difficile. I belgi hanno preso tono, lo spettacolo si e' fatto infuocato. Le tifoserie erano schierate in due opposti semicerchi e le loro casacche gialloblu' e biancorosse sembravano fatte apposta per uno stadio costruito proprio di quei quattro colori, a parte il verde del campo, quel verde che sembrava voler ricordare le speranze del Parma di fare gol e mettere le mani sulla coppa.

E dopo una serie di tentativi a vuoto di un soffio, al 30' la speranza ha trovato alimento. Il ''sindaco'' Osio ha raccolto la sfera sul fondo e ha lanciato per Melli. Una palla alta, sulla quale Taeymans e' saltato fuori tempo e Stojanovic ha invece indugiato in uscita. Non altrettanto ha fatto Melli che e' saltato lassu' ad incornare per il raddoppio. Ed e' stato singolare che l' uno-due sia venuto dai leader di quel gruppo di ragazzi che hanno deciso di comprare casa a Parma per contribuire cosi', mattone dopo mattone, a costruire la ''squadra dei miracoli''. Da quel momento gli uomini di Nevio Scala sono saliti in cattedra, ormai toltisi di dosso ogni timore. La partita si sarebbe potuta chiudere definitivamente al 43' quando Melli di piede in area e' andato a segnare quel gol che solo per il guardalinee e poi per l' arbitro e' stato segnato in fuorigioco. Al momento del lancio di Cuoghi, infatti, il numero sette era almeno un metro dietro l' ultimo difensore. Peccato per Melli, perche' sarebbe stata una rete di ottima fattura. Peccato anche perche' l' attaccante ha poi avuto alcune esitazioni di troppo nella ripresa, fallendo a piu' riprese la rete della sicurezza. Cosi' al 2', quando a calciato a lato da buona posizione, cosi' al 3', quando si e' impaperato davanti a Stojanovic, e cosi' al 15' quando ha indugiato, a tu per tu con il portiere, tirandogli addosso senza riuscire a rimediare, in rovesciata, sul rimpallo.

Ma le imprecisioni di Melli non possono mettere in discussione la sua prova. Ha giocato bene, Alessandro, cosi' come tutta la squadra, dove hanno avuto un ruolo decisivo le scorribande sulle fasce di Benarrivo e Di Chiara, le geometrie di Grun, Zoratto (e poi Pin) e Brolin, la grande precisione di Apolloni e Minotti. Quindi Pizzi, entrato per Osio, acciaccato, ha contribuito a quel dominio di palla che non ha consentito ai belgi di farsi mai pericolosi, a parte due occasioni. E nel momento della seconda sostituzione si e' visto che il Parma avrebbe dovuto rinunciare ad Asprilla. Ma come aveva detto Scala, questa squadra poteva vincere anche senza il colombiano. E alla fine e' venuto il gol della consacrazione. Lunghissimo lancio di Grun per Cuoghi, che e' riuscito a liberarsi dell' avversario, a raccogliere in area e a puntare Stojanovic infilandolo con freddezza. Nel tripudio del pubblico la partita era ormai finita. Mai e poi mai i belgi avrebbero potuto rimontare dopo avere dimostrato di non essere stati in grado di vincere questa partita. Ha giocato a uomo, la squadra di Meeuws, a dimostrazione che l' Anversa temeva il Parma. Ed e' sembrata in difficolta' sui calci piazzati o sulle proiezioni in velocita' del Parma. Alla fine ha accolto il risultato come giusto, accontentandosi di un onorevole secondo posto e andando a raccogliere gli applausi dei propri tifosi. Ma Wembley ormai vibrava tutto per gli italiani.

IL VIDEO DEL PRIMO TRIONFO EUROPEO, LA COPPA DELLA COPPE VINTA A WEMBLEY IN FINALE  PER 3-1 SULL'ANVERSA     

PARMA - Ore 14, fine del Parma Fc. Si sono chiusi i termini per le offerte di acquisto, ma già tra ieri sera e stamani le uniche due cordate ammesse alla trattativa si erano ritirate. La parola passa al giudice delegato, Pietro Rogato, che alle 15 incontra curatori fallimentari e comitato dei creditori per la messa in liquidazione della società.

La speranza, per il Parma, a questo punto è quella di ripartire almeno della Serie D. Il regolamento federale prevede che il titolo sportivo, ritornato nelle mani degli organismi federali, venga consegnato, sentito il parere del sindaco della città, ad una nuova società che dimostri di essere in grado di partecipare la campionato di serie D. Nei mesi scorsi, alcuni imprenditori locali, si erano incontrati per dare vita ad un progetto per l'eventuale iscrizione alla Serie D, ma negli ultimi tempi il loro lavoro si era fermato in attesa di conoscere gli esiti delle trattative con Corrado e Piazza. Ora, però, c'è il rischio, visti i tempi ristrettissimi, che non siano più in grado, loro o altri, di fare in tempo a mettere in piedi una società che possa affrontare la serie D.

Il Parma saluta il calcio professionistico. Con il fallimento scompare la società gialloblù, già scesa matematicamente in B sul campo lo scorso 29 aprile, dopo il 4-0 incassato in casa della Lazio. C'era stata, è vero, una retrocessione in B nel 2008, con immediata risalita l'anno seguente, ma questa volta per gli emiliani si chiude davvero un quarto di secolo ricco di gloria e di trofei. La data del 22 giugno 2015 resterà tristemente nella storia centenaria del Parma Fc, nato nel dicembre 1913. L'isola felice del calcio va alla deriva. I tifosi, ormai rassegnati al peggio, ripassano i momenti di gloria. Tanti, a partire dal 1986 quando la sponsorizzazione del Parmalat apre sentieri nuovi e ricche prospettive. Sacchi e Zeman insegnano calcio moderno, ma è il pragmatismo di Nevio Scala, sergente di ferro, a fertilizzare l'entusiasmo della provincia che scala i quartieri nobili del calcio italiano. Promozione nel 1990 e dopo due stagioni Coppa Italia a spese della Juve del Trap con gol di Osio e Melli, eroi della prima fase con Benarrivo, Zoratto, Apolloni, Asprilla e 'Condor' Agostini. Alla terza con Melli e Cuoghi vince la Coppa delle Coppe (3-1 all'Anversa). Ecco Dino Baggio, Crippa, Zola e Sensini per la Supercoppa europea a spese del Milan di Capello. Nel maggio 1995 il Parma fa il suo lusinghiero bilancio: terzo posto dopo lunga lotta con la Juve di Lippi che la batte in finale di Coppa Italia, ma si arrende nell'epilogo di Coppa Uefa, terzo sigillo europeo, protagonista Dino Baggio. Poi la realtà si fa dura, Tanzi affida la presidenza al figlio, la panchina al giovane Ancelotti, gli investimenti e le esposizioni diventano faraoniche, si creano le premesse per il disastro. Dopo Cannavaro arrivano Thuram, Chiesa e Crespo, dal vivaio esce Buffon e nel 1997 ecco lo scudetto sfumato per due punti con la Juve, che vale l'accesso alla Champions. Con Malesani il Parma vola in paradiso nel 1999: Coppa Uefa con 3-0 al Marsiglia, Coppa Italia dopo due pari con la Fiorentina, poi Supercoppa Italia sul Milan di Zac. Comincia la diaspora dei campioni, la società scricchiola, ma fa in tempo a vincere un ultimo trofeo, una Coppa Italia nel 2002 con Junior e Carmignani in panchina. Nel 2006 arriva Tommaso Ghirardi, che l'anno dopo si affida a Cuper la cui gestione conduce alla retrocessione dopo 18 anni. Il Parma riparte dalla B e Guidolin ottiene subito la promozione. Negli anni arrivano Giovinco, Amauri, Candreva, Pellé, Biabiany ma è solo a metà 2011-'12, con Roberto Donadoni in panchina, che il Parma riprende quota: sette vittorie consecutive e ottavo posto il primo anno, decimo il secondo, 17 risultati utili consecutivi il terzo. Donadoni fa miracoli nonostante una società sempre in difficoltà, tanto che per i mancati pagamenti Irpef perde l'Europa League conquistata sul campo. E' l'inizio della fine, neanche l'ex ct riesce a fermare la crisi che porta alla retrocessione e, oggi, al fallimento.


   

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