Golf: Ryder Cup, lo show di Roma slitta al 2023

Ufficiale il rinvio da '20 a '21 dell'edizione americana

Per il grande show annunciato della Ryder Cup italiana bisognerà aspettare un anno in più. L'edizione romana della super sfida di golf tra Europa e Stati Uniti, in programma nella Capitale dal 30 settembre al 2 ottobre 2022, slitta al 2023 a causa del rinvio, dovuto all'emergenza sanitaria, di quella americana che passa dal 2020 al 2021. "Per noi non cambia nulla perché eravamo pronti a rispettare tutte le tempistiche. Prendiamo atto e condividiamo la decisione congiunta della PGA of America e della Ryder Cup Europe. Questo evento rappresenta una vetrina internazionale che mette l'Italia al centro del mondo. Un'opportunità anche per lo sviluppo del turismo e il rilancio dell'occupazione" le parole di Franco Chimenti, numero 1 della Federazione Italiana Golf e vicepresidente vicario del Coni. "Avremo maggior tempo per lavorare e rendere ancora più unico e speciale il grande appuntamento di Roma. Ma non nascondo il dispiacere. In questi quattro anni abbiamo lavorato duramente e con grande rigore" sottolinea Gian Paolo Montali, direttore generale del Progetto Ryder Cup- "L'Italia, Paese che vanta una storia straordinaria per l'organizzazione di eventi sportivi mondiali, avrà ulteriore tempo per prepararsi ad ospitare il più grande martch a squadre di golf". Così Guy Kinnings, direttore della Ryder Cup Europe. Tutto scaturisce dalla decisione della PGA of America che, dopo un lungo tira e molla, è stata costretta ad arrendersi al Coronavirus. Decidendo di posticipare l'appuntamento del Wisconsin, rinviando tutto a settembre (21-26) 2021 quando il torneo andrà in scena sul percorso del Whistling Straits Golf Course di Kohler. Fondamentale, per la scelta del rinvio, il parere del Centers for Disease Control and Prevention. "Gli esperti sanitari e le autorità pubbliche del Wisconsin non potevano fornirci garanzie sulla possibilità di organizzare responsabilmente a settembre un evento con migliaia di spettatori". Così ha motivato la scelta Seth Waugh, CEO della PGA of America.

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