Biden in campo con Obama, l'ira di Trump per Tulsa

A rischio il manager della campagna elettorale del presidente

A pochi giorni dal flop di Tulsa, il comizio che doveva rilanciare Donald Trump e che invece ha finito per trasformarsi in un boomerang, e' l'ora di Joe Biden. E l'ex vicepresidente, nel momento di grande difficoltà del tycoon, prova l'affondo giocando la carta più preziosa: la presenza al suo fianco, per la prima volta da quando è iniziata la campagna elettorale, di Barack Obama. I due appariranno insieme per una "raccolta fondi virtuale" e Biden spera di ricevere l'ulteriore spinta per consolidare il vantaggio nei sondaggi. "Raggiungerò il mio amico Joe per parlare di tutto ciò che e' in gioco in queste elezioni", ha affermato Obama, che lo scorso aprile ha dato l'endorsement all'amico con cui per ben otto anni ha condiviso l'esperienza alla Casa Bianca. 

Nel frattempo per Trump l'enorme delusione per il fiasco del suo primo comizio dopo lo stop obbligato per la pandemia e' tutta in quella camminata stanca e in quel viso pieno di rammarico mentre scende dal Marine One sul prato della Casa Bianca, di ritorno dal'Oklahoma. Nelle prossime ore sarà a Phoenix, in Arizona, un'altra delle aree in cui si sta registrando un picco dei contagi. Stavolta non sarà un comizio, ma un incontro con un gruppo di giovani sostenitori, anche se la paura di un nuovo mezzo fallimento è tanta.

Intanto nell'entourage del presidente si è alla resa dei conti. L'ira contro il manager della campagna elettorale, Brad Parscale, sale di ora in ora, e c'e' chi parla di un possibile siluramento a breve. La sua colpa sarebbe stata quella di ingigantire le aspettative per un evento, a Tulsa, dove si era detto erano attese almeno 100 mila persone e al quale invece si sono presentate in poche migliaia. 

   

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