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Intesa: Wealth Management pilastro piano al 2025

Messina, continuiamo a essere motore di crescita sostenibile

Milano ANSAcom

Il wealth management continua a essere uno dei pilastri della strategia di Intesa Sanpaolo e del nuovo piano d'Impresa 2022-2025 che sarà presentato a febbraio. "L'unicità del nostro modello di business Wealth Management & Protection risulta vincente in un Paese come l'Italia dove lo stock di attività finanziarie delle famiglie a fine 2020 ammontava a 4.777 miliardi, pari a 2,9 volte il Pil nominale". A dirlo è il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in occasione della presentazione delle attività di Wealth Management & Protection del gruppo.

“La capacità di Intesa Sanpaolo di raggiungere e superare gli obiettivi, anche in un periodo di eccezionale complessità, troverà conferma nel prossimo piano d'impresa 2022-2025, che vedrà ancora il nostro gruppo nel ruolo di motore della crescita sostenibile e inclusiva – sottolinea Messina -, grazie al profondo radicamento della divisione Banca dei Territori nel tessuto dell’economia italiana, alla solidità della divisione IMI C&IB, alla dimensione internazionale del nostro Gruppo, attraverso le nostre Banche Estere e all’unicità del modello di business Wealth Management & Protection. Fin dal piano d’impresa 2014, il gruppo si è riposizionato in maniera decisa, puntando con forza sulle attività di asset management, private banking ed assicurazione. “Una mossa che ha portato subito i propri frutti", osserva Messina, sottolineando che il gruppo "ha saputo crescere mediante la gestione del risparmio, la consulenza finanziaria e patrimoniale e il business assicurativo, tanto da poterci oggi collocare ai vertici in Europa per solidità, efficienza e redditività". Snocciolando i numeri, l'ultima semestrale ha registrato 1.200 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela (+100 miliardi in un anno), con commissioni e attività assicurativa che rappresentano il 52% dei proventi operativi netti, mentre, dalle attività di Wealth Management & Protection proviene il 58% del risultato corrente lordo. Il piano che sta per concludersi ha confermato il modello incentrato su Wealth Management & Protection, focalizzandosi sul ramo assicurativo, "uno dei settori dove abbiamo individuato le maggiori opportunità di crescita nel nostro Paese", sostiene il manager.

Con l'acquisizione di Ubi Banca "sono entrate nel nostro gruppo ulteriori fabbriche prodotto nell'asset management e nell'assicurazione e reti di consulenti e private banker in grado arricchire il nostro modello di business e contribuire allo sviluppo ulteriore di questo nostro grande progetto". Oggi "siamo una bancassicurazione e un operatore di dimensioni europee nel private banking e nell'asset management, in grado di servire il cliente in maniera integrata e multicanale - spiega il ceo -, spaziando dal credito tradizionale alla protezione, dalla gestione del risparmio all'investimento, dalla salute alla previdenza". I dati al 30 giugno 2021 hanno evidenziato come “Intesa Sanpaolo sia il gruppo meglio attrezzato per affrontare le sfide future, grazie ad un eccellente profilo di rischio con un Leverage ratio al 6,9%, un Npl ratio ai livelli più bassi dal 2007 e l’obiettivo del Piano d’Impresa 2018-2021 di riduzione dei crediti deteriorati superato con un anno di anticipo”.

In collaborazione con:
Intesa Sanpaolo

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