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05 novembre, 17:28 Primopiano

Pakistan: giovane coppia di cristiani bruciati vivi, arresti

Oltre 460 persone denunciate per aver partecipato al linciaggio

La polizia pachistana ha arrestato 44 sospetti per la barbara uccisione di una coppia cristiana bruciata viva perché accusata di blasfemia. Lo riporta Express News.
 Oltre 460 persone sono state denunciate per aver partecipato al linciaggio avvenuto in una fornace di mattoni in un villaggio a circa 60 km da Lahore dove i due coniugi di nome Shama e Shehzad lavoravano.

Manifestazioni della comunità cristiana

Orrore in Pakistan: due giovani cristiani sono stati bruciati vivi. Sono stati spinti con la forza in una fornace da un gruppo di musulmani accorsi da diversi villaggi per punirli perché accusati di blasfemia. A linciare i due cristiani è stata una "folla inferocita di 400 persone", ha riferito un ufficiale della polizia pakistana, Muhammad Binyamin. E' accaduto nella zona di Lahore, stessa città dove l'Alta Corte ha confermato qualche giorno fa la condanna a morte di un'altra cristiana accusata di blasfemia, Asia Bibi, madre di cinque figli in carcere dal 2009. E ancora dal Pakistan la voce di Sawan Masih, cristiano condannato a morte, anche lui per blasfemia, che dall'aprile del 2014 è nel carcere di Faisalabad, e che proprio oggi si è detto fiducioso sulla sua liberazione. A rilanciare in Italia la notizia dei due cristiani arsi vivi è stata Fides, l'agenzia dei missionari. Shahzad Masih e sua moglie Shama, rispettivamente di 26 e 24 anni, sono stati accusati di aver bruciato pagine del Corano. E per questo sono stati uccisi. Il fatto - ha raccontato l'avvocato cristiano Sardar Mushtaq - è accaduto nel villaggio Chak 59, nei pressi della cittadina di Kot Radha Kishan, a sud di Lahore. 'Pakistan Today' ha dato grande risalto alla notizia e ha aggiunto dei particolari sulla giovane coppia: erano sposati, avevano tre figli e Shama era incinta del quarto. I due, che lavoravano da qualche anno nella fabbrica di argilla, sono stati sequestrati e tenuti in ostaggio per due giorni, a partire dal 2 novembre, all'interno della fabbrica. Questa mattina sono stati spinti nella fornace dove si cuociono i mattoni. L'episodio che ha scatenato la follia, cioè la supposta blasfemia, è legato alla recente morte del padre di Shahzad. Due giorni fa Shama, ripulendo l'abitazione dell'uomo, aveva preso alcuni oggetti personali, carte e fogli e, secondo la stampa pakistana, anche amuleti per pratiche di magia nera. La donna ha deciso che quella roba non serviva più e ne ha fatto un piccolo rogo. Secondo un musulmano, collega dei due giovani e che aveva assistito alla scena, in quel rogo vi sarebbero state delle pagine del Corano. L'uomo ha quindi sparso la voce nei villaggi circostanti e una folla impazzita ha preso in ostaggio i due giovani. Poi il tragico epilogo. La polizia è intervenuta ma è riuscita solo a constatare la morte dei due giovani e ad arrestare, per un primo interrogatorio, una cinquantina di persone.
   

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