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Omicidio Nemtsov: per fonte indagini delitto "senza mandanti"

"Iniziativa privata di Dadayev e Shavanov", ex pretoriani Kadirov

L'omicidio dell'oppositore russo Boris Nemtsov non ha nessun mandante: "e' stata un'iniziativa privata di Zaur Dadayev e Beslan Shavanov" per vendicare la difesa di Nemtsov delle vignette di Charlie Hebdo su Maometto dopo la strage del 7 gennaio. Lo sostiene una fonte investigativa citata dall'agenzia Rosbalt. Dadayev e Shavanov, due ex "pretoriani" di un battaglione del leader ceceno Ramzan Kadirov, sono tra gli accusati del delitto: il primo ha confessato, il secondo si sarebbe fatto saltare in aria.  "Tuttavia questo potrà essere provato al 100% quando sarà trovata l'arma del delitto", afferma un'altra fonte investigativa. 

 E' salito intanto a 7 il numero dei sospetti fermati, dopo i due nuovi arresti di sabato. I due sarebbero stati in contatto con Zaur Dadayev e Beslan Shavanov (anche lui ex del Sever, fattosi esplodere sabato, dopo essere stato accerchiato dalle forze speciali a Grozny). Secondo la fonte, sono in corso interrogatori per verificare il coinvolgimento dei due nell'assassinio. Ancora buio fitto sul vero movente, a parte quello - scontato - per il quale si sarebbe fatta reclutare la 'manovalanza': il denaro, ha decretato il tribunale. Come in tutti i delitti su commissione. Sino ad oggi gli investigatori hanno assicurato di non scartare alcuna pista: dal tentativo interno o esterno di destabilizzare il Paese al malcontento dei nazionalisti russi per la critica di Nemtsov al ruolo di Mosca nella crisi ucraina; da una vendetta per motivi di gelosia (la fidanzata era una giovane modella ucraina) o di affari, sino ad un attacco degli estremisti islamici legato alla posizione dell'oppositore su Charlie Hebdo. Ilia' Iashin, uno dei leader dell'opposizione russa, ha bocciato come "insensata" la pista islamica seguita dagli investigatori russi. "Questa teoria insensata degli investigatori sulla pista islamica nell'uccisione - ha dichiarato - va bene al Cremlino e porta Putin fuori dalla linea di fuoco". In un'intervista alla Bbc Iashin ha affermato che i mandanti sono in Russia e all'interno del governo.

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