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Pechino: Moioli-Brignone-Fontana, le speranze azzurre

Donne protagoniste, ansia per Goggia. Obiettivo minimo 10 podi

La voglia e' tanta, le speranze ancora di piu' , l'obiettivo e' uno solo: fare meglio rispetto a PyeongChang 2018, quando l'Italia chiuse con dieci medaglie, tre delle quali d'oro. Piu' difficile entrare nella top10 tra le nazioni, per cui servono al minimo cinque ori, e utopistico pensare di battere il record di venti medaglie, che resiste da Lillehammer 1994. Le premesse pero' ci sono, perche' la squadra e' ampia (118 atleti, 46 le donne) e completa e i protagonisti di quattro anni fa sono quasi tutti pronti a riprovarci, con le donne nei panni delle trascinatrici. Gli ori della Corea furono portati da Michela Moioli (snowboard cross), Arianna Fontana (500 metri short track) e Sofia Goggia (discesa libera). Se le prime due hanno tutto per confermarsi, la sfortunata caduta di Cortina getta un'ombra sulle speranze di ripetersi della discesista lombarda. Ma la Sofia nazionale ce la sta mettendo tutta per farsi trovare pronta all'appuntamento a cinque cerchi ("work molto in progress" ha scritto mentre si allena in palestra), e lo sci alpino ha comunque le carte in regola per puntare a medaglie importanti e si puo' riporre maggior fiducia soprattutto nelle discipline veloci. Condizioni personali a parte, la vera incognita saranno pero' le piste cinesi, sconosciute a tutti. Il medagliere azzurro per crescere puo' contare anche su campionesse come Federica Brignone ed Elena Curtoni. Se Goggia ha dominato la stagione in discesa e prima dell'infortunio ambiva a confermarsi campionessa olimpica. In superG, Brignone e' la leader: la vittoria di Garmisch, ultima tappa prima dei Giochi, la lancia tra le assolute protagoniste.

Anche Curtoni e' stata sul podio due volte. La valdostana avra' a disposizione anche la gara di combinata, e il gigante, dove puo' dire la sua anche Marta Bassino. In campo maschile il solo vero atleta di punta e' il velocista Dominik Paris, il quale gareggera' nella libera che, alle 4 ore italiana di domenica 6 febbraio, aprira' il programma olimpico per lo sci alpino. L'altoatesino punta anche sul superG e, se lo slalom non avra' clamorose pendenze, potrebbe dire la sua in combinata. Poi le uniche due chance concrete vengono dal gigante e dallo speciale: Luca De Aliprandini, argento iridato a Cortina, e' tra i migliori nel gigante. Stesso discorso per Giuliano Razzoli e Alex Vinatzer tra i pali stretti. Sulla neve, ci sono poi speranze dalle gare di fondo e biathlon. Il valdostano Federico Pellegrino puo' puntare al podio nella gara sprint (in Corea fu d'argento), mentre tra racchette e carabina possono farsi valere la staffetta mista con Dorothea Wierer, la quale pero' avra' a disposizione altre prove per dire la sua (inseguimento, sprint e individuale). Occhio anche a Lukas Hofer. Dal classico al contemporaneo, l'Italia ha trovato nello snowboard una fucina di medaglie e a Pechino conta sul 40enne Roland Fischnaller, campione mondiale di gigante parallelo, specialita' dove puo' fare bene anche Mirko Felicetti. Ovviamente la punta di diamante e' la portabandiera Moioli, specialista dello snowboardcross, che potra' dire la sua in coppia con Lorenzo Sommariva nella gara mista che debutta proprio in Cina. Passando alle discipline del ghiaccio, Arianna Fontana promette lame bollenti nello short track anche a Pechino, potendo gareggiare con successo nella 'sua' 500, ma anche nella 1000 e nella 1500. Il bottino dell'azzurra e dell'Italia poi puo' crescere con la staffetta femminile. Speranze piu' che lecite ci sono anche nello speed skating, dove Francesca Lollobrigida e Andrea Giovannini, entrambi alla terza olimpiade, cercheranno di salire finalmente sul podio. Tra bob, slittino e skeleton sono le ultime due discipline a offrire qualche chance. Ancora deluso dalla medaglia di legno rimediata in Corea, Dominik Fischnaller puo' puntare al podio nel singolo ma anche nella Team-relay. In posizione inversa si scende con lo skeleton, dove l'Italia sembra aver trovato una brava interprete in Valentina Margaglio, fresca di bronzo europeo dopo quello iridato conquistato nel 2020 nella gara a squadre insieme con Mattia Gaspari.

 "Vi seguiro' con grande affetto e ci rivedremo al ritorno. L'Italia e' sempre orgogliosa di voi". Il messaggio all'Italia in partenza per i Giochi di Pechino e' del neo rieletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una spinta in piu' che aggiunge fiducia alle gia' alte speranze azzurre: fare meglio rispetto a PyeongChang 2018, quando l'Italia chiuse con dieci medaglie, tre delle quali d'oro. Piu' difficile entrare nella top10 tra le nazioni, per cui servono minimo cinque ori, e utopistico pensare di battere il record di venti medaglie, che resiste da Lillehammer 1994. Le premesse pero' ci sono, perche' la squadra e' ampia (118 atleti, 46 le donne) e completa e i protagonisti di quattro anni fa sono quasi tutti pronti a riprovarci, con le donne nei panni delle trascinatrici. Gli ori della Corea furono portati da Michela Moioli (snowboard cross), Arianna Fontana (500 metri short track) e Sofia Goggia (discesa libera). Se le prime due hanno tutto per confermarsi, la sfortunata caduta di Cortina ha gettato ombre sul possibile bis della discesista lombarda. E proprio alla Goggia il capo dello stato ha rivolto, in un colloquio telefonico con il presidente del Coni, Giovanni Malago' , i suoi pensieri: "Rivolga i miei piu' calorosi saluti alle atlete e agli atleti azzurri. E in particolare a Michela Moioli per il suo nuovo ruolo di portabandiera e a Sofia Goggia con gli auguri di pronta guarigione". La Sofia nazionale ce la sta mettendo tutta per farsi trovare pronta all'appuntamento a cinque cerchi ("work molto in progress" aveva scritto mentre si allenava in palestra), e oggi arriva la conferma che le condizioni del ginocchio migliorano, al punto che presto i carichi di lavoro verranno intensificati. "Le cose stanno progredendo nel modo sperato - commenta la campionessa olimpica di discesa -. Non mi rimane che continuare a lavorare in questa direzione e alla fine della prossima settimana faremo un nuovo punto della situazione". Condizioni personali a parte, la vera incognita saranno pero' le piste cinesi, sconosciute a tutti. Il medagliere azzurro per crescere puo' contare anche su campionesse come Federica Brignone ed Elena Curtoni. Se Goggia ha dominato la stagione in discesa e prima dell'infortunio ambiva a confermarsi campionessa olimpica. In superG, Brignone e' la leader: la vittoria di Garmisch, ultima tappa prima dei Giochi, la lancia tra le assolute protagoniste. Anche Curtoni e' stata sul podio due volte. La valdostana avra' a disposizione anche la gara di combinata, e il gigante, dove puo' dire la sua anche Marta Bassino. In campo maschile il solo vero atleta di punta e' il velocista Dominik Paris, il quale gareggera' nella libera che, alle 4 ore italiana di domenica 6 febbraio, aprira' il programma olimpico per lo sci alpino. L'altoatesino punta anche sul superG e, se lo slalom non avra' clamorose pendenze, potrebbe dire la sua in combinata. Poi le uniche due chance concrete vengono dal gigante e dallo speciale: Luca De Aliprandini, argento iridato a Cortina, e' tra i migliori nel gigante. Stesso discorso per Giuliano Razzoli e Alex Vinatzer tra i pali stretti. Sulla neve, ci sono poi speranze dalle gare di fondo e biathlon. Il valdostano Federico Pellegrino puo' puntare al podio nella gara sprint (in Corea fu d'argento), mentre tra racchette e carabina possono farsi valere la staffetta mista con Dorothea Wierer, la quale pero' avra' a disposizione altre prove per dire la sua (inseguimento, sprint e individuale). Occhio anche a Lukas Hofer. Dal classico al contemporaneo, l'Italia ha trovato nello snowboard una fucina di medaglie e a Pechino conta sul 40enne Roland Fischnaller, campione mondiale di gigante parallelo, specialita' dove puo' fare bene anche Mirko Felicetti. Ovviamente la punta di diamante e' la portabandiera Moioli, specialista dello snowboardcross, che potra' dire la sua in coppia con Lorenzo Sommariva nella gara mista che debutta proprio in Cina. Passando alle discipline del ghiaccio, Arianna Fontana promette lame bollenti nello short track anche a Pechino, potendo gareggiare con successo nella 'sua' 500, ma anche nella 1000 e nella 1500. Il bottino dell'azzurra e dell'Italia poi puo' crescere con la staffetta femminile. Speranze piu' che lecite ci sono anche nello speed skating, dove Francesca Lollobrigida e Andrea Giovannini, entrambi alla terza olimpiade, cercheranno di salire finalmente sul podio. Tra bob, slittino e skeleton sono le ultime due discipline a offrire qualche chance. Ancora deluso dalla medaglia di legno rimediata in Corea, Dominik Fischnaller puo' puntare al podio nel singolo ma anche nella Team-relay. In posizione inversa si scende con lo skeleton, dove l'Italia sembra aver trovato una brava interprete in Valentina Margaglio, fresca di bronzo europeo dopo quello iridato conquistato nel 2020 nella gara a squadre insieme con Mattia Gaspari.

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