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Nel mirino della Corte Suprema anche voto, clima e nozze gay

Attese altre decisioni sui diritti fondamentali

Non solo l'aborto e le armi. Con una Corte suprema dominata da una maggioranza di sei giudici conservatori - di cui tre nominati da Donald Trump - sono a rischio altri diritti e valori fondamentali, dal clima alla religione e al voto. Il nuovo banco di prova saranno le ultime sentenze entro inizio luglio, quando il massimo organo giudiziario americano potrebbe pronunciarsi su altri casi cruciali, mentre in futuro l'obiettivo potrebbero essere le nozze gay, i diritti Lgbt, quelli alla contraccezione e alla fecondazione in vitro.

 

Stati Uniti, dalla Corte suprema attese altre decisioni sui diritti fondamentali

CLIMA
In un caso che oppone il West Virginia all'agenzia federale per la protezione dell'ambiante (Epa), la Corte suprema potrebbe limitare la capacità dell'agenzia stessa di attuare regolamentazioni applicabili a più centrali elettriche. Secondo Federalist Society, un influente gruppo conservatore di destra che spesso contribuisce alla valutazioni dei giudici, le agenzie governative non dovrebbero imporre regole che non sono state approvate specificatamente dal Congresso. I detrattori invece ritengono che il parlamento non possa occuparsi di tutto e che le autorità regolatorie debbano avere flessibilità per proteggere il cittadino.

 RELIGIONE
La nuova maggioranza di destra ha già dimostrato un forte desiderio di proteggere la libertà religiosa e potrebbe continuare a farlo in un altro caso. E' quello di un ex coach di football di scuola superiore vicino a Seattle licenziato per aver pregato in campo alla fine della partita della sua squadra: lui ha rivendicato la sua libertà religiosa, protetta dal primo emendamento, ma il distretto scolastico sostiene che stava facendo pressione sui membri del team perché partecipassero alla preghiera. In genere, quando gli interessi degli enti di governo confliggono con quelli dei gruppi religiosi, la Corte suprema tende a sposare i secondi. Come è successo nella recentissima sentenza contro il programma del Maine, che tra le scuole private escludeva quelle religiose dal finanziamento statale dell'istruzione per gli studenti che vivono in aree remote prive di scuole pubbliche. Una decisione che "continua a smantellare il muro della separazione tra chiesa e Stato voluto dai padri fondatori", per dirla con uno dei giudici che ha votato contro.


 
VOTO
Si prospetta calda anche la sessione autunnale, quando i saggi hanno già deciso che tratteranno casi sull'azione affermativa (volta a mettere fine o a correggere gli effetti di una specifica forma di discriminazione) sui diritti di voto e su una contesa tra libertà di religione e diritti Lgbt. 
   

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