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Borrell: 'Dobbiamo parlare con i talebani, hanno vinto loro'

Colloquio Draghi-Merkel sulla protezione umanitaria

"Dovremo metterci in contatto con le autorità a Kabul, chiunque ci sia, i Talebani hanno vinto la guerra quindi dobbiamo parlarci, per discutere ed evitare un disastro migratorio e una crisi umanitaria", oltre che "evitare che torni il terrorismo": lo ha detto l'alto rappresentante della politica estera della Ue, Josep Borrell, al termine del Consiglio affari esteri.

"La conclusione" del Consiglio affari esteri "è che il primo obiettivo è assicurare l'evacuazione del nostro staff, di quello afghano che ha lavorato per noi, e di chi vuole lasciare il Paese, non possiamo abbandonarli, faremo tutto il possibile per dargli riparo": lo ha detto l'alto rappresentante della politica estera della Ue, Josep Borrell, che ha ringraziato l'Italia per il corridoio aereo, la Francia per la sicurezza militare sul campo, e gli altri Paesi Ue che hanno fornito i visti per i 400 lavoratori afghani delle istituzioni Ue.

"Non potremo esimerci, come Occidente, da una riflessione approfondita sugli errori commessi e sulle lezioni da apprendere dall'intervento ventennale in Afghanistan. Ora tuttavia è necessario definire una strategia condivisa. Nella visione italiana, l'approccio europeo dovrebbe articolarsi attorno a cinque priorità". Lo ha affermato, secondo quanto si apprende, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo al Consiglio Esteri Ue. "Siamo consapevoli che si incrementerà la domanda di accoglienza di rifugiati e migranti dall'Afghanistan. È perciò necessario che l'Ue metta a punto una risposta comune, anche in questo caso in stretto raccordo con i partner della regione, a cui andrà contestualmente assicurato il necessario sostegno", ha detto Di Maio.

A fronte dell'aggravarsi della situazione in Afghanistan e nel quadro dei contatti internazionali avviati sulla crisi, il premier Mario Draghi ha avuto stamattina una conversazione telefonica con la Cancelliera tedesca,Angela Merkel. Nel corso del colloquio è stata discussa la protezione umanitaria di quanti hanno collaborato con le Istituzioni italiane e tedesche e delle categorie più vulnerabili, a partire dalle donne. Sono state inoltre approfondite le possibili iniziative da adottare in ambito Ue, G7 e G20 a favore della stabilità e a tutela dei diritti umani e di libertà fondamentali conseguite nel corso degli ultimi vent'anni.

"Un approccio condiviso" sull'Afghanistan in seno alla comunità internazionale è "cruciale" per portare avanti l'evacuazione di coloro che vogliono lasciare il Paese dopo l'avanzata dei Talebani fino a Kabul e "prevenire una crisi umanitaria" più grave, oltre che per cercare d'influire sul futuro del Paese. Lo hanno sottolineato in piena sintonia il primo ministro britannico Boris Johnson e la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conversazione ad hoc di cui dà conto stamane Downing Street, precisando come tra l'altro come Johnson abbia ribadito l'intenzione - già annunciata ieri in un analogo colloquio con il presidente francese Emmanuel Macron - di convocare intanto in veste di presidente di turno un video-vertice dei leader del G7 sul dossier afgano. Il primo ministro e la cancelliera - fa sapere Downing Street - "concordano sul fatto che la cooperazione internazionale è ora cruciale sia per far fronte all'urgente necessità di evacuare gli stranieri e altri dall'Afghanistan, sia per quella di più lungo termine di prevenire una crisi umanitaria nel Paese e nella regione" "Entrambi i leader - si legge in un nota diffusa a Londra - sono determinati a usare le loro influenza bilaterale e multilaterale per incoraggiare i partner internazionali ad adottare un approccio condiviso di fronte alla sfide che abbiamo innanzi". Inclusa quella di stabilire "standard concordati sui diritti umani del cui rispetto ogni futuro governo dei Talebani in Afghanistan dovrà rispondere alla comunità internazionale".

"Quelli che prendono il potere" in Afghanistan "hanno la responsabilità di far sì che il terrorismo non riprenda forza": lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, precisando che "se si ristabilisse il regime del terrore rischierebbe l'isolamento".

"Dobbiamo avere una valutazione chiara di quello che abbiamo fatto" in Afghanistan, ovvero "nonostante l'investimento considerevole il crollo è stato rapido. Dobbiamo imparare la lezione", ha detto il segretario generale della Nato.

"La priorità è l'evacuazione degli afgani che lavoravano per gli Stati Ue, ma lavoriamo per un approccio complessivo" dei migranti dall'Afghanistan "che fornisca una strada legale e sicura, affrontando i rischi dell'immigrazione illegale", ha detto un portavoce della Commissione Ue. "Sono elementi che vanno discussi a livello politico nei prossimi giorni", ha aggiunto il portavoce, spiegando che la commissaria agli affari interni, Ylva Johansson, incontrerà oggi il commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, proprio per avviare il confronto.

Gli Stati Uniti "non stavano cercando di ricostruire in Afghanistan: questa è una dichiarazione veritiera, perché l'obiettivo deglii Stati Uniti non è stato affatto di ricostruire". Commentato il discorso tenuto ieri alla nazionale dal presidente americano Joe Biden, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying ha affermato "che sia in Iraq, Siria o Afghanistan, ovunque vada l'esercito americano lascia turbolenze e divisione, caos, famiglie distrutte e devastazione", ha aggiunto Hua nella conferenza stampa quotidiana. "La forza e il ruolo degli Stati Uniti è la distruzione, non la costruzione".

"Riteniamo che i messaggi dati finora dai Talebani agli stranieri, alle missioni diplomatiche e alla popolazione siano positivi. Speriamo che questo si rifletta nelle loro azioni", ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

I talebani stanno dimostrando la loro volontà di lavorare con altre forze politiche afgane, il che è un segnale positivo, secondo il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov. "Il fatto che i talebani stiano ora dichiarando, e dimostrando nella pratica, la loro volontà di rispettare l'opinione degli altri è, credo, un segnale positivo. In particolare hanno detto che sono pronti a discutere un governo in cui non ci siano solo loro ma che preveda anche la partecipazione di altri rappresentanti afgani", ha detto Lavrov in una riunione con il personale docente della regione di Kaliningrad. Lo riporta Interfax.

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