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Navi e aerei cinesi intorno a Taiwan

Presidente americano Biden: l'escalation non andrà oltre

Il traffico aereo intorno a Taiwan sta tornando alla normalità dopo la riapertura dello spazio aereo che circonda l'isola: lo ha comunicato il ministero dei Trasporti, malgrado la Cina abbia annunciato oggi nuove esercitazioni militari nell'area. Dal 4 al 7 agosto, l'Esercito popolare di liberazione (Pla) ha tenuto le sue più grandi manovre mai organizzate avendo nel mirino Taiwan, dispiegando decine di aerei e lanciando missili balistici - che per la prima volta hanno anche sorvolato l'isola, in risposta alla visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi a Taipei. L'ultima zona di interdizione, la settima, è decaduta alle 10 (le 4 in Italia) senza che la Pla abbia fatto alcuna richiesta di proroga. Il Comando del teatro orientale della Pla ha annunciato nuove esercitazioni nei mari e nello spazio aereo intorno a Taiwan, ma non ha fornito posizioni specifiche di allerta. Il numero dei voli, circa 150 normalmente, sta gradualmente tornando alla normalità.

Un totale di 13 navi e di 39 aerei dell'Esercito popolare di liberazione (Pla) cinese sono stati rilevati "nella regione circostante" nel conteggio delle 17 locali (11 in Italia): lo riferisce il ministero della Difesa di Taiwan sulle attività delle forze armate cinesi intorno all'isola. I militari di Taipei "hanno monitorato la situazione e risposto a queste attività inviando aerei, navi militari e attivato i sistemi missilistici di terra. Tra i caccia, 21 (inclusi otto SU-30 e sei J-11) "hanno volato sulla parte est della linea mediana dello Stretto di Taiwan e nella zona di sudovest dello spazio aereo di difesa". Ma per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden "la Cina non vuole portare l'escalation al di là di Taiwan".

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