• L'estrema destra tedesca cavalca le proteste anti-Covid

L'estrema destra tedesca cavalca le proteste anti-Covid

Il congresso di Afd a Dresda tenta di riunificare il partito

Sono nati come una forza politica di protesta, e la protesta intendono cavalcare in piena pandemia, in vista delle elezioni di settembre: l'ultradestra tedesca di Afd si è proposta oggi a Dresda come il partito che si oppone alla logica dei divieti e "alla follia dei lockdown".
    Al Parteitag, che continuerà domani, oltre 570 delegati non hanno rinunciato a radunarsi in un incontro in presenza che ha avuto il lasciapassare delle autorità sanitarie della Sassonia - nel rispetto di condizioni inderogabili come l'uso della mascherina - per tentare di riunificare le truppe di un partito fortemente lacerato al suo interno, e che ha un evidente problema di leadership.
    Non sono mancati i colpi di coda dell'ala radicale: ad attaccare la presidenza dell'eurodeputato Joerg Meuthen ci ha pensato ancora una volta Bjoern Hoecke: "Ho già detto chiaramente che ai miei occhi lui non possiede la profonda consapevolezza politico-storico-filosofica per guidare questo partito. Non possiede la capacità di integrazione, di cui c'è bisogno, come del resto ha dimostrato. Può far parte dell'orchestra, ma non da primo violino", ha sbottato con i giornalisti, secondo la Dpa, quello che è certamente uno dei personaggi più controversi di Alternative fuer Deutschland, avendo guidato in passato la cosiddetta "Fluegel", frangia estremista poi sciolta. Meuthen non ha affatto escluso di ripresentarsi per la presidenza in autunno, ma nel suo discorso, diversamente da qualche mese fa, ha cercato di parlare a tutti. È bene che oggi il congresso si sia tenuto in presenza, ha affermato, "vogliamo dimostrare che questa orgia di divieti, queste blindature, questa follia del lockdown… di tutto questo non c'è bisogno, se si ha fiducia nella gente". Anche Tino Chrupalla, altro esponente apicale, ha esortato a "lasciarsi alle spalle la guerriglia interna degli ultimi mesi".
    Il partito deve essere invece pronto ad "assumersi la responsabilità", anche perché gli altri "falliranno", ha incalzato Meuthen, incitando a navigare nella stessa direzione, innanzitutto in vista delle urne di giugno in una delle regioni dell'est in cui Afd è più forte, la Sassonia-Anhalt: "Abbiamo la grande chance di diventare per la prima volta il primo partito, e con una certa distanza rispetto altri, in un Land". Su Alternativa pende però la spada di Damocle del giudizio di Tribunale di Colonia, che dovrà pronunciarsi sulla decisione dei Servizi interni di mettere sotto osservazione a livello federale l'intero partito, ritenuto "caso sospetto" proprio per le spinte estremiste che hanno via via segnato il discorso politico.
    "Un via libera della giustizia potrebbe determinare anche una scissione del partito", ha spiegato in una conferenza stampa del VAP a Berlino il sociologo Alexander Häusler, esperto di destra estrema. "Dalla deflagrazione dell'attuale partito potrebbe nascere una specie di lega dell'Est molto radicale e preoccupante", la sua previsione. Il Parteitag si concluderà domani, senza la nomina di un candidato per le federali: i delegati hanno rimesso la decisione nelle mani dei membri del partito, che dovranno eleggere un "team" nelle prossime settimane. (ANSA).
   

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