Referendum costituzionale 2016: Zagrebelsky, la grande finanza è per la riforma

La posta in gioco: uno vince le elezioni poi ci pensa lui

"Questa riforma è sostenuta dai grandi gruppi finanziari e oligarchici e avversata dai poteri democratici: questo è il suo non detto. E al di là delle dichiarazioni, l' intento con cui viene fatta non è certo quello di cambiare il bicameralismo paritario"; la "vera partita" del mix formato da riforma e nuova legge elettorale è far sì che "uno vince le elezioni e poi ci pensa lui". Lo ha sostenuto nel corso di un incontro a Firenze della rassegna sui temi referendari 'Arrivano i NOstri', il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky.

Il senso, ha spiegato il costituzionalista, "è mettersi nelle mani di un capo che avendo vinto le elezioni, per cinque anni potrà fare quello che vuole. Ci vogliamo rendere conto di cosa vuol dire cinque anni di potere quasi 'illimitato'? cinque anni sono un'eternità; in cinque anni può dichiarare una guerra; oltretutto, con una camera sola, sarebbe anche più facile farla passare...", ha ironizzato.

"Questa riforma - ha detto - potrà servire al Pd e al suo segretario". "Tuttavia non è questo il punto - ha sottolineato - il punto è la possibilità di un governo quasi senza vincoli, e io non vorrei essere governato senza vincoli né da Renzi, né da Grillo, né da Berlusconi, né da Salvini, o chi potrà esserci; non per costoro in sé, ma sulla base della preoccupazione per cui del potere si può abusare".
   

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