Mondo

Bufera su Trump per le minacce sul voto, 'un golpe'

Dem, indaghi Fbi. Ultimo duello con Biden in Georgia per Senato

"Abuso di potere", "golpe", "reati da impeachment o da tribunale": è bufera su Donald Trump, che ora rischia un'inchiesta dopo la lunga telefonata minatoria al segretario di stato della Georgia, il repubblicano Brad Raffensperger, per sollecitarlo a "trovare" abbastanza voti da ribaltare la vittoria di Joe Biden nel Peach State. Stato, quest'ultimo, teatro anche dell'ultimo duello a distanza tra lo stesso Trump e il presidente eletto con i comizi per i due ballottaggi che martedì decideranno le sorti del Senato.

Il farneticante colloquio, la cui registrazione è stata pubblicata dal Washington Post, ha indotto i dem ad andare all'attacco, anche se i vertici del partito finora non si sono pronunciati, dal presidente eletto Joe Biden a Nancy Pelosi, che domenica è stata incoronata speaker della Camera per la quarta volta. E' però uscita allo scoperto la vicepresidente eletta Kamala Harris: "E' un insolente, sfrontato abuso di potere da parte del presidente degli Stati Uniti". "Il disprezzo di Trump per la democrazia è messo a nudo", le ha fatto eco il potente deputato Adam Schiff, mentre il suo collega Jerry Nadler annunciava che i dem al Congresso esamineranno le implicazioni legali della telefonata. Due deputati hanno già scritto una lettera al capo dell'Fbi Christopher Wray chiedendo di indagare sulla telefonata, mentre Raffensperger ha ammesso che il presidente rischia un'inchiesta della procura della contea di Fulton, dove voleva cambiare i risultati.

"Applicherò la legge senza timori o favori", ha detto l'attorney distrettuale della contea di Fulton Fani Willis commentando la notizia della controversa telefonata di Trump. "Come molti americani, ho trovato la notizia allarmante", ha spiegato in una nota, promettendo che "chiunque commetta una violazione della legge della Georgia nella mia giurisdizione sarà chiamato a risponderne".

Gabriel Sterling, il manager responsabile del sistema elettorale per l'ufficio del segretario di stato della Georgia, ha smontato dettagliatamente e respinto in una conferenza stampa le accuse di brogli avanzate da Donald Trump, accusando il suo team legale di aver "intenzionalmente ingannato" l'opinione pubblica pur avendo a disposizione tutti gli elementi per valutare, comprese alcune registrazioni delle operazioni elettorali contestate. Il dirigente ha negato anche ogni manomissione delle macchine che processano le schede.

Un'indagine è stata proposta dal Wp in un editoriale intitolato "Da impeachment. Probabilmente illegale. E' un colpo di Stato". Anche gli esperti legali contattati dal New York Times concordano che Trump potrebbe aver violato le leggi che proibiscono interferenze nelle elezioni statali e federali, ma pensano che sia difficile incriminarlo. Di diverso avviso l'ex leggendario reporter del Watergate Carl Bernstein: "Un'altra pistola fumante". Pure nel campo repubblicano non mancano riserve e condanne. "Una mossa eccezionalmente pericolosa", la reazione della numero tre del Grand Old Party alla Camera Liz Cheney. E proprio suo padre, l'ex vicepresidente Dick Cheney, sarebbe l'ispiratore della lettera con cui dieci ex capi del Pentagono hanno ammonito severamente Trump dalle colonne del Washington Post che "il tempo per contestare i risultati elettorali è passato" e che l'esercito non può essere usato per cambiarli. Il passo falso del presidente rischia di avere ricadute negative sui cruciali ballottaggi in Georgia, dividendo ulteriormente il partito e scoraggiando l'afflusso degli elettori repubblicani con la sua infondata teoria delle frodi elettorali, mentre gli avversari sono favoriti da un voto anticipato che ha già superato i tre milioni di elettori. In caso di vittoria, i dem controllerebbero tutto il Congresso e l'agenda di Biden non avrebbe ostacoli.

 

 

 

      RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

      Video ANSA




      Modifica consenso Cookie