Obama ha deciso, l'oleodotto Keystone non si farà

Per il presidente americano la lotta al cambiamento climatico è una priorità. L'ira dei repubblicani

Mettendo fine ad un dibattito durato sette anni, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto 'No' al progetto per la costruzione dell'oleodotto Keystone che, partendo dal Canada, avrebbe attraversato diversi Stati americani prima di raggiungere il Golfo del Messico. Ed e' un messaggio chiaro quello che lancia: "Non e' negli interessi dell'America", ha spiegato, dando cosi' priorita' a quella che chiama la "leadership dell'America sui cambiamenti climatici" che vuole con forza portare con se' fino alla fine del mandato e lasciare come eredita' tangibile della sua presidenza. E' pieno di simboli l'annuncio oggi a sorpresa alla Casa Bianca: con accanto il vicepresidente Joe Biden e il segretario di Stato John Kerry, Obama ha detto all'America di non voler cedere all'azzardo ambientale del faraonico progetto perche', al contrario di quanto sostengono i repubblicani tra i piu' fermi sostenitori dell'intervento, "non avrebbe un contributo significativo per la nostra economia". Non abbasserebbe il prezzo del petrolio (gia' calato), non creerebbe posti di lavoro (di queste ore i dati sulla disoccupazione per ottobre che e' al più basso livello registrato dall'aprile del 2008), non metterebbe al riparo dalla dipendenza energetica, ha affermato, forte dei dati che hanno di poco preceduto il suo annuncio. "Se il Congresso è serio sulla volontà di creare posti di lavoro, non è questo il modo", ha detto Obama rivolgendosi direttamente a chi da Capitol Hill ha da tempo dichiarato guerra alla 'filosofia' di Obama che vuole per gli Usa una transizione verso un settore energetico piu' sostenibile, piu' 'verde' e che su questo chiama a raccolta anche altri leader internazionali (con la Cina ha siglato un impegno congiunto sui limiti per le emissioni).

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