Coronavirus: in Cina altri 508 casi e 71 morti

L'epidemia ha portato i contagi in tutto il mondo oltre la soglia degli 80mila

La Cina ha accertato ieri altri 508 casi di coronavirus, portando il totale a 77.658. Le nuove morti, ha riferito la Commissione sanitaria nazionale, sono state 71 (il dato più basso da oltre due settimane), per un bilancio complessivo di 2.663.

Al netto dell'Hubei, l'epicentro dell'epidemia, i nuovi casi nel resto della Cina sono stati solo nove. Nella regione focolaio con i 499 nuovi casi di contagio il totale sale a 64.786, mentre i 68 ulteriori decessi portano il totale a 2.563.

L'epidemia di coronavirus ha portato i contagi in tutto il mondo oltre la soglia degli 80mila. E' quanto emerge dal rilevamento in tempo reale condotto dall'università americana Johns Hopkins, secondo cui i contagi accertati finora sono quasi 80.300. Quasi 78mila solo nella Cina continentale.

La Corea del Sud ha reso noto di aver accertato altri 84 nuovi casi di infezione da coronavirus, portando il numero complessivo a 977. Negli aggiornamenti sulla crisi, il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) ha spiegato in una nota che si sono avute altre due vittime, che fanno salire il totale a quota 10.

Altre tre persone sono decedute in Iran a causa del coronavirus: lo riportano i media statali. Il bilancio delle vittime nel Paese sale così a quota 15.

Il governo sudcoreano vuole fare i test sulla positività al coronavirus agli oltre 200.000 fedeli della Chiesa di Gesù Shincheonji, culto fondato nel 1984 dal pastore Lee Man-hee che ha sede nella città di Daegu e a cui è riconducibile circa il 60% del casi certi di infezione. I leader della chiesa, scrive la Yonhap, hanno accettato di fornire alle autorità l'elenco dei fedeli stimati in 215.000. Il focolaio è partito da una donna di 61 anni ("paziente n.31"), molto attiva nella comunità religiosa, che è risultata un "super diffusore".

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