Calcio

Derby Mole: bomba carta, identificati tifosi Juventus

"Fondati e probanti elementi" su quattro supporter bianconeri

 Sono stati identificati i presunti responsabili del lancio della bomba carta che ha ferito dieci persone durante il derby tra Torino e Juventus di due domenica fa. Si tratterebbe di quattro ultrà della Juve nei confronti dei quali sono stati acquisiti "fondati e probanti elementi" ora al vaglio dell'autorità giudiziaria. I presunti responsabili del lancio dell'ordigno rudimentale sono B.D., 29 anni residente a Collegno, nel Torinese, M.A., 42 anni residente a Torino, D.D., 28 anni residente in provincia di Milano e S.G.E., 28 anni residente in provincia di Bergamo. Tutti appartenenti alle frange ultrà della tifoseria juventina, le loro abitazioni sono state perquisite dalla Digos della questura di Torino. Le perquisizioni, informa la questura del capoluogo piemontese in una nota, "hanno consentito di raccogliere significativi ed utili elementi a carico di alcune delle persone perquisite, che si ritengono coinvolte nel più grave episodio del lancio dell'artificio esplodente". Uno dei tifosi juventini perquisiti, collegato agli ultrà bianconeri di Milano e già sottoposto in passato a Daspo, è stato denunciato perché trovato in possesso di tre cartucce calibro 22. Le perquisizioni hanno portato inoltre al sequestro di una cospicua quantità di sostanze stupefacenti, che hanno fatto scattare una denuncia e un arresto.

 TIFOSI GRANATA ATTACCANO IL PULLMAN DELLA JUVE - VIDEO DA YOUTUBE


LA VICENDA - I primi incidenti in mattinata, ben prima dell'apertura dei cancelli. In piazza San Gabriele da Gorizia i gruppi delle due tifoserie si affrontano una prima volta, costringendo le forze dell'ordine ad intervenire con due cariche di alleggerimento. Un tifoso viene fermato, e poi arrestato, per lancio di oggetti pericolosi e resistenza a pubblico ufficiale. Poco dopo l'arrivo dei pullman delle due squadre. Il primo a svoltare in via Filadelfia, dove c'è l'ingresso dei mezzi, è quello bianconero dei campioni d'Italia. Ad attenderlo circa trecento tifosi del Torino, che cercano di fermarlo, senza riuscirci perché l'autista non toglie il piede dall'acceleratore. Al passaggio del mezzo scatta il lancio di pietre, una delle quali manda in frantumi un finestrino. Le forze dell'ordine, che assistono alla scena, si mettono subito al lavoro e, grazie alla visione dei filmati, individuano e denunciano un tifoso per danneggiamento aggravato in concorso. L'inizio della partita non ferma la violenza neanche sugli spalti. Poco dopo il fischio d'inizio una bomba carta, proveniente dal settore dello stadio riservato ai bianconeri, manda in ospedale una decina di persone. Tre quelli trattenuti per accertamenti in ospedale - una ragazza al Mauriziano perché ha inalato del fumo e due al Cto per un trauma ad un orecchio e bruciature ai polpacci. Per questo episodio i tifosi arrestati sono tre, due della Juventus e una del Torino. I tifosi bianconeri escono dall'Olimpico scortati dalle forze dell'ordine per evitare altri scontri con i tifosi del Torino rimasti nei paraggi. "L'attività investigativa prosegue - rivela il questore di Torino, Salvatore Longo - con la visione dei filmati e il confronto delle testimonianze".v

Ira Alfano, nessuna clemenza per teppisti
"Nessuna clemenza per i teppisti". In serata il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, interviene duro sugli episodi di violenza del derby di Torino, l'aggressione al pullman delle Juve e la bomba carta allo stadio. Dopo i complimenti alla polizia per aver individuato subito i responsabili degli atti, il titolare del Viminale si è scagliato contro "i nemici dello sport: questo sono i teppisti che vorrebbero rovinare una passione, allontanando le famiglie, la gente, gli sportivi dagli stadi. Ci aspettiamo che tutti prendano le distanze da questi gravissimi e irresponsabili comportamenti". Non si ferma dunque la violenza ultras, anche se i dati parziali di questa stagione calcistica appaiono positivi. Dopo le nuove norme adottate alla vigilia del campionato, infatti, nel girone d'andata si è registrato il 30% di partite con feriti in meno rispetto all'anno precedente, gli steward feriti sono calati del 71% ed i feriti tra gli spettatori del 65%. Numeri incoraggianti, che però nascondono un salto di qualità nel livello di pericolosità degli episodi violenti, come è stato confermato oggi a Torino. Prima di Natale, così, il capo della polizia, Alessandro Pansa, ha firmato una direttiva con la quale di determina il rientro delle forze dell'ordine negli stadi, dopo alcuni anni in cui all'interno degli impianti si era data mano libera agli steward. Gli agenti, prevede la direttiva, saranno presenti "in casi eccezionali" nelle attività di prefiltraggio e filtraggio. Potranno poi esserci perquisizioni "ai fini di deterrenza". L'obiettivo è proprio quello di evitare che negli stadi vengano portati oggetti contundenti, armi, ordigni. In caso di partite ad alto rischio, poi, reparti di forze dell'ordine dovranno essere presenti nelle vicinanze dello stadio, non visibili, pronti ad intervenire nelle gradinate per interrompere eventuali fatti criminosi. Ma, al di là delle misure di polizia, al Viminale continuano a sottolineare l'inadeguatezza degli impianti calcistici, strutture "deteriorate" che non favoriscono certo il compito degli agenti.

Agenzia Vescovi, tifo violento,basta pannicelli caldi - Il tifo violento può essere fermato se si rinuncia a "false indignazioni, incertezze legislative, connivenze pericolose con le frange violente delle tifoserie, ammiccamenti e concessioni indicibili. Dinanzi a tutto questo, come dovrebbe accadere in ogni realtà sociale degna di questo nome, non ci sono pannicelli caldi". Lo scrive il Sir, l'agenzia della Cei, commentando in un editoriale gli scontri di Torino e sottolineando che "c'è solo la via della repressione e della prevenzione. Mettendo in campo anche l'intelligence per stanare le sacche ombrose del tifo violento". Oltre agli scontri del derby di Torino, "che dire - si chiede il Sir - dell'aggressione, negli spogliatoi, di un giocatore atalantino (Denis) ai danni di un collega dell'Empoli (Tonelli)? Si dirà che questo non è sport, ma solo teppismo. Giusto, ma se è così, perché non riusciamo ad estirparlo dalle nostre domeniche calcistiche? La domanda, purtroppo, è vecchia ormai di almeno trent'anni. Anni e campionati buttati via fra polemiche e false indignazioni". L'agenzia fa poi riferimento alla presenza in stadio di genitori con bimbi al seguito che diventano protagonisti di una domenica bestiale. "Forse a quei papà, non suoni scandaloso, va sottratta la patria potestà. Troppo severi? Vi porgiamo una domanda: gli affidereste vostro figlio anche solo per qualche ora? Noi, no", conclude il commento.

   

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