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Fakenews e giornalismo a SMMdayIT. Contu, serve rigore

Focus del direttore dell'ANSA sulla correttezza e affidabilità dell'informazione. L'importanza di video e live streaming, con l’innesto sempre più delicato del tema dell’autorevolezza e dei contenuti non verificati

Francesco Fabbri

Affidabilita' e autorevolezza dell'informazione, importanza di video e live in streaming, la presenza di contenuti non verificati: questi i temi al centro della quinta edizione del 'Social Media Marketing Day Italia' #SMMdayIT a Milano, evento annuale che fa il punto sul mondo social e digital. Incontro aperto dal direttore dell'agenzia ANSA, Luigi Contu:

"Esserci, non parteggiare. Raccontare, non interpretare. E' questo il dovere di un giornalista, in particolare dell'ANSA". "La forza dell'ANSA - spiega Contu - restano le notizie, naturalmente con le immagini. D'altra parte il moderno livetwitting - spiega - non e' altro che la consolidata modalita' di trasmettere le notizie d'agenzia una via l'altro mentre un evento accade. Un'agenzia non puo' essere fuori dal web ne' dai social, ma non puo' essere snaturata: il suo compito e' cercare notizie, verificarle, essere dove le cose accadono, capire quel che avviene e raccontarlo nel modo piu' imparziale possibile. Sui social - prosegue Contu - si possono trovare anche notizie vere, tutti possono darne: ma soltanto un giornalista - o chi ha la stessa preparazione - puo' verificarla e accertarla. Solo cosi' si combattono le fakenews. E comunque le previsioni catastrofiche, anche autorevoli, sulla morte della stampa sono state smentite".

"E anche il web e' morto" dice sarcasticamente il direttore di Fanpage, Francesco Piccinini, riferendosi all'evoluzione di Internet negli ultimi 20 anni e alla suddivisione in termini di fruibilita' tra desktop e mobile. I video senza audio fruibili da mobile, la scelta della sintesi, l'uso professionale dei social sono alcuni degli strumenti maggiormente utilizzati dalla testata napoletana, punta tra le piu' avanzate dell'informazione all-digital.

Il ruolo di Facebook contro tutti e' tra i temi di SMMdayIT. "Sono troppi gli scontenti per la politica quasi monopolista del social di Mark Zuckerberg - sottolinea nell'intervento di apertura Andrea Albanese, vera anima dell'evento - dagli editori, alle tv, alle compagnie telefoniche alle agenzie pubblicitarie: Facebook e' riuscito a scontentare tutti. E se la bolla di Snapchat si va sgonfiando, le uniche vere alternative a FB sono Twitter e Linkedin perche' hanno una identita' definita. Altro fattore da sottolineare - prosegue - e' che l'iperspecializzazione paga. D'altra parte, se per una qualsiasi azienda e' necessario usare Facebook, e' altrettanto vero che il social del pollice non e' (piu') uno strumento di strategia di marketing. I video - prosegue Albanese - stanno sostituendo la navigazione internet, ma hanno controindicazioni: non ci sono interazioni, non si fa click e non ci sono link tra video. Si torna, insomma, a un rapporto simile a quello che si aveva con la tv. lo stato primordiale del web. E moltissimo di quel che facciamo sul web e sui social - sottolinea Albanese - lo facciamo da smartphone. Quindi, di continuo".

 

Proprio ai video e' dedicato un ampio approfondimento. Si parte dalla considerazione che gli utenti di video live rimangono con gli occhi sullo schermo tre volte di piu' rispetto agli spettatori di video non live e commentano molto di piu'. Questo significa che il livestreaming paga, e anche qui Facebook la fa da padrone grazie ai FBlive gratuiti. Da tener in conto anche l'evoluzione delle minacce che arrivano dalla Rete: Andrea Zapparoli Manzoni, di esperto di cybersicurezza, punta il dito contro i social network: "Le app - spiega - non hanno filtri antispam e antiphishing e sono molto piu' utilizzate delle 'antiche' email".

 Importante anche il punto di vista di UNICEF: "Abbiamo uno zoccolo duro di follower sui social - racconta Raffaele Coruzzi, responsabile digital per l'Italia - ma ormai ci siamo assestati e non cresciamo piu' al ritmo di un tempo. Il problema - prosegue - e' che nonostante tutti sappiano cosa faccia Unicef nel mondo, non mancano gli haters. Queste persone hanno una forza enorme, e generano consenso attorno a se'. E' un aspetto su cui riflettere".

La certificazione delle notizie e la validità degli influencer altri dei punti nevralgici del dibattito. Al riguardo, importante il punto di vista di Sergio De Luca di Confcommercio: 'I social non sono una scelta per le aziende, spiega, ma un obbligo. Per poter raggiungere i ns #stakeholders noi dobbiamo comunicare e relazionarci in multicanalità. Ed è fondamentale raggiungere i millenials'.

 

Toccante, infine, Giovanni Cupidi: organizzatore del disability pride, ha raccontato nel suo intervento in video come l'utilizzo dei social e degli strumenti online sia utile per i disabili. Cupidi, tetraplegico dall'eta' di 13 anni, ha utilizzato la piattaforma di Change.org per lanciare una petizione per richiedere l'assistenza domiciliare h24 che la legge gli garantirebbe. Dalla sua casa di Misilmeri, in Sicilia, e' arrivato sulle prime pagine dei quotidiani, sui siti web, in tv, ed ha raccolto numerosissime testimonianze di sostegno, anche da personaggi dello spettacolo. Il risultato finale e' stata la ripresa dei contatti con le amministrazioni locali - che da tempo erano interrotte - e nazionale, dando forza alla richiesta di assistenza domiciliare e ottenendo un confronto continuo su un tema tanto importante.

L'hashtg #SMMdayIT su Twitter e' stato fra i trending topic mondiali e al secondo posto fra gli italiani con oltre 18mila tweet. I profili di maggior peso sono stati @agenzia_ansa e @unicef_italia.

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