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Tajani: 'Non siamo in guerra con Mosca, ma non deve vincere'

Tajani: 'Non siamo in guerra con Mosca, ma non deve vincere'

Forum ANSA con il vicepremier e ministro degli Esteri

ROMA, 23 febbraio 2024, 16:53

Redazione ANSA

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Forum ANSA con il ministro degli Esteri Antonio Tajani - RIPRODUZIONE RISERVATA

Forum ANSA con il ministro degli Esteri Antonio Tajani -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Forum ANSA con il ministro degli Esteri Antonio Tajani - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Si può morire per mano di un killer o per morte procurata: provocata direttamente o meno è sempre un omicidio. Il Cremlino ha una responsabilità enorme", ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani nel corso di un forum ANSA.

"La posizione del governo è molto chiara: in tutti gli atti ufficiali c'è stata unità di visione. La condanna dell'accaduto non è mancata dalla Lega", circa il caso Navalny.  

IL FORUM

"Ho incontrato la signora Navalny a Bruxelles, ho ribadito la vicinanza degli italiani e ho colto da lei la voglia di andare avanti. E' una donna forte, anche se fortemente provata dalla morte della persona con cui ha condiviso tanti anni della sua vita", ha detto Tajani aggiungendo l'auspicio che "le cose possano migliorare in Russia e possa prevalere la libertà d'espressione e la vera democrazia".

"Noi lavoriamo per la pace e impedire che ci sia una vittoria della Russia - ha detto il ministro degli Esteri-, noi vogliamo una pace giusta che significa il rispetto del diritto internazionale e la liberazione del territorio occupato dai russi. Ci auguriamo che si possa arrivare a una trattativa, ma non possiamo rinunciare alla difesa della libertà e del diritto internazionale. Non siamo in guerra con la Russia".

"Stiamo lavorando intensamente e discretamente con i Paesi arabi penso all'Egitto, la Giordania, l'Arabia, gli Emirati, il Qatar a un'interruzione temporanea dei combattimenti per permettere la liberazione degli ostaggi e far arrivare gli aiuti - ha spiegato il ministro nel corso del forum -, anche in maniera congiunta con il G7 e Ue: non è sempre facile stiamo dicendo a Israele che ci sono regole che vanno rispettate per la tutela della popolazione civile".

"Stiamo dando indicazioni e tutto l'Occidente ha detto a Israele di stare attenti ai coloni estremisti che nel Westbank si comportano con una violenza che non è sopportabile".

"Israele ha subito un attacco che ha ricordato la caccia all'ebreo della Gestapo e le Ss con scene di violenza che forse neanche le Ss hanno raggiunto. Tutto ciò deve provocare una reazione giusta contro i terroristi di Hamas ma tenendo presente che il popolo palestinese non è Hamas e Hamas non è il popolo palestinese, una reazione che permetta comunque alla popolazione civile di essere in qualche modo protetta. Hamas la usa come scudo ma Israele deve tenere presente gli aspetti umanitari" con una "proporzionalità nella reazione".

"Sono stato promotore di una iniziativa politico-militare per garantire il traffico marittimo a Suez e nel Mar Rosso sotto attacco dagli Houti. Una missione militare che non è offensiva: non andremo a colpire gli yemeniti ma le azioni offensive contro le navi", ha affermato Tajani. "Siamo un paese esportatore, il 40% del nostro Pil viene dell'Export. Il 40% di questo viene da Suez. Dobbiamo difendere il nostro commercio: oggi stanno aumentando i costi marittimi, i tempi di percorrenza. Abbiamo interesse che venga ripristinata la libera navigazione. Non è offensiva, è militare ma difensiva con regole d'ingaggio forti", ha aggiunto.

"L'Europa deve andare nella direzione della difesa comune, un sogno dei padri fondatori. Una necessità per garantire la protezione dell'Europa e per avere una politica estera di pace, pensiamo alle missioni di interposizione e di formazione della polizia. E' un modo anche per far contare di più l'Europa all'interno della Nato, non contro la Nato, per portare l'Europa a essere un interlocutore serio e credibile per gli Stati Uniti e l'Alleanza atlantica. Un'Europa che vuole contare politicamente di più". Per avere la difesa europea, ha aggiunto, "si può cominciare con la cooperazione rafforzata e poi lavorare su un esercito unico: le forme possono essere tante, l'importante è il risultato finale per l'Europa". 

Per quanto riguarda le Europee, "la legge elettorale europea è proporzionale, ognuno si presenta nelle proprie liste - ha spiegato il ministro nel corso del forum ANSA -. In Ue apparteniamo a famiglie diverse: siamo nel Pp e lo ribadiremo nel nostro congresso. Ci saranno tre ospiti importanti, che sono Weber, Metsola e il segretario dell'Internazionale di centro a ribadire il nostro riconoscersi nel popolarismo europeo. C'è grande spazio tra Elly Schlein e Giorgia Meloni e lo vogliamo occupare". "Il Ppe sarà la prima forza politica nel parlamento europeo. Tutto lascia pensare che il prossimo presidente della Commissione e del Parlamento europeo saranno esponenti popolari. Dico agli italiani di dare un voto utile per far contare di più l'Italia in Europa. Più forte è Forza Italia più forte è l'Italia in Europa".

Dopo la morte di Silvio Berlusconi, "dobbiamo fare un partito completamente diverso: oggi non c'è un erede di Berlusconi, siamo tutti eredi di Berlusconi", ha detto ancora il ministro degli Esteri alla vigilia del congresso di Forza Italia, spiegando che "Berlusconi ha avuto la grande capacità di costruire una forza politica che dopo di lui sarebbe rimasta in vita altri trenta e trenta anni, è stato così abile da saper inculcare in tutti noi i valori per cui siamo impegnati in politica".

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